Mentre aspettavamo le due ragazze, Greta entrò tenendo per mano Filippo, il ragazzino che aveva subito la sodomizzazione. Era radioso, sembrava avesse raggiunto il paradiso.


"Ciao!" Dissi rivolto a Greta. "Mi hai fatto spogliare e poi...sei sparita!" La accusai sorridendo.


"Quello che volevo allora, lo voglio ancora adesso! Voglio provare il tuo magnifico soldatino, non posso andarmene senza aver sentito l'effetto che mi fa nella pancia.! Mi rispose la ragazza.


Filippo sedette ai piedi del letto mentre Greta si avvicinava pericolosamente al mio uccello che, grazie alla pillola e all'eccitazione, era ancora molto grosso.


"Stiamo aspettando le nostre donne!" Dissi per allontanare la tentazione.


"Lo so, ho appena parlato con Fiorella e con Sonia, che stavano scendendo le scale per andare a bere qualcosa. Mi hanno detto che quando tornano vogliono trovarvi pronti ed efficienti. Ma quello che succede in loro assenza, non ha nessuna importanza!" Concluse sorridendo e sedendo con il suo sedere accanto al mio viso.


"E io?" Si inserì Roberto che era stato in ascolto fino a quel momento.


"Tu giochi con noi. Se ti piace, naturalmente. Non ho mica soltanto la topa, io! Ho anche un delizioso sedere, una bocca affamata..." Il tono di Greta era quantomeno arrapante. Non mi feci pregare. Allungai una mano per carezzarle il culo e lei si alzò quel tanto che mi permise di mettere le dita sotto di lei, consentendomi di penetrarla sia davanti che dietro. Era lubrificata anche nel buchino del sedere che era anche dilatato.


"Ma qui c'è entrato qualcuno!" Dissi muovendo il dito che si faceva strada nei suoi intestini.


"Filippo ne sa qualcosa!" Mi rispose Greta sospirando.


"Filippo! Ma cosa hai fatto a questa creatura?" Chiesi con finta indignazione.


"Eh, stasera era toccato a me, Jonas è stato delicato ma ti assicuro che non avevo mai provato quel tipo di penetrazione. E quando Greta mi ha chiesto se mi fosse piaciuto, le ho risposto che era un'esperienza da provare!" Rispose il ragazzino biondo.


"Ehi, sono aperta, ormai, ma tu sei troppo grosso per un culo appena sverginato!" Si lamentò Greta.


Così dicendo, con un balzo si piazzò in mezzo a noi. Sdraiata su di un fianco, alzò una gamba e cercò il contatto con il mio uccello. Lo strofinò velocemente tra le grandi labbra e forzò l'ingresso della sua topa, che era ancora asciutta. Roberto era restato fermo, mentre Filippo, scavalcandolo dopo avergli chiesto il permesso, si posizionò dietro Greta, spingendo con il suo uccello alla porta posteriore che in breve cedette lasciandolo entrare.


"Sei dentro, ragazzino!" Sospirò Greta che già godeva. "Entra anche tu!" mi implorò la ragazza. Spinsi, entrando con la cappella oltre le grandi labbra, lambito dal clitoride che vigilava sull'ingresso. Poi estrassi nuovamente il membro e sentendolo lubrificato, spinsi nuovamente e fui dentro di lei. Roberto guardava ed io vedevo la sua grossa mazza che non si sgonfiava. Cominciò a carezzare il sedere di Filippo, che si voltò guardando il ragazzo con aria interrogativa.


"Dai, lasciati carezzare! Mi piace il tuo culo!"Lo implorò il ragazzo.


Filippo decise di non preoccuparsi e lasciò fare. Roberto usò prima il palmo di una mano, lavorando le chiappe e avvicinandosi al buchino, poi sporse un dito, ed una falange andò a solleticare quel piccolo ingresso. Roberto si fece aiutare da un po' di saliva, per inserire il dito nel culo di Filippo, che a sua volta era dentro quello di Greta. Quando sentì che il suo dito si muoveva agilmente, Roberto ne introdusse un altro e poco dopo, un terzo. Filippo era troppo impegnato nel suo amplesso soddisfacente per fermare Roberto. Ogni dito che entrave dentro di lui, gli regalava un piacere talmente violento, che a quello corrispondeva una spinta, una sferzata di energia e di piacere che gli facevano attendere il prossimo ingresso.


