Quella sera Fabiola era stata particolarmente focosa e non si era davvero risparmiata. Il menu della nostra scopata aveva previsto del gran sesso orale reciproco come antipasto – uno dei suoi magnifici pompini seguito da una minuziosa leccata della sua figa –, la realizzazione di tutte le posizioni che le venivano in mente come piatto di portata e per dessert una reciproca esplorazione del culo: prima lei mi aveva fatto il servizio indossando la cinta col dildo e dopo mi aveva chiesto che la sfondassi per bene.


Raggiunto l’orgasmo, come sempre, mentre riprendevamo fiato sdraiati uno accanto all’altra, io ringraziavo il destino per avermi fatto incontrare questa meravigliosa ragazza grassa che, già dopo la prima chiavata, mi aveva completamente stregato col suo corpo straripante e il suo carattere di puttana spudorata e dominatrice. Una vera porca in tutti i sensi che trasudava erotismo da ogni poro e per la quale il mio desiderio aumentava ogni giorno di più.


Contrariamente a quello che avevo creduto nei primi momenti della nostra conoscenza Fabiola non aveva alcun complesso per i suoi tanti chili di troppo, anzi li riteneva il fattore determinante che le aveva garantito un grande successo tra gli uomini. I suoi accenni al passato, infatti, mi avevano fatto capire che prima di conoscermi aveva fatto molto sesso e così mi decisi a saperne di più.


“Ti va di parlarmi delle tue esperienze passate?”, le chiesi.


Fabiola si voltò, con l’aria stupita.


“Dici davvero? Perché?”


“Perché hai fatto più volte allusioni, ma senza raccontarmi nulla. E invece io sono curioso”.


Fabiola mi baciò sulla bocca e fece una breve risata.


“Va bene. Chiedimi pure tutto quello che vuoi”.


“Cominciamo dalla tua prima volta: quando è stata e con chi”, le dissi.


E Fabiola cominciò a confessare la sua lista di peccati, con sincerità, senza risparmiarmi nessun particolare.


“La mia prima volta è stata a 16 anni, col migliore amico di mio padre che di anni ne aveva 41. Io lo conoscevo da quando sono nata al punto che lo chiamavo zio. Zio Giorgio. Gli volevo molto bene e gliene voglio ancora”.


“E come successe?”


“Io sono stata grassa da sempre, sin da bambina, e a 16 anni ero molto complessata per la mia obesità. Non riuscivo neanche a parlare con un ragazzo, a scuola ero spesso presa in giro e avevo pochissime amiche. Il solo con mi trovavo a mio agio era zio Giorgio. Lui era l’unico che mi faceva sempre dei gran complimenti e mi diceva che ero la più bella di tutte. Una volta papà e mamma organizzarono un weekend romantico a Orbetello e mi dissero che zio Giorgio si era offerto di farmi compagnia, e io ne fui contentissima. La prima sera in cui fummo da soli stavo preparando il piatto di carote previsto dall’ennesima dieta, ma zio Giorgio mi interruppe, mi prese per mano e mi portò davanti al computer in camera mia. Mi fece sedere sulle sue gambe ed entrò in diversi siti porno, facendomi vedere quanto fossero numerosi i video dedicati alle ragazze grasse. Io ero sconvolta da quello che stava accadendo, ma anche molto eccitata e mi accorsi che anche lo zio Giorgio doveva esserlo, perché sentivo sotto le gambe che gli era venuto il cazzo duro. Zio Giorgio mi disse che non dovevo vergognarmi del mio peso e che tanti uomini, come nei video che avevamo appena visto, mi avrebbero desiderato proprio per quello. Io lo abbracciai forte e, con naturalezza, ci baciammo. Poi zio Giorgio mi tolse i vestiti, ci sdraiammo a letto e mi sverginò. Non provai nessun dolore, anzi fu bellissimo, e mi accorsi di riuscire a compiacerlo malgrado la mia inesperienza, come se fare sesso fosse una specie di dono di natura. E mi accorsi quanto ad arrapare zio Giorgio fosse proprio il fatto che ero grassa perché mentre mi scopava mi stringeva la pancia per fare uscire i rotoli di grasso, oppure mi strizzava il culo tra le mani. Mi fece godere durante quel weekend e da quel momento cominciammo a vederci a casa sua di nascosto”.


“E quanto durò?”


“Ma con lui non ho mai smesso! Certo, ormai lo facciamo raramente, ma continuiamo a farlo. Anche se adesso ha 60 anni, gli voglio troppo bene e gli sono troppo riconoscente per negargli una scopata”.


“E lo hai visto anche da quando stiamo insieme?”


“Una volta sola”.


“Ah!”


