Quel mercoledì, decidemmo di andare a ballare in una splendida discoteca in Brianza. Una mia amica, PR di quel locale, mi aveva mandato l'invito, raccomandandomi, come se ce ne fosse stato bisogno, un dress-code molto sexy ed elegante.


Dopo aver trascorso il pomeriggio nella nostra piscina, tra aquagym, letture e nuotate, andai a prepararmi.


Terminata la doccia e i miei soliti rituali di cura del corpo, capelli, trucco e smalto alle unghie, mi venne il dilemma su come mi sarei vestita.


Passai in rassegna il mio guardaroba estivo, ma non riuscivo a decidere cosa avrei indossato. Avevo voglia di novità, di qualcosa che "spaccasse" e che non fosse già stato visto dai nostri amici.


Persi un'ora abbondante, provando e scartando almeno una ventina di abiti diversi, poi ebbi la folgorazione.


La settimana precedente, mio marito aveva insistito, fino a stremarmi, affinché acquistassi on-line un paio di pantaloni scandalosi, realizzati con un sottilissimo, e totalmente trasparente, velo nero, attillati nella parte alta fino al ginocchio e a zampa nella parte bassa.


Alla fine, avevo ceduto: gli avevo promesso di comprarli, mica di metterli per uscire!


Questo fu il mio pensiero di quel momento, sotto la sua pressione. Però, quel mercoledì sera, complice la mia patatina che mi mandava segnali inequivocabili del suo desiderio di attenzioni, cambiai idea.


"Hai insistito fino alla nausea che li comprassi? Bene, stasera ne vedrai l'effetto. Mi sa che non eri molto consapevole di cosa accadrà con indosso quello scandalo di indumento." pensai con una punta di dolce ripicca.


Prendendo spunto dalla foto della modella, vista nel sito dove li acquistai, indossai un body, in lycra color crema, con culetto alla brasiliana.


Mi infilai i pantaloni, le scarpe abbinate e... Bang!!!


Rimasi folgorata dall'effetto che vidi allo specchio. Indosso a me, alta 1,75 senza tacchi, con le mie chilometriche gambe di ballerina, l'exploit erotico era scioccante.


Certo, quel look è generalmente catalogato da grande troia, ma la mia classe e la mia bellezza, nonostante sia ormai sopra gli "...anta", conferivano, all'insieme, un'immagine strepitosa.


Completai le ultime rifiniture, mi spruzzai un soffio di profumo e scesi in sala, dove c'era Manuel ad aspettarmi.


Lo colsi tutto assorto ad armeggiare con un aggeggio che aveva comprato su Amazon. Così, per avere la sua attenzione, dovetti esclamare: "Pronta!".


Lui si voltò e, per la tremenda sorpresa di ciò che vide, lasciò perfino cadere a terra ciò che aveva in mano.


Mi fissò con gli occhi sbarrati, senza riuscire a proferire parola, per almeno dieci secondi, poi balbettò: "Mica vorrai uscire così!"


"Perché? Cos'ho che non va?" domandai, fintamente stupita, abbassando lo sguardo per rimirarmi.


Ero sicura che lo avrei sbalordito con quel look. Ma, in fondo, era stato lui a provocarmi, spingendomi ad acquistare dei pantaloni da zoccola. Poi ci misi del mio: quel body metteva in risalto la mia carnosa albicocca, che svettava prepotente e sembrava dicesse: "Pastrugnami tutta!", i miei fianchi e buona parte dei miei glutei rimanevano scoperti dal body, inguainati solamente dal setoso tessuto dei pantaloni. Infine, la mia schiena era completamente nuda, ad eccezione di una lunga collana di perle che avevo indossato al contrario, facendola pendere sul dietro.


Manuel rimase impietrito ancora per interminabili attimi, mentre giravo su me stessa per mostrarmi a lui completamente.


Concluso il giro, lo guardai sbattendo i miei occhi e facendo l'espressione più innocente che mi riuscì.


"Allora, amore. Andiamo?" gli chiesi con vocina implorante.


"E va bene, andiamo." mi rispose con tono spazientito ma accomodante.


Mentre salivamo in macchina gli chiesi: "Amore, stai diventando geloso? Quando mai hai avuto da ridire su come mi vesto?"


"Cazzo amore, questa volta però hai esagerato. Per me viene fuori un casino."


"Ma no, dai. In quel locale ci va solo gente selezionata. Non credo che si scandalizzeranno."


Non aggiunse nulla. Presi il mio cellulare e postai la foto su tre o quattro gruppi un po' "libertini", ai quali abbiamo iscritto il nostro profilo Facebook, annunciando che mi ero comperata anche io i pantaloni ritratti in foto e che, vestita così, stavo andando a ballare con mio marito.


