Avevo 19 anni e nei periodi in cui non avevo una ragazza mi masturbavo anche 4-5 volte al giorno. Pensavo sempre al sesso. Guidavo nel traffico con il cazzo di fuori, eccitandomi della vicinanza di chi mi stava accanto ai semafori. Se salivo su un autobus mi eccitavo per il minimo contatto. Insomma vivevo in una nuvola di sesso, il più delle volte consumato sui giornali porno, visto che internet non esisteva.


Però c'erano gli annunci su giornali specializzati, come "Fermoposta". Mi masturbavo pensando alle richieste degli annunci. Mi masturbavo rispondendo. Ma allora era una cosa complicata: per mettere un annuncio bisognava spedirlo e quindi c'erano di mezzo i tempi di ricezione e poi di impaginazione, stampa e distribuzione. Se andava bene erano anche 2 mesi. Per rispondere spedivi al fermoposta, e poi aspettavi che l'inserzionista andasse all'ufficio postale a ritirare il pacchetto di corrispondenza e che decidessi di risponderti.

Così poteva capitare che passassero anche mesi e nemmeno ti ricordavi l'annuncio a cui avevi risposto. O magari avevi risposto sotto l'impulso di un raptus erotico del momento e quando c'era da andare al dunque non ne avevi il coraggio.
Dopotutto avevo 19 anni e nessuna esperienza del genere. Avevo avuto qualche ragazza, avevo fatto sesso, limonate spinte e anche scopate, ma insomma pochissima esperienza, mentre le fantasie sui porno galoppavano verso ben altre praterie.


Insomma avevo risposto a una coppia di cui ricordo ancora la foto di lei nell'annuncio. Una bionda che si capiva ben fatta, alta, tipo nordico, infatti era alta 1.78. Lui non c'era in foto, ma si definiva autoritario. Cercavano un ragazzo giovane per lei. Io avevo risposto, pensando a quella bionda tipo vikinga.


Poi mi era passato di mente. Ma un giorno mi hanno risposto. E avevo anche dato il telefono di casa. Visto che vivevo con i miei e non c'erano i cellulari. 
Lui fu comunque molto riservato. Chiese di me a mia madre che me lo passò e mi disse che era per l'annuncio. Io non potevo parlare, lui lo capì e mi diede il suo telefono, chiedendomi di richiamarlo quando potevo.
Ero combattutissimo, avevo timore ma anche voglia. Andai a cercare quell'annuncio e guardavo e riguardavo quella foto: lei nuda, sdraiata su un letto con un copriletto rosso, di spalle, si vedevano le natiche, le cosce, la schiena e i capelli.  Ero eccitato e mi masturbai pensando a quella carne esposta. Poi mi tornò l'eccitazione e quando ero solo chiamai.

Lui mi chiese un po' di cose, io gli avevo mandato la mia foto, parlammo un po', forse voleva rendersi conto di che tipo di persona fossi. Lui mi disse che era architetto, che amava sua moglie, ma che ogni tanto piaceva loro mettere un po' di pepe nel loro letto. Mi fece parlare con lei: alcune frasi veloci, tanto per capire che c'era effettivamente una donna.
Lui mi disse che gli piaceva fare il regista della situazione, che era "autoritario" nel senso che teleguidava lei. Poi avrebbe partecipato con lei, ma poteva essere anche bisex attivo, dipende dalla situazione e sempre nel rispetto.


Io mi ero precipatato a dire che io ero etero. E lui: stai tranquillo, non c'è problema, se nasce ok, se no non è la mia aspirazione principale.

Per farla breve decidemmo di incontrarci qualche sera dopo. Mi diede appuntamento in un bar. Ci andai con la tremarella, non lo nascondo. L'emozione era fortissima. Il mio primo incontro di sesso vero. 
Al bar si presentò solo lui. Era un bel tipo, sui 40 o poco più. Si capiva, anche dalla zona della città, ma dal linguaggio, dai  modi di fare, di estrazione alto borghese. 
Ero un po' deluso dal fatto che non ci fosse lei. 
Lui se ne rese conto, quando mi vide guardarmi intorno e chiedere, ma sei solo?

Mia moglie è a casa, disse, ma, guarda se ti piace. Mi passò una busta con delle foto. Una era quella dell'annuncio, le altre, stessa ambientazione, si vedeva la donna anche in viso, bello, occhi blu, in piedi, da davanti. Era nuda e aveva due seni grossi e il pelo della fica biondo, in varie pose.


Mia moglie è ingegnere, disse, è finlandese. Mi disse un nome.


L'incongruità di avere in mano le sue foto nude e la formalità di questa specie di presentazione mi permise solo di farfugliare un molto bella.


Ti piace allora? Vuoi venire su da noi?
Dissi di si, mentre il cuore mi batteva a mille.


