Scritto da mia moglie, avventura in vacanza. 


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Lo so che a lui è piaciuta molto la storia dello scorso anno in campeggio con quel ragazzo che ho rimorchiato. Ci abbiamo ricamato sopra diverse volte, durante l'anno e la promessa era: quest'anno lo rifacciamo.


A me piace sedurre questi ragazzotti che ti guardano mangiandoti con gli occhi, quando credono che tu non te ne accorgi. Immagino il cazzo che gli viene duro e vanno a farsi una sega in tenda e mi eccito. Mi piace cucinarli a fuoco lento e tenerli sulle spine. 


Quest'anno siamo andati in un campeggio sul lago di Garda molto affollato, pieno di tedeschi . Un sacco di ragazzi sportivi. Chi bici, chi quella nuova specialità a metà fra il windsurf e il kite,  che stanno in equilibrio su una tavola picccola e tengono in mano una vela. Sapevo come si chiama ma l'ho dimenticato.  Stavano tutto il giorno a provare e io sul lettino mi guardavo quei corpi abbronzati e muscolosi, con attenzione particolare a quello che si intravedeva sotto il costume e commentando con lui, incitata da lui che mi faceva eccitare perché mi sembrava di stare al mercato a scegliere i manzi (come ha detto lui) e mi piaceva questa cosa. 


Così avevo puntato un paio di ragazzi che erano vicini a noi nel campeggio. Loro con la tenda e noi con il camper. Pensavo fossero tedeschi e invece erano olandesi a vedere la targa della macchina. 


Lui ha affittato una bici elettrica e se ne è andato in giro, lasciandomi campo libero. Avevo visto che mi guardavano, uno in particolare, biondino, lo trovavo sempre a distogliere lo sguardo quando mi giravo. Dopo un po' gli sorrisi e gli chiesi che sport fosse quello che facevano. E lui mi spiegava in inglese e io fingevo di capire mentre me ne stavo lì sdraiata con un micro due pezzi che non copriva nulla e magari mi muovevo anche in modo che coprisse ancora meno.

Poi per pranzo tornai al camper e mi preparai un'insalata, loro vennero poco dopo e continuammo a chiacchierare, presi un paio di birre dal frigo e loro poi andarono a prendene altre. Si guardavano intorno pensando che lui tornasse ma io buttai lì che non sarebbe tornato prima di sera. Il che li tranquillizzò e il moretto iniziò a rollare una canna. 


Penso che avessero già deciso che il biondino avesse diritto di prelazione su di me, perché era quello che parlava di più mentre l'altro sembrava stesse solo facendogli compagnia per vedere come poteva andare a finire. Ma io feci in modo di inserirlo nelle conversazione, rendendolo partecipe. 


Mi ero tolta il pezzo di sopra e messo una camicia leggera che sapevo trasparente. I capezzoli spingevano evidenti il tessuto leggero. E i loro occhi indugiavano spesso in quella zona. 


Fui spudorata. Ero un po' ubriaca di birra e di canna, e mi sentivo molto sicura di me. Entrai nel camper per prendere un'altra birra e chiesi se mi davano una mano a prenderle nel gavone e il biondino è entrato mentre ero chinata a guardare sotto la cassapanca con il culo ben esposto e il costume a filo fra le natiche. Quando mi voltai era lì che mi fissava e gli sorrisi. 


Aveva il costume gonfio e così, in ginocchio, gli ho messo la mano lì e detto: "ti faccio questo effetto? uau..." continando a massaggiare e sentendo l'asta indurirsi e subito uscire da sopra il costume.


Eravamo propio davanti la porta e l'amico guardava. Sempre continuando a massaggiare gli ho detto: che fai? resti lì? entra dai... e chiudi la porta.


Ho tirato giù il costume del biondino e il cazzo mi è saltato davanti come una molla. Adoro quando fa così. Era circonciso e la cappella bella evidente. Gliel'ho preso in bocca, era pulitissimo e profumava di lago. L'ho sentito indurirsi in bocca all'inverosimile e ho pensato che sarebbe venuto subito, ma forse proprio per questo si è tolto per togliersi il costume.


Ne ho approfittato per voltarmi verso l'amico e tirare giù anche il suo costume. Un cazzo più scuro, ma che prometteva bene, sembrava bello grosso. Anche lui pulitissimo, erano stati a mollo in acqua tutta la mattina, i peli pubici anzi ancora umidi. Lo districai e lo soppesai sul palmo, mentre cresceva ritmicamente, e assaggiai anche quello. Salaticcio, un leggero sentore di urina, che non mi dispiaceva per niente. Lo presi tutto in bocca muovendo solo la lingua aspettando che crescesse in bocca.  E in breve non riuscii più a tenerlo tutto. 


