La prima sega ancora me la ricordo bene, leggevo i classici fumetti e come facevamo tutti, mentre leggevo mi toccavo distrattamente il cazzo. Improvvisamente preso dal piacere ancora non conosciuto, poggiai il giornaletto e abbassandomi pigiama e slip, continuai a scuotermi il cazzo, il risultato fu abbastanza immediato, mi toccavo le gambe mentre la mano viaggiava lungo l’asta e quasi senza rendermi conto sentii la cappella ingrossarsi e senza potermi fermare lo sperma inizio a inondarmi la pancia. Lo sentivo caldo con un odore forte. Lo assaggiai e anche il sapore era decisamente accattivante. Avevo bagnato anche le pagine del fumetto, che cercai di ripulire. Mi tirai su il pigiama, non volevo che mia sorella mi vedesse. Non tanto per la vergogna, ma per non farmi prendere in giro. Mi era capitato di vederla in slip e devo dire che un pochino cercavo di spiarla, con le sue gambe muscolose e lisce, in trasparenza notavo il folto pelo biondo che nascondeva. Lei due anni più di me. Iniziai a cercare delle riviste più esplicite, la tentazione di segarmi era continua ed arrivavo a masturbarmi in certi giorni anche 5 o 6 volte. Mi segavo un po' su tutto, e da subito mi resi conto che anche il corpo maschile mi intrigava. Trovai in casa una rivista, che sicuramente era di mio padre, e mentre la sfogliavo trovai un servizio su due ragazzi poco più grandi di me, che si toccavano. Non riuscii a resistere e fissai lo sguardo su delle foto dove uno dei due pompava con la bocca, mi attirava sia la bocca che il pisello e anche in quell’occasione arrivò uno schizzo potente. Sembrava quasi che vivessi sempre con il cazzo in mano.
Una sera, ovviamente d’estate, quando si hanno meno vestiti e sembra di essere sempre eccitati, i miei zii vennero a casa nostra d’estate, e mi ritrovai come si faceva un tempo a dormire con mio cugino. Sullo stesso letto, distesi lui su un lato ed io sull’altro, avevo i suoi piedi davanti al mio viso e i miei davanti al suo. Non avevo molto sonno, ed ero decisamente curioso. Mi abbassai nel buio, gli slip, e lentamente mi toccavo. Nella testa tante fantasie. Istintivamente appoggia la mia mano sul suo pacco e non mi sembrava si fosse accorto di nulla, infilai la mano dentro i suoi slip e toccai per la prima volta un altro cazzo. Sentivo il pelo, e l’uccello non era del tutto moscio. La stanza era silenziosa e al buio, si sentiva solamente la mia mano che muoveva il lenzuolo, mentre lo toccavo. Lo sentii diventare duro,  e la cosa faceva diventare duro il mio. Non diceva nulla, lasciava che lo toccassi. Appoggiai il cazzo sulla sua coscia e mi strofinavo mentre la mia mano lo segava.
Anche in quella situazione, il gioco non durò molto. Al buio mi resi conto, che eravamo durissimi, le sue palle che spesso toccavo mentre lo masturbavo, erano dure. Sentii, un solo lamento e poi la mia mano si riempì di sperma, subito dopo venni sulla sua coscia. Ci addormentammo, poco dopo senza dire nulla.
La mattina, filtrava un pochino di luce e mi resi conto che avevamo entrambi gli slip abbassati. Coprii tutto con il lenzuolo. Eravamo svegli, ma non dicevamo nulla, mi era piaciuto quello che era accaduto la notte. Credo che anche a lui fosse piaciuto, tanto che distrattamente si girò sul mio lato, e sentivo la sua cappella appoggiata sulla mia pancia. Lo presi in mano e nuovamente come la notte iniziai a segarlo.
Mi fermai quando improvvisamente, entrò mia madre per alzare le persiane. Fortunatamente non tolse il lenzuolo come spesso faceva, altrimenti ci avrebbe visti con gli slip abbassati, ma la situazione era estremamente eccitante. Lasciò la porta aperta e sentivo che stava preparando la colazione. Eravamo tentati di mollare tutto, ma i rumori che provenivano dalla cucina erano incoraggianti e quindi continuai a segarlo, mentre la sua mano ora sfiorava il mio cazzo. Quando preso dall’eccitazione, afferrò il mio cazzo a piene mani, iniziai a segarlo velocemente e lui seguì il ritmo con il mio. Sborrammo quasi subito.
Nei due giorni che rimase a casa nostra, non parlammo mai di quello che era accaduto e accadeva, ma ogni occasione era buona per menarcelo.
Ormai, sembrava che non cercassi altro che sborrare, qualche giorno dopo suonai alla porta di Gianni, il vicino di casa, amico di famiglia. In cambio di pochi spiccioli, lo aiutavo con il giardino. Mi fece vedere, le foglie che dovevo raccogliere. Sotto il sole, la mia maglietta era bagnata dal sudore e i miei calzoncini sembravano più larghi del solito, ed ogni tanto calavano leggermente, quel tanto che consentiva di scoprire leggermente il sedere.
