Questa è una storia vera, e per poterla scrivere ho modificato nomi e alcuni aspetti della vicenda


Ormai da anni vivo con Ukra, la mia compagna ucraina che è una vera dea del sesso in tutti i sensi, estremamente erotica, e con un fisico da bbw straordinario. L’unico problema lo abbiamo sempre vissuto come coppia con sua figlia, una terribile stronza di nome Ilenka, venuta anche lei in Italia e che sposatasi giovanissima con un marocchino ha fatto due figli costringendo Ukra a farle troppo spesso da baby sitter. I rapporti tra madre e figlia non sono mai stati buoni, visto che Ilenka ha da sempre criticato l’enorme appetito sessuale della sua magnifica genitrice, ritenuta troppo spesso insaziabile. A me questo piace tantissimo e non mi crea alcun problema il fatto che lei abbia avuto in passato tanti uomini. Non sono geloso….godo delle sue forme generose e della sua voglia e anche io sono insaziabile e ho avuto molte storie e avventure. Ho spesso odiato la mancanza di rispetto della figlia nei confronti della mia compagna e non ho fatto mai nulla per nascondere la mia antipatia nei confronti della mia figliastra. Se non fosse così acida sarebbe una donna piacevole, con i suoi occhi azzurri, un senotto seducente, anche se non molto grosso e un culetto assai invitante. La rovina è il suo modo di fare ruvido e spigoloso, da stronzetta sapientona, vista la sua gioventù, essendo 33 enne. Tuttavia da qualche tempo l'antipatia che provo per lei, e che è ampiamente ricambiata, ha lasciato spazio al desiderio di possederla, e quel suo modo stronzo di fare ha iniziato ad eccitarmi, portandomi a desiderarla come mai avevo pensato potesse accadere. E’ stato però in una mattina subito dopo le vacanze natalizie che ho avuto una splendida sorpresa. Ukra era andata a lavorare e io ero appena uscito dalla doccia, quindi in accappatoio, ben soddisfatto dalla mia donna: avevamo fatto l’amore a lungo e senza limiti, in tutte le posizioni. Ad un tratto il citofono aveva iniziato a gracidare e il suono si faceva sempre più continuo. Un po’ inquietato per non dire innervosito avevo risposto. Non aspettavo nessuno ma la voce che avevo sentito mi aveva colpito molto: era infatti femminile e disse: sono Ilenka. Venni preso da un attimo di panico. Tentai di risponderle che sua madre non c’era, ma avevo aperto in automatico il portone. Mi trovavo con la mia antipaticissima figliastra sotto casa e io indossavo il mio accappatoio di spugna. Passarono pochi minuti e lei era già che suonava dietro la porta. Avevo avuto la possibilità di mettere una tuta e aprire. Ilenka non era in imbarazzo, mentre io continuavo a dirle che sua madre non c’era; era a lavoro. La giovane donna avanzava e mi chiese se disturbava; le risposi di no e al contempo mi disse che contava di non trovare sua madre perché voleva parlare con me. Chiuse la porta e avanzò nel corridoio, raggiunse il soggiorno e si sedette sul divano, mentre io mi accomodai sulla mia solita poltrona. Ilenka sorrise nervosamente, mentre io la guardavo enigmaticamente. Si vedeva che si era abbigliata con cura. Era ben vestita con un corpetto che evidenziava il suo senotto e un pantalone in pelle tipo leggins che faceva notare il suo lato b molto bene. Era ben truccata e i suoi occhi azzurri spiccavano. Anche le labbra rosse erano ben curate. Si era preparata per incontrarmi, pensavo, e ciò era avvenuto contrariamente al suo solito. Anche il suo profumo era molto sensuale, e sofisticato. Questa sua visita mi faceva piacere, non potevo mentire a me stesso, anche l’occhio vuole la sua parte, ed era una bella parte. Il mio cazzo si era fatto subito duro. Vedevo la mia figliastra piano piano perdere la sua rigidità, mentre si avvicinava alla mia poltrona. Iniziavo a vedere Ilenka in maniera differente, più la guardavo in viso e più mi sentivo eccitato. Non riuscivo a pensare che lei fosse a casa mia da sola, e così anche io decisi di fare qualche