''Ciao senti scusa potresti farmi un favore?'' 
Le 7 di mattina e il mio vicino, con il quale non ho scambiato più di una parola che non fosse un semplice ciao, mi ha appena svegliato bussando per chiedermi un favore. 
Un tipo strano lui molto solitario, non c'era mai a casa per quello che ne sapevo io, mai sentito un rumore o altro. 
''Scusa?!'' 
''Un favore, mi servirebbe qualcuno che mi annaffia le piante per sto mese, devo fare un viaggio di lavoro'' 
''Ah ok nessun problema'' 
Mi mette le chiavi di casa in mano mi fa un bel sorriso e se ne va ringraziandomi come se gli avessi dato un rene. 
Lo sento fischiettare mentre scende le scale della palazzina tutto allegro e felice. 
Rientro a casa perplesso. Era un tipo strano lo sapevo già, ma non immaginavo fosse tanto socievole e di fiducia. Probabilmente a casa non aveva nulla di valore oppure aveva messo le telecamere pensati. 
Tornai in cucina, stavo preparando la colazione per la mia fidanzata come ogni mattina. Quel giorno volevo farla particolarmente felice perché avevo notato che negli ultimi giorni mi era parsa parecchio giù di corda. Cosi le aveva fatto i pancake con fragole e banane taglieti a tocchettini e una spremuta d'arancia. 
''Tesoro hai fame?'' Entrai in camera da letto con un il vassoio mentre lei si stiracchiava. Mi vide e fece un largo sorriso contenta per la mia sorpresa. 
''Amore mio che dolce che sei'' squittiva come una ragazzina. Mi prese il viso e mi diede un bacio sulla guancia. 
Sul vassoio senza accorgermi avevo appoggiato le chiavi. 
Lei le guardò un istante e poi mi disse ''E queste? cos...'' si interruppe rabbuiandosi di colpo. 
''Ah si scusa sono le chiavi del tizio che sta qui a fianco, mi ha detto che va via un mese e gli serve qualcuno che gli annaffia le piante'' senza pensarci presi una delle poche fragole integre e la portai alla sua bocca, lei la mangiò con non curanza. Poi si riscosse come se si fosse svegliata una seconda volta. 
''Occupatene tu, queste quattro settimane io voglio dedicarmi al lavoro lo sai. Ho chiesto se posso fare straordinari e mi hanno detto di si cosi avrò un bell'exstra nello stipendio'' mi fece l'occhiolino e riprese a mangiare. 
Certo non mi dispiaceva avere qualche soldo in più per spendere per noi. Però mi dispiaceva che facesse tutti quelli straordinari. Fortunatamente però molti di quelli orari coincidevano con i miei soliti di lavoro quindi non pesava più di tanto alla nostra coppia, ci saremmo visti più o meno le stesse ore. 
I giorni passavano e io entrai per la prima volta in casa del vicino per annaffiare le sue piante. 
La casa era molto ordinata. Uno stile moderno con mobili non troppo pretenziosi ma ugualmente raffinati. C'era un buon odore. Le piante avevano dei bigliettini che indicavano quanta acqua dare e ogni quanto tempo. 
Su alcuni c'erano delle note tipo ''Mi raccomando io la faccio bagnare bene fallo anche tu o si secca'' oppure '' Più è umida più è felice'' uno sembrava strano ''La innaffio spesso con un particolare nutriente proteico'' 
Io feci spallucce, gli avrei dato solo acqua. 
Mi guardavo intorno per capire quali fossero i punti in cui ci potevano essere le telecamere ogni volta che entravo. Volevo curiosare un pò ma avevo paura, ma ogni volta facevo un passo in più nella mia esplorazione. 
Intanto con la mia ragazza le cose non andavano bene, il lavoro la stressava parecchio. La sera tornava molto stanca e questo mi faceva stare molto male. 
''Tesoro sicura di voler continuare così, non voglio che tu stia a pezzi, posso sempre lavorare un pochino di più io se vuoi'' le dicevo mentre le massaggiavo i piedi la sera. 
''No, continua sull'altro, come ti dicevo ormai ho progettato tutto. Sto mese li faccio io gli straordinari, tu il prossimo. Ci alterniamo tranquillo. Bravo continua, i tuoi massaggi sono i migliori tesoro'' io continuavo.
''Come vuoi tu. A volevo raccontarti una roba. La casa del vicino è davvero bella, ha una cucina molto tecnologica. Dovremmo fare una uguale anche noi. Peccato che non posso curiosare, vorrei vedere altro ma ho paura che abbia delle telecamere nascoste in casa'' 
Lei annui senza dire nulla, chiudendo gli occhi e continuando a godersi il mio massaggio. 
Un pomeriggio restai a casa da solo come sempre. Nel palazzo ci fu un blackout. Subito dopo ricevetti un messaggio strano. 
''Ciao sono il vicino, la portinaia mi ha dato il tuo numero, senti ho visto che c'è stato un blackout a casa. Purtroppo questo avrà disattivato le telecamere. Quindi ti dispiacerebbe dare un occhiata in più oltre che per le piante pure per controllare che sia tutto ok?'' 
Io risposti ''Si non c'è problema'' ma dentro di me già ridevo. Finalmente potevo curiosare. 
Non attesi nemmeno un minuto, andai a casa sua e iniziai un ispezione più approfondita e libera. 
Il bagno fu la mia prima meta. Era davvero grande, mi resi conto che la sua cosa doveva essere almeno il doppio della mia. Un bagno con sia docce che vasca ''Che lusso'' pensai. Ricordando che la mia ragazza adorava fare il bagno ma noi avevamo solo la doccia purtroppo. Mi balenò l'idea di sfruttare quella vasca ma poi mi diedi dello stronzo. Non potevo approfittare così di lui, degli estranei nella sua vasca era eccessivo. Già sentivo un pò la coscienza ticchettare perché stavo spiando casa di una persona che si fidava tanto da darmi le chiavi di casa. 
Questo però non mi fermò dall'andare in camera da letto. 
Li rimasi sorpreso. Oltre ad un enorome armadio a specchio dio quattro ante c'era anche uno specchio sul soffitto. Ma la cosa più sconcertante era l'altalena. C'era un'altalena in camera, quella camera spaziosa e bianca. Con un'altalena stranissima, nera in pelle. Piena di cinghie e corde. 
''Qualcuno qui se la spassa di brutto, beato lui '' Ridacchiai. 
Volevo controllare altro ma il telefono squillò. 
''Amore dove sei ho dimenticato le chiavi e devo andare in bagno'' avevo dimenticato che stava per tornare. 
''Sono dal vicino sto arrivando'' 
Sentì la porta aprirsi mentre uscivo dalla camera. Era lei, si stava trattenendo si vedeva. Mi fece uno sguardo esasperato e poi corse subito in bagno senza esitazione. La sentì fare un sospiro di sollievo. Aspettai qualche minuto e poi uscì. 
''Scusa scusa lo so...'' 
''Sempre a ficcare il naso andiamo'' lo disse davvero esasperata...



continua


 


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Categorie: Racconti Cuckold
Tag: Cornuti