Per lavoro ero di fatto costretta a rispondere sempre al cellulare, anche  quando il numero non è fra quelli che ho in rubrica, il che spesso si traduce in una rottura, ma qualche volta può essere il preludio a qualcosa di molto piacevole.
Come quel giorno in cui il mio nuovissimo smartphone iniziò a suonare le immortali note di Satisfaction degli Stones, mostrando un numero che non avevo mai visto.
“Pronto Beatrice sono Greg ti disturbo ?”
Anche se in realtà ero nel mezzo di un lavoro, la voce di uno dei due ragazzi che avevo conosciuto da mia madre durante quel rapporto incestuoso, mi fece svanire ogni voglia di rimanere davanti al computer.
“No Greg, dimmi pure.” risposi già sperando di poterlo rivedere anche da solo.
“Sai con Moa avevo pensato di chiederti se stasera volessi uscire con noi, magari andiamo a berci qualcosa insieme e poi vediamo che succede.”
“Che vuoi che succeda se non che si finisce a scopare !” gli avrei risposto volentieri, ma poi pensai che fosse meglio stare al loro gioco, così accettai l’invito e mi rimisi al lavoro anche se la testa era da ben altra parte.
Non avendo nessuno dei due un’auto, c’eravamo rimasti d’accordo che sarei passata io a prenderli, così dopo aver messo un semplice vestito rosso, come l’intimo che indossavo sotto, mi misi alla guida per raggiungerli.
Dopo aver perso del tempo per cercare un parcheggio, li trovai davanti al locale che avevano scelto per l’incontro che parlottavano fra loro, ma appena mi videro quasi mi saltarono addosso per salutarmi.
“Ragazzi calma siamo in mezzo alla strada !” dissi un po’ scocciata per tanto clamore “E poi quello è un bar non certo un club privé !”
“Magari preferiresti un locale come quello a questo.” mi rispose Moa mettendomi una mano sul fianco.
“Non lo so, o meglio non ci sono mai stata, però mai dire mai, anche se adesso è meglio entrare qui.”
Una volta dentro c’andammo a sedere in un tavolo proprio all’angolo della sala, e non appena una bella ragazza ci portò quanto avevamo ordinato, i due iniziarono a toccarmi le gambe ben coperti dalla tovaglia.
“Non credere che io o lui pensiamo male di te o tua madre.” mi disse Greg che aveva oramai la mano fin troppo vicina alle mie mutandine “Siete due donne adulte e potete fare quello che volete. Però insomma capirai che trovarsi davanti madre e figlia non è cosa da tutti i giorni.”
“Lo so e con mia madre ci siamo già chiarite.” risposi senza specificare che avevamo fatto sesso fra di noi “E sinceramente non so se mi piacerebbe rifarlo, insomma come la giri è sempre un gran casino.”
“Mentre soli con te …” disse Moa facendomi capire dove volevano arrivare.
“Ed è per questo che avete tutti e due le mani sulle mie mutandine ?” domandai con una voce da falsa ingenua.
“Se vuoi la tolgo, ma credo tu preferisca stia li.” mi rispose Greg facendo scivolare la sua sopra la passera.
“Per me va bene, ma sia chiaro se fate i maiali finisce male.” dissi avendo più voglia di loro di portarmeli a letto.
“Ma se siamo due signori con la esse maiuscola !” esclamò Greg facendoci ridere “E poi perché esagerare quando è così bello se si è sempre consenzienti.”
Senza dire nulla finimmo quello che c’era rimasto nei bicchieri, per uscire di tutta fretta e prendere la macchina per andare a casa mia, e per essere sicura di poter guidare senza distrazioni, li sistemai entrambi nel sedile posteriore, dove però fecero un gran casino facendo battute sconce una dopo l’altra.
Una volta entrati nel mio appartamento, mi ritrovai fra di loro che fecero volare il mio vestito mentre mi baciavano, quasi contendendosi le mie labbra. Per avere più equilibrio poggiai un piede sul tavolino, col risultato di aprire ancor di più le gambe e dar loro via libera alla mia passera.
Moa che mi stava davanti prese a toccarmi prima fra le gambe, per poi salire sul seno quando s’accorse che Greg mi stava leccando la passera da dietro. Messa in mezzo a quei due fuochi persi subito la testa, lasciando che facessero di me ciò che volevano, quasi ringraziandoli che erano in due.