passo verso di lei abbandonando la mia contrarietà e sorridendole con fare incoraggiante. Lei provava a parlare con frasi sconnesse. Non so cosa mi stava succedendo, ma iniziavo a sentirmi a mio agio, del resto io giocavo in casa. Farfugliò che aveva accompagnato i figli a scuola e che poi era venuta a parlare con me. Io iniziai a toccarla ovunque come un automa senza darle tregua, non avevo voglia di parlare. Mi sentivo eccitato, anzi ero molto eccitato. Il cazzo si era fatto di marmo e la mia tuta faceva vedere tutto. Ilenka mi guardava negli occhi mentre io la baciavo ovunque, inserendo le dita nella sua bocca, e leccandola avidamente con la lingua. Dei suoi atteggiamenti stronzi non vi era alcuna traccia: la baciavo e le mie dita si impadronivano di lei. La feci alzare e la spogliai mentre abbassavo la mia tuta. La lasciai con il reggiseno e il perizoma, abbassai i miei boxer, e le presi il volto. La piegai in ginocchio e spinsi il mio cazzo verso la sua bocca. Le tirai i capelli lunghi con decisione, facendole capire che volevo un pompino. Lei provò ad evitarlo ma io ero molto deciso. Le presentai con decisione l’asta del mio cazzone davanti alle sue labbra e li lei capì che doveva farlo, voleva farlo. Mi doveva fare la pompa e basta. Le avevo tirato con strattoni i capelli e le avevo assestato qualche ceffone sulle guance paffute. Il mio cazzo bussava sulle sue labbra e Ilenka lo fece entrare senza problemi. Il mio cazzo era svettato trionfante immergendosi nella sua bocca. Sentivo ora il piacere di dominarla. Sentivo che mi accoglieva e avevo realizzato che stavo scopando la bocca della mia figliastra. Il pompino lo stava facendo bene, inginocchiata come una geisha. La mia stronzissima figliastra mi stava pompando… mi leccava con la lingua, e notavo che ci provava gusto, sebbene io spingessi la nuca per entrare sempre più dentro, sino alla gola. Sentivo che il cazzo penetrava e la lingua mulinava in maniera pornografica. Nella pompa era addirittura più brava di sua madre si vedeva che ne aveva fatti tanti pompini; e ora il mio cazzo sembrava essere tutt’uno con la sua bocca. Era molto brava e lei sentiva il mio impeto, la mia voglia e il mio desiderio. Avevo messo la mano sulla schiena e questo dava un segno di possesso ancora più forte, mentre lei succhiava e io cercavo di abbrancarla, e sussurravo il suo nome, fino a chiamarla ad alta voce. Le avevo fatto cambiare posizione e avevo messo la mano sul culo e le mungevo le natiche, aprendole in cerca dell’ano che volevo a tutti i costi. Il mio massimo desiderio era infatti possederla nell’ano, incularla come avevo fatto tante volte con sua madre. Avevo iniziato ruvidamente a baciarle l’ano. Non era un culo grandissimo come quello di sua madre, ma era sodo e compatto. Passai con le mani a liberarla dal piccolissimo perizoma e poi ero passato ad infilarle le dita nell’ano, nella figa, e Ilenka era bagnatissima. Mi ero posizionato dietro mentre lei era quasi a pecorina sul divano e mentre gemeva avevo iniziato a baciarle il collo, dietro i lobi delle orecchie, titillandole i seni, succhiandola e poi mungendola con forza. Avevo cambiato di nuovo posizione mentre lei sembrava impotente con me che le ero davanti. Ilenka cercava di accartocciarsi; sentivo che era una maialina, e quando scesi con le mani sulla vagina, infilando le dita dentro ne ebbi la conferma…era bagnata e guaiva e gemeva, mentre io continuavo a maneggiarla. La mia lingua, le mie dita e la mia bocca non le lasciavano possibilità e lei godeva, partecipava con piacere. Ero indiavolato, oramai sentivo l’odore del suo sesso, mi provocava la sua carne e volevo prenderla. Volevo farmi la mia figliasta. La spinsi sul divano e lei si era adagiata seguendo la mia spinta, prese tra le mani il mio cazzo duro e iniziò a giocarci affamata, vogliosa, lo masturbò, poi si dedicò con dedizione alle palle. Fui io che presi l’iniziativa, ancora rimestandole quei