"La prima volta che ho fatto l'amore
Non è stato un granché' divertente
Ero teso ero spaventato
Era un momento troppo importante
Da troppo tempo l'aspettavo
E ora che era arrivato
Non era come nelle canzoni
Mi avevano imbrogliato"
(Eugenio Finardi - Non è nel cuore)


Questo racconto è una piccola pagina di vita reale, i nomi sono stati cambiati per rispetto della privacy, anche se quello del ragazzo proprio non lo ricordo, e leggendo il racconto capirete il perchè.


"Senti un po' tu non mangi i pomodori crudi perchè non ti piacciono, ma prima hai dovuto assaggiarli e solo dopo hai capito che non li vuoi neanche vedere. E lo stesso è per il cazzo, come fai a dire che non ti piace se prima non lo provi ?"
Ascoltavo da giorni questo semplice ragionamento della mia amica Floriana, mentre prendevamo il sole nel luglio del 1985 a Roseto degli Abruzzi, dove stavo passando un mese di vacanza ospite dei suoi genitori, aspettando quando avrei ricambiato ad agosto avendola a casa dei miei che era solo qualche decina di metri più avanti.
Floriana era qualcosa di più della mia miglior amica, visto che c’eravamo incontrate il primo giorno d’asilo, per poi fare stando sempre sedute vicine tutte le scuole sino alla maturità presa qualche settimana prima. Essendo entrambe figlie uniche consideravamo l’altra una sorella più che un’amica, e sempre insieme saremmo andate a fare l’università a Roma, anche se in facoltà diverse.
"Che c'entra, tu non mangeresti le lucertole pur non sapendo che sapore hanno, e lo stesso vale per me." le risposi cercando di tagliare il discorso, pur sapendo che con lei era impossibile.
"Tanto se non la dai qui adesso lo farai a Roma quando c'andrai tu per studiare e io per divertirmi, quindi perchè non ti togli subito la curiosità ? C'è Mauro che ti sbava dietro, e non mi dire che è brutto perchè non è vero."
Neanche a farlo di proposito, Mauro ci passò vicino mentre cercavo una risposta degna di questo nome, ma non trovandola decisi di prendere il toro per le corna e finire quell'assurda discussione.
"Va bene che non è brutto, ma è di un imbranato unico al mondo ! Almeno si degnasse di fare il primo passo, chessò un invito a prendere un gelato o anche a fare due passi sul lungomare."
"Per quello ci penso io, intanto vado a fare il bagno, quindi se vuoi muovi il culo e seguimi."
La lasciai andare ben sapendo che si sarebbe diretta da Mauro per convincerlo a farsi avanti con me, e mentre li vedevo confabulare maledissi l'aver ceduto alle sue insistenze.
Perchè se era vero che in spiaggia passavo del tutto inosservata, e del resto sembravo più una sedicenne che una che aveva finito la maturità, non è che Mauro fosse un Adone nonostante dicesse d'assomigliare a Massimo Ciavarro, del quale però aveva solo i capelli.
Così ripensando a come dare buca a quel ragazzo, mi diressi verso il mare, per fare una lunga nuotata che mi rigenerò il fisico ma non la mente.
Mentre mi stavo asciugando arrivò Mauro con Floriana poco dietro, e con lui il suo invito a uscire quella stessa sera.
"Senti Serena io vorrei dirti che, ecco se ti va d'uscire con me, facciamo questa sera se vuoi."
"Va bene alle nove davanti all'entrata dei bagni Miranda, e sia chiaro che non ammetto ritardi."
"No no, cioè si va bene usciamo e tranquilla sarò puntuale." mi rispose prima di correre via esultando come Tardelli nell'82.
"Quello arriverà alle otto e mezza, però tu sei una stronza." mi disse Floriana ridendo di lui.
"Lo so ma odio i ritardatari, e tu sei la prima della lista, quindi non rompere e prega che vada tutto bene o domani t'annego."