Abitavano a poche centinaia di metri. Una costruzione con giardino e ingresso indipendente, a due piani. Considerando la zona era una casa da gente con i soldi. Pure tanti. Questo mi intimoriva ancora di più.

La casa era ammobiliata con un mix di cose vecchie e oggetti d'arredamento. Quadri, tappeti, tende. Forse una casa di famiglia, non so. 
Lei venne a aprire sorridendo, e era veramente una bella donna. Parlava italiano bene, con accento che se non avessi saputo che era finlandese avrei detto tedesco, ma più dolce.

Ci sedemmo su dei divani. Il caminetto acceso.  Caffè e liquori. Lui iniziò a farmi domande su di me, se avevo la ragazza, cosa facevamo, cosa mi piaceva fare, entrava sempre di più nei particolari, era incalzante ma senza essere invadente, nel frattempo mi raccontava di loro, di cosa piacesse a lei, di esperienze che avevano fatto, e mentre parlavamo iniziò a accarezzarla, a alzarle la gonna, slacciarle la camicetta. 
Lei aveva gli occhi lucidi, le gote arrossate e si lasciava fare docilmente. 
Aveva una gonna tailleur che alzata a metà coscia faceva intravedere un reggicalze e la carne bianca sopra. 

Ti piace? Vuoi toccarla? mi dice.
Io dico di si e lui mi fa segno di avvicinarmi. Ma il loro era un divano da due mentre io ero seduto su una poltrona. Per cui fra rimanere in piedi davanti a lei o ingnocchiarmi sul tappeto scelsi la seconda. 
Mi inginocchiai appunto davanti le sue gambe ele toccai timidamente le ginocchia, accarezzando i polpacci e l'inizio dele cosce. 

Lui le aprì le gambe, offrendomi la vista dello slip rosso, come il reggicalze: "dai, non essere timido, tocca pure...a lei piace..."

Mi feci intraprendente e iniziai a risalire lungo le cosce. Sentivo il calore che veniva dal suo inguine e mi dava alla testa. Però ero così emozionato che non sentivo l'erezione e questo mi preoccupava un po'. 
Lui le alzò completamente la gonna in modo che lei potesse aprire le gambe al massimo. A quel punto erano spalancate davanti a me e l'unica cosa che potevo fare era avvicinarmi al suo sesso con la bocca. Lo feci leccando con la punta della lingua l'interno coscia, prima da una parte poi dall'altra. Lei sporse il bacino verso di me e questo era un chiaro segnale che voleva la mia bocca. Infatti quando arrivai a sfiorare il tessuto delle mutandine e a sentire il suo odore mi prese la testa e se la spinse sul sesso.

Non ero un gran leccatore di fica allora, con le mie ragazze ero stato anche un po' schifiltoso, ma lì non potevo fare brutta figura e mi lasciai spingere: tirai fuori la lingua e leccavo ovunque lei mi guidasse. Magari non ero bravo, ma lei sembrava trovare la cosa molto eccitante in quel momento.

Per un po' mentre leccavo ero distratto dalla maledetta erezione che non veniva. Ero eccitatissimo ma troppo emozionato. Che figura ci faccio?

Quando alzai la testa vidi che lui si era spogliato. Era alle spalle della moglie, dietro al divano, le aveva scoperto le mammelle, massaggiandogliele. Poi da dietro appoggò il cazzo eretto, maestoso, sul collo della bionda, che si girò e prese a leccarglielo, mentre io leccavo lei.

Il sentire che non ero più al centro della scena ebbe un effetto benefico sulle mie parti basse e con gioia avvertii l'erezione prepotente nei pantaloni.
Ripresi a leccare con maggior vigore e a fondo. 

Poi lui senza dire niente si tolse, spingendo lei verso di me. E lei sempre restando seduta, mi fece alzare, mi tirò per i fianchi davanti a lei, slacciò la cintura, sbottonò i pantaloni e tirò giù insieme pantaloni e mutande, e il mio cazzo balzò fuori verso l'alto, verso il suo viso, con un filo traslucido di liquido e la cappella tutta bagnata.

Lei aveva un sorriso soddisfatto, lui disse "ah però... stai messo bene..." e lei, senza toccarlo con le mani, iniziò a leccarlo sul glande con la punta della lingua, raccogliendo stille di liquido trasparente che stavo producendo in abbondanza.  Il cazzo mi diventò ancora più duro e svettava verso l'alto. Poi lei lo accolse nel calore della sua bocca.

Io mi ritrassi, perché sentivo che potevo venire da un momento all'altro e non volevo. Ma lei mi sorrise e disse lasciati andare, rilassati. 
Me lo prese in mano e iniziò una sega, mentre dal lato mi titillava il filetto con la lingua. Schizzai come un idrante per tutta la stanza.
Mi scusai, ma mi disse non ti preoccupare è stato uno spettacolo.


