Mi piace frequentare le spiagge semi deserte, quelle difficili da raggiungere, lontante dai centri più famosi, nascoste, impervie, avvolte nella magia delle pinete. Le amo perchè sono sempre frequentate da qualcuno che ha un occhio attento, che si aspetta di trovare la situazione giusta, le amo perchè qualche volta puoi trovare un gruppi di immigrati che a fine giornata nei campi, viene per godersi la frescura serale, trovi chi prende una pausa da lavoro, chi si apparta con l'amante chi viene a spiare, guardare, partecipare in lontananza con gesti rapidi e decisi, a godere di te, nascosto dietro una duna. Sono fortunata, abito una zona che mi ha permesso di godermi spiaggie finissime, pinete e dune dietro le quali consumare le voglie improvvise. Sono fortuna perchè ci sono diversi posti che possono diventare teatro delle mie voglie, sono vicine a me, sono sempre in vacanza anche quando non lo sono, come le dune perverse o le spiagge libertine di qualche meta turistica. La prima volta che mi sono messa in topless ero con due amiche del liceo, volevo sperimentare, avevo voglia, ma la spiaggia era vuota, noi le uniche. A distanza di qualche giorno riprovai con due miei amichetti, vedere i loro costumi gonfiarsi, una gioia inarrestabile. Oggi, appena posso, scappo in spiaggia, perizoma, micro bikini, costumi interi, non importa, dopo poco resto tette al vento, adoro farlo mentre qualcuno passa e mi fissa, mentre altri si nascondono nella pineta, dietro una duna, o senza pudore cominciano a masturbarsi sul loro telo mani. Molte delle mie strane esperienze si sono generate proprio dai pomeriggi in spiaggia, tipo quella volta che ero in spiaggia con G. quel porco vedendomi eccitata, ha cominciato a giocare con i miei capezzoli e mentre lo faceva io a gambe larghe godevo senza pudore, scuotendo il bacino sotto i colpi dell'orgasmo che mi provocavo. Quando mi tocco e godo, subito dopo mi prende una incredibile voglia di sentirmi piena e come spesso accade in spiaggia, tutta nuda, mentre qualcuno passava, qualcuno guardava da lontano, sono montata su G. come piace a me, come adoro in spiaggia, stando su di lui come una cavallerizza, con il busto alto e i seni a dondolare alla mercè dei tanti sguardi. Uno in particolare indugiava su di me, mentre io cavalcavo G. e il suo enorme cazzo e lui mentre cresceva a dismisura dentro di me, per la mia troiaggine, accortosi del mio sguardo fisso sul ragazzo, un cioccolattino vu cumprà, mi sussurra "invitalo a venire" e io che non desideravo altro, mi fermo, lo guardo, mi stringo i seni e faccio cenno di avvicinarsi. Senza sapere niente di lui, con il cazzo già duro, cazzo di nero, cazzo grosso, mi alzo gli strappo i pantaloni e lo faccio stendere famelica, prima di saltargli addosso e cavalcare quella meraviglia d'Africa. Uno sguardo rapido a G. che è già dietro di me, pronto a riempirmi il culo e a sbattarmi trovando una perfetta armonia di movimento, alternato, profondo, duro, intenso. Mi sborrano tutti e due dentro, quasi insieme mentre gemo senza tacere godimento, ancora con il culo all'aria pulisco quel poco che resta, ho ancora voglia, mi stendo a gambe larghe, mi tocco e voglio ancora qualcuno, un cazzo, duro che mi sbatte. Basta girarmi e siamo ormai circondati da cinque sei persone, non vedo facce, solo mani, cazzi, afferrò il più grosso, gli urlo "ti voglio" mi sbatte per tanto tempo, mentre qualcuno mi sborra la faccia, viene e sono finalmente appagata, sporca e puttana.

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