PROVARE SEMPRE A DIVERTIRSI.


Dopo quei due orgasmi rabbiosi e liberatori lasciai la stanza di Abdul per ritornarmene in quella di mio marito, Pierluigi continuava a dormire come un angioletto e credo che nulla avesse sentito. Come voi ben sapete dagli ultimi miei racconti pubblicati, mio marito si eccitava nel vedermi scopare con un altro uomo, specialmente se africano e mi avrebbe spalleggiata tranquillamente anche con Abdul, ma dopo l'ictus che lo ha praticamente ridotto a vivere su una sedia a rotelle, non mi sarei proprio sentita a mia agio di proseguire con queste trasgressioni, perciò avevo deciso, forse egoisticamente, di appagare le mie voglie sessuali segretamenente nella stanza di Abdul, lontano dagli occhi di mio marito. Dopo quella notte, Abdul proseguiva la sua vita di factotum della casa come se nulla fosse accaduto, continuava diligentemente a fare i suoi lavoretti, aiutava pazientemente Pierluigi a fare gli esercizi di fisioterapia e andava al centro città a sbrigare qualche commissione, anche con me si manteneva sempre molto rispettoso ma scorgevo nei suoi occhi quel velo di soddisfazione di chi ha capito d'aver fatto il colpo grosso, se prima sicuramente mi considerava come una donna inavvicinabile e irraggiungibile alle sue possibilità, dopo l'altra notte tutto era cambiato, io lo avevo cercato e lui mi aveva ampliamente soddisfatta facendomi godere come una pazza, sapeva che un giorno o l'altro la mia figa calda mi avrebbe costretta a ritornare nel suo letto. Passarono solo un paio di giorni, che ancora una volta enormemente demoralizzata per gli scarsi risultati di mio marito, dovetti ricorrere nuovamente ad Abdul per sfogare le mie voglie, il piacere sessuale era l'unica cosa che mi faceva fuggire dalla triste realtà. Fu così che in pieno pomeriggio, mentre mio marito faceva i suoi esercizi di logopedia, lasciai la stanza e raggiunsi Abdul che stava tranquillamente seduto in poltrona guardando la tv, con il telecomando alzai parecchio il volume, mi inginocchiai a lui, gli tolsi i pantaloncini e glielo presi in bocca per farglielo indurire, poco dopo mi sfilai le mutandine e rimanendo con un largo vestitino, mi feci sbattere selvaggiamente alla pecorina sulla poltrona fino a raggiungere il mio rabbioso orgasmo, volutamente scelsi di farmi scopare sulla poltrona preferita da mio marito per far capire ad Abdul che ormai non doveva avere più freni inibitori con me e tra le tante cose che doveva fare dentro la casa, c'era anche quella del farmi godere. Il buon ragazzo ganese aveva capito perfettamente la lezione, così la sera successiva, una volta messo a dormire mio marito, mentre passavo nel corridoio per uscirmene di casa e farmi un giretto in giardino, Abdul uscì dalla sua stanza già completamente nudo, con le rozze maniere di un selvaggio mi prese per un braccio e come se fossi la sua preda mi trascinò nel suo letto per poi scoparmi forsennatamente facendomi godere più volte. Abdul ci aveva preso gusto, ormai mi considerava sua e non mi dava più tregua, il suo cazzo trovava pace solo quando era dentro la mia figa, ricordo di un giorno che mentre Pierluigi si era recato all'ospedale accompagnato da suo figlio per fare una batteria di esami, io rimasi a casa sola con Abdul che come una bestia mi scopò ininterrottamente in quasi tutti gli angoli della casa, dal tavolo della cucina, al pavimento, dal suo letto, al divano per poi finirmi in piedi alla pecorina davanti al grosso specchio del salotto, la mia figa era come una droga per lui, come un maiale si godeva il mio bel corpo fino a scaricarmi dentro tutto il suo nettare. Il tempo passava velocemente e mio marito non dava risposte positive, era sempre più triste e depresso, non camminava e non riusciva ad esprimersi correttamente, dalla sua bocca uscivano parole incomprensibili a tutti, solo io riuscivo a capirlo, forse più dagli sguardi che dalla fonetica. Fu in un pomeriggio di marzo 2018 che mio marito, additandomi Abdul mi supplicò di portarlo nella nostra camera da letto e ricominciare con le trasgressioni, credo che Pierluigi cercasse qualche emozione per scappare dalla sua monotonia. Dopo tanti anni trascorsi insieme me lo sentivo che prima o poi mi avrebbe chiesto questo, ma io non volevo, non ero più pronta, nutrivo troppa compassione per le sue condizioni, mi vergognavo solo all'idea di scopare e sicuramente provare piacere con Abdul davanti agli occhi di mio marito. Così presi tempo, cercai di distrarlo masturbandomi davanti a lui con quel cazzo finto (ved. racconto precedente) però non ero me stessa, non mi sentivo libera e dovetti simulare un orgasmo per farlo contento ma credo proprio che Pier abbia percepito la sceneggiata dalla mia poca passione trasmessa, infatti una settimana dopo ci risiamo, molto nervoso e quasi incazzato Pier mi riaddita Abdul, a questa sua seconda richiesta ho sentito immediatamente una buia sensazione, come se volesse esprimere un suo ultimo desiderio e stavolta non ci pensai nemmeno a contraddirlo, anzi mi promisi di fare il massimo per farlo divertire il più possibile; approffittando che il buon ganese era fuori in giardino trapiantando dei fiori, posizionai la sedia a rotelle con mio marito davanti al nostro soffice lettone, con un veloce spogliarello rimasi completamente nuda, poi, molto sensualmente mi misi un reggiseno in pizzo, un perizoma, calze autoreggenti nere 50 denari come piacciono a Pier, il tutto nascosto da una leggera vestaglia color rosa antico; gli diedi un bacio sulla fronte:
"Aspettami qui come se fossi al cinema che io vado a chiamare Abdul"
Mio marito mi chiese anche di indossare i tacchi alti, io odio scopare nel letto con le scarpe  perchè mi danno parecchio fastidio, ma anche stavolta lo accontentai.
Uscendo dalla nostra stanza matrimoniale, ascoltai nel bagno di fondo il rumore di una doccia funzionante, era Abdul che rientrato dal giardino stava lavandosi, meglio così, è già pronto all'uso, entrai nel bagno:
“Ascolta Abdul, mio marito ha bisogno di svagarsi e ha una fantasia particolare, vuole vedermi scopare, spero che per te non sia un problema farlo davanti a lui”
Abdul uscì avvolto in un bianco accappatoio che risaltava il contrasto con la sua scurissima pelle, mi guardò immobile con quella sua faccia da innocente, con una mano mi sollevò curioso la vestaglia per analizzare meglio la mia lingerie:



