Io e Giada stavamo sperimentando praticamente tutto ciò che riuscivamo in campo libertino. Threesome in tutte le salse, esperienze cuckold e via dicendo. Fino a quel momento non ci era balenata l'idea di un rapporto a quattro con un'altra coppia, ci sembrava troppo macchinoso da organizzare e non era propriamente nelle nostre fantasie più urgenti. Avevamo una vita molto movimentata e spesso eravamo impegnati sia di giorno che di sera, tra lavoro, aperitivi e serate. Arrivò un periodo, dopo le vacanze natalizie, in cui tutto diventò più calmo, alcuni amici erano partiti, gli obblighi lavorativi erano momentaneamente più leggeri. Ci trovammo, così, ad avere un Sabato libero da sfruttare in qualche modo. Scandagliammo le varie opzioni ed eventi nelle città limitrofe, ma con scarsi risultati. Giada ebbe un'idea: "perché non proviamo ad andare in un club privè?"
Non ero convinto, come al solito. Non c'era nulla che non mi piacesse, ma non pensavo che mi sarei potuto trovare a mio agio in un ambiente del genere. Sono una persona abbastanza timida, avere rapporti con altre persone senza un minimo di organizzazione mi metteva una leggera ansia.
"Dai, altrimenti tocca stare sul divano a vedere Netflix!", mi incoraggiò nuovamente.
"Ecco..non lo so, fammi pensare un attimo...".
"Ho capito, aspettami qui".
Giada sparì in camera da letto e tornò dieci minuti dopo. Si era truccata, indossava un vestitino rosso attillato, con un'apertura a forma di cuore sulla scollatura. Le sue tette sembravano esplodere sotto quel vestito. Lo spacco donava quell'ulteriore tocco di eleganza e di vedo-non vedo. Ai piedi, per completare il tutto, dei tacchi vertiginosi.
"Ti dico solo che verrò vestita così, ci stai?"
Come sempre, il mio cazzo aveva già iniziato a pensare al posto mio. Mi stavo già immaginando di scoparla sul divano, ma ritornai in me e accettai: "Va bene, affare fatto".
Passai il resto del tempo a cercare il locale più vicino e meglio recensito, non fu difficile.
Intorno alle 22 salimmo in macchina e in meno di un'ora arrivammo. Fummo accolti da un signore molto gentile e distino, sulla sessantina. Ci fece tesserare e si prese qualche minuto per illustrarci le regole e il funzionamento del club. Tutto chiaro, il posto era elegante, ben tenuto, sorvegliato dalla sicurezza in modo che i trasgressori venissero allontanati. Il tour mi tranquillizzò parecchio. Entrammo nella sala principale, adornata con pali per la lap-dance, accessori BDSM e oggetti vari a tema. Le persone chiacchieravano, alcune si baciavano o palpavano, era un ambiente sereno e libero da giudizi. Dopo aver schivato un paio di singoli un po' invadenti per i nostri gusti, ci dirigemmo verso il bar guardandoci intorno. Il tempo di assaporare i nostri gin tonic, che apparve un'altra coppia al tavolo vicino al nostro. Erano un ragazzo e una ragazza molto belli, atletici e soprattutto nostri coetanei. Lei era bionda, occhi azzurri, con indosso una sorta di babydoll che poco lasciava alla fantasia. Una vera bomba di sensualità. Lui era alto, moro, con una barba tenuta maniacalmente e un fisico prestante nascosto dalla camicia. Si presentarono, si chiamavano Francesca e Giovanni. Li invitammo a sedersi con noi, scoprendo che erano persone molto carismatiche. Ci raccontarono delle loro esperienze, di cosa succedeva nel club e di consigli su come comportarsi. Ci fu subito una grande alchimia tra tutti e quattro.
L'ambiente consentiva di fare e dire un po' tutte le porcate che volevamo, eravamo al sicuro. Infatti, Francesca non aspettò molto prima di iniziare a massaggiarmi il pacco dall'esterno guardando la mia ragazza. Scoprii che anche Giovanni stava allungando le mani su Giada, che sembrava apprezzare. Io e la mia dolce metà ci scambiammo uno sguardo di conferma, ci piacevano. La ragazza mi invitò al bancone per prendere un'altra bevuta e nell'attesa portò la mia mano sul suo culo. Mi avventurai in una generosa palpata, scoprendo che la sotto non solo non indossava mutandine, ma percepii anche la presenza di un bel plug nel suo culetto.
La mia eccitazione salì subito alle stelle. Tornammo al tavolo, dove Giovanni e Giada stavano già scambiando effusioni spinte. Ci fecero segno di seguirli, così ci trovammo in una delle tante stanzette "private" del locale, provviste di letto e asciugamani.
Persi momentaneamente di vista gli altri due, feci inginocchiare Francesca davanti a me e mi tuffai tra le sue gambe. Ora potevo chiaramente vedere quel plug dotato di brillantini spuntare dal suo buchetto, un gioiellino. Iniziai un lavoretto di lingua che apprezzò molto. Nel frattempo, con la coda dell'occhio vidi Giada seduta sulla sedia, intenta a succhiare il cazzo del suo amante. Ci trovammo tutti sul letto, le due ragazze a pecorina una di fronte all'altra e noi dietro di loro. Approfittammo dei profilattici in dotazione alla camera e iniziammo a scoparle con furore. Giada e Francesca si abbandonarono ad un bacio tra loro, mentre si massaggiavano le tette a vicenda. Francesca aveva una figa stretta, già molto umida, ci sapeva fare. Alternammo posizioni in cui eravamo coinvolti tutti insieme, ad altre in cui ci appartavamo con i nostri "nuovi amanti". La mia partner sapeva benissimo come godere e non si risparmiò dal condurre i giochi la maggior parte del tempo. Venne diverse volte, prima con la lingua, poi cavalcandomi intensamente. Infine, all'ennesimo round in cui mi prese il cazzo in bocca, venni copiosamente sulle sue fantastiche tette. L’avevo sommersa, tutta quella situazione e tutto quel tempo mi avevano fatto accumulare una tensione infinita. Si massaggiò i capezzoli con la sborra, assicurandosi che il suo caro fidanzato vedesse per bene tutta la scena. Ci ripulimmo e si accomodò sulle mie gambe per gustarci insieme il resto della scopata tra i nostri rispettivi compagni. Andarono avanti ancora per un po', Giovanni sembrava molto in sintonia con Giada, che godeva fregandosene del resto. Anche loro arrivarono al momento clou, la mia ragazza si girò di schiena, inarcandola. Il ragazzo si masturbò freneticamente finché non le schizzò su tutto il culo. Un piccolo fiume di sborra colò tra le natiche, fino a incanalarsi tra le labbra della figa e gocciolando sul lenzuolo. La mia Lei ne raccolse qualche goccia con un dito, lo succhiò maliziosamente fissandolo negli occhi. Una volta ricomposti, ci accorgemmo che un piccolo gruppo di ragazzi stava sbirciando dalla porta accostata. Poco ci importò, avevano sicuramente gradito lo spettacolo.
Tutti felici, soddisfatti e stanchi tornammo al bar per gustarci l'ultimo drink e fare altre due chiacchiere. Quando fu ormai notte fonda, ci salutammo scambiandoci i contatti e tornammo a casa.
Un'altra esperienza sorprendente, sopra le aspettative. Da quel giorno, impegni permettendo, diventammo assidui frequentatori di quel club trovando sempre persone eccezionali. 



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