Con Floriana uscimmo di casa poco dopo le otto e mezza, vestite in modo fin troppo apparescente ma del resto la moda di quagli anni era orrenda, per girare a vuoto sino alle nove, quando arrivammo davanti ai bagni Miranda, dove Mauro m'aspettava da chissà quanto tempo.
La mia amica ci lasciò con una scusa poco credibile, e così io ed il mio cavaliere iniziammo a passeggiare senza una vera meta, più che altro per vedere di conoscerci un po' meglio, In realtà parlai quasi sempre io del come ero emozionata nel dovermi trasferire da un piccolo paese montano a Roma per fare l'università, con lui che ogni tanto cercava di stringermi a sé in modo a dir poco maldestro.
Guardandolo bene Mauro non era male, certo non era Massimo Ciavarro, ma neanche un bidone della spazzatura con le gambe, più che altro sembrava esser impacciato in tutto quello che faceva, tanto da pensare a mollarlo appena vicino casa.
Arrivati però in fondo al lungomare, credo che si fece coraggio dicendo a sé stesso "ora o mai più", e dopo essersi letteralmente piazzato davanti, provò a baciarmi finendo però col darmi una vera e propria nasata in un occhio.
Io cercai di fare finta di nulla, anche per non scoraggiarlo del tutto, così cercai la sua bocca con la mia, e finalmente ci scambiammo il primo bacio, che non fu certo memorabile, ma almeno era un inizio.
Dopo esserci spostati in un luogo meno illuminato, iniziammo a baciarci con sempre più passione, anche se era tutto ben lontano da quello che provavo con Elena, la mia prima ragazza che in quei giorni era in vacanza in Calabria.
Ebbi un momento d'indecisione quando lui allungò una mano sul mio seno, ma solo perchè sembrava quasi lo volesse premere invece che accarezzare, e per fortuna non avevo messo il reggiseno, altrimenti m'avrebbe certamente fatto male.
Quando provò ad allungare una mano sulla coscia, lo fermai senza alcuna esitazione ,anche perchè eravamo in un posto dove chiunque ci poteva vedere.
"Se vuoi andare avanti va bene, ma non qui." gli dissi volendo subito metter in chiaro le cose "Non vorrei mai che passassero i genitori di Floriana o chi mi conosce."
"Hai ragione, se vuoi andiamo da me, i miei non ci sono e la casa è libera."
"Va bene." risposi mentre pensavo che razza d'idiota poteva esser uno che aveva la casa libera, per andare con una ragazza sugli scogli.
Mauro abitava in una di quelle classiche case che vengono affittate ai turisti per i mesi estivi, non troppo lontane dal lungomare, ma neanche troppo vicine, e che raggiungemmo in una decina di minuti.
Appena entrati ebbi la sensazione che Mauro si fosse trasformato in un polipo, se non altro perchè sentivo le sue mani ovunque sul mio corpo, pur essendo certa che ne avesse sempre due e non almeno otto. Lui quasi mi trascinò nella sua stanza, dove c'era giusto lo spazio per un lettino, un piccolo armadio e una sedia, dove quasi mi strappò la maglietta in preda a un'eccitazione che faceva sempre più fatica a contenere.
"Mauro ti devo dire una cosa." gli sussurrai in un orecchio mentre mi sollevava la minigonna.
"Dimmi, c'è qualcosa che non va ? Sto correndo troppo ?"
"No è che sono vergine, quindi vedi di fare piano, tutto qui."
"Stai tranquilla, so quel che faccio."
Dal suo tono di voce ebbi la certezza che lui fosse ancora più vergine di me, ma oramai era troppo tardi e così decisi d'andare avanti, cercando di tenerlo sempre sotto controllo. Mi sentii come Maria Antonietta che va dritta verso il patibolo, perchè come lei mi era ben chiaro il mio triste destino, farlo per la prima volta con uno che era più vergine di me.
Quando mi ritrovai nuda sul letto compresi che non aveva mai visto una ragazza senza vestiti, e che in quel momento per lui ero miss universo, se non ancora di più.
A un certo punto ebbi la sensazione che stesse controllando che era 'tutto a posto', insomma che appartenevo alla razza umana, e non a qualche strana specie aliena.