“Sei troppo sexy! Problemi a farlo davanti a lui? Giulia io ti scopo dove vuoi e perdonami dirtelo ma solo al pensiero mi sta già venendo duro”
Misi una mano sotto il suo accappatoio ed effettivamente il cazzo del ganese era quasi al top della durezza, mentre lo sego alcuni istanti, avvicino sensualmente la mia bocca al suo orecchio e gli sussurro:
“Che porco che sei Abdul, guarda come ce l'hai già duro!  Oggi mi scopi nell'unico posto dove non lo abbiamo ancora fatto e finalmente posso gritare senza ritegno con il tuo cazzo dentro. Sbrigati, andiamo nella mia stanza, Pierluigi ci sta aspettando.”
Arrivati in stanza, Abdul si coricò nel letto con l'accappatoio semi aperto, io mi tolsi la vestaglia ed incominciai a spompinarlo per benino, girando il mio bel culetto perizomato in direzione di mio marito.
"Pier, il nostro bravo aiutante africano avrà anche la faccia timida da bravo ragazzo ma è un vero diavoletto, guarda come ce l'ha duro, il suo cazzo sta esplodendo nella mia mano, questo porco sta scalpitando per sbattertelo su alla sua padrona"
Mi sfilo il perizoma e salgo sopra il ganese, la mia fighetta bagnata avvolge quel grosso cazzone d'ebano che mi fa gemere, proporzionato alla grossa stazza di Abdul, il suo cazzo esteticamente non sembra molto grosso, ma vi assicuro che la sua bella larghezza si fa sentire eccome. So che mio marito mi vuole vedere troia ed io lo accontento volentieri, inoltre con il duro cazzo di Abdul non è affatto difficile godere, infatti dopo circa cinque minuti cavalcandolo sto già per venire, ma il ganese mi blocca l'orgasmo e spostandomi da sopra, mi rovescia nel letto, mi viene sopra, ha deciso di farmi godere così, mi infila dentro il suo cazzo e spinge dannatamente con la forza dei suoi 100 kg, non so come riesca a resistere il letto con tali sollecitazioni, io sono completamente in estasy e grido di piacere come un'insennata:
"Mamma mia come mi fai godere!!! Vengo, vengo vengoooooo!"
Abdul non dice una parola, è un toro implacabile, in quel letto mi risvolta come un calzino, per un'attimo intravedo negli occhi di mio marito la fiamma d'eccitazione dei tempi migliori, sicuramente sta apprezzando la scena, Abdul mi gira alla pecorina e mi spinge contro la spalliera, le sue mani afferrano i miei seni facendomi sentire sua, mentre mi scopa come una furia, lo sento rantolare da dietro, mi sembra di essere posseduta da una bestia, in questa posizione il suo duro cazzo fa man bassa della mia bella fighetta.
"Adoro come mi possiedi! Scopami Abdul, sono tutta tua! Mi stai facendo venire di nuovo,.. cazzo come godo! Sto godendo, godoooooo!"
Questa fantastica goduta mi toglie forze e fiato, ma Abdul mi afferra per i fianchi e non mi fa nemmeno coricare, continua a fottermi spietatamente alla pecorina fino ad ottenere il suo piacere sborrandomi dentro tutto il suo ardore, appena Abdul sfila quel cazzo d'acciaio, io crollo esausta con la faccia su di un cuscino e dalla mia mal ridotta fighetta fuoriesce un'enorme quantità di sperma appiccicoso che si riversa nel letto. Questa vita a 3, tra me, Pierluigi ed Abdul continua per poco più di un anno, apparentemente dovrebbe essere un nostro segreto