Ero in vacanza in montagna alcuni anni fa, stavamo in hotel con SPA, sulle montagne del Trentino. Vacanza di natura e relax col mio ex-marito e diverse coppie di amici. La mattina facevamo escursioni in montagna o gite in bicicletta. La sera andavo in piscina con le mie amiche e non mi facevo mai mancare un bel bagno turco o un massaggio rilassante. La sera avevamo la cena in hotel. Già la seconda sera si avvicinò a parlare con noi un ragazzo milanese, molto asciutto di fisco e bruno, soggiornava in hotel, ma da solo.


Lo trovai subito simpatico e capii che ci provava. Lo devo confessare, quando un uomo mi desidera mi dispiace scontentarlo e poi divento curiosa e comincio a fantasticare continuamente sul suo cazzo. 


Comunque lui faceva davvero il cretino: una sera si sedette al nostro tavolo, con la mano mi sfiorava la gamba. Avevo terrore che mio marito o i miei amici se ne accorgessero, però avevo la patata completamente bagnata. La sua risolutezza era eccitante.


A letto mi facevo scopare da mio marito ma pensavo di avere il cazzo del milanese tra le labbra e nella figa. Il giorno dopo venne con noi in gita insieme ad altra gente conosciuta in hotel, durante la camminata flirtammo tutto il tempo. Mi propose di andare al ritorno al bagno turco. gli risposi, che dovevo pensarci…


Avevo gli occhi delle mie amiche addosso e anche mio marito incominciava a innervosirsi.



Il pomeriggio andammo in piscina. Vidi che lui si allontanava. Mi guardò un istante.


Aspettai cinque minuti.


Poi mi alzai e mi diressi decisa verso il bagno turco, indossavo un costumino molto sgambato che mi lasciava le tette e il culo quasi completamente da fuori. Il milanese era seduto vicino alla stufa immerso nel vapore. Nel bagno turco era obbligatorio stare nudi. Aveva un asciugamano appoggiato sul cazzo che poi si è aperto. Dall’altra parte della stanza c’era una donna tedesca di circa 60 anni. Eravamo quasi al buio, immersi nel vapore.


Mi sedetti a fianco a lui. Lui immediatamente mi prese la mano e se la portò sul cazzo, che era già duro. Molto duro. Incominciai ad accarezzargli la cappella con devozione e a passargli le manine sulla verga, accarezzandogli le palle con la punta delle dita. Avevo l’acquolina in bocca e la figa bagnata. Lui, intanto, si girò mi mise la punta della lingua in bocca. E la leccai e la succhiai con forza. La tedesca ci guardava attraverso il vapore. Non ero imbarazzata, ho sempre fatto sesso in pubblico e, anzi, la cosa mi eccitava ancora di più. Ero solo preoccupata per il fatto che l’hotel era piccolo e che tutti si incontrano poi a cena. 



Comunque, ero eccitata come una cagna e lui aveva incominciato a mettermi le dita nella figa e nel culo. Stavo impazzendo dalla voglia di cazzo. Lo sentivo bello duro, che pulsava e abbastanza grosso. Non vedevo l’ora di assaggiarlo per capire anche il sapore. Quindi quando lui mi fece un cenno con la mano di scendere a succhiare lo feci immediatamente: gli leccai la verga e le palle come una cagnetta in calore e poi lo presi in bocca e incominciai a succhiarlo facendo su e giù con la testa che lui mi teneva con forza con la sua mano. Gli succhiai il cazzo a fondo, con grande passione. Gli lavorai perbene la verga e poi ogni tanto passavo a leccargli la cappella. La accarezzavo con la punta della lingua e intanto in alcuni momenti tornavo a lavorargli la verga con la mano. Lo segavo e leccavo contemporaneamente. Stava impazzendo di piacere. Mi sollevai qualche secondo per controllare la situazione. La tedesca era sempre lì che guardava. Continuai a segare un po’ ma poi scesi di nuovo a succhiargli il cazzo: facevo su e giù con la testa, il caldo e il vapore un po' mi stordivano e un po' mi rendevano più ingorda. Devo confessare che ho un’ossessione per i pompini e per la sborra. La mia bocca chiede continuamente cazzo e io la assecondo. Poi mi sollevai di scatto, perché stava entrando altra gente. Avevo di nuovo il cazzo in mano e lo stringevo mentre lo segavo. Volevo ancora mangiarlo, sentirlo esplodere tra le mie labbra ma non potevo e la cosa da un lato mi eccitava. Quindi facevo su e giù con la mano con molta forza e sentii che la cappella si gonfiava. Finché esplose per poi diventare barzotto. Aveva sburrato. Peccato aver perso lo schizzo e non aver assaggiato la sua sborra calda.


La sera a cena si sedette con noi. Stava come un pazzo. Eccitato. A cena, avevo la sua mano che mi toccava le cosce. Avevo un grande terrore che mio marito mi scoprisse. 


Oggi non potrebbe succedere, perché con il mio attuale compagno condivido tutto e sarebbe lui a ordinarmi di farlo e a volersi godere ogni dettaglio della scena segandosi e sborrandosi addosso mentre succhio il cazzo ad un altro.


 


 

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