Ormai Claudia e Carla si sentono in autonomia, dopo la festa della birra si sono scambiate i contatti con la scusa di leggere i rispettivi racconti, la verità è che credo stiano anche tramando qualcosa per proseguire nei nostri giochi bagnati. Specialmente visto la promessa di Carla di farsi perdonare con la complicità della nuova amica.



Oggi è il primo giorno in cui la rivedo dopo che ho scoperto tutte le carte con lei. Ammetto che sono un po’ nervoso. Sicuramente non potrò comportarmi come se niente fosse, abbiamo superato un limite che va ben oltre il nostro precedente rapporto di insegnamento, va anche oltre l’amicizia. Ci siamo spinti per gioco in questa intimità che può diventare pericolosa, visto che lei conosce la mia compagna.



Avevo anche pensato di cancellare o rimandare la lezione, per prendere un po’ di tempo e far calmare le acque, ma probabilmente sarebbe stato un motivo per agitarle ancora di più. 


Alla fine ho deciso di comportarmi come se nulla fosse per non dare adito a preoccupazioni o dubbi anche in lei, già bastano i miei.



Quando entra in casa mi sembra che mi guardi con un certo sorrisino e la cosa non fa che aumentare le mie angosce.



“Ti ho portato un paio di sorprese.” Mi dice prima di sedersi alla scrivania.



“Ah si? Quali?”



“Una è un racconto che ho scritto in questi giorni.” Mi allunga una chiavetta usb. “L’altro te lo do più tardi.”



“Stai aspettando che arrivi col corriere?” La butto sul ridere per non pensare a cosa possa nascondermi.


“Ahah no, ma prima il dovere e poi il piacere.”



Questa sua frase mi fa tornare un po’ di ansia. Cosa vorrà intendere? Da quando ha scoperto i miei gusti e le mie fantasie penso che se parla di piacere ci siano pochi dubbi. Poi mi aveva promesso di farsi perdonare il suo scherzetto con la complicità di Claudia. Forse si sono messe d’accordo e ha detto anche a lei di raggiungerci dopo la lezione? Potevano almeno avvertirmi. Avrei anche potuto non essere solo a casa. Certo, magari il fatto di rimandare a dopo è per darle modo di annullare in caso avesse trovato la mia compagna una volta arrivata qui. Oppure mi sto facendo troppi pensieri ed in realtà ha solo portato dei cannoli. Anche quello potrebbe essere un modo per farsi perdonare. Di cosa poi? Per avermi pisciato un po’ sui pantaloni? Dovrei dirle che semplicemente mi è piaciuto un sacco, così da toglierci da ogni impiccio.



Cerco di concentrarmi sullo studio, almeno finché posso per evitare di scervellarmi troppo. Sembra già agitata abbastanza Carla, continua a muovere freneticamente le gambe ed io ormai sono ipnotizzato dal quel suo martellare.



Ad un certo punto si gira di scatto: “Basta, non ce la faccio più, veniamo alla sorpresa.”


 


 


“Caspita, che fretta!”



“Sì, mi scappa tanto la pipì”



“Ah, sarebbe questa la sorpresa?” Il mio stupore è un po’ tirato. Sono già eccitato solo per la sua ultima frase. Tutte le mie preoccupazioni adesso non ci sono più ed il mio sangue sta defluendo verso il mio pene.



“Già, è stato un po’ scortese farti fare solo un assaggino l’altra volta.”



“In effetti, se vado dal salumiere e mi fa provare qualcosa di buono, poi vorrei prenderlo per mangiarlo. Almeno Claudia mi aveva fatto un bel bicchiere della sua. Tu mi hai solo fatto venir voglia e lasciato a bocca asciutta.”



“Lo so, per questo oggi ho bevuto tantissimo prima di venire qui.”



“Qualcosa mi dice che adesso sarò io a bere tantissimo." Il mio cazzo ormai pulsa per uscire.



“Ahah se ti va.”



“Certo, e me lo chiedi.” 



“La vuoi in bicchiere, o…” E mi fa segno con la mano verso il suo inguine.



“Alla fonte direi che è meglio.”



“Che porco! Vorresti bere dalla mia vagina?”



“Sicuramente è più eccitante.”



“Bisogna vedere se sono d’accordo a fartela vedere.”



“Direi che non ti sei fatta problemi la sera della festa della birra.”



