Per una donna avvezza al cuckold è difficile resistere alle insidie del suo uomo.


Già non è facile sfuggire alle tentazioni, con un marito geloso che ti aspetta e si infuria per ogni sospetto, figuriamoci se, la protagonista di questa storia, trovando in salotto un “bull” eccitato riuscirà a resistere all’offerta del coniuge molto porcello.


Uno


La borsa della spesa mi precede, spinta col piede, nel piccolo salone d'ingresso. Intanto armeggio con la solita toppa che blocca la chiave e non la lascia uscire.


La luce è accesa, mio marito deve essere già rientrato.


Mi tolgo le scarpe… persa nella stanchezza del venerdì, entro e nemmeno m’accorgo dell’uomo seduto sul divano. Poi, vedendolo, quasi sobbalzo. Non faccio in tempo a rendermi conto di chi sia che Carlo viene fuori dalla piccola cucina, con due bicchieri di Martini tra le mani.


- Ciao tesoro; finalmente… -


Lui sorride, io lo guardo imbambolata e l’uomo sul divano è visibilmente a disagio.


- Ah… ecco… - continua mio marito con una semplicità che suona falsa – Lui è Marcello. Credo che tu non l’abbia mai visto in faccia, no? Ricordi, amore, Marcello? Quell’amico con cui hai chattato ultimamente... -


Continuo a non capire, sono troppo sorpresa, poi faccio mente locale: Marcello, si! Marc Elle, di Facebook. Uno dei tanti; uno degli ammiratori “fittizi” che mi sono guadagnata sul Social, a furia di scrivere racconti erotici.


Me ne sto lì, al centro della sala, a piedi nudi, stanca, sospesa... senza capire! Comincio a pensare che, forse, dovrò incazzarmi di brutto.


- Tu non puoi conoscerlo di viso, tesoro. – continua mio marito, offrendo il bicchiere al malcapitato sul divano


- Ho visto le foto che vi siete scambiati: solo parti intime, niente viso. Fate bene… con internet non si sa mai. –


Sobbalzo, ma non di paura.


Grandissimo porco: credo di cominciare a capire il suo gioco.


Carlo deve aver letto la nostra posta. Idiota.


E cosa diavolo crede di aver letto, lo stronzo? Non lo vede di “che”… di chi si tratta? Quel ragazzo, meglio, quell’uomo mi interessava solo per la sua ingenuità.


Si è aperto subito. Un po’ di fumo negli occhi e mi ha raccontato tutto: si è confessato. So tutto ciò che ha fatto o meglio, so tutto ciò che non ha fatto!


Trentacinque anni, ancora vergine. Come sembrerebbe vergine anche la sua fidanzata e promessa sposa. Anche lei “attempata” come ragazza: ho visto le sue foto: un brutto anatroccolo, quarantenne e bigotta.


E’ chiaro che tutto questo ha stimolato la mia fantasia di scrittrice… e allora?


Mio marito non guarda mai la mia posta… possibile che l’abbia guardata proprio adesso e, cazzo: non ha capito niente?


Cos’avrà in mente? Sono certa che quello non è il preludio di una scenata di gelosia.


Il giovane è un imbranato, poveretto; me lo immaginavo così e ora lo vedo di persona. E’ accartocciato sul divano, credo che voglia sparire. Vorrebbe uscirsene in maniera aeriforme dalla finestra del salone.


Non ha neppure la forza per dire: “Scusate, grazie di tutto e arrivederci!”


Io sono stanca, cotta, sono sudata e, adesso, anche parecchio irritata: raramente mi trovo nella condizione di non sapere come fronteggiare la situazione.


Ecco, questa è una di quelle volte là!


Solo Carlo, disinvolto e spensierato, è a suo agio e sembra godere di quell’atmosfera stridente come una stonata prova d’orchestra.


Due


Decido di scuotermi di dosso quella situazione poco simpatica. Con falsa disinvoltura faccio un bel sorriso e vado a stringere la mano del giovanotto.


- Sì, certo, Marcello! –


Lancio un'occhiata a mio marito, se dobbiamo giocare, almeno gioco anch’io.


In fondo quello era un gioco, no? Quindi niente di meglio che far buon viso e cattivo gioco e cercare di togliermi dalle scatole tutti e due: l’imbranato ed il maritino, con le sue strane improvvisate poco simpatiche.


