All'inizio della settimana Livia e Roberta si trovarono e si dedicarono al riepilogo del fine settimana appena trascorso. Si dissero molto soddisfatte dell'andamento della relazione a quattro. Livia confidò 


“Mi eccito ancora di più quando mi ordinate cosa fare. Essere sottomessa è una cosa che non avevo mai pensato di fare. Ti ringrazio perché sei riuscita a tirare fuori questo lato da dentro me” e continuò ”Voglio allenarmi a prendere tutto il cazzo di Carlo in bocca come fai tu. Mi aiuti?”


“Con vero piacere!” esclamò Roberta “Inizia da questa sera quando aspetti Franco inginocchiata per dargli il benvenuto. Quando lo prendi in bocca tutto duro cerca di arrivare alla base e tienilo fermo in gola per tutto il tempo che riesci. Ripetilo per diverse volte e vedrai che ti abituerai, poi ti puoi allenare con cetrioli e zucchine” e ancora “Che ne dici se qualche pomeriggio andiamo in giro io a te a divertirci a stuzzicare i maschietti ed a fare shopping? Ho bisogno di alcune cose”


“Certo con piacere” disse Livia felice sorridendo e così accordarono per il pomeriggio seguente. Subito dopo si salutarono.


Tornata a casa era quasi l'ora del ritorno di Franco, appena sentì il rumore dell'auto, che stava per essere parcheggiata in garage, si posizionò in ginocchio sul cuscino che avevano preso il sabato precedente sistemandosi, dietro la porta d'ingresso. Franco entrò in casa e Livia gli disse sommessamente “Bentornato amore dalla tua troia!” e gli aprì la patta iniziando a baciare e succhiare il cazzo.


Nel bocchino ci mise tutta la passione come suggerito da Roberta.


Dopo averlo insalivato per farlo scivolare meglio lo prese tutto in bocca fino alle palle e restò ferma per alcuni secondi, lo tirò fuori e disse al marito “Quando è tutto in gola tienimi la testa ferma con le mani sulla nuca. Portami quasi a soffocare”.


Ripeté l'ingoio del cazzo diverse volte con Franco che le schiacciava la testa e lui solo quando la vedeva rossa in volto lo estraeva per lasciarla respirare.


Quando sentì che il cazzo iniziava a pulsare perché prossimo all’orgasmo Livia gli disse “Sborrami in bocca, dai!”


“Succhia troia! Bevi tutta la mia sborra ma fallo solo quando te lo dico io!”


Livia succhiò con più ardore finché iniziò a sentire i primi fiotti di sborra sul palato.


Quando Franco finì di sborrare lei aprì la bocca giocando con la sborra muovendo la lingua e solo quando il marito gli ordinò di bere, ingoiò tutto dopo diede una pulita al cazzo.


Livia si alzò e diede un bacio al marito e gli disse “Mentre ti fai una doccia, io preparo la cena, ok?”


Seduti a tavola disse al marito che l'indomani sarebbe andata in giro con Roberta a fare qualche acquisto e provocare qualche maschietto nei centri commerciali mostrando loro il perizoma. Lui approvò la scelta e disse “Potete andare però, mi raccomando, fate qualche foto da far vedere a me e Carlo. Potete osare anche qualche approccio”


Livia gli diede un bacio con un “grazie amore” molto sentito.


Il giorno seguente le due donne si trovarono dopo pranzo già pronte. Livia si era vestita con l'abbigliamento già collaudato: pantaloni leggeri con perizoma in mostra, maglietta chiara con scollo a V con le tette in evidenza. Roberta con una minigonna e camicetta leggermente aperta sotto un soprabito leggero e lungo per coprirsi nel tragitto; indumenti che poi avrebbe levato all'interno del centro commerciale a cui erano dirette.


Appena arrivate Roberta parcheggiò in un posto appartato che sapeva essere tranquillo e si recarono all'interno. Mentre passeggiava nella galleria si tolse il soprabito per la gioia dei maschi presenti.


Tutte e due non passavano inosservate ad attrarre gli sguardi c’erano il culo di Livia e le gambe di Roberta.