“Hai ragione, non ci pensavo, ero un po’ alticcia.” Mi fa un sorrisino per aver trovato una scusa alla sua sfacciataggine. “Allora non ho motivo per nasconderla ora.”



“Mi sembra giusto, anche io non ho motivo di nasconderti il mio corpo, dato che mi hai già visto. Quindi direi di liberarci dei vestiti, a meno che tu voglia bagnarli come l’altra volta.”



“Ahah no dai, stavolta facciamo senza, altrimenti devo tornare a casa zuppa.”



“Bene bene, anche se comunque ammetto sia stato piacevole anche in quel modo.”


“Sei proprio un estimatore della pipì.”



“Il numero uno! Poi se trovo una come te che mi dà corda, tanto meglio.”


“Come me, ma anche come Claudia.” Rimarca subito di non essere la sola in questo gioco.



“A quanto pare pisciate entrambe.”



“Ahah che scemo. Io mi spoglio che non la tengo più.”



Carla si toglie le scarpe da tennis senza nemmeno slacciarle, solo puntando il piede sul tallone opposto e le lancia da parte. Poi toglie il fiocco in vita, una specie di pantaloni tra la tuta ed i cargo, color cachi, li abbassa sotto il sedere e poi si siede alla postazione di studio per sfilarli. Rimane con un perizoma bianco, liscio, che le evidenzia il bel culetto e si insinua disegnando il profilo delle sue labbra. Sopra ha una canotta e sicuramente non ha il reggiseno. Non ha un seno molto voluminoso, ed tra questo e la sua giovane età non ha bisogno di particolari sostegni. Spero che toglierà pure quella.



Intanto mi spoglio anche io, non in modo lento come avevo fatto quando mi sono mostrato a lei la prima volta, ora è la foga del momento a guidarmi. Sfilo la maglietta sopra la testa lasciandola a rovescio e gettandola in un angolo, slaccio la cintura ed i jeans velocemente, sfilo le scarpe velocemente e poi tolgo i pantaloni rimanendo in boxer e calzini. 



Intanto Carla si sta togliendo anche la canotta e mi mostra i suoi seni, sono due piccole collinette che si stagliano perfettamente in avanti come se non conoscessero la gravità. Le sue areole sono poco più larghe di una moneta e di una tonalità di poco più scura rispetto al resto della pelle, anche il capezzolo è discreto, per questo può permettersi di stare senza reggiseno senza avere il segno evidente attraverso il tessuto.



Il mio cazzo duro si sfila da solo dai miei boxer, ne approfitto e lo libero completamente dall’impiccio e mi tolgo pure i calzini restando completamente nudo.



Anche lei toglie l’ultimo pezzo di tessuto che ancora copriva la sua intimità. Ora posso vedere da vicino la sua figa, è completamente depilata e le sue labbra interne sono un po’ sporgenti, il clitoride bello gonfio e prominente. Mi viene subito una voglia pazzesca di fiondarmici con la bocca.



“Come facciamo ora?” Mi chiede lei.



“Mi sdraio e tu mettiti sopra di me.”


“Qui per terra?”



“Sì, poi ho tempo per pulire, anche se spero di non perderne nemmeno una goccia.”


“Ahah hai proprio sete.”



Io mi sdraio a terra, supino, con il cazzo che punta in alto e la mia mano già lo stringe iniziando a masturbarlo. Carla mi gira intorno e si posiziona dalla parte della mia testa, poi si abbassa ed appoggia le ginocchia ai lati del mio viso, proprio sopra le mie spalle. 



Appena si appoggia, il contraccolpo le fa partire uno schizzo di pipì che mi arriva in faccia. 



“Lo dicevo che non la reggevo più.”



Mi sollevo da terra e mi avvicino con la bocca, lecco tutto intorno alla sua vulva dove sono finiti prima gli schizzi. Mentre la mia lingua si muove, Carla inizia a gemere di piacere. Con la mano libera mi avvicino ed allargo le sue labbra per leccare meglio e per farle spazio per il getto. I miei movimenti sono fatti senza vedere, i miei occhi sono vicini al suo culo e possono solo ammirare il suo buchetto che rapisce il mio sguardo.



Le sue contrazioni sono un misto di piacere e di sforzo per pisciare. Mi allontano leggermente con la bocca per darle modo di iniziare a farla uscire ed in un attimo sento una cascata calda riempirmi la bocca. 



