Il giorno seguente passammo l'intera mattinata per strada. Si giocò parecchio a carte tutti insieme, poi facemmo una breve sosta, dove Antonia diede il cambio a Marta alla guida; quindi ripartimmo avvolti da un singolare alone di stanchezza.
La quiete era calata dentro il camper.
Mia madre andò a riposarsi sul letto matrimoniale; Marta pure stava a letto, ma seduta a fare le parole crociate. Claudia invece si era addormentata direttamente al tavolino, con la testa poggiata alla finestra. E Vittoria era sparita in bagno. Antonia, soffrendo quel silenzio, o forse per evitare di esser contagiata dal sopore e mandare tutti quanti giù da un dirupo, accese la radio e la tenne bassa bassa, a farle compagnia. Vista la situazione generale, andai a recuperare il libro e il lettore mp3. Dal mio zaino la porta del bagno era nemmeno a un metro. Sapere che dietro questa Vittoria stesse verosimilmente con le mutande calate mi fece pizzicare la gola. Subito mi affiorò alla mente lo sgorgare del piscio di Claudia, e mi venne voglia di vedere Vittoria nella stessa situazione.
Ora, per capire la mia situazione, forse è il caso di dare un contesto più specifico. Oltre ad esser stato un tipico adolescente in preda agli ormoni, ebbi la fortuna (alcuni direbbero il talento) di collezionare una piccola serie di relazioni. Già ai tempi della prima superiore si crearono situazioni stuzzicanti che l'anno seguente conseguirono in veloci palpeggiamenti in classe e veri e propri rapporti sessuali nei cessi della scuola. Ma arrivati gli esami di maturità, rimasi per lo più a bocca asciutta. La ragazza con cui scopavo in quei mesi era andata all'estero, e le altre conoscenti con cui (se avessi giocato bene le mie carte) avrei potuto combinare qualcosa, erano tutte in vacanza. Ricordiamo inoltre che gli smartphone erano ancora di là a venire. Abituato quindi a un certo regime sessuale, mi ritrovavo ora in un'astinenza che sfociava in una perenne tensione e spasmodica ricerca. Ed esser circondato da donne, con tutti gli stimoli che il loro vestiario estivo poteva dare, non facilitava certo le cose. Pertanto, se solo quella porta avesse avuto la toppa per la chiave, sarei finito dritto dritto in un film erotico di quart'ordine.
Mi attardai così nella ricerca del mio mp3, nella speranza di cogliere qualche rumore che potesse suggerire cosa stesse facendo Vittoria là dentro; ma per quanto tendessi l'orecchio non sentii nulla se non la strada che passava sotto le ruote, e il brusio della radio proveniente dalla parte opposta del camper. Ormai su di giri, mi sedetti al tavolino a leggere. Sapendo che il parlottare sommesso della radio avrebbe finito per distrarmi dalla lettura, mi infilai le cuffie e selezionai qualcosa di strumentale, tranquillo e che conoscevo bene, così che potesse passare in sottofondo praticamente inascoltato. Ma una volta aperto il libro, mi ritrovai a fissare Claudia che faceva capolino al di là delle pagine: stava seduta davanti a me, dall'altra parte del tavolino, pendente da un lato, con la tempia poggiata al plexiglass della finestra. Aveva i capelli raccolti come al solito e una canottiera verde con un bordino rosso. Feci uno sforzo e mi misi a leggere. Quand'ecco che Antonia prese una buca, seguita immediatamente da uno STOCK! Alzando lo sguardo, vidi Claudia intontita che si massaggiava la tempia: il risultato dell'improvviso sobbalzo per lei era stato l'equivalente d'una testata al plexiglass. Mugugnò qualcosa, sempre con gli occhi chiusi, quindi si adagiò sul tavolino: il braccio destro riverso lo attraversava tutto (tanto che con la mano finiva praticamente a cinque centimetri da me) e sopra vi teneva poggiata la testa, con l'orecchio premuto sul bicipite. Notai immediatamente che in quella posizione potevo vederle i seni. Così piegata, lo scollo della canottiera pendula metteva in mostra due capezzoli, paffuti e rosa, in contrasto con un'ombreggiatura verde data della stoffa attraversata dal sole. Mi guardai attorno con circospezione: Marta stava continuando la sua settimana enigmistica, il bagno era ancora chiuso, e dal letto sopraelevato di mia madre nessun segno di vita. Sentivo il cazzo cominciare a ingrossarsi. La rischiai. Poggiai il libro sullo spigolo del tavolino, così che stesse inclinato a circa quarantacinque gradi; e mentre continuavo a tenerlo con la mano destra, m'infilai la sinistra nelle mutande e cominciai a massaggiarmi l'uccello. In quel modo avevo tre vantaggi: il libro rimaneva aperto anche tenendolo con una mano sola; la sua posizione faceva sì che per guardare quello spettacolo bastava sollevare di poco gli occhi dalla pagina, cosicché potevo fissarle le tette mentre sembrava che stessi leggendo; la mano sinistra era dalla parte della finestra, e quindi era vagamente nascosta alla vista, per chi guardasse dal corridoio. Con le dita sentii che la cappella cacciava fuori una gocciolina d'eccitazione. La vista di quei seni filtrati di verde era accompagnata dalla goduria di quella lenta frizione al cazzo. Di colpo sentii una pressione alla spalla e feci un balzo dallo spavento. Istintivamente la mia mano schizzò fuori dai pantaloncini. Vittoria era comparsa dal nulla e mi aveva toccato la spalla, provocandomi un mezzo infarto. Mi stava parlando, ma le sue labbra non emettevano suono. Un lieve strattone all'orecchio risolse l'arcano. "Cosa ascolti?". Mi aveva tirato via una cuffia.
