(Non so dove andrà a parare questo racconto ma se volete una continuazione scrivetemi per farmelo sapere)


 


Le giornate andavano malissimo. Il lavoro era sempre più stressante e pensavo di licenziarmi da tempo. Peccato che come molti non avevo altri sbocchi in quel momento e non sapevo cosa fare. Tutto quello stress accumulato si riperquoteva nella mia vita sessuale. La mia fidanzata cercava di fare del suo meglio, comprava abiti sexy, si faceva trovare nuda appena tornavo, mi invitava a fare docce rilassanti. Ma nulla, il mio ''soldatino'' non rispondeva a nessuna provocazione. Una situazione che continuò per mesi fino all'esasperazione di entrambi. 


''Tesoro dobbiamo parlare'' a quelle parole già ebbi un tuffo al cuore, ma i suoi occhi si addolcirono di colpo capendo la mia agitazione. 


''No no tranquillo non è quel genere di discorso. Sai che ti amo tesoro mio'' mi diede un lungo bacio ''Io volevo solo dirti che so che tu non vuoi lasciare il tuo lavoro, ma ho trovato una soluzione. Faremo entrambi un lavoro part time, ti ricordi Enrico il vicino di mamma? Gli serve personale in ufficio, nulla di troppo particolare. Un rinforzo alla sua segretaria e un assistente per uno dei suoi direttori. Ed eccoci, la paga e buona e avremo solo 6 ore di lavoro al giorno, il problema sarà che spesso dovremo lavorare ad orari diversi ma non ti preoccupare ci si organizza'' detto questo mi diede un altro bacio appassionato e iniziò ad accarezzarmi. Ma nulla, anche quella sera nessuna reazione da parte mia e finì come al solito con un lavoretto orale che le feci con più passione del solito. Speravo che questo continuasse a bastare fino a che non mi sarei ripreso. 


Le settimane seguenti furono decisamente più calme. Enrico era un buon capo cosi come il direttore che si chiamava Fausto. Un uomo sulla cinquantina, sembrava più un motociclista per la stazza e l'aspetto che un direttore di un ufficio commerciale. 


''Sono stato un biker e si vede ma basta giubotti di pelle per qualche anno ora solo giacca e cravatta'' diceva spesso. 


Il rapporto con la mia ragazza intanto riprendeva. Ebbi qualche reazione e riuscimmo a riprendere i nostri rapporti anche se con meno frequenza di quanto sperassi. Complici i nostri orari differenti e alcune sue giornate ''no'' che mi portarono a farmi delle belle seghe devo ammettere. Tutto iniziava a girare bene fino a quando non volli ancora cambiare lavoro. Successe un fatto e volevo andarmene da quell'ufficio ma non avevo il coraggio di dirlo a lei che sembrava entusiasta del lavoro, serena e felice ogni volta che ci andava e tornava. Mentre io avevo dei grossi, anzi enormi problemi con Fausto. Resistetti dieci giorni poi glie lo dissi. 


''Senti tesoro...io vorrei licenziami?'' 


Il suo sguardo mi raggelò, per un istante sembrò che fosse sul punto di darmi uno schiaffo. 


''Tu cosa?'' 


''Te l'ho detto, voglio licenziarmi'' 


''Ma che cazzo stai dicendo, sei diventato scemo?'' le sue parole mi spiazzarono, non mi aspettavo una reazione tanto aggressiva da lei che era sempre pacata e a modo. 


''Tu non hai idea di quello che ho fatto per ottenere questo lavoro e ora io non voglio andarmene e non voglio rischiare di far arrabbiare Enrico, è molto contento che tu stia con Fausto che si vanta sempre di quanto sei bravo e bello'' 


''Già soprattuto bello'' lo dissi con tono ironico. 


''Si bello, a Fausto piacciono gli orsacchiotti come te quindi logico che voglia averti intorno caro'' 


''Orsacchiotti?'' 


''Si sai i gay pelosi e rotondi, lui ne va matto, dice sempre che gli piacciono più piccolini di lui ma lo stesso un po grossi e pelosi. Come te caro'' 


''Cazzo allora tu sapevi che era gay?'' 


''Lo sanno tutti in ufficio caro mio'' lo disse come se la mia fosse una mancanza dovuta alla mia stupidità. 


''Beh se sai questo allora sappi pure che ci ha provato con me'' 


''So anche questo che ti credi'' rimasi sbigottito. 


''Ma come e non dici nulla?'' 


''Mbhe che devo dire scusa, gli piaci e ti ha stusciato il cazzo contro un paio di volte dai, mi ha detto che lo hai quasi preso in bocca una volta, lo ha davvero tanto grosso?'' 


Ero pietrificato, allora sapeva cosa stavo passando, sapeva degli scherzi di Fausto che prima aveva iniziato con qualche complimento e pacca sul culo, poi si era fatto via via più audace con le palpatine, infilandomi le mani nelle mutante da dietro, mostrandomi il cazzo in ufficio e facendemelo quasi prendere in bocca un giorno che ero assonnato piazzandosi dietro di me e girando la mia sedia di colpo. 


