Passeggiata mattutina 1


 



Sto facendo la mia passeggiata mattutina tra le cinque e le sei, al buio, con la musica nelle cuffiette, a volume abbastanza alto.


Sono in una via di campagna isolata e non sento avvicinarsi qualcuno dietro che mi tappa gli occhi e mi porta in un capanno per l’agricoltura.


Il tizio mi fa sentire il cazzo, anzi me lo mette senza tanti complimenti in bocca e mi dice unicamente: “Succhia”.


Io non rispondo e mi limito a eseguire l’ordine, è proprio un bel cazzo con una bella cappella grossa e a me non pare vero di averlo dentro la mia bocca.


Il tizio sembra gradire quello, che allo stato dei fatti, è il mio primo pompino, alla veneranda età di cinquantuno anni.


Lecco, succhio, faccio tutto quello che mi viene in mente e mugolo dal piacere e per fortuna il tizio non mi chiama troia o quant’altro.


Poi, mi fa capire che sta per sborrare e io ingoio tutto, tutto e devo dire che mi piace parecchio, non l’avrei mai creduto possibile.


Il tizio mi tira su, mi stringe a sé, mi bacia sulla bocca, poi mi butta giù pantaloni e mutande e mi mette su un tavolo a gambe larghe e si mette a leccarmela con passione, dicendomi che ho proprio una gran fica.


Non si limita a leccarla, ma succhia anche il clitoride e tira leggermente le mie grandi labbra.


E io? Io sono in un turbine di assoluto godimento, come mai avrei creduto possibile, visto che, il tizio non lo conosco, ma sto facendo il miglior sesso mai fatto, fino a questo momento.


Tra noi c’è una sintonia sessuale assoluta e non sono neanche arrabbiata con lui per il fatto che all’inizio mi ha costretto.


Io godo e gli dico che non ce la faccio più, che vorrei il cazzo nella fica, lui mi dice che debbo attendere un po’ perché mi spiega che l’attesa del piacere è esso stesso piacere.


Io sono in fibrillazione non ce la faccio davvero più, anche se, sto godendo alla grande perché il tizio è un vero e proprio esperto nell’uso della lingua.


Poi, dopo che è passato non so quanto tempo, smette di leccarmi e finalmente mi penetra in un solo colpo e mi pompa con passione, con io che raggiungo rapidamente altri orgasmi.


Lui all’improvviso, mi gira e si mette a leccarmi il buco del culo, me lo inumidisce, ci mette un dito, ce ne mette un altro per allargarmelo finché infila dapprima timidamente, poi con decisione la cappella e infine tutto il suo notevole cazzo.


Io grido dal dolore, ma poi sento il piacere e gemo, gemo mentre il tizio mi dice che non credeva che fossi una così gran maiala.


Io rispondo che non lo sapevo neanche io perché tutte le cose finora fatte, a parte la penetrazione vaginale, non l’avevo fatte.


Lui non mi crede e io gli assicuro che si tratta della verità.


Lui mi dice che è stato fortunato, che non è solito fare queste cose, ma che mi aveva notato quando passavo tutte le mattine e tutte le mattine gli si alzava il cazzo e scopava sua moglie, che non è molto vogliosa.


Io gli rispondo che non mi sembra di essere una, per cui, ad un uomo, al solo vedermi venga l’alzabandiera.


Lui mi dice che evidentemente non mi sono mai guardata molto bene.


Mi dice che non sono magra, ma a lui, piacciono come me, ossia delle botticelle e non poteva sapere della mia fica, anche se, il culo l’aveva notato, eccome.


Parliamo e nel mentre lui mi sta ancora scopando il culo finché mi sborra negli intestini e mi dice che questo è stato il miglior rapporto anale mai avuto in vita sua.


Io gli ribadisco che per me è stato il primo e che ho goduto davvero moltissimo.


Lui non mi parla mi gira mi toglie la t- shirt e il reggiseno e si mette a ciucciarmi i miei capezzoli grandi e rosa. Lo fà con passione e io gemo dal piacere, anche perché lui nel mentre con una mano mi masturba il clitoride.


Poi, la sua bocca lentamente passa dal seno giù giù fino alla fica, che si rimette a leccare con maestria.


Mi dice che l’adora, che d’ora in poi, non ne potrà più fare a meno, che sarà la sua droga quotidiana.


Io dico che alla lunga, qualcuno si potrebbe accorgere di noi nel capanno e che siamo in un paese, prima o poi i pettegolezzi ci travolgeranno.


Lui, sicuro di sé, mi dice di non preoccuparmi, che al momento opportuno, a queste cose, ci penseremo.


Lui continua a leccarmi finché io vengo e squirto, con lui che lecca i miei umori salini.


Non ancora contento, mi mette con il culo ritto con me appoggiata al tavolo e mi penetra alla pecorina, con io, che semplicemente sono nel turbine del piacere più assoluto mai provato finché lui mi sborra dentro.


Io gli dico che è un pazzo perché io sono ancora fertile alla mia età e lui dice che d’ora in poi userà dei preservativi.


Io comunque temo di restare incinta e la prospettiva di un aborto mi deprime, lui se ne accorge mi dice che mi sosterrà, che non mi abbandonerà, se dovessi affrontare l’aborto.


A questo punto, gli chiedo come si chiami e lui mi risponde che si chiama Mario, gli dico che il mio nome è Chiara e ci diamo appuntamento per l’indomani mattina.


 

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Categorie: Etero
Tag: Genovesi