Forse le preoccupazioni di Manuel non erano così infondate: dopo nemmeno tre minuti dal primo post, si scatenò la bagarre.


Like, complimenti e cuori iniziarono ad arrivare a pioggia. Non riuscivo a ringraziare tutti adeguatamente e a rispondere alle decine e decine di domande che, giustamente incuriosite, volevano sapere di più su di me.


Le richieste di chat erano talmente numerose che Messenger si impallava continuamente.


"Oddio amore, mi sa che ho combinato un casino con quella foto!" gli dissi, mentre le mie dita volavano sulla tastiera e tenevo lo sguardo fisso sul display.


"Ah, cara, adesso ti arrangi." replicò ridendo, incapace di nascondere la sua contentezza per l'ondata di erotismo che avevo scatenato.


Arrivammo alla nostra meta e, per una decina di minuti, misi il cellulare nella borsetta per godermi le reazioni della gente al nostro ingresso.


Come prevedibile, fui al centro dell'attenzione di tutti. Sentivo che gli sguardi mi stavano letteralmente divorando. Feci di tutto per assumere un'aria indifferente e non dovetti certamente sforzarmi per sfoderare un sorriso smagliante e compiaciuto.


Mi aggrappai ad un braccio di mio marito e arrivammo alla selezione all'ingresso.


Il grosso buttafuori di colore, dal viso serio e dall'aria poco accomodante, mi notò già in lontananza e ci fece un chiaro segno di saltare la coda di oltre una trentina di persone.


Quando gli fummo davanti, a me sorrise e salutò molto rispettosamente mio marito. Non prese nemmeno l'invito che Manuel gli porse e ci assecondò l'ingresso, aprendoci il pesante portone.


Mentre attraversavamo la grande sala principale, gli sguardi di donne e uomini furono solo per me. Alle occhiate scandalizzate e di mal celata invidia da parte femminile, si alternavano quelle piene di libidine da parte maschile che, immancabilmente, mi squadravano insistentemente, soffermandosi sulle mie parti intime e sull'effetto prodotto da quanto indossavo.


Manuel era in estasi totale e io ero in visibilio, essendo, come spesso accade, diventata involontariamente la principale attrazione della serata.


Arrivammo al salottino a noi riservato, dove trovammo ad aspettarci le mie due amiche con i rispettivi mariti.


Quando mi vide, per la sorpresa, Deborah si mise le mani davanti alla bocca, incredula per quanto ero arrivata ad osare.


Gli altri si sperticarono in mille complimenti.


Loredana insistette affinché andassimo subito a ballare. Così, noi tre, lasciammo gli ometti ai loro discorsi e ci buttammo in pista.


Nonostante non ci fosse molta ressa, quasi non riuscivo a muovermi. Infatti, dopo pochi minuti, fui letteralmente circondata da un nugolo di maschietti che, approfittando dei movimenti del ballo e della penombra prodotta dai giochi di luci, allungavano le mani in continuazione.


Ricevevo palpate ovunque. Le mie amiche, invece di difendermi in qualche modo, sembravano complici dei palpeggiatori e si divertivano come matte, guardandomi mentre cercavo di capire da dove arrivassero le toccate.


Ovviamente, il gioco mi piaceva, altrimenti, a suon di ceffoni e calci nei coglioni, avrei fatto una strage.


Lasciai fare ancora per un po', assicurandomi che mio marito avesse visto tutta la scena.


Poi, tornai al nostro divanetto a dissetarmi. Mentre bevevo, Manuel mi cinse ai fianchi e prese a baciarmi sul collo e sulla schiena.


Sentivo il suo pisellone voglioso che premeva sui miei glutei. "Dovrà attendere ancora un bel po', prima di essere soddisfatto." pensai.


Presa dal mio gioco, mi ero scordata dei miei post su Facebook. Recuperai il cellulare: nell'ultima mezz'ora, avevo ricevuto centinaia di notifiche e commenti. Su Messenger avevo ottantasette richieste di chat e un numero indefinito di foto e video di peni, di ogni calibro e dimensione.


Decisi di rincarare la pressione erotica su mio marito, così andai in una zona un po' appartata del locale, scelsi uno dei più cortesi tra gli ammiratori e gli risposi.


Dopo una serie di complimenti che gradii, il ragazzo, pur molto educatamente, fu piuttosto diretto e non usò giri di parole, dicendomi che era infoiatissimo e che desiderava fare sesso virtuale con me.


Gli risposi che per me andava bene, ma che non avrei potuto toccarmi o fare altro, visto che ero in discoteca.


Era così arrapato che accettò, scongiurandomi di iniziare a scrivergli quante più porcate mi venissero in mente.


Andammo avanti per cinque o sei minuti, poi, non vedendomi tornare, Manuel venne a cercarmi.