Quel calore, quel sapore, quel rumore, mi pervadono i sensi e la mia mano si muove sempre più velocemente intorno al cazzo. Quando la mia bocca è piena della sua urina, mi avvicino di nuovo ed intanto deglutisco.



Il tocco delle mie labbra le fanno interrompere il flusso, ma in compenso la fanno sussultare di piacere. Carla approfitta di questa interruzione per piegarsi in avanti, si appoggia sui gomiti e sposta la mia mano dal cazzo per prendere lei il controllo.



Ora siamo in un sessantanove, lei mi succhia il cazzo già quasi pronto per esplodere, io le lecco la figa per recuperare ogni goccia di pipì. Sono certo che ne abbia ancora da darmi, cerco di trattenere il mio orgasmo per il prossimo getto.



Intanto con le mani mi aggrappo al suo culetto e le allargo le natiche arrivando a leccarle anche il buco del culo. In questo momento si ferma un attimo con la bocca ed emette un lungo gemito di piacere.



Qualche secondo dopo essersi ripresa dall’orgasmo, continua a succhiarmi il cazzo ed inizia nuovamente a pisciare. Questa volta è ancora più di prima, meno intensa ma più duratura. Anche se mi sforzo non riesco ad ingoiarla tutta ed in parte mi esce dalla bocca e mi cola lungo le guance ed il collo.



Non c’è più motivo di resistere, anche io mi lascio andare in un appagante orgasmo, nella sua bocca, sento pulsare il cazzo dentro di lei ed i movimenti della sua lingua che raccoglie la mia sborra e la porta in gola.



Crolliamo entrambi esausti. Io già a terra e lei sopra di me. Corpo su corpo. La sua testa appoggiata ad una mia coscia, la sua figa sul mio collo, le mie mani distese sulle sue chiappe.



“Avevo ragione, ho bevuto un sacco io adesso.” Le dico spezzando il silenzio in cui ci stavamo cullando.



“Guarda che anche io ho bevuto.”



“Eh ma la tua piscia era molta di più della mia sborra.”



“Ma io non ne ho persa nemmeno una goccia, invece sento che un po’ mi è andata lungo la coscia.” Dice tirandosi su e venendo vicino a me.



“Vuoi un premio perché sei stata più brava?”


“Sì!” Mi risponde. Subito dopo appoggia la bocca sulla mia spingendomi la nuca a terra. Con la lingua si fa spazio tra le mie labbra e mi da un lungo ed appassionato bacio. “Ecco il premio.” Dice dopo essersi staccata.



Rimango per un attimo senza parole, non mi aspettavo questo suo comportamento. 



“Adesso ci siamo mischiati i sapori. Posso andare a sciacquarmi?” Mi chiede.



“Certo, vai pure, ti seguo a breve.”



Riprese le forze la raggiungo in bagno dove la trovo sul bidet e le passo un asciugamano pulito. Poi mi lavo anche io ed una volta rivestiti l’accompagno alla porta. Prima di uscire mi dà un altro bacio in bocca.



“E questo?" Le chiedo.



“Prima mi è piaciuto, volevo capire se mi piaceva baciarti o il sapore della mia pipì?”



“Ah! E quindi?”



“Boh, forse entrambi. Ciao.”



“Ciao pazzerella.”



Il giorno dopo al mio incontro con Carla, ho appuntamento con Claudia. Ho deciso di portarla con me in una città vicina dove ho un appartamento che ho ereditato da poco. Siccome devo già andare per prendere delle misure, ne voglio approfittare per godere un po’ quegli spazi che mi hanno sempre affascinato in un certo modo.



Non le ho ancora detto niente del mio progetto, ma le ho chiesto se era libera dalla tarda mattinata così potevamo mangiare qualcosa insieme ed avere tutto il pomeriggio per noi. Conosco un buon ristorante vicino all’appartamento ed è tanto che non ci vado, mi sembra una buona occasione per approfittarne.



“Ciao Matteo.”


“Ciao Claudia, oggi ti porto a fare un giro.”



“Ah, pensavo mangiassimo da te.”



“Magari un’altra volta, conosco un ristorante molto buono in una città qui vicina.”



“Allora prendiamo la mia macchina? L’ho appena parcheggiata qui vicino.”