Si fermarono al tavolino del bar per un caffè e Roberta, stando seduta accavallava generosamente le gambe tra gli sguardi ammirati dei ragazzi presenti.


Poi entrarono nel supermercato alimentare Roberta disse “Devo prendere una bomboletta di panna spray serve per il dessert. Prendine una anche tu, poi ti dico come devi usarla”


Livia non capiva ma Roberta fu esplicita facendo finta di spruzzare la panna sulle dita e portandole alla bocca; allora Livia capì. “Puoi metterla sul cazzo e succhiarlo ma anche lui a te sulla fica o sul buco del culo e poi ti fai leccare”


“Non me lo dire, sono già eccitata all'idea!” disse Livia


Proseguirono con lo shopping prima passeggiando e fermandosi alle vetrine dei negozi di intimo dove acquistarono dei completini sexy, successivamente in un negozio di scarpe dove Roberta diede il meglio di sé nelle prove sempre a gambe aperte con Livia che fotografava. Quando finirono di fare tutti gli acquisti tornarono al parcheggio e si accorsero che un ragazzo le seguiva.


Roberta colse l'occasione al volo facendo finta di girarsi notò che era un bel ragazzo giovane. Rivolta alla sua amica le disse “Quando siamo nel parcheggio e giriamo per cercare la macchina, tu continua a camminare, io mi fermo dietro la colonna ma tieniti pronta con il telefono per riprendere la scena.


Livia esegui come chiesto e continuò nella camminata muovendo il culo in modo osceno. Il ragazzo si guardò intorno e sentì una mano sul braccio che lo attirò a sé e una voce suadente che gli disse “Ti piace guardare i nostri culetti vero? Vediamo se sei eccitato!” e gli toccò il pacco con il cazzo duro.


Intanto Livia tornò indietro per riprendere tutto.


Roberta rivoltala ragazzo gli chiese “Tiralo fuori che ti faccio godere con la mano e tu Livia guarda come si fa una sega”


Il ragazzo tirò fuori il cazzo che era notevole. Roberta sputò tanta saliva nella mano per farlo scivolare meglio, passò la mano aperta sul cazzo per mischiare la saliva con gli umori e iniziò a farla scivolare sul cazzo con movimenti esperti. Il ragazzo non impiegò molto a venire e sborrò nella mano di Roberta che la avvicinò alla bocca, tirò fuori la lingua per assaggiarla e poi disse a Livia “Buona! Vieni ad assaggiare anche tu. E sborra giovane!” e subito ne raccolse un po’ dalla cappella e le fece leccare le dita. Poi rivolta al ragazzo “Accontentati della sega. Se capita ancora ti facciamo assaggiare le nostre bocche. Ciao!”


Il ragazzo scappò senza dire niente. Le due troie si baciarono scambiandosi le ultime gocce di sborra e contente tornarono a casa.


Nel salutarsi pensarono di mandare il video sul gruppo per far eccitare i loro uomini aggiungendo “Stasera ci sarà da lavorare!”


Quella sera Livia non aspettò Franco inginocchiata, il programma era un altro. All’arrivo del marito si salutarono e Livia gli disse “Cambiati, fatti la doccia e riposati, poi ceniamo. Stasera ho voglia di un dessert”. Lui non capiva ma fece tutto sapendo sicuramente sarebbe stata una piacevole sorpresa.


Cenarono e Livia gli raccontò del pomeriggio passato con Roberta e poi mentre lei sparecchiava e sistemava velocemente la cucina, lui andò a sedersi sul divano, al termine Livia andò in bagno a cambiarsi ed al ritorno lui capì: era in baby-doll nero con perizoma rosso, calze e bomboletta di panna in una mano e un bicchiere nell'altra. Avanzava in modo sensuale “Ho voglia di dolce” disse e posò tutto sul tavolino del divano. Fece alzare Franco e gli chiese di ballare un po’ prima.


Ballarono un lento appiccicati l'uno all'altro con le mani di Franco che palpavano il culo in modo osceno mentre le lingue si incrociavano in bocca. Quando Livia sentì il cazzo duro che premeva sul ventre lo fece sedere sul divano, si mise ai suoi piedi, gli tirò fuori il cazzo e lo leccò per asciugarlo dalle gocce di eccitazione. Poi prese la bomboletta e spruzzò una dose abbondante di panna sulla cappella e la ingoiò.