''Tu sapevi tutto, non ci credo, e non ti da fastidio cazzo? Questo mi vuole scopare, sta diventando sempre più insistente e me lo ha detto chiaro e tondo che prima o poi mi incula e farà di me la sua troietta'' 


Lei sbuffò ''Esagera sempre dai, al massimo ti scoperà qualche volta, ma tu resti mio e guai a chi ti tocca. L'ho già detto anche ad Enrico'' 


''Che cazzo vuol dire ti scoperà qualche volta, non sono gay e non voglio che quel cazzo mi spacchi il culo sia chiaro'' 


Lei si avvicinò a me mi diede un bacio e mi disse guardandomi negli occhi ''Tutti fanno dei sacrifici per il lavoro tesoro mio e noi dobbiamo farli. E li faremo'' 


Il suo sguardo autoritario mi raggelò il sangue quasi ''Hai capito!?'' non mi fece rispondere se ne andò, il suo turno stava per iniziare. 


Io riflettei su quello che aveva detto, non mi rassegnai anzi. 


Il giorno dopo ero in ufficio e Fausto era li come al solito pronto a farmi i suoi scherzi e molestarmi sempre più pesantemente. 


''Dovremmo andare in palestra inzieme sai, ci mettiamo un pò in forma e poi ci sono le docce'' mi fece l'occhiolino. 


''Senti Fausto io sono contento di lavorare con te, sei una brava persona e un buon capo, ma cosi non può continuare. Non mi interessano le tue avance, non sono gay e sono felicemente fidanzato sappilo'' 


Lui sorrise, la sua barbetta grigia sembrava più scompigliata del solito. 


''Ma che ne sai se non hai mai provato e poi siamo tutti un pò gay sotto sotto sappilo. In oltre l'orgasmo maschile con la prostata non ha eguali, dovresti essere tu a farmi avance ogni giorno fidati'' 


''Non credo proprio e poi io ho tutti gli orgasmi che mi servono con la mia ragazza e voglio solo lei e lei vuole me quindi fine della storia'' 


Lui sorrise ancora ''Magari potresti averne qualcuno exsta dai e poi che ne sai che lei vuole solo te, magari vuole anche altri'' 


''Impossibile questione chiusa e poi non centra nulla con quello che stiamo discutendo quindi finiamola'' 


''Ma dai sono solo discorsi...ma vorrei fare una scommessa con te, se perdo ti lascio in pace giuro, se vinco però mi devi una settimana di scopate'' 


''Che cazzo dici non mi interessa'' 


''La proposta è questa'' lui continuò passeggiandomi intorno ''io ti dimostro che la tua fidanzata è innamorata di te ma non degli orgasmi che ha con te e ne vuole altri e tu ti fai scopare da me per una settimana'' 


''Ci sto!'' lo dissi d'istinto senza rifletterci non avevamo stabilito regole e in oltre quella proposta era già strana di suo. 


Lui mi prese la mano di colpo la strinse e disse ''Affare fatto'' poi si allontanò correndo. 


Tornò dieci minuti dopo con un mazzo di chiavi e un sorriso stampato sul volto che non lasciava presagire nulla di buono. 


''Seguimi'' 


Lo feci un pò innervosito, nella mia testa vedevo quel giorno come il giorno in cui me ne sarei andato dato che Fausto avrebbe continuato a molestarmi e non c'era verso di farlo cambiare, scommessa o meno. 


Prendemmo l'ascensore fino al seminterrato dove c'erano i parcheggi.  Lui fischettvava tranquillo e sereno, ogni tanto si leccava le labbra e notavo che iniziava ad avere una grossa erezione. Iniziavo a preoccuparmi. 


''Di quà c'er la sala registrazioni, è pieno di telecamere ovviamente ma Enrico non vuole che nessuno le controlli tranne lui, sai che è paranoico vero. Ma ogni tanto lascia le chiavi in ufficio ed eccoci qua'' Apri la porta verso cui ci eravamo diretti e in effetti sembrava una normale sale di controllo solo che non c'era nessuna guardia a controllare i 4 schermi che facevano vedere a turno ognuna delle varie telcamere. C'era un compurer sotto e una tastiera. Fausto si sedette sulla sedia, io vidi che oltre a iniziare a smanettare sui tasti iniziava anche a slacciarsi la cintura. 


''Ah ecco qui dai andiamo al turno di ieri che basta quello dai'' 


Mi indicò lo schermo e proprio verso metà del tuorno della mia ragazza si poteva vedere che era in ufficio con Enrico. 


Nulla di strano stava portando qualche foglio nella stanza come al solito. Poi qualcosa. 


''Che cazz'' 


''Beh si non è grande come il mio ma in effetti anche lui sta ben messo'' 


Enrico si era tolto il cazzo dai pantaloni e lei senza esitare aveva iniziato a succhiaglielo. Fausto premette avanti veloce e davanti a me c'era una sequenza di immagini che i miei occhi vedevano ma la mia mente non riusciva a percepire quasi. 


Enrico se la stava scopando in tutti i modi possibile ed immaginabili su quella scrivania. Lei non oppeneva resistenza anzi partecipava attivamente. 


Intanto sentivo la mano di Fausto che premeva con le dita sul mio culo.... 

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