Come sapete, la mia con M. è una coppia piuttosto aperta. 


Io proseguo l'opera di perversione della vicina di casa, Silvia.  E' una che dice no e poi si fa fare tutto. E quando dico tutto intendo vere porcate da gran maiala. Mi piace darle compiti che appena mi ascolta dice subito "no, è impossibile... non posso farlo...". Io non insisto perché so che lei inizierà a rimuginarci sopra eccitandosi e quindi lo farà. Come nei giorni scorsi quando le ho detto che volevo incularla dopo che lo aveva fatto il marito venendole dentro, che volevo sentire il suo culo aperto, morbido, bagnato e venirle dentro anche io. "No impossibile, come faccio a uscire subito dopo che lo abbiamo fatto... e poi lo sai che non è che lo facciamo spesso... dietro poi... ancora meno..." 
"Non lo so, le ho detto, sei tu la maiala che si eccita a pensare queste cose, giusto?"


"Si..." e ride"ci penserò...non ti prometto niente..." 
Passano due giorni e alle 9 di mattina mi si infila dentro casa (lascio una chiave in un posto che sappiamo, per evitare di rimanere davanti alla porta a lungo e farsi vedere da altri vicini) con gli occhi lucidi di eccitazione... 


Le labbra gonfie, i capezzoli che spingevano la maglietta, le gote arrossate. La bacio e sento il sapore del sesso nella sua bocca. "ci sei riuscita eh... come hai fatto?"


"si " risponde "l'ho svegliato con un pompino e poi gliel'ho chiesto e lui non si è fatto pregare..."  nel frattempo le infilo la mano fra le cosce, la figa è bagnata, il culo morbido come la figa... geme...  "hai goduto?" le chiedo.
"si, due volte,,, ero eccitatissima pensando che lo facevo per te, che poi me lo avresti fatto tu... tu ordini e la tua schiava obbedisce... mi eccita da impazzire fare quello che mi dici.. sono venuta appena lui è uscito..."


La giro, le alzo il vestito e le abbasso le mutandine. Non le tolgo, mi piace vederle al ginocchio.  La faccio appoggiare alla sponda del divano, il culo esposto. Apro rudemente le natiche, l'ano è umido e arrossato. Mi vanno gli occhi sulle mutandine bagnate. Gliele tolgo e gliele infilo in bocca. Poi allargo ancora le natiche esponendo l'ano, stirando le pieghette e si socchiude. Allargo anche le labbra della figa. Mi inginocchio e affondo il viso su quell'intenso afrore di figa, di sesso, di culo e anche di cazzo. Si, riesco a percepirlo. Infilo la lingua dove posso, quanto posso.
Mi alzo con il cazzo durissimo, lo appoggio all'ano cedevole e entro, come una figa bagnata. Vado fino in fondo e poi lo tolgo. Bagnato. Sborrato.  Ah che goduria sentire a ogni colpo che fa sciac. 


"ora ti prendi un'altra sborrata, troia... e questo è solo per allenamento perché ti faccio inculare da più cazzi... ti porto in un parcheggio di camionisti e ti metto appoggiata al cofano della macchina col culo scoperto e chi vuole ti può inculare..." 


Lei viene e anche io mi svuoto nel suo retto abbondantemente. Aspetto che il cazzo smosci, anche se con lei che continua a contrarre lo sfintere e stringermi il cazzo è difficile. Poi quando ci riesco lascio andare un getto di urina, dapprima poca e poi più abbondante. Mi svuoto dentro di lei. Mi tolgo lentamente per darle modo di serrare le chiappe e trattenere. Va via a casa di corsa, camminando a gambe unite. Andrà in bagno e si masturberà sul water. Poi mi farò raccontare se la porcella si è bagnata le mani e se le è leccate. Sono sicuro che lo farà. 


M. sa della mia storia con Silvia. Ogni tanto scopiamo insieme, o meglio, ce la scopiamo insieme. M. con Silvia è dominante. O forse è Silvia che è schiava dentro, verso maschi, femmine e qualunque altro genere.  


M. continua la sua liasions con il capo, ormai amante regolare da ufficio e dintorni. E l'avventura che voglio raccontarvi è che il capo l'ha usata come gratifica per un cliente importante. L'ha mandata in un hotel con dei documenti da firmare, dandole anche un dress code che non lasciava adito a dubbi. 


"ti metti degli occhialini, un tubino rosso, scarpe rosse con tacco alto, i capelli legati indietro con la crocchia e mi raccomando, è un cliente importante..."

"ah... "dice lei "e l'intimo? " 


"non ha importanza " dice lui "mi ha esplicitamente detto, quando ti ha vista, che ti immaginava vestita in quel modo.


"mi hai venduta come una prostituta?"


"no. ma visto che era rimasto molto colpito da te, gli ho fatto capire che potevi essere parte dell'accordo, quindi non mi deludere"


"ma lo conosco? lui mi ha vista e io non so chi sia"


"penso di si, è venuto in ufficio tempo fa, lui ti ha vista, tu forse avevi altro da fare..."


