Dopo aver provato di tutto, fino al situazioni veramente affollate e lunghe, ho avuto un periodo in cui ho cercato di darmi una regola, di capire cosa preferisco. Non ho dubbi sul fatto che desidero più di un maschio contemporaneamente. Sono sicura che mi piace ogni tanto sparire per minimo 2 settimane, lontana da casa, preferibilmente slave di un gruppo o di qualcuno che ha un locale tipo club privè. Ma e ... quotidianamente? Settimanalmente? Che fare? Non posso uscire ogni tanto la sera e osare come ho fatto finora. Ho rischiato, nel senso che poi si rischia di essere sputtanate. Con gli uomini si risolve. Si irrita solo chi si sente escluso quindi ho risolto accettando di "fare" anche con esseri non splendidissimi. Ma il problema è l'invidia delle altre donne. Quella diventa rabbia. Ultimamente ho avuto impegni a Milano e li so dove andare. 4 soluzioni: i club, i nordafricani, i neri e osare tipo nei parcheggi. Mi sono lasciata andare e sto preferendo neri e nordafricani perchè si fa presto a far accadere le cose e perchè s'impegnano. I neri amano penetrare. Lo fanno per ore. Coi nordafricani invece si sta creando una situazione simpatica e che mi attira molto. Un giorno alcuni di loro mi hanno portata in casa e notavo che ci tenevano particolarmente a venire dentro, nel mio corpo in generale, che fosse bocca o altri buchetti. Quando ho colto il disappunto di uno che mi era venuto sul viso e alcune gocce erano cadute sul divano di pelle, l'ho leccato direttamente e lui mi ha ringraziata. Erano in cinque all'inizio poi sono arrivati altri. Alcuni avevano fretta, se lo facevano succhiare in un attimo, mi inondavano la bocca e se ne andavano ma solo dopo aver visto che l'avevo deglutito. Per sicurezza controllavano aprendomi la bocca. Ho pensato che fosse una loro passione. Mi hanno chiesto ci saresti domani verso le 18? Ho detto va bene. Confabulavano fra di loro e poi uno mi ha detto saremo tanti. Quanti? Non sappiamo.  Queste situazioni mi piacciono. Sono per me delle sfide. Ce la farò? Sarò all'altezza? Il giorno dopo arrivo, mi spogliano, mi mettono a 4 zampe e poi iniziano con la bocca. Sono una decina all'inizio. Poi aumentano di numero, è un andirivieni continuo. Si concentrano sulla bocca  molte mani mi toccano. Dita e mani esplorano, ma solo un paio mi hanno penetrata venento poi nel sederino. Un minuto a testa, più o meno e vengono. c'è un orologio al muro. due ore e mezza senza interruzione. Ho senso di nausea. Chiedo di fare una pausa. Mi chiedono perchè. Spiego che ho la sensazione di vomitare. Uno mi da uno schiaffo e mi dice che non posso. Lo sperma deve rimanere dentro di me. Gli dico che mi piace berlo ma è tanto. Ho bisogno di muovermi un po', fare due passi per digerire. Inizio a camminare nella stanza, salto, poichè c'è musica ballo un po' . Poichè non ho detto che voglio andar via mi lasciano fare e iniziano a trovare interessante guardarmi. Mentre ballo un ragazzo inizia a ballare, mi palpa particolarmente il seno e poi in piedi, mentre balliamo, mi sodomizza. Viene, il seme cola dalle gambe, con le dita lo prendo e me le lecco. Sono soddisfatti ed eccitati. Facciamo le 23 così alternando pompini e ballo poi dico che davvero non ce la faccio più. Un paio di loro mi accompagna fino all'albergo e accetto di rifarlo domani. La notte non è stata semplice. Un po', poco, ho vomitato. Il giorno dopo, la mattina, nelle brevi pause dei miei impegni, mi rendo conto di essere infastidita dal fatto di non essere riuscita ad accontentare tutti. Il problema è la quantità di seme. Uno dei tipi coi quali ho impegni è un imprenditore nordafricano elegante e intelligente. Gli chiedo mentre bevo un caffè al bar vicino al suo ufficio, se posso fare una domanda che esula dal lavoro. Gli racconto che ho avuto un'avventuretta con uno delle sue parti e che ho notato questa attenzione col suo seme. Spiegati meglio... entrare nei particolari m'imbarazza. Lui insiste e inizia a guardarmi con interesse. Capisco che dopo mi tocca "pagare" la consulenza e questo mi sblocca e gli racconto cos'ho fatto la notte appena passata. Mi spiega che per loro è un precetto religioso. Non si può gettare il seme. Me l'ha spiegato serio, poi ha fatto un paio di telefonate. Siamo andati nel suo ufficio. Una decina di persone che lavorano. Entrati nel suo ufficio personale chiude la porta mi siedo e accade. Essendo soli e in pace, l'ho fatto venire due volte. Poi mi ha proposto di farlo giù  da me dove abito. Ci pensa lui ad avvisarli havdelle succursali là. Gli dico che non ne reggo molti, devo prepararmi per essere all'altezza della sutuazione. Nel pomeriggio vado all'appuntamento. Sono lì alle 14 perchè ci sarebbe già gente. Sono guivani. O non lavorano ancora o sono studenti. Faccio varie pause. Ballo salto, ma poi verso le venti sono veramente piena. Hanno venute abbondanti. Molti adulti non hanno rapporti da mesi. Torno il giorno dopo e poi ancora fino alla mia partenza. Mi rendo conto di essere migliorata come quantità. Arrivo giù a casa, nemmeno il tempo di capire dove sono e già il giorno dopo ho un appuntamento. Sono una ventina, un po' diffidenti. Va tutto bene. Sono contenti. Da quella prima volta son passati tre mesi. Ora lo faccio minimo tre volte alla settimana e ormai non ho più nausee. Faccio comunque le soste perchè eccitano e mi divertono. Mi rendo anche conto di essere appagata. Spesso in tutto un incontro nessuno mi penetra particolarmente quando sono tutti adulti ma ugualmente sono soddisfatta. I ragazzi e i ragazzini invece rienpiono con frenesia tutti i buchetti. Ovviamente per tre giorni non tocco cibo perchè sono sazia e mi rendo conto che sto benissimo. Ho anche la sensazione di stare meglio. Ho pure preso un paio di chili quindi devo fare un pi' di moto per rimediare. Penso che per un po' mi dedicherò a questo giochino, mi fa bene e non rischio di essere scoperta perchè non c'è invidia e faccio una cosa utile per la conunità. Me lo hanno proprio detto. Ho anche la sensazione che lo sperma mi dia dipendenza. Quando arrivo mi rendo conto che agisco con irruenza e recupero un po' ma poco del mio equilibrio dopo un'oretta. Ogni tanto penso a come farei se loro decidessero di smettere. So che non c'è motivo per pensarlo ma questo timore cresce da solo e secondo me l'hanno colto. Ultimamente non mi chiedono se sono disponibile. Mi dicono vieni qui a quest'ora e io vado e faccio del mio meglio