Simona, bassa in carne con occhi verdi e culo grosso, firma il pacco. Fattorino africano ghigna: "Bagno, ora". Lei obbedisce, eccitata.Lui esce nudo, cazzo nero di 26 cm eretto, una mazza venosa. La blocca: "Apri la bocca, zoccola!". Le infila il mostro in gola, spingendo rude – lei soffoca, lacrime agli occhi verdi, ma la figa pulsa. Succhia famelica, bava che cola.La gira di forza contro il muro, le strappa i pantaloni, espone il culo enorme. "Ti sfondo!", ringhia, sputa sulla cappella e la trafigge in figa con violenza – 26 cm che la dilatano da morire, dolore lancinante misto a estasi. "Fa male! Cazzo, sì!", urla lei, mentre lui pompa come un animale, schiaffi sul culo che lasciano segni rossi, tirandole i capelli fino a farle male il cuoio capelluto.La sbatte a pecora sul pavimento freddo, cazzo che entra e esce crudele, sfregando duro dentro. Telefono squilla: marito. Lei ansima, risponde tremante – "Che c'è?!" – ma lui la fotte più forte, lei squirta violento, un fiotto che bagna tutto, urlando "AAARGH! STO VENENDO!". Riattacca di scatto, "Fanculo!", e si perde nel dolore-piacere.La incula ora, strappandole l'ano stretto – urla strazianti, "Mi spacchi!", ma squirta di nuovo, corpo convulso. Lui esplode dentro, sborra bollente."Altra consegna domani, troia".
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