«Mmmm papà, sii, non fermarti» sussurro, aggrappandomi al tavolo, «così, a fondo, mmmm» Sto per venire, quando mamma senza voltarsi dice «Giorgia, come procede quella tesina?» «Benissimo mamma» dico con un tono un po’ troppo acuto «ci sono quasi» Lei non dice altro e torna al suo lavoro, proprio mentre tu senza smettere di succhiarmi il clitoride infili due dita nella mia fica e rotei andando a toccare quel punto che sai mi fa impazzire. Ti vengo in bocca, papi, mordendomi le labbra per trattenere il gemito che mi provochi. Continui a leccarmi per ripulirmi del mio stesso piacere, poi prendi le mie mutandine e senza farti vedere esci da sotto il tavolo. «Ti aspetto di sopra» dici e vai verso le scale.Io mi sistemo la gonna, mi alzo e mi affaccio sul balcone, «Mamma, vado a farmi una doccia» dico a voce alta, «Finirò dopo la tesina. Tu ne hai ancora per molto?» Lei guarda l’orologio, «Un’oretta almeno, forse due…» dice. La lascio ai suoi compiti e salgo di sopra. Vado in camera mia, accendo la musica, mi libero dei vestiti, poi entro in bagno e tu sei lì. Nudo, con il cazzo già duro.Chiudo a chiave la porta, apro l’acqua calda, entro nella doccia e tu mi segui a ruota. «, mi sei mancata tanto oggi» mi dici, mentre ti insapono le spalle, il petto, e più giù, fino ad arrivare al cazzo e alle palle. «Anche tu papi mi sei mancato… Mi è mancata soprattutto la tua colazione» dico con malizia, spingendoti sotto il getto dell'acqua. «Allora adesso ti faccio fare merenda» rispondi, spingendomi per le spalle. Mi inginocchio, ti afferro il cazzo alla base, inizio a segarti piano, avvicino il volto al tuo inguine e ti lecco le palle. «Brava piccola, lecca bene» mi dici. Senza mai smettere di guardarti in faccia ti lecco le palle, poi passo alla radice del tuo cazzo… gemi nel vedere la tua che ti lecca tutta l’asta, più volte, fino a chiudere la labbra sulla tua cappella gonfia. «Oh Giorgia , amore del papà, che troia che sei» sussurri, poi mi afferri per i capelli e tenendomi ferma la testa spingi il tuo cazzo nella mia bocca.Ti accolgo tutto, anche se con fatica, la mia bocca e la mia gola avvolgono il tuo uccello. Tu lo tiri fuori, poi lo spingi di nuovo dentro. Mi sento quasi soffocare, ma la sensazione mi eccita. «Troietta mia, ti piace quando papà ti scopa la bocca vero?» dici, stantuffando il cazzo nella mia gola, «Ti piace essere usata» mi inciti. Io annuisco per quel poco che posso. «Anche se non ti piacesse ti userei lo stesso, sai puttanella?» dici tirandomi forte i capelli, «Perché il tuo corpo, la tua fica, il tuo culo e la tua bocca mi appartengono di diritto, io ti ho creata e io ho il diritto di scoparti e usarti come meglio credo» dici, alternando le parole a spinte sempre più aggressive. Ormai sei sul punto di venire, lo sento.
"Giorgia, amore del papà, sto per venire, tieni, tieni puttanella» Ancora qualche spinta e poi ecco, mi vieni in bocca, schizzi forti e abbondanti. Cerco di inghiottirne più che posso, ma parte mi cola dai lati della bocca.Mi lasci i capelli, sfili il cazzo dalla mia bocca, io inghiotto tutto ciò che posso, poi con la lingua raccolgo ciò che è colato ai lati delle labbra. «Buona la sborra di papi» commento, prima di afferrarti il cazzo e iniziare a ripulirtelo con la lingua. Abbiamo ancora tempo, e so che il tuo cazzo sarà presto di nuovo duro per me
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Aggiunto: 3 settimane fa
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«Ben scritto e molto eccitante ma inverosimile.
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