"quanti anni ha? è piacevole? "


"che importanza ha? è lavoro... dagli quello che vuole e fallo firmare"


M. è castana chiara. Può essere anche definita "biondina" quando d'estate i capelli le si schiariscono. Li porta sciolti. Ma si è fatta la crocchia professionale, gli occhiali da segretaria li ha, da riposo per lo schermo del pc, il tubino rosso lo ha preso su un sito web e le scarpe rosse le aveva. 


"vado a fare la puttana, come sto?" mi ha detto. E raccontato.


"hmm sei molto segretaria sexy "le ho detto "vuoi che ti accompagni?"


"mi farebbe piacere, mi sentirei più sicura, solo che non so quanto tempo dovrai aspettarmi"


"non è male accompagnare la moglie da un cliente e aspettare, immaginerò ..."


"non farti una sega in macchina che ti arrestano!" 


Ha indossato un paio di mutandine bianche, perché quella tonalità di rosso non le aveva. E siamo andati.


E' salita e io ho trovato parcheggio. Erano le 20. L'orario per una cena supponevo.


E infatti sono andati a cena, me lo ha scritto su whatsapp: "la cosa va per le lunghe. E' un tipo un po' impacciato ma gentile"


Altro whatsapp dopo poco: "in realtà ha già firmato ma mi sta facendo la corte... ora è andato in bagno... a dopo"

Si erano fatte le 22 e nessun messaggio. 


E' uscita che era quasi mezzanotte.


Come è andata? le chiedo.
Bene. Ha firmato.


E?


In realtà a fine cena è arrivato il suo socio. Non era previsto ma che dovevo fare? Mi hanno chiesto di salire su per bere qualcosa ancora. Era un gioco, sapevo che sapevano che potevano scoparmi. Ho detto perché no, ma mi fermo poco, sono sposata ....


Ha chiesto: e" tuo marito non è geloso? "
"no e perché... io sono una brava mogliettina..."


"si, ce lo ha detto, il tuo boss" ha detto quello che era arrivato dopo.


Nel frattempo eravamo saliti in camera e non hanno perso tempo. Il socio cioè, mia ha subito appoggiato la mano sul culo mentre entravo. L'altro, quello gentile, era imbarazzato, ma non diceva niente. 
Io l'ho lasciato fare e lui ha continuato a palparmi, a stringere. 


Mi ha detto: "il tuo capo ha decantato le tue abilità di...segretaria tuttofare...vediamo..." si è seduto e si è sbottonato la cintura dei pantaloni. Era chiaramente un invito e io mi sono inginocchiata fra le sue gambe e l'ho tirato fuori. Molto professionale. 


E com'era, ti piaceva?


"Un bel cazzo, venoso, non troppo lungo ma grosso... ho iniziato un lavoretto e lui mi teneva per la crocchia... ho pensato di sbrigarmela velocemente anche se me lo stavo gustando ... ma lui ha detto dai pensa anche a lui... e c'era il socio gentile seduto in poltrona che ci guardava, era ancora vestito... sono andata da lui in ginocchio e l'ho sbottonato, ma non era duro... si vedeva che era imbarazzato  ma mi sono messa di impegno con la lingua e gliel'ho fatto venire duro... era un cazzo a fungo, dalla cappella grossa, rossa, molto larga...


insomma ho fatto la spola fra i due per un po'  


poi quello "deciso" mi ha fatto alzare, ha tirato su il vestito, fatte uscire le tette, mi ha messo in mezzo alla stanza come una cavalla da valutare... mi ha detto: è da quando ti ho vista la prima volta che ho pensato che ti avrei voluto inculare, dai girati. Mi ha appoggiato a un mobile col vestito tirato sulla schiena si è sputato sul cazzo e mi ha passato della saliva sul culo e me lo ha messo dentro di botto. 


E l'altro? 


Guardava dalla poltrona e si masturbava... e mentre il socio deciso mi inculava io guardavo negli occhi il socio gentile. Mi ha fatto il culo per almeno 10 minuti senza cambiare mai ritmo e poi mi è venuto dentro. Proprio come una puttana mi ha usata.


E poi?


Non potevo lasciare il socio gentile così. Ho continuato il lavoro di prima con la bocca. 


L'hai fatto venire?


Ti pare che no? una sborrata come ne ho viste poche... chissà da quanto non veniva... mi ha allagato la bocca, la faccia i capelli, il vestito... mi ha riempita ... meno male che lui non me lo ha messo nel culo, con quella cappellona larga mi sfondava


Mi avvicino e in effetti odora di sborra. La bacio. Ora arriviamo a casa e ti scopo per bene, le dico. 


"Ho voglia" mi dice " ma... sono soddisfazioni..." e tira fuori un rotolino di soldi. 500 euro "soldi facili..."


 

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