“No tranquilla, andiamo in stazione qui di fianco. Tanto sono solo due fermate e poi là è piuttosto scomodo parcheggiare.”



“Ok, mi fido di te.”



Ci avviamo lungo la strada per la stazione, intanto racconto a Claudia dell’appartamento che ho in quella cittadina. Devo fare dei lavori di ristrutturazione e mi serve prendere alcune misure dei locali. Le chiedo se le va di farmi compagnia e le faccio intendere che il posto è tranquillo e che mi piacerebbe inaugurarlo con lei sotto il punto di vista del pissing.



Arriviamo ai binari con un certo anticipo, faccio i biglietti per entrambi e poi ci andiamo a mettere su una panchina in attesa che arrivi il treno. Vedo che Claudia si guarda parecchio intorno, probabilmente non è solita prendere i mezzi ma preferisce spostarsi in auto.



“Non c’è un bar qui?”



“No, è una stazione piccola. C’era tempo fa ma poi l’hanno chiuso. Comunque appena arriviamo il ristorante è a pochi metri.”



“Non era per mangiare o bere.”



“Cosa ti serve allora?”



“Mi scappa la pipì.” Mi dice quasi infastidita. “Non ci sono nemmeno i cessi?”



“Temo di no, non ce la fai a tenerla?”



“No, è già troppo che la tengo, avevo bevuto molto per offrirtela arrivata a casa tua.”



“Cavolo che disdetta, non lo sapevo, altrimenti ti avrei fatta entrare per approfittarne. Ora andrà sprecata.”



“Oltre che sprecata adesso faccio un lago se me la faccio addosso, non credo ci farebbero entrare al ristorante.”



“Vieni con me.” 



La prendo per mano e ci incamminiamo sulla banchina lungo il binario, fino a raggiungere il punto dove iniziano le frasche incolte. Apro un varco con le mani ed i piedi e trovo uno spazio abbastanza grande e riparato dove si può mettere a farla di nascosto dai passeggeri in attesa in stazione. 



Claudia si infila in quell’anfratto ed io mi metto fuori dal fogliame a controllare la situazione, ma con lo sguardo principalmente attratto dalla sua figura. Indossa una giacchina leggera sopra un top scollatissimo. Quando apre la giacca e me la passa perché io gliela tenga, rimango folgorato dalla visione del suo seno protuberante. Poi slaccia i pantaloni e li abbassa facendo scivolare sotto di essi anche le mutande. Anche in momenti di necessità è sempre un piacere godere la vista della sua figa. Mi provoca un’immediata erezione.



Si piega sulle ginocchia e le cosce le toccano quasi il petto. In questa posizione non riesco a vedere bene, posso solo sentire il rumore della sua pipì che sgorga forte e sbatte a terra. Prima con un rumore secco e poi creando un gorgoglio nella pozzanghera che sta creando.



“Mi spiace sprecarla così.” Mi dice affranta.



“Non dirlo a me, né a lui.” Le indico il pacco gonfio.



“Però poi puoi aiutarmi a pulirla, a meno che tu voglia darmi un fazzoletto.”



Aspetto che finisca e mi avvicino nuovamente a lei. Si solleva leggermente sulle gambe in modo da lasciarmi un passaggio verso la sua figa, ma non troppo per non colare tutta lungo le gambe. Infilo la mia mano fra le sue cosce e trovo le sue labbra intrise di urina. Sfrego bene con le dita per assorbire tutto il liquido possibile, poi porto la mano verso la mia bocca e lecco quanto rimasto. Si solleva completamente dritta e prima che tiri su mutande e pantaloni, affondo la mia lingua a raccogliere le ultime gocce.



Dopo essersi rivestita, torniamo al centro del binario quando sta per arrivare il nostro treno. Saliamo a bordo e ci mettiamo a sedere.



“Quindi per te la leccata di figa non sarebbe considerato tradimento? Tradire è solo infilare l'uccello?”



“Diciamo che per giustificare il mio non tradire e farmi stare pulito con la coscienza, mi sono convinto che il sesso orale può essere consentito. Anche se non è la mia priorità. Tu come la vedi?”



“Onestamente mi piace, mi sto convincendo con la persona giusta e il giusto clima mi immedesimo pure io nella pIssione. Ok che non sia la priorità ma credo che eccitarsi così a lungo con la sola pipì debba avere una valvola di sfogo almeno orale, quindi tradimento o no io lo includerei volentieri.”