Il biondino aveva preso a toccarmi le tette intanto. 


Li ho fatti sedere entrambi sul divanetto e mi sono messa davanti a loro e ho continuato a succhiarli a turno, godendomi quei due cazzi duri e tesi allo spasimo. Vediamo quanto riesco a farli durare ho pensato.  Perché lo sapevo che potevano venire subito, ma volevo farli impazzire. Così docili, si limitavano a carezzarmi i capelli, o i seni. Io intanto ero fradicia e me la stavo godendo alla grande. 


Ero inebriata dal potere che sentivo di avere. Erano a mia disposizione, docili, con quei due cazzi turgidi pronti a scoppiare e i coglioni duri, gli occhi famelici e ancora increduli. 


Ne volevo dentro uno ma anche volevo sentirli esplodere. Il biondino mi sembrava che fosse quello che poteva resistere di meno. E poi il moretto aveva il cazzo più pieno. 


Però li volevo entrambi. Per cui con loro sempre seduti lì, mi sono seduta sopra di loro, penetrandomi, dandogli le spalle. Mmmm  che brividi mentre entrava il primo, il moretto, piano, nella figa fradicia, sentirlo che mi dilatava, duro, dentro di me. Lui mi ha preso per i fianchi e voleva farmi alzare su e giù, ma io mi sono tolta e mi sono appoggiata sull'altro cazzo, e giù pure su questo. 


Ho fatto così per alcune volte. Giù fino in fonda, stringevo i muscoli della vagina e poi via, sull'altro. E loro buoni a aspettare la loro mammina che gli dava la pappa. 


Ho pensato che ne avrei voluto un terzo davanti da succhiare e altri in fila, pronti, col cazzo duro. Tutti lì per soddisfare i miei capricci. Amori miei. 


Così sono venuta, a un certo punto. Mentre mi toglievo e stringevo i muscoli mi è arrivato un orgasmo che mi ha piegato le gambe. E quando mi sono seduta di nuovo e penetrata ero ancora più bagnata. Colavo letteralmente fra le cosce.


Ora, ho pensato, li faccio venire tutti e due. 


Mi sono inginocchiata davanti al biondino, e ho detto all'altro "fuck me". E quello si è messo dietro e me lo ha buttato dentro. Ho preso in bocca il cazzo del biondino e l'ho lasciato scoparmi come voleva. Ha preso confidenza e mi sbatteva per bene dicendo cose che non capivo ma penso fosse qualcosa come troia italiana, puttana o io mi immaginavo così e mi eccitava e mentre mi sbatteva l'altro ha iniziato a schizzare come una fontana in bocca e in faccia ma anche in giro nel camper che penso sia arrivato fino al soffitto e non finiva più, mi ha sborrata ovunque e già pensavo a quando l'avrei raccontato a te della mogliettina piena di sborra in faccia. 


L'altro intanto continuava a sbattermi mentre mi tenevo il cazzo in bocca e lo succhiavo, e mi è rimasto duro,  e questa è la bellezza di questi ragazzi di ventanni... ce l'hanno sempre duro. 


Così li ho fatti scambiare di posto e ho preso in bocca il cazzo del moretto che era fradicio dei miei e dei suoi umori e l'altro ha preso a scoparmi. 


E, indovina? altra lavata di viso, e bevuta, ce l'avevo ovunque, sui capelli ce l'ho ancora. Sul collo dopo avevo delle macchie secche come di colla che al bar mi guardavano e penso che abbiano capito tutti cosa fosse. 


Sono venuta di nuovo mentre mi scopava il biondino e ti giuro l'avrei voluto anche nel culo ma proprio quando stavo per dirglielo mi ha riempito la figa che è venuto di nuovo. Meno male che non ero nel periodo fecondo, perché mi ha preso di sorpresa che avrà pensato che una troia come quella che si stava scopando sicuramente prendeva la pillola...e invece no, pensavo di farlo togliere e farmi inculare, volevo dargli proprio tutto, volevo farli morire.


Poi ci siamo ripuliti  un po', loro sono andati a fare una doccia e io no, perché volevo aspettarti così. Profumata di sesso, di cazzo, di figa, di sborra. Non gliela facevo più aspettandoti e mi sono masturbata pensando a quanto sono troia e come mi avresti punita, spaccandomi il culo, facendomi urlare, e loro magari sentiranno pure, e domani mi daranno il resto.