Quando tolse le tre dita, lubrificate, dal culo di Filippo, Roberto sputò nella sua mano, lubrificò la cappella del suo uccello e si avvicinò all'ingresso del ragazzino, che non si ritirò. Anzi, con un colpo di reni, facilitò la penetrazione, con immenso piacere. Su quel lettone, si svolgeva lo spettacolo più arrapante della serata. Greta, scopata nella topa dal mio uccello gonfio e forte, nel culo da quello di Filippo che a sua volta era inculato da Roberto, che con la sua mazza importante faceva tremare il ragazzo di piacere.


Non volevo ancora l'orgasmo. Volevo infatti riservarlo a Fiorella, che non era ancora tornata. Dopo aver raggiunto più di un orgasmo, Greta mi baciò lungamente e si adagiò tra le mie braccia, mentre Filippo si sfilava da lei. Era ancora preso dall'impeto di Roberto che non smetteva di sbatterlo con una forza che sembrava sovrumana.


Lasciai i ragazzi sul letto, Greta si voltò verso Filippo, lo baciò teneramente sulle labbra e spalancò le gambe per farsi scopare da lui, mentre il ragazzo godeva con Roberto.


Passai dal bagno, dove nella vasca c'erano quattro ragazzi, due coppie, che godevano le bolle di sapone sui loro corpi. Uno era Jonas, che probabilmente aveva lasciato Gioia tra le braccia di qualcun altro. Incollata alla sua bocca, c'era Rebecca. Ad ogni movimento, lei lo accarezzava sul viso, sulle spalle. Poi la mano spariva nell'acqua e lo sguardo del moretto diventava languido.


Con loro, Serena, quella che per prima mi aveva dato l'idea di quella serata. Jamie aveva detto che lei era stata con due uomini, ed anche quella sera, non aveva rinunciato a quel piacere multiplo.


Nella grande vasca piena di schiuma, Serena aveva un ragazzo bruno da un lato, che con un braccio sulla spalla e la mano penzoloni le accarezzava un seno e un altro ragazzo rasato, con un piercing al naso, dall'altro lato, che le baciava il collo. Andai verso il gabinetto per liberarmi di un po' di liquidi e quando mi voltai, mi accorsi che i due uomini di Serena, in realtà erano tre. Uno era immerso nella schiuma e con le mani, il viso e tutto il corpo, eccitava la ragazza strofinandosi sulle sue parti intime. Mentre uscivo dal bagno, Serena uscì dall'acqua, si asciugò velocemente e, raggiunta dai tre ragazzi ancora grondanti d'acqua, si andò a sdraiare sul letto della camera di fronte, con le gambe spalancate. Ci fu una rincorsa, e il primo che riuscì a buttarsi sul letto non attese un invito e si produsse in una penetrazione veloce quanto violenta. La ragazza serrò le gambe intorno al maschio, stringendogli la schiena e il culo e fermando il suo movimento. L'altro ragazzo si posizionò con l'uccello proprio di fronte alla bocca di Serena, spingendo per farsi accettare tra le sue labbra. Il terzo sembrò sconfitto, ma conosceva bene i gusti della ragazza.. La fece spostare di lato e cominciò a leccarle il buchino del culo, morbido per il bagno caldo e docile alla penetrazione. Dopo aver sentito le pareti che cedevano facilmente, il giovane impugnò la sua mazza e fece il suo ingresso nelle viscere della ragazza.