“Mi ero vagamente accorto del tuo apprezzamento.” Rispondo sogghignando. “Avrei voluto fare di più prima, ma eravamo in un posto un po’ scomodo.”



“Arrivata a questo punto della formazione posso affermare che l'unico vero ostacolo resta il setting. Il bagno è triste, il telo a letto ancora di più, all'aperto è perfetto ma non sempre fattibile.”



“Già, ma abbiamo ancora tanti posti da provare.”



“La pisciata addosso con i vestiti, che ti ha fatto Carla, onestamente mi ha intrigata moltissimo, certo come variante ogni tanto ma è molto figa, porca e divertente.”



“Sì, infatti se non ci fossero problemi logistici sarebbe da fare più spesso.”



“A te andrebbe bene farlo anche per terra, sul pavimento liberamente con la fatica successiva di dover pulire?”



“Decisamente sì, il pavimento si pulisce facilmente, ne vale la pena. Ma non rovinarmi le sorprese per il pomeriggio.”



“Ops, adesso mi fai incuriosire.” Dice sgranando gli occhi. “Un’ipotetica coppia che viva il pissing come pratica consueta io la vedrei allora con il bagno come luogo dei primi approcci, l'aria aperta quando si può ma, per non aspettare poi troppo, il luogo giusto sarebbe il pavimento del salotto come quasi abitudine.”



“Condivido pienamente la visione delle location, aggiungo anche da seduta o sdraiata sul tavolo, per fare una bella fontana.”



“Andata per la fontana purché sia reciproca. Direi prima a turno e poi anche in contemporanea.”



“Cosa intendi di preciso con fontana purché sia reciproca?” 



Finora è stata sempre lei a donarmi il suo nettare, io non le ho mai fatto pressione perché anche lei ricevesse la mia pipì, però sentirglielo chiedere mi rende felicissimo. Volevo tanto che le piacesse ed arrivasse a questo punto, ma non osavo chiedere.



“Credo che anche io apprezzerei del buon do ut des. Almeno fino a un certo punto.”



“Molto bene, sono proprio curioso di sapere dove si posiziona il punto fin cui l'apprezzeresti.”



“In che senso?”



“Nel senso di cosa ti piacerebbe provare, sicuramente non in bocca l'ho capito, ma cosa ti andrebbe di fare e cosa invece no?”



“Sì ecco, a parte la bocca, credo tutto quello che ho provato finora sì.”



“Bene, allora direi di andare a pranzo e di bere molto entrambi. Siamo arrivati.”



Il treno si ferma e scendiamo in stazione. Ci avviamo verso il ristorante che si trova quasi di fronte. Come ricordavo la cucina è davvero ottima, facciamo entrambi un ottimo pasto e soprattutto ci prepariamo a giocare bevendo due bottiglie di acqua ed una di vino.



Arrivati al mio appartamento, siamo entrambi su di giri e non abbiamo voglia di perdere tempo, apro velocemente le tapparelle della sala da pranzo per illuminare la zona che voglio usare per i nostri giochi, un grande tavolo di cristallo che domina la stanza. Lascio anche aperte le tende, il fatto che qualcuno possa spiare dalla palazzina di fronte non fa altro che aumentare la nostra eccitazione. 



Prendo l’iniziativa ed comincio a spogliare Claudia con le mie mani. Prima le tolgo la giacca stando alle sue spalle, le faccio poi alzare le braccia e le sfilo il top lasciandola in reggiseno. Sempre da dietro di lei slaccio il gancino mentre lei tiene le coppe con le mani. La cingo dai lati e infilo le mie mani sotto le sue, passando sulla pelle del suo petto e trovandomi con i suoi seni nei palmi, lasciando a lei il reggiseno.



Mi gusto per qualche momento questa posizione, massaggiando le sue tette e stuzzicandole i capezzoli, mentre il mio cazzo preme duro contro il suo culo. A malincuore lascio la presa per portarmi verso un’altra piacevole avventura. Raggiungo i suoi pantaloni e li slaccio, li faccio scendere lungo le sue gambe mentre mi abbasso, quando il mio viso è all’altezza delle sue chiappe le mordicchio e le lecco. Tolgo le scarpe e faccio sfilare anche i pantaloni. Poi risalgo, infilo le mani ai lati delle mutandine, le aggancio tra le dita e poi le faccio calare scoprendo il suo culo, e mentre mi si rivela davanti, scorro con la lingua nel solco delle sue natiche.