Sentivo come il sudore scendesse dalla schiena, e avvertivo le gocce di sudore scendere tra le natiche.
Mi offrì dell’acqua, inizio a farmi domande, se fossi fidanzato e se già avevo rapporti. Dissi di non avere la ragazza e lui ridendo aggiunse che allora dovevo provvedere da solo per soddisfarmi.
Sudavo sempre di più e allora mi disse che se non mi fossi vergognato avrei potuto mettermi tranquillamente con i soli boxer.
Così ho fatto, rimango con i soli boxer, l’idea di essere davanti a lui con solo quel misero indumento, mi eccita, e poi un uomo sposato con due figli della mia età, mi fa sentire un porco.
Biancheria attillata, con il pisello in crescita e le palle che esplodono. Un coglione con poca peluria, fa capolino dai boxer. Vedo che non riesce a distogliere lo sguardo. Ora sta sudando lui, ha la camicia fradicia.
Si scusa e da la colpa al caldo, devo decidere cosa fare… continua a dirmi che la moglie vorrebbe vedere le foglie raccolte e che tra circa un’ora sarebbe rientrata. Lo prendo come un messaggio, e allora sfilo anche i boxer, il cazzo rimane dritto come un manganello. Spalanca gli occhi e mi fissa l’uccello, mi avvicino alla sua mano destra e lo coglie come se dovesse salvarsi da un naufragio. 
Si scusa continuamente, dicendo che non comprende come possa accadere. Intanto lo maneggia con voracità e palpeggia il mio corpo, le sue mani insistono sul culo liscio. Improvvisamente temo che si voglia fare il mio fondoschiena. Mi fa piegare leggermente, sento che fruga dietro, il suo dito medio giocherella con il buchino. Si decide, e lo sento entrare quel dito….sostiene che la moglie ama farselo fare. Non mi dispiace quel dito nel culo, e quella mano corre veloce sul mio cazzo. Mi sto bagnando, sono eccitato e la mia curiosità è immensa. 
Mi giro leggermente, e abbasso i suoi calzoncini e poi i suoi slip. Ha tantissimo pelo, ed è eccitato. Cazzo interessante, con una cappella grossa. Inizio a segarlo e mi dice che sono un porcellino. Ci mettiamo di fronte uno all’altro, ci strusciamo i cazzi. Vorrebbe infilarmi la lingua in gola, ma rifiuto. Ci seghiamo reciprocamente fino a sborrare. Mi invita a mantenere il segreto. Nei giorni successivi, torno spesso da lui. Dovrei togliere le foglie, ma in realtà mi fa togliere sempre i vestiti. Maneggia sempre l’uccello, mi sega continuamente. Rimanere nudo mi eccita, come vedere la sua eccitazione per quello che facciamo.
Probabilmente sarei disponibile a scoparci. Sono vergine sia di cazzo che di culo, ma sono circonciso.
Passiamo quasi una intera estate in questo modo, mi mostra le foto della moglie e mi racconta nei dettagli cosa fa con lei. La donna è burrosa, con le tette grandi, figa pelosa rossa e culo con poca cellulite. Mi dice che prima le sue chiappe erano come le mie. Sode e lisce.
Un giorno mi porta nella loro camera, credo che si sia deciso ad alzare il livello. Ci sdraiamo e mi fa appoggiare, la pancia sul cuscino, viene dietro, allarga il mio culo e la sua lingua si infila dentro. Lo lecca con accuratezza, ogni tanto la lingua sfiora i coglioni. Dice che la moglie è bravissima a succhiare. È buffo con le mie palle nella bocca. Si sdraia, ha il cazzo dritto e duro, lo sego. Mi abbasso per fargli un pompino, ancora non ho assaporato un cazzo. Sento l’odore forte, avrei voglia di sedermi sopra. Ma non ho il tempo, si gira e mi chiede di scoparlo.
Prima che arrivassi dice che si è cosparso di crema. Afferro il suo culo, appoggio la cappella sul buco e spingo. Entro subito, è eccitato e sculetta. Lo sto scopando nel suo letto, in quel momento avrei scopato anche la sua vacca. Lo stantuffo per circa venti minuti, il buco del culo è larghissimo. Cambiamo varie volte posizione, ma il denominatore comune è sempre lo stesso, il mio cazzo è conficcato nel culo. Si siede sopra di me, mi cavalca e io lo masturbo, mi piace il suo uccello. Avvicina la sua bocca alla mia, non voglio baciarlo, ma tiene la mia testa, e la sua lingua, finisce nella mia gola. Per spostarmi mi agito, ma si eccita di più. Si scuote, schiaccia il culo sul cazzo e mi sborra sul petto, gli schizzi arrivano anche sul mio collo. La mia sborra rimane custodita nel suo sfintere. Si accascia sul letto, rimaniamo sdraiati. Cerco di stuzzicarlo, il mio tempo refrattario è brevissimo, maneggio il suo cazzo peloso, ma non da segni di vita è penosamente moscio. La mia sborra cola dal suo buco, preferisco andarmene, via non vorrei che venisse la moglie. Riesce a malapena a salutarmi.

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