“Beh, mica sarà un problema per te?”


“Ma no, figurati…”


Da quando stavamo insieme Fab mi aveva detto da subito che avremmo potuto fare sesso anche con altri. Lei mi amava, questo non si discuteva, ma un cazzo solo non le era mai bastato e la monogamia non faceva proprio per lei. Io avevo accettato malgrado la cosa non mi facesse fare salti di gioia, anche se devo ammettere che la volta in cui si era fatta sbattere da me e da un ragazzo in contemporanea mi era piaciuto moltissimo.


“E questa è stata la tua prima volta. Altra domanda: all’incirca con quanti uomini hai scopato?”


Fabiola scosse la testa.


“Ah, questo non te lo so proprio dire. Tanti di sicuro, così tanti che ho perso il conto da un pezzo. Per farti capire: quando ti ho conosciuto venivo da un periodo dove per non so per quale arrapamento mi facevo un maschio diverso alla settimana, e questo per almeno un anno. Fai il conto: quattro maschi al mese per dodici mesi sono già 48, e questo solo di recente. No, non sono proprio in grado di dirtelo”.


Io annuì, ma non riuscii a celare lo stupore.


“Ammazza, ci hai dato proprio dentro!”


Fab rise.


“Diciamo che ho fatto tesoro della lezione di zio Giorgio. Ho scoperto che, anche se magari lo nascondono agli amici perché si vergognano, sono davvero tantissimi gli uomini a cui piacciono le ragazze grasse. Ti posso garantire che non sei l'unico. A me ormai basta un secondo per capirlo”.


“Ti abbordano come ho fatto io?”


“Molti sì, ma molti li rimorchio anche da sola. Vado in un locale, mi guardo in giro e individuo subito l’obiettivo. Non fallisco mai: mi basta mezzora di conversazione e me lo sto già facendo. È una cosa diventata così scontata che per renderla più eccitante io e Claudia facciamo a gara a chi delle due riesce a scopare per prima”.


“E di solito chi vince?”


“Il più delle volte finiamo in parità, diciamo che non c’è una che si impone sull’altra. Ti garantisco che anche Claudia, con tutti i suoi bei chiletti di troppo, sa come fare arrapare un maschio. A proposito: guarda che so che la sera in cui ci hai conosciute le hai fatto un ditalino prima di scegliere me”.


Io spalancai la bocca.


“Oddio, davvero lo sai?”


Fab rise.


“Claudia me lo ha detto il giorno dopo che abbiamo scopato”.


“E non ti sei incazzata?”


Fab rise di nuovo.


“Figurati! Anzi: mi è piaciuto scoprire quanto fossi figlio di puttana”.


“Va beh, passiamo all’ultima domanda: sesso con donne o con più uomini insieme?”


Fab fa un sorriso da porca.


“Ma sei proprio un curiosone!”


“Dai, dimmelo!”


“Sesso con donne è successo diverse volte, diciamo una decina circa. Perché devi sapere che non siete solo voi maschi a sbavare per la ciccia, ma ci sono anche tante ragazze. Anzi, ti dirò di più: spesso a sbavare di più sono delle gran fighe col fisico perfetto”.


“Dimmi l’ultima con cui hai scopato”.


“La segretaria del mio capo, qualche settimana prima che ti conoscessi. Ti giuro: una gnocca che potrebbe tranquillamente fare la modella, alta quasi un metro e ottanta, senza un filo di grasso, con un viso stupendo…”


“Come è successo?”


“Nel modo più prevedibile. Da tempo mi ero accordo che mi guardava in un modo strano e un giorno le chiedo di farmi compagnia durante la pausa caffé. Così lei mi ha invitato a cena a casa sua e, dopo nemmeno venti minuti che ero arrivata, mi aveva già messo la lingua in bocca”.


“E tu?”


“Io ci sono stata subito, non solo perché era una figa pazzesca, ma anche per la goduria di scoparmi una tizia per cui sbavano tutti i maschi del mio ufficio”.


Io risi.


“La vendetta di Fabiola!”, dissi.


“Quella tipa andava così pazza per il mio grasso che a un certo punto si è messa a mordermi dappertutto: i fianchi, la pancia, sotto le braccia… Sembrava impazzita e mugolava come una cagna. A un certo punto abbiamo cominciato a strusciarci le fighe e la sua era davvero fradicia. Mi è bastata darle un solo colpo di lingua per farla venire…”


“E con più uomini insieme?”


“Beh, lì non mi sono mai tirata indietro. Ma davvero vuoi saperlo?”


“Ti ho detto di sì!”


“Sesso a tre l’ho fatto spesso perché mi piace moltissimo, come tu sai bene per esperienza diretta”.


Io annuii.