sen non proprio maturi anche se i capezzoloni erano belli puntuti. Iniziai a succhiarli alternativamente tra le labbra e lei mi guardò eccitata. Le avevo già infilato la mia mano tra le cosce che si allargavano per poi restringersi e le misi tre dita in figa masturbandola, mentre lei ansimava ancora. Le chiesi cosa volesse, che cazzo volesse da me, volevo sapere perché era in casa mia, sul mio divano a farsi fottere. Che fine aveva fatto la mitica Ilenka donna perfetta e madre straordinaria? Ero io, il suo patrigno che la stavo sbattendo… Le ripetei….che cazzo stai facendo? Ti fai fottere come una troia, lo vedi? Scesi con la bocca alla figa e iniziai a leccarla senza limite, le succhiai il clitoride mentre lei bagnata guaiva laida come una cagna, gemeva e veniva nella mia bocca… Cosa c’è??? il suo maritino non ti sa fare godere come me? Le avevo chiesto e senza aspettare una risposta la infilai con il cazzo dentro la figa. Il mio cazzo grosso e duro, arrapato glielo misi mentre lei godeva. La penetrai più e più volte con un entra ed esci velocissimo e poderoso, poi mi fermai e le tolsi il cazzo dalla figa e lei inizio ad urlare di rimetterlo dentro, di sbatterla ancora più forte. Lo voleva, glielo feci ripetere finché urlò: voglio il tuo cazzo sbrigati figlio di puttana…..fottimi e io le dissi: ti sto chiavando mia bella cavallona, mentre lei mi rispondeva come una cantilena: Paparino chiavami, sono qua fammi vedere cosa fai a mia madre,….fottimi più forte…. Non sai fottere la tua figliastra? Voglio che mi fotti, voglio che mi scopi come scopi mia madre, la mia mammina troia e puttana. Voglio essere la tua figliastra amante, fottimi fammi sentire che mi desideri più di quanto desideri quella porca di mia madre. Io ero oramai una bestia senza freni. La possedevo, rapido, veloce con tutta la forza che avevo e la sua figa era un mare. La feci salire sopra, rispetto a sua madre Ilenka era un piccolo fruscello, leggera e maneggevole e lei iniziò a cavalcarmi con foga, con desiderio, facendosi guidare dalla mia esperienza. Chiuse gli occhi mentre io assecondavo i suoi salti sul mio cazzo chiavandola senza rispetto….. non venivo mentre lei era tutta bagnata; cambiammo ancora posizione e questa volta la volli di nuovo a pecorina. Come prima la giovane donna si era posizionata seguendo i miei consigli e quando la penetrai fu una fantastica orgia di desideri. Lei venne quasi subito mentre io avevo raggruppato in una coda i suoi lunghi capelli biondi e glieli tiravo con forza, volevo che mi desse di più volevo che il mio cazzo potesse esplodere in quella figa odorosa e stretta. Mi eccitava questa posizione, le avevo preso i fianchi; mi ero impadronito del suo corpo e ora la schiaffeggiavo sulle natiche in maniera selvaggia, mentre la penetravo solo per sfondarla. Sentivo che Ilenka provava il pene duro che entrava e usciva ed ora era esaltata…. l’odore di sesso la rendeva calda, caldissima. La staffilavo con violenza, e quando lei si girava per guardarmi in viso vedeva il mio sguardo sadico perversamente felice di farle male e sbattevo sempre con maggiore forza e maggiore violenza. La mia figliastra zoccolona era posizionata a pecorina pronta a godere ancora del mio pistone. Ero ripartito mentre lei questa volta con rabbia mi scaraventò parole di fuoco: ma che cazzo ma tu non vieni mai in questa cazzo di figa? Ed io con la stessa rabia mentre la penetravo ancora più forte le risposi: non volevi sapere cosa ci trova tua madre nel fare sesso con me? Sono forte, grosso duro e instancabile, per questo una puttana come tua madre chiava a meraviglia con me e ora anche tu chiaverai con me quando voglio io, come voglio io e fino a quando voglio io. Capito puttanella? Rimasi fermo ritto e turgido dentro la sua figa fino a quando gemendo lei rispose di si, rispose che aveva capito che ora ero anche il suo padrone. Le diedi una altra pacca sul culo e uscii dalla figa che era troppo