LUi si sedette sul divano, lei gli si mise sopra e iniziò a cavalcarlo, mentre mi riprendevo. Lei era sopra di lui ma guardava verso di me. Era uno spettacolo sublime vederla salire su quel cazzo lucido e poi riscendere impalandosi con un sospiro. In breve tornai duro e davanti a quella scena mi masturbavo piano.

Lui ancora le diede un segnale con una leggera spinta verso di me e lei venne e mi salì sopra, mettendosi il mio cazzo dentro, però era rivolta verso di me e avevo il viso fra le sue tette. Mi sbattevano in faccia e le leccavo, le succhiavo, mi ci perdevo, mentre quella fica vellutata avvolgeva il mio cazzo.

Lui le venne di fianco e lei glielo prese in bocca. Così mentre mi scopava avevo davanti il suo viso che spompinava. 
Poi si sistemò meglio e adesso avevo davanti il suo viso, ci baciammo. Anzi lei mi leccava la bocca, la lingua, le labbra. 

Prese a alternare, succhiava il cazzo del marito e poi veniva a baciare me. Avevo ben presente che mi portava sapore e odore del cazzo verso la mia bocca, ma la cosa invece di disturbarmi mi eccitava. 


Penso che divenne chiaro a un certo punto perché lui spinse il cazzo fra le nostre bocche. E così mi trovai il cazzo che mi strusciava sulle labbra. Era una strana sensazione, questa cappella gonfia ma vellutata e bollente. 

Lui strusciava il cazzo sulle mie labbra, lei lo leccava dall'altra parte, io non sapevo cosa fare. Lei mi disse in un orecchio: dai leccalo, voglio vederti ... e io allora tirai fuori la lingua. E così stavo leccando un cazzo e la cosa mi piaceva nel mentre lei continuava a fare su e giù sul mio.


Diventò un bacio fra me e lei con quella cappella gonfia in mezzo, le lingue si intrecciavano, le bocche si aprivano e a un certo punto me lo ritrovai in bocca, con lui che mi aveva voltato il viso verso dalla sua parte e mi stava scopando la bocca, mentre lei aumentava il ritmo e urlava che stava godendo, che veniva fortissimo e che voleva che venissimo insieme a lei.

Sentivo il piacere che si avvicinava ma non potevo non pensare anche al fatto che stavo facendo un bocchino. Anzi, io stavo li a bocca aperta mentre un cazzo entrava e usciva, ma certo non mi stavo scostando.
Mi piaceva? Al momento ero preoccupato, mi chiedevo se fossi diventato frocio in quel modo. Ma intanto non avevo il coraggio di togliermi e comunque il cazzo mi stava per esplodere.

Col senno del poi lui è stato un bel bastardo. Perché si coordinò con i miei mugolii e quando capì che stavo per venire senza complimenti mi sborrò in bocca. 


Col senno del poi è chiaro che il suo intendimento era quello fin dall'inizio. Il loro, anzi. Trovare dei ragazzini inesperti e farseli, entrambi.
Così mentre il mio orgasmo montava e sentivo la sua fica stringersi e spremere e inarcavo i fianchi verso l'alto, con la testa bloccata mi arrivarono grossi fiotti di seme bollente. 


Riuscii a girarmi, ma solo quando lui allentò la presa, e sputare fuori la sborra, ma la bocca era piena e un po' dovetti inghiottirla. Lei venne a baciarmi e pulirmi con la lingua.

Mi disse scusa non mi ero reso conto che stavo per venire.


Col cazzo che ci ho creduto. Lo sapeva benissimo e il bello era proprio questo, sverginare la bocca del ragazzetto. 


Un po' per il post coito, un po' per la sensazione di essere stato fregato, mi prese male. Parlammo un po', del fatto che non sapevo bene se la cosa mi era piaciuta o meno. Cioè si, con lei si, ma il cazzo in bocca non lo so, e poi la sborrata a tradimento no, quello mi aveva fatto schifo.

Si scusò ma secondo me era tutta una scena. Andai via sentendomi sporco. Anche se parlammo di rivederci dentro di me sapevo che non lo avrei fatto.
Sicuramente se ci fossimo rivisti mi avrebbe fatto il culo.

Ma alla fine, dopo un po' di tempo, il ricordo da sgradevole divenne eccitante. Chi se ne frega se al momento mi forzò un po'. Fa parte del gioco. Come una prof che qualche tempo dopo mi insegnò a apprezzare la fica in bocca, semplicemente sedendosi sul mio viso senza troppi complimenti a compimento di ogni ripetizione di matematica.
Era grassa, aveva una fica larga e si bagnava tantissimo. Sul serio ero a disagio quando andavo da lei sapendo che mi sarebbe toccato. Ma sono grato a questi cattivi maestri che hanno formato il mio immaginario erotico. 

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