Mi rialzo stando sempre alle sue spalle, mi appoggio a lei per farle sentire addosso i miei vestiti che si vanno a togliere. Prima la maglietta striscia tra il mio petto e la sua schiena. Dopo abbasso i pantaloni tra il mio bacino ed il suo culo, facendole sentire meglio il cazzo coperto solo dai boxer. Infine tolgo anche quelli, liberando l’uccello che le si appoggia in mezzo alle chiappe.



Ora che siamo entrambi nudi, le giro intorno, mi metto di fronte a lei e poi mi appoggio al tavolo con il sedere, la superficie di vetro a contatto con la pelle mi dà un piccolo brivido, ma non intacca il calore che è sprigionato dalla mia voglia.



“Allora vuoi veramente provare la mia fontanella?” Le chiedo.



“Certo, non puoi essere sempre solo tu a goderti la mia.”



“Ok, allora mettiti come sei più comoda.”



Io mi siedo per bene sul tavolo, con le gambe divaricate ed il cazzo puntato verso di lei. Claudia si avvicina a meno di mezzo metro, poggia le mani sulle mie ginocchia ed aspetta che io inizi a pisciare. 



Passa un po’ ma ancora non riesco a farla partire, vederla nuda lì davanti mi eccita tanto e con un'erezione così dura è difficile. 



“Non dirmi che ora non ti viene.” 



“Se non lo faccio un po’ smollare è difficile farla uscire, ma vedendoti così non è facile distrarmi.”



“Allora ci penso io.”



Dicendo così si abbassa in ginocchio e sposta le mani risalendo le mie cosce fino ad arrivare a prendere il cazzo con le mani. Inizia a mastrubarmi lentamente. Vuole farmi sfogare per poi essere libero di agire. Avvicina anche la bocca, estrae la lingua e comincia a leccarmi le palle, le risucchia anche in bocca, lecca tutta l’asta ed arriva alla punta, si infila intorno alla cappella con le labbra e sento la sua lingua avvolgermi dentro la sua bocca.



Per svariati minuti mi delizia con la mano e con la bocca in un magnifico pompino fatto con maestria e con tanto piacere sia mio che suo. Vorrei poterla toccare e leccare anche io, ma in questa posizione sono immobilizzato e non posso far altro che godermi questo momento.



Sento arrivare intenso l’orgasmo, il mio respiro si fa più affannoso, il mio cazzo inizia a pulsare e la mia sborra parte con dei colpi dentro la sua bocca. Claudia accoglie i primi schizzi, succhia ed ingoia il mio seme, poi stacca la bocca e guidando con la mano fa partire altri getti che vanno sulle sue tette. Il flusso di sperma rallenta, colano le ultime gocce dalla cappella e le raccoglie con la lingua.



“Mi hai schizzato le tette porcone, ora me le vuoi sciacquare?”



Ora che l’eccitazione è stata soddisfatta, riesco finalmente a liberare la mia vescica. Un getto di pipì parte di scatto e la raggiunge dritta sul petto. Per l’intensità gli schizzi rimbalzano contro la sua pelle e finiscono a terra. Muovo il mio pene facendo oscillare il flusso sulle sue tette ed andando a colpire i residui di sperma che colano giù sulla pancia, sulle gambe ed infine a terra. Bagno tutto il suo corpo con la mia piscia, dal collo in giù, mentre lei fa scorrere le sue mani sulla pelle accompagnando il flusso di urina tutto intorno, poi mi posiziono in modo da colpire la sua figa, lei inarca il bacino esponendola verso di me per sentire meglio lo schizzo.



Claudia allarga con le dita le labbra della sua vagina, mentre la colpisco proprio sul clitoride si infila anche un dito ed inizia a masturbarsi. La sua eccitazione deve essere davvero intensa.



Quando finisco di pisciare, lei è tutta bagnata ed in mezzo ad una pozzanghera. Il suo corpo splende con la pelle così fradicia. Una visione stupenda che non posso far a meno di ammirare per qualche secondo.