bagnata mentre lei sfinita si era accasciata sul divano. Per farla riposare le dissi che poteva stendersi sul letto. La accompagnai e lei con gratitudine mi abbraccio e mi baciò con la lingua, in bocca, un bel bacio alla francese. Rimase a riposare senza che io la disturbassi e lei me ne fu grata. Ne approfittai per farmi una doccia e poi in accappatoio andai a preparare una macchinetta di caffè. Sarebbe stato buono anche per Ilenka la mia puttanella appena si fosse svegliata. Avevo appena chiuso il gas, il caffè era pronto e la mia figliastra si era presentata in cucina. Aveva il corpo ammantato dall’accappatoio di sua madre che le stava buffamente più grande, almeno di due misure. Mi aveva abbracciato voleva il caffè caldo e io lo versai in un’altra tazzina….Mi sorrise con uno sguardo molto porco e mi disse: a me piacerebbe corretto il caffè, e non ebbi tempo di stupirmi che lei era già in ginocchio e mi ciucciava il cazzo. Sorridendo ancora dopo essersi tolto il cazzo dalla bocca mi disse: che dici riusciamo a correggerlo con la tua sborra? E iniziò a pompare in una maniera così ossessiva e veloce ma non riuscì a farmi sborrare; delusa Prese il caffè e poi disse devo andare. Faccio la spesa e poi vado a prendere i bambini a scuola. Fu a quel punto che le dissi: Tu da questa casa non esci prima di aver finito tutto e lei guardandomi mi rispose: Mi hai scopato, mi hai preso senza che io volessi, hai fatto di me ciò che hai voluto….ora cosa cazzo vuoi? Non sei soddisfatto? Non avevo molto da dire: voglio il tuo culo!!! E lei sorpresa di rimando: Io il mio culo non lo do a nessuno, non l’ho dato mai neanche a mio marito….e io le risposi: vuol dire che lo dai a me!!! Il tuo patrigno si merita il tuo ano. Ora telefoni a tuo marito e gli dici di andare a fare la spesa e di andare a prendere i bambini….. ma sei pazzo? Rispose Ilenka ed io ribattei….tu dammi il culo e non ti preoccupare. Ma non posso ribattè lei, ma io le avevo già infilato la lingua come una spada appuntita nel buchetto anale, insalivandolo tutto. Le diedi una pacca sul culetto e lei continuava a dire che io ero matto: Sei matto! Matto, matto . Lei parlava mentre io la preparavo. Il mio cazzo era ritto. Cercò di resistere ai miei giochi tra glutei e buchetto, le stuzzicai sempre più a fondo con le dita il buco. Le infilai un dito e poi due. Aveva ragione non aveva pratica anale ma forse non era del tutto vergine di culo. Io continuavo a corteggiare l’ano e lei iniziava ad impazzire, le piaceva questa attenzione delle mie dita, delle mie labbra e della mia lingua sul buco del culo. Le diedi il cellulare nelle mani e le dissi telefona a tuo marito perché da qui non esci se non finisco di incularti? Telefona cazzo e risolviamo la questione. Ilenka non voleva, perché non voleva darmi il culo, ma quando le dissi che se non avrebbe telefonato lei a suo marito lo avrei fatto io…la vidi cambiare colore e continuò a dirmi che ero pazzo, ero pazzo. Si ero pazzo, ma la stavo penetrando con le mie dita mentre lei diceva di no, nonostante fosse a pecorina. Le strappai il cellulare e cercai il numero di suo marito dicendole: guarda che sto registrando tutto con la mia videocamera….se vuoi facciamo vedere a tuo marito tutto quello che abbiamo fatto insieme questa mattina? Secondo te sarà felice? Iniziò ad urlare di non farlo e allora io che avevo trovato il numero pigiai e lei fu subito in linea con il marito. Squillava mentre io succhiavo il buchetto sacro, e intanto lo infilavo con le dita. Finalmente quello stronzo del marito rispose e La donna gemendo e ansimando potette dirgli di andare a prendere i bambini a scuola….il marito le chiese se tutto andava bene e dove era e lei le rispose che stava facendo la spesa. Più parlava più il mio desiderio di farla gemere ed ansimare aumentava mentre lei cercava di non farsi sfuggire nulla. Solo quando finì di parlare Ilenka si era abbandonata e aveva iniziato ad