Guardai l'orologio del corridoio. Erano quasi le cinque del mattino e tutti i ragazzi erano ancora in piena efficienza. Scesi le scale per avere notizie di Fiorella e non la trovai. Apersi le porte del guardaroba, poi della cucina, infine del mio studio. Con sorpresa, vidi che mia moglie era distesa sulla scrivania, con le gambe spalancate e si faceva scopare da Giulio, che non le dava tregua. Erano soli, i porcellini e non si accorsero della mia presenza. Entrai silenziosamente e chiusi la porta alle mie spalle. Avevo un piatto di torta alla panna ancora in mano, e decisi di fare uno scherzo al giovanotto che stava trombando mia moglie. Senza che se ne accorgessero, mentre scopavano con grande intensità, e le loro bocche si baciavano senza sosta, presi una manciata di panna e cioccolato e li spalmai sul mio uccello. Provai a verificare la lubrificazione che avrei ottenuto e mi accorsi che quell'impasto era proprio quello che ci voleva. Mi posizionai dietro il culo di Giulio, che era un po' curvo in avanti. Senza fare altre mosse, appoggiai la cappella al buco del culo del ragazzo e spinsi subito violentemene. Lui fece un salto per lo spavento, provocando una reazione di Fiorella che sentì un colpo più forte e venne copiosamente sulla mia scrivania, mentre ero tutto dentro il ragazzo che non sapeva più cosa fare. Cominciai a pompare, tenendo Giulio con una mano sul suo petto e l'altra cercando il suo uccello che ancora scopava mia moglie. Dopo pochi colpi, Giulio fece un lamento e schizzò tutto il suo seme nel ventre di Fiorella. Il ragazzo si voltò per guardarmi, temendo la mia rabbia ed io, che ero pieno di voglia, gli sorrisi continuando ad incularlo.


"Tesoro, ma cosa fai? Ti prendi il mio amante, adesso?" Mi rimproverò Fiorella che non voleva smettere di farsi sbattere da Giulio.


"Ho semplicemente preso il mio posto. Io dentro lui, lui dentro te.


"Ma tu mi hai fatto male!" Si lamentò il ragazzo.


"Poca cosa, se sei venuto come una fontana subito dopo! Vuol dire che ti piace..!" Risposi tranquilamente.


"Beh, non immaginavo!" Rispose Giulio alzandosi dal tavolo e cercando di sfilarsi il mio uccello.


"Come è andata con Greta?" Mi chiese Fiorella mentre si alzava dal tavolo, un po' dolorante.


"Benone, è una splendida creatura. Ce la siamo sbattuti in due, e lei sarebbe andata avanti ancora per ore...!"


"Chi era l'altro che la sbatteva?" Chiese Giulio, che quella sera era stato il suo primo amante.


"Era Filippo."


"Il ragazzino? Ma se aveva avuto un rapporto omosessuale!" Chiese ancora il giovane.


"Altroché! In realtà lui si è posizionato dietro Greta e le ha penetrato il culo. Ma quello che era ancora più eccitante, è che mentre noi scopavamo Greta, Roberto scopava Filippo!"


"Ma come? Un trenino?" Chiese Fiorella.


"Si, cosa che sarebbe capitata a te, se fossi rimasta di sopra."


"Ma io sono ancora pronta! Se vuoi cambiare partner, andiamo in camera e continuiamo! Ho avuto così tanti orgasmi, stasera, che potrebbero bastarmi per i prossimi venti anni!" Concluse Fiorella mentre con un fazzolettino di carta si asciugava in mezzo alle gambe.


"Hai già adocchiato qualcuno, porcellina!" La accusai teneramente.


"Si, voglio assaggiare il moretto, Jonas. Mi piace il suo viso, il suo colore e soprattutto il suo uccello. E' lunghissimo e sicuramente molto interessante!"


"L'ho visto poco fa, nella vasca idromassaggio con Rebecca, che lo sta baciando intensamente mentre con la mano gli sta facendo un servizietto..."


"Poco male, sono sicura che a me non dirà di no. Vieni su, Giulio! Se ti va, puoi metterti nella vasca con Rebecca mentre io mi prendo il ragazzino." Giulio si spostò verso l'ingresso, aprendo la porta.


"E poi? Un maschio, una femmina? Chi vuoi ancora?" Chiesi incuriosito dal nuovo atteggiamento di mia moglie.


"Eleonora. Mi è piaciuta molto la sua performance, quando ha voltato il ragazzo e lo ha leccato per tutta la schiena. Deve essere molto brava, con la lingua. Tu cosa ne dici? Ti piacerebbe farlo anche con lei?" Mi chiese mentre cominciavamo a salire le scale.


"Vediamo chi c'è sul lettone e poi decidiamo." Le risposi.


Giulio entrò in bagno, scavalcò il bordo della vasca e sedette accanto a Rebecca che lo guardò con un sorriso. Lui non disse una parola, si avvicinò alla bocca della ragazza mentre con una mano carezzava un seno. Jonas si spostò, poi si alzò ed uscì dalla vasca. Fuori dalla porta, Fiorella lo attendeva con un asciugamano grande. Lo prese per mano e lo condusse nella nostra stanza. 

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