Mi ritrovai così ben presto nuda fra due stalloni di razza che non volevano altro che scoparmi sino a sfinirmi, e del resto io non aspettavo altro sperando solo che avrebbero mantenuto la parola di non esagerare.
Quando aprii i pantaloni di Moa la sua mazza uscì quasi con prepotenza, e non persi un solo attimo per piegarmi e prenderla in bocca per poterci giocare come piaceva a me. In principio mi dedicai alla sola cappella ricoprendola di baci e di veloci passaggi con la lingua, per poi farla scivolare fra le labbra quasi serrate e sentire ogni sua anche piccola pulsazione.
Greg però non era da meno con me, perché non solo mi portò ad un altissimo livello d’eccitazione, facendo passare la lingua soprattutto intorno alle grandi labbra e intorno al clitoride, ma poi mi afferrò i fianchi per penetrarmi ancora in piedi.
Mi ritrovai così quasi rapita da quei due ragazzi che m’avevano sì messa in mezzo, ma con una dolcezza alla quale era impossibile resistere, così come alle loro mazze che entravano ed uscivano senza sosta dalla mia passera sempre più bagnata. 
Non m’importava in alcun modo chi mi stesse scopando e chi invece giocava col mio corpo o mi metteva la sua nerchia in bocca, perché godevo sempre tanto che ad un certo punto fu come se invece di due bei ragazzi fossero diventati due perfetti robot il cui unico scopo era quello di darmi piacere.
La musica non cambiò quando mi portarono di peso in camera mia, anzi li furono ancora più delicati, tanto che mi chiesi come mai si comportassero in quel modo.
L’apice fu quando Moa s’inginocchio dietro di me che ero sdraiata, per tenermi le gambe aperte in modo che Greg mi potesse prendere ancor meglio, ed infatti poco dopo ebbi un primo orgasmo, che però non fermò in alcun modo i due, che anzi si scambiarono il posto come se nulla fosse.
Anche quando mi misi carponi loro due non cambiarono in alcun modo atteggiamento, tanto che forse fui io a spingere di più per poter godermi al meglio le loro nerchie.
Nel momento in cui capii che stavano entrambi per venire, mi sdraiai al centro del letto e presi a toccarmi far le gambe sino a raggiungere un altro orgasmo, proprio mentre loro scaricavano i loro sul mio seno per poi mettersi esausti ai miei fianchi.
In preda ad un raptus non solo mi portai alla bocca tutto il loro seme, finendo col ripulirmi da sola, ma mi girai per mettermi carponi e leccare le loro mazze, ancora ricoperte in parte di sperma e dei miei residui umori vaginali.
“Ma che pile hai le Duracell ?” mi chiese ridendo Greg.
“Più che altro quante ne ha.” gli rispose sempre col sorriso Moa.
In realtà volevo solo esser scopata usando meno i guanti e più il cazzo, ma non volevo dirlo in modo esplicito per non passare per una puttana, anche se era ben chiaro che non fossi una mezza santa che era appena stata violentata.
Ben presto però non solo le mazze dei due ripresero vigore, ma le loro mani s’insinuarono fra le mie gambe, per farmi un mix di massaggi alla passera e piccole penetrazioni con un solo dito, coll’ovvio risultato che tornai a bagnarmi forse anche più di prima.
“Secondo me Beatrice vuole esser sbattuta come si deve, solo non ha le palle per dirlo e vuole che lo capiamo da soli.” disse Moa palpandomi il sedere.
“Anche secondo me è così, quindi direi di scoparcela un po’ senza troppi riguardi, e se poi protesta torniamo a fare i galantuomini.” gli rispose l’altro prima di farmi girare per mettermi sdraiata sulla schiena.
Greg mi penetrò con tutta la sua mascolinità facendo uscire dalla mia bocca ben più d’un gemito di piacere, ma fui subito messa a tacere da Moa che di forza m’infilò la nerchia nella bocca.
“Non avevamo pensato che se ha un cazzo in bocca non può protestare.” disse quasi ridendo Moa mentre mi spingeva sempre più a fondo la mazza fra le labbra “E poi non è neanche spiacevole farla stare zitta.”
“Bisogna solo capire chi è più porca fra lei e la madre, e non credo sia una decisione semplice da prendere.” gli rispose Greg che oramai mi stava martellando la passera senza darmi un solo attimo di tregua “E del resto tale madre tale figlia.”