“Anche qui lo schema è quasi sempre lo stesso. Scopo da qualche giorno con uno e lui mi chiede se voglio farlo anche insieme a un suo amico, un altro amante delle ciccione. Io non dico subito di sì perché non voglio sembrare troppo puttana. Così faccio la sceneggiata di quella che pretende di sapere com’è questo tizio e gli chiedo di farmi vedere una foto del suo viso e una del suo cazzo. In realtà non me ne frega niente di come sia e non ho mai detto di no a nessuno, anche davanti a ragazzi che non mi piacevano”.


“Come mai?”


“Perché in tre è troppo bello! Due uomini che mi venerano come se fossi una dea: hai idea di che figata sia? E spesso non si tratta di sfigati inguardabili, anzi il più delle volte sono dei tipi pazzeschi, muscolosi, con cazzi da sogno, scatenati… Ma tutti pronti a obbedire a ogni mio desiderio appena vedono le mie tettone flaccide. Figurati che spesso mi diverto a ordinare che uno faccia un pompino all’altro o che si faccia perfino inculare e non mi ricordo una volta in cui mi hanno detto di no. Poi mi piace avere due cazzi a disposizione, giocarci a mio piacimento… E mi diverto a esibire sfacciatamente il mio corpo per farli arrapare al massimo”.


“Pazzesco! E quante volte lo hai fatto in tre?”


“Non lo so di preciso, diciamo almeno una ventina di volte…”


“Cazzo!”


“Te lo ripeto: mi piace troppo”.


“E lo hai fatto anche con più di due uomini?”


“È successo solo un paio di volte, la prima con Claudia”.


“E ti pareva! Dai, sentiamo”.


“Quella volta è stato al termine di una festa alla quale eravamo state invitate. Non conoscevamo neanche il padrone di casa, e non so come ci siamo trovate a casa sua. A un certo momento siamo rimasti in sei: io, Claudia, il padrone di casa e altri tre ragazzi. Eravamo in soggiorno, seduti su due divani, ognuna di noi con accanto due di loro e come sempre a un certo punto si è cominciato a parlare di sesso. Anche qui è stato tutto piuttosto prevedibile: uno dei due vicini a me mi confessa che va pazzo per le donne obese e nel divano di Claudia un altro se ne esce con la stessa cosa. Io e Claudia avevamo deciso cosa fare da un pezzo, ci era bastata una sola occhiata per deciderlo, così io ho chiesto al mio tizio se ha mai scopato con delle donne grasse e lui, con rammarico, ammette di no, che si tratta di un sogno ancora irrealizzato. Allora gli ho chiesto se prima di definirsi pazzo di loro vuole vedere com’è fatta davvero una donna grassa e lo lascio allibito scoprendomi le tette. Il tizio ovviamente mi è saltato subito addosso e mentre ci stavamo spogliando ho invitato anche l’altro accanto a lui ad unirsi. Intanto sul divano di fronte Claudia chiedeva ai suoi due maschioni cosa avevano intenzione di fare: se guardare e basta oppure passare ai fatti. Per farla breve ce li siamo scopati tutti e quattro fino al mattino. Ci siamo fatte prendere in mille modi, scambiandoci i cazzi o ammucchiandoci insieme. Durante le pause riprendevamo a chiacchierare del più e del meno, poi io o Claudia prendevamo un uccello a caso per dare di nuovo il via alla festa”.


“Imporsi su quattro maschi in una volta sola: sarà stato il massimo della goduria per una come te”, le dico.


“Vedo che stai imparando a conoscermi”, mi dice Fabiola, ridendo.


“E la seconda volta in cui l’hai fatto?”


“Ah, quella è stata davvero esaltante, il mio trionfo più grande”.


“Addirittura! E quando è stato?”


“Appena tre mesi fa".


"Nel periodo in cui ti scopavi uno diverso alla settimana?"


"Sì, ma in quell'occasione volli davvero esagerare. Vuoi che te lo racconti?”


“Senza saltare un particolare”.


“Allora, sto partecipando a una cena in pizzeria con la mia vecchia classe del liceo. Saranno almeno 20 anni che non ci vediamo e ovviamente c’è chi è invecchiato bene e chi no. Il ragazzo di cui ero pazza a quei tempi, Tommaso, è uno di quelli invecchiato bene. Quelli che erano i più carini dopo di lui, Marco, Andrea, Filippo e Marcello così così. Dopo la pizza se ne vanno tutti, mentre Tommaso propone di andare a bere qualcosa a casa sua. Diciamo di sì io, Marco, Andrea, Filippo e Marcello”.


“Ma tu guarda che combinazione!”


