Avevo 13 anni quando mio zio portò a conoscere ai miei genitori una ragazza che sarebbe poi diventata sua moglie. In una famiglia dove certi discorsi erano tabù lei parlò liberamente di come nascevano i , lavorava come infermiera nell'ospedale ginecologico della città, se si aggiunge un fisico strabordante, alta 1,70, abbastanza in carne, una quinta di seno e due cosce favolose che si vedevano bene grazie alle minigonne che indossava, ovviamente io e mio fratello la facemmo diventare la zia preferita, soprattutto quando ci tiravamo le seghe. Si sposano e vengono a vivere nel nostro palazzo, loro due hanno una mentalità più aperta del resto della famiglia, mi ricordo che quando mangiavano a casa mia facevo cadere la forchetta in modo che dovendo raccoglierla spiavo in mezzo alle cosce per vedere che mutandine portava. Ormai avevo 16 anni, le prime scopate le avevo fatte con la mia nave scuola, una signora di 60 anni che abitava sempre nella stessa casa e che mi aveva insegnato a farla godere a patto che fossi sempre a sua disposizione, così tutti i sabato pomeriggi li passavo a casa sua a leccarla e scoparla per bene, ai miei genitori dicevo che uscivo con i miei amici. Ormai ero talmente sicuro dei miei movimenti che non mi accorsi che mia zia mi vide andare da lei e poi la sera tornare a casa. Arrivò l'estate i miei zii andarono in ferie e lasciarono le chiavi della loro casa ai miei genitori per andare a bagnare le piante, un pomeriggio mia madre mandò me, curioso come ero dopo aver adempiuto alla formalità andai in camera da letto e mi misi a rovistare nel cassetto del comodino di mia zia dove teneva l'intimo, aveva un sacco di mutandine, molto striminzite, poi andai in bagno a frugare nella cesta della biancheria sporca e vi trovai una mutadina usata, la annusai è sentii l'odore della sua figa, mi eccitai e mi feci una sega. Finite le vacanze tornammo alla solita routine, ma mi accorsi che mia zia mi dava sempre più confidenza, poi in giorno mi chiese di andare a casa sua perchè doveva parlarmi, suonai il campanello con il cuore che batteva forte e il cazzo duro al solo pensiero di restare da sola con lei, mi aprì ed entrai, notai come era vestita, se così si può dire, una vestaglia bianca che arrivava poco sotto la figa, senza reggiseno, mi fece accomodare in cucina ed una volta seduti al tavolo cominciò col parlarmi "ti chiederai cosa voglia dirti, non sono qui per farti una ramanzina ma vorrei chiarire e chiederti alcune cose, mi devi rispondere sinceramente non aver problemi quello che ci diciamo resta fra noi due" io "ok va bene ho fatto qualcosa di sbagliato" lei mi guardò con un sorrisino poi cominciò a parlare "lascio correre che hai frugato nel mio cassetto ed hai guardato il mio intimo, che hai annusato quelle sporche e ti sei fatto una sega, ma il sabato cosa vai a fare al 4° piano?" io la guardai sbalordito come sapeva tutte queste cose, stavo sudando e non sapevo cosa rispondere, lei vista la mia esitazione riprese a parlare" capisco che alla tua età età gli ormoni sono a palla, ma bastava che mi chiedessi le cose ed io te le avrei spiegate, poi il sabato voglio sapere cosa fai a casa di quella signora che potrebbe essere tua mamma" ero inebetito capivo che mi aveva scoperto su tutto quello che facevo, mi vergognavo a parlarne anche se sapevo che lei sapeva o si immaginava, avevo il cazzo duro. Si alzò e mi prese un bicchiere d'acqua poi porgendomelo disse "allora mi spieghi" iniziai a raccontarle tutto, specialmente del sabato, lei mi guardava e vedevo i suoi capezzoli diventare duri, sapevo cosa voleva dire si stava eccitando, intanto non riuscivo a stare fermo sulla sedia perchè il cazzo duro mi schiacciava le palle. Finito di raccontare lei mi guardò e mi accarezzò la guancia poi mi disse "tu non sei stato sverginato?" "in che senso cosa vuol dire" "tu sei circonciso quindi non hai provato dolore o hai perso sangue alla prima scopata" "niente di tutto questo ho solo goduto subito" io guardai l'orologio sulla parete e con il viso paonazzo dissi "è tardi devo tornare a casa ma non dire niente a nessuno neanche a mamma" lei ridendo mi fece segno di alzarmi, una volta in piedi guardò i pantaloni tesi all'altezza del cazzo e disse "si ma non puoi rientrare a casa così" mi tirò giù i pantaloni mettendo allo scoperto la mia l'erezione, lo guardò poi prendendolo in mano disse "aspetta che ti aiuto" poi se lo mise in bocca e mi fece un pompino, venni quasi subito, ingoiò e ripuli per bene tutto poi disse "buono ora vai e grazie della tua sincerità" tornai a casa frastornato, volevo raccontare a mio fratello cosa mi aveva fatto zia