Mi trovò e, quando mi fu vicino, gli mostrai la chat e le porcellate che io e il ragazzo ci stavamo scambiando.


Manuel mi trascinò in un angolo e mi disse di continuare a chattare. Mi mise un braccio nell'incavo della schiena e l'altra mano, in pieno, in mezzo alle gambe.


Fui percorsa da un brivido, frammisto di libidine e timore che qualcuno potesse vederci.


La situazione mi intrigava tantissimo: mio marito mi stava masturbando in pubblico, mentre io stavo portando il ragazzo in chat a farsi una sborrata colossale che non tardò ad arrivare, come mi confermarono un paio di foto che mi inviò, pochi minuti dopo, e che mostrai a Manuel.


"Brava, amore mio." mi disse, stampandomi un bacio appassionato.


"Avresti voglia di fartene un'altro?" mi chiese, continuando a pastrugnarmi la patatina senza alcun ritegno.


"Amore, questa non è la serata per provocarmi: potrei fare ciò che non ti aspetti." gli risposi.


"Questa è la serata dove ti concedo qualsiasi cosa." replicò compiaciuto.


"Bene, allora vivrai attimi di pura gelosia!" conclusi.


Gli diedi da tenere il mio cellulare, mi staccai dalla presa della sua avida mano e mi diressi verso un gruppetto di ragazzi.


Tra loro, riconobbi uno di quelli che mi avevano palpeggiato mentre ballavo.


Mi avvicinai a lui, lo salutai e gli chiesi se era lì con ragazza, moglie o fidanzata. Mi rispose di essere single.


Senza aggiungere altro, lo presi per mano e lo condussi a pochi metri da dove era mio marito.


Manuel osservò esterrefatto tutta la scena.


"Hai un minuto esatto per farmi quello che vuoi." dissi al ragazzo.


Lui mi guardò sorpreso per un istante, poi prese a baciarmi sul collo e ad accarezzarmi timidamente i fianchi. Lo lasciai fare pazientemente, poi dissi: "Ti rimangono quaranta secondi. Sicuro che non vorresti farmi altro?" lo incalzai.


Lui mi guardò incredulo e continuò ad esitare, così lo incoraggiai mettendogli una mano sul pacco bello gonfio.


"Trenta secondi..."


Al che, finalmente, si decise.


Sentii una delle sue mani staccarsi dal mio fianco e me la ritrovai in mezzo alle cosce, ravanandomela furiosamente.


Il tizio si dava un gran da fare con la mia patatina, continuando a baciarmi sul collo. Io assecondavo le sue toccate indecenti, muovendo il bacino avanti e indietro, mentre guardavo Manuel con aria complice. Lui ricambiava, mandandomi baci e sorridendomi.


"Tempo scaduto, tesoro." dissi, staccandomi dal ragazzo.


"Ma... Mi daresti il tuo numero? Possiamo rivederci?"


"Per me si potrebbe fare, ma devi chiederlo a mio marito. È quel signore lì..."


Il ragazzo vide Manuel, comprese il nostro gioco e si dileguò in un nanosecondo.


Tornai tra le braccia di Manuel, infoiata come non mai.


"Allora, amore, vuoi farmi spupazzare ancora da qualcun'altro? Ti avverto che il prossimo me lo porto in giardino e mi faccio riempire!"


La perentorietà delle mie parole lo fecero desistere da ogni altra fantasia, così mi disse: "E no, amore. Tra poco sarò io a farti il pieno! Salutiamo i nostri amici e andiamo."


Mi prese per mano e mi trascinò a passo svelto verso il nostro salottino.


Salutai velocemente le mie amiche che rimasero incuriosite da tutta quella fretta di andarcene. Ovviamente non detti spiegazioni, dato che i nostri amici sono completamente all'oscuro delle trasgressioni che mi concedo con mio marito.


Attraversammo la sala e guadagnammo l'uscita. Sentii distintamente una voce alle spalle che esclamò: "Buon divertimento!" Risi compiaciuta per chi la pronunciò e per la sua ovvia previsione.


Arrivammo alla nostra auto, parcheggiata in un posto un po' defilato. Manuel mi aprì galantemente la porta e mi fece salire.


Appena fu salito anche lui, non mi diede nemmeno il tempo di sistemarmi: prese la borsetta, che tenevo in grembo, e la fece volare sul sedile posteriore, azionò l'inclinazione del sedile e mi fu subito addosso.


Mi baciava furiosamente, dappertutto. Dove non riusciva a mettere la bocca, ci metteva le mani.


Di quanta passione, di quanto ardore è capace il mio amore!


Come mi piace sentirmi violata e abusata da mio marito, in questi suoi raptus, frammisti di lussuria e gelosia che sono così abile a suscitargli.


