Racconto di fantasia!!!!!!!


Da quando ho scoperto il piacere di indossare capi femminili ho trascorso anni a migliorare la mia figura en femme, le sedute estetiche iniziali per l’epilazione totale sono state cariche di tensione per la vergogna che provavo conoscendo il motivo per cui lo facevo ma l’estetista è stata molto professionale, forse avrà avuto qualche dubbio ma non ha mai fatto trapelare nulla ed ora è una mia amica. La cosa più difficile è stato imparare a truccarmi ma dopo mesi e mesi di allenamento oggi sono bravissima. L’immagine che mi rimanda lo specchio è di una donna piacente e desiderabile. Dovevo partire! Un viaggio lungo in treno dalla mia piccola città del sud fino a Parigi, quale occasione migliore!! Prenotai uno scompartimento vagone letto per una persona. Sistemai tutte le mie cose in un trolley e presi il treno. Nel giro di 1 ora fui pronta: lingerie di pizzo nera, una mini nera, un pulloverino a V bianco, autoreggenti nere e scarpe decolletè nere tacco 10. 


Feci un bel respiro e andai a cena nel vagone ristorante, c’erano pochi tavoli occupati ma notai un giovane, avrà avuto 35-40 anni capelli corti, bel fisico che mi osservava dal suo tavolo: si era accorto che non ero una vera donna?


Percepivo la sua esitazione ed i suoi dubbi così come percepivo il suo desiderio e i suoi timori, ogni dettaglio di quella situazione era straordinariamente eccitante, sentivo dentro di me un doppio impulso maschile e femminile desideroso di possedere ed essere posseduta. 


Lui continuava a spogliarmi con gli occhi ed io lo lasciavo fare attendendo le sue mosse.


Si alzò e per un attimo trattenni il respiro. Non accadde nulla!!! Un insopportabile immobilismo. Non so se delusa o sollevata mi alzai e andai verso il mio scompartimento, aprii la porta e mi fermai nel corridoio a guardare fuori dal finestrino lo scorrere veloce delle luci della strada parallela alla ferrovia. 


Sentii dei passi, con la coda dell’occhio lo vidi, si fermò e finse di guardare oltre il finestrino poi lo sentii avvicinarsi mi appiattii per lasciargli lo spazio per passare e sentii chiaramente il suo odore, il suo profumo. 


Una punta di delusione si mescolò ad un senso di sollievo e non sapevo quale fosse lo stato d’animo prevalente. Avevo temuto e allo stesso tempo avevo sperato che potesse succedere qualcosa ma non era accaduto nulla di nulla, solo qualche attimo di intensa emozione. Lui era passato oltre ed il pericolo (!!!!!) era cessato. Entrai nello scompartimento con la consapevolezza che volevo ardentemente che accadesse qualcosa, mi sentivo donna! Una donna seducente e affascinante. La porta era rimasta socchiusa ma la avevo lasciato intenzionalmente, così come socchiuse erano anche le tendine, quel tanto che bastava affinché dal corridoio si potessero vedere le mie gambe, e soprattutto la mia mano che nel frattempo si era messa ad accarezzare lentamente la coscia. Stavo agendo d’impulso, non sapevo nemmeno io quello che stavo facendo ma la mano sembrava agire senza sentire le mie ragioni. Poi percepii il rumore dei suoi passi. 


Mi distesi sul divanetto laterale fingendo di riposare, con le gambe leggermente ripiegate ed il sedere rivolto verso il corridoio. Così facendo chi passava davanti alla porta non poteva vedere il mio viso reclinato verso gli schienali dei sedili ma solo il mio corpo. Nel ripiegare le gambe la mia minigonna lasciò inesorabilmente scoperto il pizzo delle autoreggenti e buona parte della parte alta della coscia e soprattutto la mia mano che nel frattempo si era messa ad accarezzare lentamente il mio sedere. Sentii che si avvicina, si fermòo e adesso era proprio davanti all’ingresso, la parrucca mi copre il viso ma riusii a vedere il suo corpo, finse di guardare oltre il finestrino ma poi si girò verso la porta socchiusa cercando con lo sguardo il mio corpo.


Mi battè forte il cuore e trattenni il respiro, fingevo di riposare ma la mia mano continuava ad accarezzare la coscia fino ad arrivare al gluteo. Lui esitava ancora indeciso, ma quando aveva visto in che modo mi stavo accarezzando ha vinto le sue paure residue e aveva fatto scorrere la porta dello scompartimento. 