- Torno subito! Prendo anch’io qualcosa da bere. – sorrido e vado in cucina. Faccio dei segni a Carlo, che se ne avvede.


La mia espressione di diniego è tassativa, lui mi raggiunge.


- Cosa diavolo ti è saltato in mente? Ma lo hai visto? E’ un buzzurro! – gli sussurro concitata.


- Ma tesoro – ribatte angelico – pensavo ti potesse piacere… magari chiudi un occhio, no? –


- Ma sei matto? Non sono pronta, non me l’aspettavo e poi… sono stanchissima. Guarda, non è proprio il caso. –


Lui si sottrae alla furia del mio sguardo ed io riempio un bicchiere e, dopo aver respinto una sua carezza, torno in sala.


- Perché non vai a fare una bella doccia, tesoro? – suggerisce serafico mio marito – Io intanto faccio vedere il panorama a Marcello. -


Carlo non si arrende; a mia volta non ho intenzione di litigare per poi passare un week end d’inferno. Non mi capisce, non riesce a capire che una donna ha i suoi tempi. Lo conosco: ora che la sua fantasia è eccitata, non ragiona più. Meglio prendere tempo e cercare di far sbollire ogni entusiasmo.


Sposo l’idea della doccia e vado di sopra, tra l’altro ne ho bisogno sul serio!


 


Tre


In dodici anni tra convivenza e matrimonio ci è già capitato due volte di fare sesso con un altro uomo ed una volta anche con una donna che, per la verità, fu un flop.


Con un vecchio amico di Carlo, un tipo abbastanza succube, abbiamo avuto una lunga serie di esperienze erotiche e non posso dire che mi sia dispiaciuto, anzi.


Mentre mi massaggiavo il corpo nudo e abbronzato sotto l’acqua calda, ricordai la sensazione vellutata di tenere tra le mani i due cazzi dei miei “maschietti”.


Spesso cominciavamo così, sul divano, a casa di lui.


Loro si sedevano al mio fianco ed una curiosità eccitante si impadroniva di me, fino a che, come una sgualdrina senza freni, liberavo i due membri che iniziavano a indurirsi grazie alla mia presenza ed al calore delle mie dita.


Finita la doccia, Carlo dabbasso mi chiama:


- Dai, tesoro, scendi un po’ da noi... ti prego: almeno per fare gli onori di casa! –


Non so cosa rispondere, continuo ad essere contrariata. Dico loro d’aspettare, me la prenderò comoda... faremo tardi e dopo un paio di chiacchiere ed un aperitivo, Carlo, sconosciuto (e neppure illustre) se ne tornerà a casa sua.


Chissà... magari un’altra volta, si vedrà! Dopotutto mi pare un ragazzo affidabile.


Faccio le mie cose con tutta calma, mi trucco lievemente per nascondere i segni della stanchezza.


Sento di sotto le voci dei due uomini. Non capisco cosa si stiano raccontando. Sorrido davanti al mio grande specchio e lancio uno sguardo al mio cassetto segreto, quello dove tengo la lingerie più intrigante, le calze di seta, qualche giocattolo conturbante. Carlo se lo sogna se crede che scenderò di sotto abbigliata da “femme fatale” in dark... poveretto.


Anzi... metto solo un castigatissimo paio di mutande bianche, da educanda e ciao! “Tutti a nanna, bambini!”. Non mi vesto neppure, scendo le scale e li raggiungo, con addosso il mio comodo accappatoio bianco.


Quattro


- Eccomi qua, solo due minuti, però. –


Marcello è di nuovo seduto al suo posto.


- Oh, eccoti, finalmente! – esclama Carlo quando arrivo– sei bellissima. –


Sorrido con poca convinzione; penso che forse ho sbagliato a scendere con l’accappatoio - Vero Marcello? Che te ne pare di mia moglie? –


- Bellissima, davvero – poi aggiunge una specie di grazie, che rendeva la cosa abbastanza ridicola. Spero solo che se ne vada presto, sono a disagio. I due uomini riprendono l'argomento che stavano discutendo in modo formale. Parlano di case, dei prezzi, dell'aumento dei mutui. Il parlottio mi culla, mi sento un attimo più rilassata: Carlo ha deposto le armi, almeno credo!


Il giovane abbozza qualche parola, per rompere il ghiaccio… ma era troppo rozzo, troppo grossolano per sostenere una vera conversazione con mio marito.