La panna si era sparsa su tutta l'asta e lei, ingorda, se la gustava con la lingua succhiando.


Franco ancora una volta rimase stregato dal comportamento di sua moglie; dopo un po’ Livia disse “Adesso scopami! Lo voglio sentire nella fica ma quando stai per venire avvisami”


Lui iniziò a leccare la fica e il buco del culo. Voleva farla godere prima di chiavarla.


Lei raggiunse l'orgasmo appena gli infilò due dita nel culo e solo allora mise il cazzo nella fica per scoparla. Per poi godersi la vista del culo la fece mettere a pecorina e la chiavò profondamente.


La posizione lo eccitava troppo infatti dopo un po’ disse “Devo sborrare”


Livia prontamente prese il bicchiere, gli mise dentro della panna e lo fece sborrare dentro. La sborrata fu molto abbondante essendo l'eccitazione tanta.


Livia prese il cucchiaino e iniziò a raccogliere il misto nel bicchiere “Questo era il dessert che desideravo” e gli puliva anche il cazzo con la lingua.


Franco alla fine gli disse “Stai realizzando tutti i miei sogni. Ti amo amore” e andarono a dormire.


Nello stesso momento la stessa scena si svolgeva a casa di Roberta con la variante che essendo più esperti in questi giochi anche Carlo volle assaggiare il dessert direttamente dal buco del culo di Roberta dopo che lei gli aveva succhiato il cazzo con la panna. L'inculata fu quasi naturale; il cazzo entrò nel culo senza trovare resistenza vista l'abbondante lubrificazione data dalla panna sul cazzo e sul buco del culo. La scopata durò molto.


Il cazzo passava dal culo alla fica in un dolce alternarsi, per Roberta, ed alla fine la sborrata in bocca fu inevitabile con grande gioia di lei che bevve tutto.


Il giorno passò tranquillo con Livia e Roberta che si raccontarono le performance della sera precedente e Roberta fece i complimenti a Livia per la variante del bicchiere nel fare il pompino “Neanche io avevo mai pensato a questo. Sei stata fantastica!”


Poi gli chiese come andava con l'allenamento del prendere tutto il cazzo in gola e Livia rispose “Ormai quello di Franco lo prendo tutto tranquillamente e riesco a tenerlo fermo in fondo alla gola anche per diversi secondi. Adesso voglio migliorare con quello di Carlo”


La chiacchierata terminò con il bacio di saluto ed anche la serata trascorse tranquilla.


Il giorno dopo Roberta chiamò Livia al telefono “Se vieni da me c'è una sorpresa”


“Arrivo subito esclamò Livia e andò così come era vestita con una maglia lunga che copriva appena il perizoma e senza reggiseno. Appena entrò dai vicini vide Carlo sul divano e Roberta che gli massaggiava il cazzo non ancora al massimo dell'eccitazione


“Carlo aveva mezza giornata di riposo ed è rimasto a casa. Cosa ne dici di divertirci un po’ così ti alleni direttamente con il suo cazzo?“


“Certo che sì! Ma riprendiamo tutto come vuole Franco e iniziamo a mandare qualche foto”


Roberta posizionò le fotocamere già pronte sui cavalletti e fece qualche foto a tutti e tre sul divano e le postò sul gruppo Whatsapp con il messaggio “Ci dispiace per te che lavori. Noi ci stiamo allenando”


Lui con molta ironia rispose “Mi raccomando. Riprendete tutto. Voglio vedere come vi allenate”


Roberta invitò Livia a prendere in bocca il cazzo di Carlo che si trattenne per tenerlo semirigido in modo da permettere a Livia di imboccarlo tutto.


Livia lo prese tutto in bocca e iniziò a succhiarlo ed il cazzo cresceva nella sua bocca.


Carlo la teneva ferma con la mano sulla nuca per diversi secondi e, quando raggiunse la massima durezza e fu grosso, la fece respirare “Ora cerca di respirare e di andare più giù che puoi


Lei dopo aver fatto colare una abbondante dose di saliva cominciò a ingoiare il cazzo.