ma poi pensai che mi avrebbe chiesto il perchè allora rimasi in silenzio. Passarono diversi giorni in cui evitai di vedere e parlare con lei, il sabato solita scopata, ma mi accorsi che i pompini erano diversi tra loro, mia zia leccava molto meglio. Una Domenica i miei furono invitati ad un pranzo da dei parenti, io trovai la scusa che dovevo studiare per una interrogazione importante al Lunedì e restai a casa, mia zia disse a mia madre di non preoccuparsi per il pranzo perché mi avrebbero ospitati loro, non avevo voglia di restare da solo con lei, mi vergognavo, ma mi convinse mio zio. Arrivai da loro è mi accorsi che mio zio non c'era chiesi spiegazioni "è dovuto andare ad arbitrare una partita perchè chi era designato si è sentito male" mio zio faceva l'arbitro, mi viene ancora da ridere quando sento dire "arbitro cornuto", insomma si materializzava il mio incubo restare solo con lei. Ci sedemmo a mangiare, tutto buono, poi mia zia mi chiese "ma ieri sei andato da lei?" io con un filo di voce ed abbassando la testa risposi "si", non disse niente, si alzò e prese il dolce, aveva di nuovo una vestaglia ma di colore blu, questa però copriva a mala pena figa e culo, si rimise a sedere, "l'hai fatta godere?" "vado per quello" poi rimase in silenzio e finito di mangiare il dolce mi fece una domanda che non mi aspettavo "ti piace il mio culo" la guardai, non mi osavo dirle che lo avrei voluto toccare, lei incalzando "allora è più bello il mio o il suo" presi coraggio e risposi "zia non so il suo l'ho toccato" poi rimasi in silenzio, "dai aiutami a sparecchiare che poi ti aiuto nella risposta" sparecchiammo, mettemmo piatti e pentole nella lavastoviglie, poi dissi "bene ora vado che devo studiare grazie per il pranzo" lei "dove vai non mi hai ancora risposto" dissi "vado in bagno" "bravo io ti aspetto di là in camera, un consiglio spogliati o lo farai davanti a me" capii cosa voleva fare, andai in bagno e dopo un po' di esitazione mi spogliai. Entrai in camera lei mi guardò poi disse "ora mi fai vedere cosa fai il sabato" io mi avvicinai, le sfilai la vestaglia, era nuda, il seno era diverso si vedeva che era più sodo e non cascante, lei mi incalzò "allora cosa fai restate nudi per guardarvi" io allora mi inginocchiai e dapprima li baciai e poi leccai i piedi, "mmmm servizio completo" poi salii con la lingua fino alla figa, lei allargò le cosce e prendendomi la testa disse "lecca questa ora" iniziai a leccarla, era bagnata e il clitoride, a differenza dell'altro era bello duro, iniziai a leccarlo e sentii mia zia impazzire di piacere "mmmm si leccalo così mi fai godere" infatti mi squirtò in faccia, era tutto diverso più liquido e più buono, una volta ripulito tutto, continuai fino a farle avere un secondo l'orgasmo, mi staccò la testa e disse "dai ora mi devi scopare, vieni su e sdraiati" non feci in tempo a ubbidire che la sua figa si era già impadronita del mio cazzo, mi cavalcavia come un ossessa, io con le mani massaggiavo e pizzicavo i capezzoli "si si che bello mi piace godo" alla fine dopo due orgasmi crollò sul mio petto stravolta dal piacere, aveva il fiatone. Il cazzo diventò molle dentro di lei in tutto questo io non avevo ancora goduto, passò del tempo poi alzò la testa e mi disse "ma tu sei fatto per far godere una donna" io non risposi, si alzò e girandosi disse "bene ora lo faccio diventare di nuovo duro, iniziammo a fare un 69, me lo fece subito diventare duro, poi mi disse" mi raccomando lecca figa e culo" iniziai a leccarle il culo, infilandole la lingua il più possibile dentro, si vedeva che ne aveva presi parecchi, poi si alzò e sempre dandomi le spalle ricominciò a scoparmi "fantastico godimi dentro voglio sentire la tua sborra" infatti dopo poco le tenni i fianchi e mi svuotai dentro, si tolse e si sdraiò vicino a me, eravamo ansimanti tutti e due, sentivo la sborra colare sulla mia pancia. Ci appisolammo al risveglio ricominciò a leccarmi per pulire la sborra che ormai si era seccata, rifacemmo un 69 poi si mise a pecora e prima le scopai la figa poi il culo e le venni in bocca. Era sera io avevo goduto 4 volte lei ormai non li aveva più contati, andai a lavarmi e mentre mi vestivo lei arrivò in bagno, si sedette sulla tazza per urinare, "adesso puoi dirmi la differenza" "tu sei più calda e tosta" "però hai imparato bene" "grazie" "quindi quando ho voglia vieni a farmi godere?" "certo basta che ne zio ne mamma e papà sappiano niente" "sarà il nostro segreto" "allora io vado ciao" "ciao". Fu l'inizio di una serie di scopate fantastiche ed una volta partecipò anche mio zio.
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