però tutti i nostri vicini ed anche il figlio di mio marito, abbozzano sempre sorrisetti maliziosi sospettando una mia relazione con il ragazzo africano, ma ormai io ho le spalle larghe e questa cosa non mi tocca minimamente anche perchè sia io che Abdul accudiamo mio marito senza risparmio di forze fino all'ultimo giorno della sua vita, infatti nella primavera seguente, per la precisione, aprile 2019, purtroppo mio marito viene a mancare. Dopo la morte di Pierluigi, con la pratica di successione, lascio la casa dove abbiamo sempre abitato, al figlio di mio marito, (che nel frattempo si era sposato e sua moglie stava già aspettando una ) mi trasferisco in un piccolo appartamento dall'altra parte di Genova ed infischiandomene di tutti i pettegolezzi esco alla luce del sole portando a vivere con me anche Abdul. La mia non è stata solo una scelta egoistica dal punto di vista sessuale ma anche una sfida lanciata a tutti quei falsi moralisti che mi hanno sempre circondata, in primo luogo ai tanti "amici" di Pierluigi che dopo poche settimane dalla sua morte, mi facevano già fioccare inviti per cene, aperitivi, giri in barca e vacanze varie; con Abdul al mio fianco questi viscidi personaggi e forse anche impotenti (vista l'età di alcuni) sono spariti tutti. In secondo luogo vengono un paio di acide e bigotte "signore", sempre pronte a criticarmi per la mia scelta effettuata, sono state le prime a fare le gatte morte con Abdul sapendo benissimo che il cazzo del mio giovane ganese avrebbe dato un pò di colore alle loro grigie vite matrimoniali, ma la loro totale assenza di coraggio le rendeva innocue, brutte ed insignificanti al mio confronto. In questi anni ad Abdul non sono riuscita a fargli perdere nemmeno un centimetro della sua pancia rotonda ma sessualmente me lo sono modellato perfettamente alle mie esigenze migliorandolo ulteriolmente, le mie quotidiane provocazioni, i miei continui giochi di seduzione ed il mio stuzzicargli le fantasie lo rendono come un animale insaziabile e ossessionato dal possedere il mio corpo. Nonostante questo, io e Abdul viviamo una relazione abbastanza aperta, io da lui voglio solo godere e non voglio stressarmi più di tanto con altre cose, anche perchè sulla fedeltà degli uomini africani non ci scommetterei nemmeno 5 centesimi e questo Abdul che fa spesso il finto tonto è il più porco di tutti, ma come si usa dire...patti chiari, amicizia lunga:
“Abdul io non ti chiedo di giurarmi fedeltà, sei giovane e se ti capita di scoparti un'altra non mi interessa e non lo voglio nemmeno sapere, ma non provare minimamente a farmi mancare il sesso perchè io ti sostituisco in un'attimo”


Adesso è venuto il momento di fare un caloroso RINGRAZIAMENTO a tutti i lettori che mi hanno pazientemente seguita in questa lunga storia, sperando di cuore di non avervi troppo annoiato, concludo facendovi anche la promessa che se ci sarà qualche ulteriore evento nella mia vita degno di essere raccontato, lo conviderò immediatamente qui con voi e per essere sincera qualcosina in pentola sta già bollendo.
Per adesso...un grande bacio,
la vostra Giulia


 


 

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