accettare il mio invito. Ben posizionata aveva oramai il culo aperto, ma lei non smetteva di parlare, continuava ad inveire e gridò che non potevo incularla…. Ma io sapevo oramai come farglielo…. Volevo romperglielo e diventare padrone del suo culo, padrone e basta. Il suo culo lo volevo e il suo odore forte mi eccitava ancora di più. Sentivo che sarebbe stata una inculata ruvida, sporca ma è sempre così quando si scopa all’improvviso, quando si possiede una donna la prima volta e specialmente quando lei è vergine di culo e non sa cosa le accade quando viene inculata per bene. Non vi era dubbio, io avevo desiderio di possedere il culo di Ilenka e possederlo voleva dire per me essere padrone di quel culo, come ero padrone di quello di sua madre Ukra. Ilenka provò a succhiarmi il cazzo, spostandosi e dicendomi che voleva in bocca il mio cazzo durissimo e grosso ma io da lei non mi accontentavo di un pompino. Ero eccitato per quello che sapevo le avrei fatto…lei sembrava un agnello al sacrificio…non sapeva nulla di quello che la aspettava. Il mio cazzo era color rosso porpora congestionato dal sangue che dalle vene defluiva. Avevo deciso di non perdere più tempo e la misi con le gambe in alto aprii il buchetto del culo e senza darle altro tempo mi infilai in profondità con un colpo netto dopo averla insalivata a dovere. Lei urlava forte mentre io con le dita lavoravo la figa e il clitoride sgrillettandolo. Le emozioni che provava la mia giovane figliastra, mi rendevo conto che erano tante. La figa era di nuovo un mare, anzi un oceano, mentre io le martellavo l’ano, e la toccavo ovunque. Era il mio oggetto del desiderio. Quel bel buco era stretto da morire, aveva ragione la porcellina, era quasi vergine analmente e questo mi eccitava ancora di più. Ero entrato ma ero troppo grosso lei urlava; ma io forzavo, continuava ad urlare ma sapeva che da quel culo non sarei mai uscito. Cercava di divincolarsi ma io ero saldamente padrone della situazione e il cazzo oramai entrava abbastanza bene. Oramai lei mi abbracciava, non cercava più di liberarsi. Era sesso molto spinto e lei ora collaborava, si dava con un certo slancio. Sentiva il mio desiderio e lo seguiva sotto i miei colpi sempre più duri, sempre più possenti. Ilenka era troppo eccitata ero riuscito a farle perdere la testa e questo giocava tutto a mio vantaggio. Ora mi divertivo a farla impazzire mentre le infilavo il cazzo in culo e poi glielo toglievo, poi lo infilavo nuovamente e lei sentiva le mie palle assaltarla nell’ano quasi volessero entrare. Mi stringeva, mi graffiava, mi mordeva. Urlava come mai sua madre aveva fatto e più lei urlava più io la infilzavo bene. Decisi di cambiare la posizione, la misi a pecorina mentre lei quasi era tramortita da tutti quei colpi e nonostante fosse venuta oramai innumerevoli volte la violai ancora e ancora e ancora nel culo, mentre dal suo culetto usciva la cacca. Si Ilenka era così sfranta che lo sfintere non reggeva più. I miei colpi andavano tutti a segno e lei mi malediceva perché non mi decidessi ad orgasmare, a venire, a riempire il suo buco. Mi pregava di farcirla, oramai non voleva altro che sentire l’urlo del suo padrone che la imbottiva, e così provava questo gusto di essere presa in modo animalesco come non aveva mai provato. Io non riuscivo a fermarmi. Volevo il mio premio, volevo sborrare nel suo culo sporco e continuai a martellarla finché entrambi sentimmo che la sborra era pronta…..La infilai di seguito con forza finché sentii che il cazzo esplodeva. Ileanka getto un urlo sovrumano a cui segui il mio ruggito e continuai a penetrarla sino all’ultima goccia…Ormai tutto era mescolato di feci e liquidi Ilenka cadde e io mi svuotai su di lei. Mi guardò…io le diedi u bacio e lei mi disse: è finita. Io accennai ad un sorriso e baciandole il culo le dissi: Hai sbagliato proprio. Questo è solo l’inizio stronzetta.

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