Ma volevo anch'io la mia parte, così, nella furia delle manovre di mio marito, cercai di districare una mano e riuscii a raggiungere il suo pacco.


Lo trovai durissimo ed enorme, a malapena trattenuto nei suoi boxer.


Si prese una piccola pausa, giusto per slacciarsi cintura e pantaloni, poi lasciò che il resto lo facessi io.


Glielo impugnai con tutte le mie forze e iniziai a segarlo prepotentemente, attraverso il sottile tessuto elasticizzato.


Sapevo che questo lo faceva impazzire, perciò non volli portarlo troppo vicino all'orgasmo. Avevo bisogno di essere scopata con tutte le energie di cui era capace.


Interruppi le segate, mi sfilai i pantaloni e slacciai il body. Divaricai le gambe quanto più mi fu possibile, offrendogli la visione del mio sesso completamente sbocciato.


Lui ci si tuffò a capofitto, dandomi nuovamente prova delle sue incredibili e vigorose capacità linguistiche.


Dopo nemmeno due minuti, fui io a rischiare un orgasmo precoce.


"Fermati, amore. Adesso scopami, ti prego." lo implorai.


Accolse la mia supplica portandosi sopra di me. Lo favorii facendo una mezza spaccata che gli consentì di centrare il mio fiore senza indugi e, finalmente, sentii il suo pistolone immergersi dentro di me.


Prese a darmi lente ma profonde pompate, come piacciono a me. Io lo assecondavo con tutto il mio repertorio di movimenti di abilissima chiavatrice, imparati e sperimentati con decine e decine di uomini che, immancabilmente, avevo saputo soddisfare alla grande.


L'incessante e ritmico martellamento mi stava facendo andare fuori di testa e sentivo che non riuscivo a trattenere oltre l'orgasmo.


"Amore, non trattenerti, vieni quando vuoi!" fu la sola cosa che riuscii a dire, poi venni come una fontana, squirtando come forse mai mi accadde.


Manuel mi seguì all'istante: diede ancora tre o quattro affondi più veloci, poi sentii il suo sperma dilagarmi fino nell'utero.


Tra il suo cazzo e il suo seme, ero strapiena. La sensazione era così meravigliosa che volli prolungarla il più a lungo possibile, così lo strinsi a me e lo trattenni, baciandolo appassionatamente per lunghi minuti, finché non sentii il suo membro ritirarsi, pienamente svuotato e soddisfatto.


Ci guardammo con occhi colmi di passione e di amore: avevamo vissuto, ancora una volta, degli splendidi momenti e ci eravamo goduti appieno i privilegi che solo una coppia, che ha una complicità come la nostra, può permettersi. 


 


Protagonisti di questo racconto sono Monica e suo marito Manuel. Potete trovare altri racconti delle loro bollenti avventure erotiche e cuckold nel volume “Mia moglie Monica – Vita lussuriosa di una amazzone - Libro II” di Manuel Drake, in vendita su Amazon. 


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Attenzione: per i temi trattati e i contenuti sessualmente espliciti, le descrizioni e il linguaggio senza censura, questo libro è severamente vietato ai minori di 18 anni.


In questo secondo volume, la bellissima Monica e suo marito Manuel proseguono il racconto delle loro vicende amorose e sessuali più piccanti e trasgressive che li hanno visti protagonisti durante i quasi diciotto anni del loro rapporto.


Monica è una donna di una bellezza sconvolgente e di una classe fuori dal comune. Con un passato di ballerina della televisione, del Crazy Horse di Parigi e di attrice in numerose produzioni internazionali, è devotissima e innamoratissima di suo marito, ma ciò non le impedisce, con la sua complicità, di concedersi qualche “diversivo” con altri uomini, donne e coppie.
Grazie alla sua avvenenza, alla sua esperienza e abilità nelle pratiche sessuali, ha tutti gli uomini ai suoi piedi ed è un’autentica dea del sesso, che per lei è gioia, fantasia, curiosità e lo vive senza alcun pudore o limite. In vacanza o nei weekend, Monica e suo marito vivono il loro amore e la loro complicità all'insegna di un sesso spinto, coinvolgente, solare, allegro e intrigante, dove non mancano splendide ambientazioni, tanta malizia, esibizionismo, ironia, commenti divertenti e dialoghi brillanti.
Monica cura maniacalmente il proprio aspetto fisico e il proprio abbigliamento, che descrive sempre con dovizia di particolari per il piacere dei più raffinati feticisti, attirando su di sé le attenzioni e le bramosie degli uomini che incontra, mantenendo continua e vivissima la tensione erotica anche con suo marito che la coinvolge in alcune esperienze che nemmeno lei, che in fatto di sesso ne ha visti di tutti i colori, si sarebbe mai immaginata di vivere specialmente dopo sposata e con lui come regista delle sue trasgressioni.