L’esser messa a confronto con mia madre mi mise a disagio, ma del resto era inevitabile che prima o poi ciò accadesse. Quello che non potevo sapere è sino a che punto si era spinta mia madre con loro due, anche se mi riusciva difficile pensare che si fosse limitata a scoparseli uno dopo l’altro. 
Quello che invece era sicuro è che tutti e due erano ben allenati a farlo in coppia, perché riuscivano sempre a muovermi a loro piacimento, senza che quasi me ne rendessi conto, cambiando di poco ma in modo percettibile i loro gesti quando s’alternavano in quella che poteva sembrare la stessa posizione.
Quando m ritrovai carponi compresi che il buchetto non sarebbe rimasto inviolato a lungo, ed infatti Greg dopo avermelo messo un po’ dentro la passera, forse più per farlo ricoprire d’umori che altro, mi sodomizzò con pochi e ben assestati affondi, che però non mi fecero tanto male, ma che in compenso mi fecero godere in modo incontrollato.
“Ma guarda come piace prenderlo nel culo a Beatrice !” esclamò Greg dopo avermi dato un paio di colpi da manuale “Amico mio lasciale un po’ libera la bocca così ci dice quanto gode a farsi inculare.”
“Certo che mi piace prenderlo nel culo.” dissi non appena Moa tirò fuori la sua mazza dalla mia bocca “E mi piace ancor di più se chi m’incula parla poco e scopa tanto.”
“Tranquilla che il cazzo non ti mancherà di certo.” mi rispose Moa rinfilandomi la nerchia fra le labbra “Ti tratteremo esattamente come quella troia che t’ha messo al mondo tanto godrai forse anche più di lei. Greg fai un po’ vedere a questa qui come t’inculi la madre, così giusto per darle un antipasto prima che arrivi io col primo.”
Greg molto semplicemente m’infilò le mani fra i capelli in modo che inarcassi la schiena, e che allo stesso tempo non potessi muovermi più di tanto, per poi darmi delle vere e proprie bordate che mi spezzarono il fiato, ma che allo stesso tempo pur facendomi sentire non poco dolore, mi fecero provare un piacere tanto intenso da non poterlo descrivere.
Per un attimo ripensai alla ragazza che ero stata solo pochi mesi prima, e quella che ero diventata in quel breve lasso di tempo. Il sesso non era più un piacevole passatempo, ma una vera e propria droga della quale ero completamente dipendente, e poco importava con chi ero a letto, dato che il mio unico scopo era godere. Non avevo bisogno di uno specchio per vedermi, visto che mi bastava guardare quei due ragazzi per comprendere che ero il ritratto della perversione, e che stavo come giocando anche se con degli esseri viventi.
Dopo Greg Moa fu forse ancor più violento, perché mi mise una sola mano fra i capelli per poter usare l’altra per sculacciarmi con una più che discreta forza, ogni volta che la sua mazza era tutta dentro il mio retto.
“Scommetto che hai voglia di cazzo nella fica.” mi domandò Greg quasi non sapesse la mia risposta.
“E me lo chiedi ? Solo voi due non l’avete capito !” risposi neanche fossi diventata una ninfomane.
“Allora prenditi il mio.” mi disse Greg sdraiandosi vicino a me.
Anche se era chiaro dove volessero arrivare, lo era altrettanto che non mi sarei mai tirata indietro, e così m’impalai sulla mazza di Greg, per poi quasi offrirmi all’altro ragazzo che non aspettava altro che penetrarmi insieme al suo amico.
Per mia fortuna questa volta fu meno brutale di poco prima, ma il solo sentirmi così piena mi fece avere un orgasmo di tale potenza, che dopo rimasi quasi come una bambola senza vita nelle loro mani.
I due ragazzi però erano arrivati anche loro al capolinea del piacere, e poco dopo mi fecero sdraiare per schizzarmi più che altro sul volto il loro seme, per poi rifinire ai miei fianchi a riprendere fiato.
Non so perché ma mi ritrovai quasi in imbarazzo, tanto da non dire nulla quando si rivestirono, e li salutai quasi freddamente prima che se ne andassero lasciandomi ancora nuda sul letto.
Più che altro c’era una domanda che non mi riuscivo a togliere dalla testa “Ma davvero scopano così mia madre ?”.



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(quelli volgari saranno subito cestinati)


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