Trovarsi davanti a me in accappatoio con lo spacco che si apriva sulla mia coscia depilata e liscia, gli confonde le idee e lo fa sentire inadeguato.


Al suo cospetto di contadinotto semplicione e persino vergine, sono pur sempre una signora, bella e raffinata, di quelle che spia sulla spiaggia, magari quando arrotonda lo stipendio, facendo il bagnino.


Carlo, per nulla impressionato da quel patetico momento di stallo, mi si avvicina appoggiandosi al mio fianco - Tesoro, sai che Marcello è davvero simpatico? – poi, si accosta al mio orecchio, non tanto per parlarmi sottovoce, quanto per alitarmi sul collo col suo fiato caldo che sa di Martini. Mi conosce troppo bene, il maiale!


 - Immagina – dice con un fil di voce – lui non ha mai visto una donna come te, mi diceva poco fa che gli sembri una dea! – la mano di mio marito si appoggia sulla mia schiena e con indifferenza comincia ad andare su e giù col pollice, proprio al centro della spina dorsale. Schizzo in avanti come una molla. Conosce i miei punti deboli, ma non voglio dargliela vinta.


Ho sbagliato a fare la doccia, Carlo sa che dopo mi sento molto più a mio agio, soprattutto quando sono tutta depilata.


- Marcello, parlaci della tua ragazza… vi sposerete a breve, se ho capito bene? – comincio il discorso per raggelare il giovane; lo richiamo ai suoi doveri morali… Spero che lui s’inibisca grazie a quelle parole. Tanto, tentare di tenere a bada Carlo, sarebbe solo tempo perso.


- Sì, sì! Abbiamo deciso per l’anno che viene – rispose Marcello, felice di tornare su argomenti che lo distraessero da ciò che vedeva. Intanto cerco di tenere a bada le manacce di mio marito che, come se niente fosse, cercava di aprirmi l’accappatoio davanti a quello sconosciuto.


- La smetti? – dissi brusca – lo capisci che sono senza reggiseno? – poi ritorno a rivolgere l’attenzione a quel bravo ragazzo:


- Bello! Maggio è l’ideale anche per il viaggio di nozze. – sorrisi, sincera.
Carlo tornò alla carica come se niente fosse, ignorando le mie parole. Come avevo potuto sposare un essere così abbietto, quando al mondo esistevano ancora “ragazzi” tranquilli come questo, il buon Marcello?


E pensare che Carlo aveva sedici anni più di me.


La sua mano riprende a pressarmi la schiena. Non posso spostarmi sul divano ulteriormente altrimenti cadrei per terra.


Ora, spalancando i lembi dell’accappatoio, mi tocca pure le cosce,. Un senso di calore mi invade salendomi alla testa ed arrossandomi le orecchie. Vedo chiaramente Marcello trasalire e spostarsi a disagio cercando di trattenere un’erezione.


- La tua donna sarà raggiante, allora – dico con voce un po’ incerta, mentre valuto la direzione del suo sguardo che, ipnotizzato, non riesce a spostare dalle mie mutandine, ormai visibili.


- E smettila! Lasciami parlare… - sgrido il mio uomo, cercando di divincolarmi.


Ancora una volta lui approfittando dei miei movimenti fa sì che la mia cintura si sciolga, cadendo sul divano.


- Tu parla pure, amore, io intanto faccio vedere a Marcello qualcosa di meraviglioso… -


Il giovane chiamato in causa, arrossisce come un peperone e balbetta qualcosa, intanto però guarda, trasecolato, perché mio marito mi ha aperto la scollatura, facendo comparire il solco tra le due generose mammelle.


Non posso aggiungere altro, perché all'improvviso mio marito mi bacia, penetrandomi la bocca con la lingua.


Il calore mi invade le tempie: dopo un guizzo inutile, cedo.


Carlo ha calcolato bene le mie difese e ha saputo approfittare del momento d’oro, quando la fantasia stuzzica la voluttà e non ti permette più di tornare sui tuoi passi.


Le sue mani mi profanano, mi scoprono subito davanti all’estraneo. L'adrenalina esplode dentro me quando, staccandosi un attimo dalle mie labbra liquide, gli sento dire:


- Dai Marcello, abbassati i pantaloni! Fai vedere a mia moglie come si è fatto duro il tuo cazzo... solamente per lei! -


 


da Bull Scool - Manuale di Cuckold per singoli e coppie di G. Esse

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