Nonostante il suo fare da arrapato ai massimi livelli, fu per certi aspetti quasi gentile, non tanto per come cercava in continuazione di baciarmi, ma per come le sue mani si muovevano fra le mie gambe, cercando sì la passera, ma senza provare ad infilarci neanch un dito dentro.
Ovviamente non ci fu bisogno di spogliarlo perchè fece tutto da solo a velocità supersonica, per fermarsi solo poco prima d'iniziare il vero rapporto.
"Serena tu prendi la pillola vero ?" mi chiese con una faccia a dir poco dubbiosa.
"Sì da due anni, quindi non c'è problema."
Il problema nacque subito dopo, quando provò a penetrarmi con le gambe fin troppo chiuse poggiate entrambe su una sua spalla, col risultato che mi ritrovai il suo pene poggiato sulla passera e chiuso fra le cosce.
All'inizio pensai che fosse un preliminare, ma quando lo vidi spingere fu come se mi crollasse il mondo addosso, ma il peggio doveva ancora venire.
"T'ho fatto male ?" mi chiese vedendomi poco presa dal rapporto.
"Magari se prima me lo metti dentro è meglio." gli risposi non potendo mentire, e riuscendo a stento a non ridergli in faccia.
Lui non si scompose, ma per fortuna comprese che mi doveva almeno aprire le gambe, per poi sverginarmi, e per fortuna fu 'rapido e indolore'.
Rapido perchè durò per fortuna un paio di minuti o poco più, durante i quali almeno non smise mai di dirmi che ero bellissima, e che sarei stata l'unica donna della sua vita. Indolore perchè se era vero che non ero mai stata con un ragazzo, lo era altrettanto che con Elena qualche giocattolino lo aveva usato, e che lui non era certo un superdotato.
È difficile descrivere le sensazioni che provai, un misto di sconforto e rassegnazione, unito ad un profondo odio verso chi m'aveva messo in quella situazione.
Anche il solo fatto che non mi facesse fare nulla, mi toglieva il piacere di vederlo godere grazie a me, anche se ero quasi felice che non avesse provato a metterelo in bocca.
Nonostante non ci fosse alcun rischio nel farlo, Mauro non mi venne dentro ma sulla pancia, e dopo pochissimo tempo, riprese a scoparmi come se non fosse successo nulla, continuando a dirmi frasi sdolcinate.
Certa che non poteva esser peggio della prima, cercai il più possibile di rilassarmi e di godere con lui, ma come iniziai a sentire qualcosa, lui venne di nuovo e per fortuna in modo definitivo, per poi sdraiarsi vicino a me.
Così mentre lui parlava di non so che dato che non gli prestai alcuna attenzione, io fissavo il soffitto in cerca di non so quali risposte sulla mia sessualità, sperando forse che Mauro fosse un caso clinico, e che fare l'amore con un ragazzo era qualcosa di ben diverso.
Non avendo sotto mano nulla di meglio, mi ripulii con dei fazzolettini di carta per poi rivestirmi e uscire di nuovo con lui, che non smise mai di chiedermi se m'era piaciuto e di come fossi stata sensuale. Non gli risi in faccia per non so quale motivo, probabilmente per pietà o qualcosa di simile, ma una volta tornata a casa giurai a me stessa che non l'avrei più rivisto.
Floriana tornò dopo le due e quasi non chiuse la porta dietro di sé per chiedermi com'era andata.
"Lasciamo perdere altrimenti ti strozzo." le dissi cercando d'esser seria per poi spiegarle cos'era successo facendola scoppiare a ridere.
"Va bene con lui è andata male però stasera ho conosciuto un ragazzo che scopa da Dio."
"Ecco tienitelo ben stretto perchè se ci riprovi giuro che ti pianto un coltello nella gola. Anche perchè adesso non puoi più rompere con la storia dei pomodori che mi fanno schifo."
Continuammo a parlare sino all'alba, senza che io cedessi a nuove esperienze, anche perchè eravamo oramai alla terza decade di luglio, e fra poco più di una settimana sarebbe tornata Elena dalla Calabria.
Quello che non sapevo era che il primo amore fosse passato dall'altra sponda, e che non l'avrei più rivista, finendo così spinta dallo sconforto a seguire un'altra volta i 'saggi consigli' di Floriana, col risultato di rimanere forse ancora più delusa che dalla prima volta.



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(quelli volgari saranno subito cestinati)


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