La faccio alzare da terra e sdraiare sopra al tavolo, lei ha ancora le dita infilate nella figa, io inizio a leccare tutto il suo corpo assaggiando la mia pipì. L’ho provata molte volte, ma in questo modo è sicuramente più eccitante. Il mio cazzo è di nuovo duro. Mi concentro molto sulle sue tette, le succhio, le mordicchio e le stringo tra le mani. Passo lungo la pancia ed infilo la lingua nell’ombelico, dove si era formata una piccola pozza di pipì. Proseguo ed arrivo sulla sua vulva. Estraggo le sue dita, me le infilo in bocca ed assaporo il misto di sapori che hanno raccolto. Quindi prendo il suo posto con le mie dita e la mia lingua. Le lecco la figa voracemente ed ogni tanto estraggo le dita per succhiare meglio i suoi umori. Sento arrivare il suo orgasmo prima lentamente, poi come un’esplosione di piacere, sussulta sui fianchi e mi stringe la testa tra le gambe finché non arriva al culmine dell’orgasmo.



Anche dopo che è venuta non riesco a staccarmi, per lasciarla comunque riprendere non esercito molta stimolazione, ma solo qualche leccatina qua e là per deliziarmi.



Quando vedo che si è rilassata, metto una mano sopra la sua vescica e la premo leggermente, per farle capire che è il momento anche per lei di farla.



“L’avrei fatta comunque ora, già non la tenevo più da prima, figurati dopo essere venuta. Credo qualche goccia mi sia già uscita mentre mi leccavi.”



“C’era talmente bagnato che non so dire cosa fosse, ma il sapore era ottimo.”



“DOC?”



“DOCG, direi, dal produttore al consumatore.”



Scoppia a ridere ed in contemporanea parte un getto di pipì che mi colpisce in faccia ed in bocca. Lei è sdraiata sul tavolo, non proprio la posizione ideale per farla, ma è giunta talmente al limite che riesce a pisciare come se lo facesse sempre in quel modo. Io allargo le sue labbra con le dita per esporre bene il forellino della sua uretra, la fontanella che ne esce mi ricorda le fontanelle per dissetarsi che una volta erano presenti in tutte le città. Io soddisfo la mia sete come un viandante del deserto. Non è facile prenderla tutta in questo modo, quando chiudo la bocca per deglutire ne perdo una parte che mi cola lungo il mento. Anche con il diminuire della potenza le scende lungo il sedere, ed anche se mi avvicino per raccogliere le ultime gocce, si è formata una piccola chiazza sul vetro sotto di lei.



Approfitto della sua posizione ancora sdraiata e rilassata per ripassare sul suo corpo, leccandola, baciandola e succhiandola. Arrivo al suo viso e ci troviamo faccia a faccia. Sento che in questo momento ci starebbe bene un bacio, ma so che la mia bocca sa di pipì e lei non gradirebbe. O almeno non ancora. Però c’è quella tensione standole così vicino. Per sdrammatizzare metto le dita nella pozza di pipì che c’è tra le sue cosce e poi le uso per schizzare sul suo corpo.



“Ahah così mi hai spruzzato anche la mia?”



“Hai avuto il mio battesimo, ci voleva anche il tuo.” 



L’aiuto a rialzarsi e mi siedo accanto a lei, l’abbraccio e sento sul braccio che ha la pelle d’oca.



“Hai freddo?”



“No, ma prima era bella calda la pipì, adesso mi sono rinfrescata.”



“Se vuoi ne ho ancora, con tutto quel che abbiamo bevuto mi si sta di nuovo riempiendo la vescica.”


 


“Anche io non credo di averla fatta tutta, ma dammi qualche minuto che la faccio caricare per bene.”



Ci prendiamo un po’ di tempo in relax, anche il mio pene riesce a trovare un po’ di pace e si sgonfia dopo tutta quella eccitazione, pur rimanendo almeno barzotto. Approfitto anche di questo tempo per prendere le misure che mi servivano dell’appartamento. Claudia intanto mi guarda e se la ride del fatto che sto facendo tutto questo completamente nudo e pisciato dalla testa ai piedi.



Mi infilo sotto il tavolo, non ho nessuna misura da prendere qui, ma l’ho sempre visto come un oggetto molto erotico con la sua superficie trasparente e liscia. 



“Ma che bella visione, molto meglio che al cinema.” Dico da sotto guardando il culo e la figa di Claudia appoggiati al vetro.