Era entrato. 


Mi osservava in silenzio…..


Le mie carezze lentamente si fecero ancora più esplicite e così iniziai ad accarezzarmi nel solco tra le natiche, assecondando i miei movimenti con un sensuale e lieve sollevamento del bacino.


Ancora silenzio! Un interminabile ed insopportabile silenzio.


Stavo agendo d’impulso, non sapevo nemmeno io quello che stavo facendo so solo che volevo essere donna ….mi sentivo donna!!!!


Si era seduto accanto a me, mi aveva delicatamente sfiorato con le labbra e mi baciava dolcemente, potevo percepire il suo desiderio da come socchiudeva le labbra, dai sospiri sempre più rapidi, in quell’istante mi sentii pronta, rilassata per lasciarlo fare superando la residua resistenza psicologica ed assaporai il sottile piacere di essere sedotta.


La mia pelle era increspata di brividi di piacere e istintivamente avevo inarcato i glutei nel momento in cui la sua lingua si era avventurata nel punto più delicato e sensibile. Se ne accorse, aveva avvertito la mia disponibilità fisica ed emotiva, sapeva che ero disponibile a lasciarmi esplorare proprio là, ogni volta che la sua lingua o le sue dita si soffermavano un po' più a lungo nei pressi di quel forellino rosa inviolato da estranei, io mi sentivo fremere, iniziavo a gemere e trepidavo in attesa di ogni carezza mentre il mio desiderio cresceva.


Percepii degli umori bagnati nel solco tra le natiche, mi aprii e solo allora abbandonò ogni esitazione e spinse il suo dito medio che scivolò con sorprendente velocità al mio interno provocandomi sensazioni completamente inattese, intense e travolgenti e non provai nemmeno a nascondere il piacere che mi travolgeva, in pochi istanti mi abituai a quella presenza e anche quando inserì il secondo dito potevo percepire la tensione che si allentava e si rilassava e mi abbandonai a quel nuovo piacere muovendo il mio corpo per assecondare il ritmo. Ero stordita, sconvolta da quelle sensazioni nuove, il mio corpo era scosso da fremiti di piacere mentre lui continuava a baciare il mio sesso! Sapeva chi ero e cosa ero ma non importava a nessuno.


Gli avevo fatto capire senza dubbio che quelle carezze anali, considerate pratiche proibite se non addirittura perverse e depravate, mi piacevano e mi eccitavano così tanto da desiderare di essere posseduta. Lo volevo, volevo sentire il suo sesso duro penetrare dentro di me! Volevo provare a farlo fremere di piacere come aveva fatto con me.


Mi alzai, era seduto sul divanetto, mi accucciai tra le sue gambe e con fare esperto gli aprii i pantaloni….per la prima volta toccai un membro non mio, era stupendo, turgido, setoso, sembrava imponente nella mia mano, guardandolo negli occhi mi avvicinai lentamente con le labbra e lo baciai …..feci il mio primo pompino, una vampata di calore mi arrivò alla testa, inebriata da quel sapore ed odore mi impegnai a fare meglio che potevo, un misto di potere e sottomissione erano le sensazioni predominanti che mi pervadevano. Lo guardavo!!! Lui era lì in silenzio che mi guardava mentre mi gustavo con la bocca e con la lingua ogni centimetro del suo membro. Mi appoggiò una mano sulla testa accompagnandomi nel movimento, in quel momento mi sentii sua! 


Lo lasciai madido di saliva e senza dire una parola mi sistemai in ginocchio sul divano, mi alzai la mini e spostai il perizoma, Lui mi bagnò il forellino con abbondante saliva e poi puntò il suo membro …..entrò dentro di me con dolcezza infinita, sentii ogni centimetro …tutto fino in fondo! Era sua! Ero donna! Ero la sua donna! Non volevo altro che godere del suo membro e farlo godere dentro di me!


Si era seduto sul sedile di fronte, soli nello scompartimento, entrambi confusi e tramortiti da quella situazione intrigante ed inaspettata, mi osservava in silenzio nella semioscurità mentre i lampioni esterni proiettavano fasci di luce intermittente sul mio corpo, sentivo il suo sguardo sul mio corpo sulle mie gambe e sul sedere.


Senza dire una parola si alzò aprì la porta dello scompartimento e scomparve nel corridoio.


Rimasta sola ancora inebriata e confusa mi sentivo felice!! Mi sentivo donna!!!!! E femmina!! 


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