<Che idiota! Ero così eccitato che ho ideato il piano perfetto senza rendermi conto d'avere ancora le cuffie nelle orecchie e la musica che andava! Che roba incredibile: era proprio come se la musica non ci fosse>.
"Ehmm.. roba." sudavo freddo all'idea che potesse aver visto cosa stessi facendo.
"Roba? Mi piace. Specie i suoi primi album." mi prese in giro lei, andandosi a sedere vicino a Claudia. Questa non si mosse d'un millimetro. Temevo che Vittoria potesse capire che dal mio lato la visuale permetteva scandagliamenti poco rispettabili. Ignara di tutto, mi mostrò invece la copertina di un romanzo, di quelli da supermercato: "Mi son portata da leggere anch'io!". Quindi s'immerse nella lettura. Cosa che io non sarei più riuscito a fare. Mi sistemai sulla seduta, un poco di lato, aggirando la mano di Claudia; mi poggiai alla parete con la spalla e mi misi a guardare il paesaggio che scorreva fuori dalla finestra. Rinfilai la cuffia nell'orecchio, e con la stereofonia ritrovata mi smarrii fra le piante, i cancelli, le case, i muretti e il mare. Dopo qualche tempo mi sentii toccare la mano: Vittoria voleva dirmi qualcosa. Tolsi la cuffia. "Non riesco a leggere con questi che parlano alla radio". In effetti dall'orecchio mi giunse un mormorio, che andava a mescolarsi con la musica del mio lettore. Sentii le sue dita stringermi appena il polso: "Posso ascoltare anch'io?". Feci per porgergli la cuffia, che lei si alzò e con un guizzo fece il giro del tavolino sedendosi di fianco a me. Mi prese la cuffia sorridendo e se la infilò nell'orecchia. "Chi sono?" mi chiese dopo qualche secondo di ascolto.
Venimmo a tal modo cullati dalla strada e dalla musica, che Vittoria poggiò la testa alla mia spalla, chiudendo gli occhi. Io guardavo dinanzi a me Claudia dormiente, e quei suoi seni ora appena intravisti si accompagnavano al profumo dello shampoo di Vittoria. <Cristosanto questa vacanza è un supplizio!>.
Il camper inchiodò. Ridestato dalle mie elucubrazioni, guardai fuori: eravamo nel parcheggio di un supermarket. Per uno del nord come il sottoscritto, la forma, il colore, persino il tipo di carrelli, ostentavano inequivocabilmente la sua natura marittima. Vittoria sollevò la testa assonnata. Antonia si girò dal sedile e sentenziò nella nostra direzione: "Si va a far spese!". Ci sfilammo dalla seduta del tavolino, un poco anchilosati. E mentre io spegnevo l'mp3 e Vittoria svegliava Claudia scuotendole dolcemente la spalla, Marta ci sollecitò senza troppi giri di parole: "Oja ajò!".
Dopo la tappa al supermercato preparammo dei panini e chiedemmo indicazioni per la spiaggia più vicina. Sull'ultimo tratto di strada adocchiai una casupola abbandonata, figurandomi già il modo per potervici arrivare.
Al consueto spalmaggio della crema solare, Claudia mi si parò davanti, senza dire una parola, esibendo la schiena libera dalla coda dei capelli. Simulando uno sbuffo, ma tradendomi con un'intonazione un poco compiaciuta, iniziai ad applicarvi la crema. La stendevo con movimenti lenti e circolari, inoltrandomi un poco sul lato, lungo la cassa toracica: le sentivo le costole sotto la pelle sottile, fino a sfiorare con la punta delle dita l'inizio dell'attaccatura del seno. Scesi fino all'orlo degli slip, per poi risalire lungo la spina dorsale, infilandomi sotto la cordicella del top del costume. Quindi le spalle, morbide e rilassate. <Qui è la volta buona che ci muoio....>. Ed ecco che si accoda Vittoria, venendo al mio fianco supplichevole: "Anche a me per favore". <E' ufficiale: mi vogliono morto>. Pregustando la pelle di Vittoria stavo cercando la forza di togliere le mani da Claudia; quando mia madre rovinò tutto. "Tutti da mio figlio ora?! Sù, la crema saprai mettertela pur da sola no?" rimproverò fra il serio e il faceto Vittoria, che saltellò via per farsela mettere da Antonia. Io sorridevo imbarazzato ma dentro di me maledivo mia madre. Da quel giorno, nessuna mi chiese più nulla. Io intanto osservavo Claudia che finiva di spalmarsi la protezione sulle braccia: le mani che massaggiavano gli avambracci, la scollatura abbronzata, le areole a protendere dal costume. Guardai il flacone di Bilboa e immaginai di averci sborrato dentro.
Appena arrivati alla spiaggia, piantai in tutta fretta uno degli ombrelloni e lasciai tutto il resto del lavoro a loro, fiondandomi nell'acqua per dare un po' di sollievo al mi cazzo.
Mentre facevo una nuotata, mi ricordai della casetta abbandonata. Tornato ai nostri ombrelloni, mi scrollai di dosso l'acqua, m'asciugai quanto bastava per non infradiciare la borsa fotografica, quindi me la issai sulla spalla e annunciai: "Io vado a vedere un rudere qua vicino." Rimasi un momento lì in piedi, aspettando una risposta di Claudia. Che però restò sdraiata a occhi chiusi; muta. Non pareva dormisse. Deluso, mi incamminai da solo: <Non so che darei per vederla pisciare di nuovo...>
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Aggiunto: 3 giorni fa
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