“Sei proprio un porco. Mi vuoi fare la radiografia?”



“Mi basta vedere quello che c’è fuori, è una visione deliziosa.”


 


Per assecondare il mio gioco lei si gira sopra il tavolo rivolgendomi di volta in volta una diversa visione del suo corpo schiacciato contro il cristallo. Io mi godo la visione ed il mio cazzo torna ad essere duro.



Esco da sotto il tavolo, salgo anche io sopra e mi siedo con lei. Allargo le gambe, allargo anche le sue e le faccio passare sopra le mie, all’altezza dei fianchi, in modo da arrivare con i nostri sessi quasi a contatto.



“Possiamo farla in contemporanea, come desideravi.” Le dico.



“Che bello! L’avevo detto ma non avevo pensato a come realizzarlo, così è perfetto.”



“Allora preparati che a me scappa molto. Psssshhh”



“Sono già pronta anche io.” E dicendo così mette le mani sulle labbra in modo da far spazio al getto che altrimenti andrebbe incontrollato. 



Io tengo il mio cazzo a poca distanza da lei, pochi attimi di concentrazione e parto con una intensa pisciata che forma un arco verso l’alto e ricade sulla sua pancia. Poco dopo anche lei inizia a farla, mi arriva sul cazzo e sulla mano. Io muovo il mio uccello per direzionarla prima sulle sue tette, gliele bagno ed tra i suoi seni si forma un ruscello che scende al centro del petto per poi andare giù fino alla vagina. 



Lei aiutandosi con le mani e con il movimento del bacino riesce a superare in altezza il mio cazzo e farmi arrivare la pipì fino al petto, qualche schizzo anche sulla faccia e tiro fuori la lingua per prendere quel che posso.



I nostri flussi si incrociano in certi momenti, e mi passa per la testa una battuta di un vecchio film, mi fa sorridere ma la tengo per me, sarebbe male dirla adesso.



Ci stiamo deliziosamente pisciando addosso in contemporanea, il mio cervello sta godendo come un ossesso. Porto in basso il cazzo e punto il getto sulla sua figa, la colpisco con la mia pipì mentre lei fa uscire la sua, emette un piccolo gemito di piacere quando arrivo lì.



Sembrano attimi infiniti sotto un certo punto di vista, ma quando la pipì di entrambi finisce vorremmo entrambi che ce ne fosse ancora.



Tolgo la mano dal cazzo, inizio invece a toccare la sua figa per darle piacere. Lei fa lo stesso con me, i nostri sessi sono quasi attaccati, le nostre mani si incrociano per masturbarci a vicenda, i nostri sguardi si muovono freneticamente tra gli occhi altrui ed i nostri sessi, zuppi di urina e di piacere.



Non so dire quanto tempo passiamo in quel modo, combatto per non avere dei crampi alle gambe data la posizione, ma voglio godere senza muovermi da quel posto. Claudia gioca con il mio cazzo anche avvicinandolo alla sua figa, per qualche istante penso anche di rompere ogni regola ed indugio e scoparla senza freni, ma resto immobile e lascio a lei il compito di darmi piacere, io penso al suo godimento con le mie dita.



Quando lei inizia a sussultare per l’orgasmo, anche io mi spingo oltre il limite e veniamo quasi contemporaneamente. La mia sborra parte verso di lei e le arriva sul basso ventre colando fino alla mia mano che sta ancora con le dita saldamente dentro di lei.



Ci vogliono diversi minuti prima di riprenderci, è stato un pomeriggio di intenso piacere e siamo appagati e stanchi.



Riprese le forze di andiamo a lavare, purtroppo separatamente dato che la doccia è molto stretta. Mentre è lei sotto l’acqua, io ne approfitto per pulire il salotto da tutti i liquidi che abbiamo lasciato.



Una volta sistemati noi e la casa, torniamo indietro e prendiamo il treno. Non ci sono grandi discorsi tra noi, ma molti sguardi, sorrisi, intese senza bisogno di parole.



Prima di lasciarci, Claudia mi mostra il messaggio che ha appena mandato a Carla. “Le gioie dei giochi bagnati sono piacevoli in due, ma credo che Matteo apprezzerebbe ancor di più goderle in tre. Ti va di farlo impazzire con me?”


 

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