A sessant'anni vivo di porno. Sono sposato, non la scopo più da molti anni. Farmaci e porno hanno ridotto il mio cazzo ad una piccola appendice di qualche centimetro, moscia e inutile. Il risultato è che sono perennemente eccitato e che, anche per esperienze adolescenziali, sono diventato assolutamente frocissimo e passivo. La parola frocissimo è la mia sensazione è non vuole essere un'offesa ai gay, anzi. Dopo pranzo, dopo che la mattinata è trascorsa guardando i migliori cazzi, inculate, sborrate, trans e trav che il web offre, era necessario prendere aria. Spesso evito di sborrare per tenere alta l'eccitazione. Ho detto a lei che avrei fatto una passeggiata, non che le importasse molto ma tanto per informarla. Tuta e scarpe da tennis e fuori casa. Settembre è un bel mese, il caldo non soffoca. Vivo in una cittadina non molto grande, a misura d'uomo come di dice. Dietro le vecchie mura di tiene due volte la settimana il mercato ma solo la mattina. Pomeriggio rimane qualche nero che cerca di arrotondare, infatti c'erano un paio di bancarelle. Mi fermai da uno di loro, vendeva abbigliamento e bigiotteria. Avrà avuto una trentina d'anni,forse di più. Un bel ragazzo, parlava bene italiano ed era nerissimo. Guardai per dei pantaloncini e ne cercai un paio al margine della bancarella, senza nessuna intenzione, spostando la mano, toccai lui che ci era appoggiato, proprio in mezzo alle gambe. Sentii distintamente il suo pene che, anche se moscio, era ben consistente. In quel momento il mio cervello andò in corto circuito. Alzai lo sguardo e trovai i suoi occhi e il suo sorriso sornione. Se mi avessero detto cinque minuti prima questa cosa non ci avrei mai creduto. Riavvicinai la mano e feci la stessa cosa, ritrovai il suo cazzo, lo percorsi col dorso della mano, tremavo di vergogna e paura. Paura non di lui, di me per quello che fa facevo. Ma ormai era tardi. Lui mi chiese se mi piaceva e io gli dissi di si. Volevo scappare ma non potevo, ero stregato. Lui insistette con molta discrezione guardandosi in giro e mi domandó se lo volevo. Con l'ultima voce rimasta gli dissi un altro tremante si. Mi disse di attraversare la strada e andare nel canneto che la riserva dal fiume e che mi avrebbe raggiunto. Le strade erano vuote, quello era un luogo frequentato da guardoni e coppiette, nessuno vedeva niente, non conveniva. C'erano piccoli sentieri e piccoli spiazzi, fazzoletti di carta e preservativi. Camminai una cinquantina di metri e lui arrivò dopo pochi secondi, forse se avesse tardato sarei andato via, era una cosa surreale, impossibile e assurda. Appena mi fu vicino mi prese la mano e se la portó sul cazzo, era già più grosso di prima, si abbassò la tuta e l'arnese schizzó fuori come una molla. Non era enorme ma comunque una ventina di centimetri. Nerissimo, circonciso, perfetto come nei video porno. Cominciai a segarlo, era morbido e durissimo, la cappella era violacea. Andavo avanti e indietro con la mano e lo sentivo indurirsi sempre più. Lui mi appoggió le mani sulla testa e me la spinse dolcemente verso il suo arnese di carne. In quel paio di secondi mi passarono mille pensieri. E se non mi fosse piaciuto? Come avrei potuto uscirne? Come avrebbe reagito? Magari era un violento. Tremavo ma mi accovacciai. Me lo trovai ad altezza del viso. Era come quello dei video, pronto, all'insù,lucido. Lui mi chiese se mi piaceva e io annuii con la testa. Mi chiese di prenderlo in bocca, io avvicinai le labbra socchiuse e lo sentii toccare. Era appena bagnato nel buchino della cappella, vi misi la lingua, era dolce, buona quella goccia di sugo. Aprii le labbra e lo feci entrare. Sapeva di cazzo, era buono, aveva odore e sapore di sesso. Succhiai e leccai con la lingua come avevo visto fare nei video e come mi sarebbe piaciuto facessero a me. Lui mostrava di gradire molto. Ansimava e mi esortava a continuare dicendomi cosa fare. Mi prese la testa fra le mani e mi scopó in bocca. Lo sentivo toccarmi la gola, lui aumentava il ritmo e pensai che mi avrebbe sborrato in bocca, invece lo tirò fuori. Mi disse che ero bravissimo e che voleva il mio culo. Anche io lo volevo, cazzo se lo volevo. Pensai che molte volte avevo preso dietro dildo di quelle dimensioni, quindi sarebbe entrato. Mi abbassai tuta e slip, il mio cazzo era vergognosamente piccolo e moscio, mi eccitava da impazzire vedermelo così. Mi abbassai e gli dici di fare piano. Lui mi sputò nel buco un paio di volte e ci infilò un dito e poi due. Le faceva girare a mi allargò bene. Mi sputò ancora nel culo e sul suo cazzo e lo appoggiò al buco. Per quanto possibile cercai di rilassarmi e spingere col culo che serve ad aprirlo meglio. Lui dava piccolissime spinte, lo sentivo farsi strada, era bravissimo e dolce quanto basta. In quei momenti penso solo al suo cazzo, al fatto che mi stava entrando dentro un cazzo nero. Mi toccai il mio cazzoni, colava di sugo, ero arrapato come un maiale in calore. Lui lo capì e spinse, fece un po'di forza e io lo sentii passare con un leggero, caldo dolore. Lui si fermò stendendosi sulla mia schiena. Sentii il suo calore, ricominciò a muoversi, era tutto dentro, era caldo, duro. Avevo nel culo un cazzo nero, il mio primo cazzo nero, il mio primo cazzo da adulto. Il ritmo aumentava, cominciai a segarmi. Volevo godere con lui, insieme. Continuava a pomparmi senza sosta, mi sembrava di avere un paio di fuoco, bollente dentro. Mi teneva per i fianchi e mi scopava, il suo cazzone nero mi toccava dentro, lo volevo sempre di più. Gli dicevo fra i gemiti di scoparmi, di fottermi, di incularmi, che ero la sua troia. Il suo ritmo divenne molto veloce, capii che stava per venire e anche io velocizzati la mia mano. Lui fece una specie di grugnito e diede un colpo che mi squassò. Sentii il suo spruzzo nel mio intestino. Sentii arrivare anche la mia sborrata, forte e che sembrava fosse la sua stessa sborra ad uscire dal mio cazzo. I suoi spruzzi mi riempirono il culo, i miei colavano per terra, inutili dal mio cazzino inutile. Lui si fermò, si scrollò il cazzo mezzo moscio e si rivestì. Mi disse che ero stato un bravo porco. Gli misi in mano un regalo, mi ringraziò e se ne andò. Mi tremavano le gambe e sentivo la sua sborra che voleva uscire dal mio culo. Mi accovacciai e la spinsi tutta fuori,era tanta,densa. Mi pulii e mi rivestii. Tornai a casa. Mia moglie mi domandò come fosse andata la passeggiata, le risposi che era andata bene, molto bene.
Spero vi sia piaciuto il racconto di questa esperienza. Mi farà piacere leggere i vostri commenti Porcelli. Grazie e a presto.

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