Tutto andava a meraviglia, papà purtroppo era quasi sempre via per lavoro anche se non mi faceva mancare la sua telefonata giornaliera ovunque fosse e con mamma avevo un rapporto bellissimo fatto di rispetto ma anche di complicità.
Con Lucia avevo un rapporto splendido, oltre che il sesso ci univano altri interessi che ci facevano rimanere sempre vicine. In quel periodo frequentavo anche altre “amiche”, diciamo compagne di scuola forse è meglio, ma senza troppo entusiasmo. Con i ragazzi avevo un piccolo problema: l’altezza! A 15anni ero alta 1,74! In classe mia solo uno era alto come me, tutti gli altri più piccini. A parte quest’ultimo particolare ero una giovincella felice!
Un giorno ero sola in casa: papà e mamma al lavoro, Lucia aveva un impegno e la ragazza delle pulizie non sarebbe venuta. Mi alzai verso le 10 e mi sentivo la padrona del mondo.
Nuda come dormivo andai in cucina, preparai il caffè e riscaldai la brioche con il microonde. Tutto era fantastico, stavo proprio bene! Misi della musica con la filodiffusione ad alto volume e mi accomodai sulla sdraio a fianco della piscina. Fatta colazione entrai in piscina: il fresco dell’acqua fece diventare i miei capezzoli lunghi e duri. Mi immersi e mi lasciai galleggiare, mi sentivo in paradiso. Uscii e, ancora bagnata, mi stesi sul lettino. I raggi del sole mi asciugarono in fretta, sentivo il calore diffondersi sia sulla mia pelle che dentro il mio corpo. Mi toccai il seno: stava crescendo, lo sentivo quasi ogni giorno più grosso e sodo.
I miei capezzoli reagivano alle carezze e sembravano chiedere di essere succhiati. Chiusi gli occhi e cominciai ad accarezzarmi. Mi ero anche rasata quei pochi peli che stavano spuntando sulla mia fighettina e la sentii liscia e curata: era una sensazione bellissima. Accarezzano piano le labbra e ogni tanto prendevo il clitoride tra le dita e mimavo quasi una sega, quella che si fa ai ragazzi e che io non avevo mai fatto. Avevo anche preso l’abitudine, quando mi masturbavo, di fare come aveva fatto Lucia, stimolare il buco del mio culetto. Il sole scaldava la mia pelle ed io ero in estasi ed in preda ad un piacere sottile. Ascoltavo la musica e le vibrazioni del mio corpo, le sensazioni che le mie carezze mi davano mi stavano portando piano verso il piacere. “Sei bellissima” sentii, una voce gentile, sussurrata ed eccitante.
Aprii gli occhi di scatto e mi sedetti sul lettino. Mia madre mi stava guardando. Avrei voluto morire in quel momento, stavo sprofondando per la vergogna.
“Ma cosa fai a casa, dovevi tornare stasera” le dissi arrabbiata e quasi piangendo mentre cercavo di ricoprirmi.
“Un problema in reparto, si è rotta la macchina per la TAC, ma sono contenta di essere rientrata prima”. Mi guardava con occhi languidi, il suo sguardo mi piaceva, non era di rimprovero ma di comprensione.
“Vieni qui piccolina, fatti abbracciare dalla tua mamma”. Mi avvicinai a lei e l’abbracciai, una sensazione davvero bellissima.“Stai tranquilla, non sei solo tu che ti masturbi, sapessi quante volte lo faccio anch’io! Papà e sempre via per lavoro e lo facciamo solo quei due o tre giorni che torna a casa ed io gli sono fedele. Quando mi vengono le voglie…faccio come te” Le sue mani mi accarezzano le spalle e mi sentivo strana io nuda di fronte a mia madre vestita che mi accarezzava, riuscii solo a dirle:
”Ti voglio bene mamma”.
“Aspettami, torno subito” mi disse allontanandosi ed entrando in casa. Rimasi li, ferma ed immobile, sorpresa e meravigliata dalla situazione, non sapevo proprio cosa fare, cosa dire, mi sembrava di essere dentro un film di cui non puoi scegliere il finale. Poco dopo tornò in costume da bagno, quello bianco trasparente, e su sedette sul lettino al mio fianco.
“Con Lucia come và?” mi chiese a bruciapelo. “Tutto bene, niente di particolare” le risposi con la netta sensazione che lei avesse già capito tutto. “E’ davvero una bella ragazza, spero ti faccia piacere stare con lei. Ho visto come vi guardate e immagino quello che fate quando io non ci sono”. Ero distesa e non sapevo cosa risponderle.
“Tra donne è bello, noi sappiamo dove toccarci ed accarezzarci per arrivare al piacere, siamo solitamente più dolci e sensibili” mi disse mentre si toglieva il costume. Mamma aveva un seno bellissimo, senza una smagliatura e con una rotondità davvero speciale. Rimase nuda al mio fianco:
“Posso adesso fare io quello che stavi facendo tu?”. Non avevo più parole, non sapevo cosa dire, la situazione mi sembrava davvero surreale. Senza aspettare la mia risposta si stese al mio fianco e cominciò ad accarezzarsi il seno. I suoi capezzoli diventarono subito duri ed a me era venuta voglia di toccarli, come facevo con Lucia.
Mamma sembrava avermi letto nel pensiero:
”Toccali se vuoi, li hai tanto succhiati da piccina che lo puoi fare ancora adesso”. Timidamente sfiorai i suoi seni, non era più mia madre, era una donna con le mie stesse voglie. Posai le mie labbra sui suoi capezzoli e li succhiai piano. Mamma mi abbracciò, sentivo le sue mani sulla schiena e sul sedere, mi alzò la testa e mi baciò, con la sua lingua nella mia bocca la sentivo mia, forse un nascosto desiderio che si era avverato. Mi accarezzava ed io reagivo alle sue carezze scivolando vicino a lei fino a sentire i suoi capezzoli contro i miei. La sua mano scivolò tra le mie gambe ed io subito contraccambiai: aveva una figa depilata con un ciuffetto di peli sopra, anch’io me la sarei fatta così. Le sue labbra erano molto più grandi delle mia e la sua figa accolse le mie dita con un sospiro.
“Puoi entrare, io non sono più vergine” mi disse incitandomi. Le sue dita invece sfioravano le labbra della mia figa ed ogni tanto si soffermavano quasi a saggiare la consistenza del clitoride. Entrai in lei con tre dita, la sua figa era bagnata e rispondeva ad ogni mio movimento con un suo movimento del bacino. Le sue dita scivolavano sul mio clitoride e sentivo piano salire il piacere, lentamente lo assaporavo tocco dopo tocco. Sentii che stava muovendo il suo bacino per venire incontro alle mie dita dentro di lei, stava godendo ed aumentai il ritmo.
“Vengo…amore…vengo” sentiì mentre anch’io sentivo arrivare un orgasmo nuovo, mai provato. Ci rilassammo sul lettino ancora abbracciate, tolsi le dita dalla sua figa e le portai tra le mie labbra, le succhiai, mia madre aveva un sapore diverso da Lucia. Ci appisolammo così, abbracciate. Al nostro risveglio ci comportammo come se nulla fosse successo; ci alzammo, doccia ed infine a tavola. Fù la prima volta ma non l’ultima.

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