“Tommaso ci dice che è sposato e ha due bambini, ma che sua moglie in quei giorni è in vacanza al mare con i figli, e che siamo liberi di fare tutto il casino che vogliamo. Durante la cena avevo notato qualche sua occhiata e il mio radar si era già messo in moto, anche se non ero sicura al cento per cento che lui spasimasse per una come me. Arrivati a casa sua lui comincia a preparare un drink dietro l’altro e dopo un’ora siamo tutti ciucchi. Io e lui ci mettiamo a parlare isolati dagli altri e allora non ho più dubbi sul fatto che voglia scoparmi. Così, a un certo punto, lo baciò e lui ricambia mentre gli altri quattro ci guardano. Io mi sentivo sfrenata e così ho deciso di spingere subito sull’acceleratore. “Scopami adesso – gli dico – Qui, davanti a tutti”. Tommaso allibisce, ma io mi sono già chinata all’altezza del suo cazzo e glielo sto tirando fuori. Come immaginavo, i quattro si arrapano e si mettono ad applaudire e a incitarci. Così spompino Tommaso alla grande, poi mi volto verso gli altri e gli chiedo: “Chi vuole essere il prossimo?” Nel giro di cinque secondi li ho tutti in fila col cazzo di fuori e me li ripasso uno per uno. Quando mi rialzo, mi ritrovo dieci mani addosso che mi spogliano. Tommaso allora mi prende per mano e mi conduce nella camera da letto. Io li guardo togliersi i vestiti, cinque uomini nudi che venti anni prima neanche mi rivolgevano la parola e adesso impazziscono all’idea di sbattermi”.


“E come è stato?”


“Te l’ho detto: esaltante! A guidare la truppa è stato Tommaso, al quale ho dedicato particolare attenzione. Ma tutti hanno avuto la loro dose di questa cicciona che ai vecchi tempi i si divertivano a prendere in giro. Mi ricordo che a un certo punto li stavo facendo godere tutti e quattro insieme: ero in ginocchio, con uno alle spalle che mi sbatteva la figa, mentre spompinavo un altro e segavo gli ultimi due. Ero talmente puttana che li avevo mandati letteralmente fuori di testa e mi sentivo insaziabile! Mi hanno preso in tutti i modi, ma sempre nella figa. A chi provava a puntarmi il culo dicevo subito di no, fino a quando ho chiesto a Tommaso, ma solo a lui, di farlo. È stato incredibile, ma mentre lui mi trapanava nel culo gli altri si sono messi intorno a me e hanno cominciato a segarsi. Per quanto possa sembrarti incredibile siamo venuti tutti insieme”.


“Mi stai dicendo che ti hanno schizzato addosso quattro persone nello stesso momento?”


“È stata davvero una mega sborrata! Tommaso mi è venuto sul culo, mentre gli altri in faccia, sulle spalle, sulla schiena, ovunque… Io ho bevuto quel che potevo, ma quella pioggia che mi cadeva addosso era pazzesca”.


Io feci un gran respiro.


“Wow! Che storia!”, dissi.


“Nei giorni successivi io e Tommaso ci siamo rivisti. Mi esaltava vedere come adesso sbavava per me, come non resisteva al mio fisico. Ogni volta lo scopavo a morte, fino a mandarlo fuori di testa. Figurati che arrivò a dirmi di essersi innamorato... Così, per rifarmi di quello che mi aveva fatto passare al liceo, sono sparita di colpo, senza nemmeno un briciolo di spiegazione. Lui mi chiamava in continuazione e io non gli rispondevo mai. L'unica volta in cui l'ho fatto si mise a piangere implorandomi di ritornare. Non immagini le mie risate...”


“Hai fatto bene”.


Fab mi sorrise.


“C’è altro che vuoi sapere?”, mi chiese.


“Per oggi no, ho saputo più che abbastanza”, risposi.


“Ti sei ingelosito per caso? Mi dispiacerebbe…”


Le feci vedere il mio cazzo, che svettava duro, con la cappella di fuori tutta bagnata.


“Ti pare la reazione di uno geloso?”


Fab mi prese il cazzo in mano e me lo menò leggermente.


“Parlarti del mio passato mi ha provocato un certo languore…”, mi provocò.


“Direi che a questo punto ci resta una sola cosa da fare…”, le dissi.


Fab scivolò fino a trovarsi col viso accanto al mio cazzo e succhiò la cappella per pulirla dalla sborra.


“Sto preparando una sorpresa per te – sussurrò – Sei un uomo stupendo e meriti un premio speciale”.


Io vibrai mentre lei cominciò a farmi un pompino.


“Che sorpresa è?”


Fab si interruppe.


“Stasera basta con le domande – mi rispose – Adesso pensa solo a scoparmi”.