Lui la spingeva piano e Roberta le diceva “Cerca di rilassare i muscoli della gola e vedrai che ci riesci”


Livia ormai era arrivata quasi alla radice del cazzo e restò ferma, poi lo tolse dalla bocca lasciando una scia di saliva che fece eccitare ancora di più l'uomo.


“Ci devo riuscire. Lo voglio anche per far felice Franco che mi vuole troia” fece Livia facendo un respiro profondo e lo rimise in bocca. Quando arrivò quasi ad averlo tutto dentro, Roberta le diede il colpo di grazia; la spinse con la testa fino a far sparire il cazzo in gola.


Livia soffriva ma non si ritirò. Roberta la tenne ferma per qualche secondo e solo allora la liberò.


L’amica era tutta rossa in viso ma contenta “Ce l’ho fatta!” esclamò e riprovò diverse volte arrivando da sola a fondo.


Adesso pompava come una forsennata.


Lo imboccava e andava giù, lo teneva fermo e lo rilasciava grondante di saliva.


Ciò che faceva era troppo anche per Carlo; la sborra saliva dalle palle e la avvisò “Sto per sborrare”


Livia annuì con la testa e strinse la cappella in bocca.


Roberta si avvicinò con la fotocamera per riprendere la scena da vicino e fotografò il primo getto, seguito da altri, che uscì dal cazzo.


Quando la bocca fu piena di sborra, anche per far vedere a suo marito come aveva ingoiato tutto, aprì le labbra verso Roberta e dopo averci giocato, ingoiò tutto poi riaprì la bocca per mostrarla pulita.


“Sei stata egoista. Hai bevuto tutto tu” le disse Roberta a mo’ di rimprovero.


“Avevo sete di sborra” rispose Livia e risero.


Ma Carlo non era ancora soddisfatto ed era sempre più attratto dal culo di Livia. La fece mettere alla pecorina sul divano e iniziò a dare delle lunghe leccate partendo dal buco del culo arrivando alla fica.


Roberta in quei momenti aveva un ruolo marginale; riprendeva guardando il marito come si godeva la sua amica.


Carlo mentre leccava il culo le mise un grosso vibratore nella fica facendola gridare dal piacere. Con gli orgasmi che si susseguivano, lui le sussurrò nell'orecchio, non senza prima infilarci la lingua che la fece sobbalzare dalla libidine “Tieniti il dildo nella fica con una mano mentre te lo ficco nel culo”


Le puntò la punta del cazzo sul buco del culo ben lubrificato e iniziò a scoparla con dolcezza per poi passare alle spinte forti incoraggiato da lei “Spingi forte il cazzo che mi fai godere! Mi sento tutta piena!” Roberta mentre riprendeva le scene si toccava la fica. Era eccitata ma sapeva che per lei quel giorno non ci sarebbe stata goduria.


Dopo una ventina di minuti che il cazzo era ancora piantato nel culo.


Carlo la riempì di sborra e tolse il cazzo. Roberta gli diede la fotocamera per far riprendere lui e si buttò sul buco del culo di Livia da cui iniziava a uscire la sborra per raccoglierla tutta.


Leccò con avidità per poi passare alla pulizia del cazzo fino a quando lo lasciò pulito e asciutto, poi si stese sul divano e ordinò a Livia di leccarle la fica “Fai godere anche me, troia!” e Livia ubbidì leccandole la fica e facendola godere.


Nel salutarsi Roberta e Carlo dissero “Oggi abbiamo passato un pomeriggio piacevole. Ci sentiamo felici e appagati. Troverete tutte le registrazioni e le foto nella cartella condivisa”


Per Livia la giornata di sesso non era finita e pensava “Franco arriverà arrapato e gliela devo far passare. Almeno un pompino glielo devo fare” e con un bacio a tutti e due ritornò a casa in tempo di darsi una sistemata e prepararsi per la serata.


Franco arrivò puntuale e andò a salutare Livia “Pensavo di trovarti ad aspettarmi come piace a me” le disse.


“Stasera ho tanto da raccontarti ma più che le parole saranno le immagini a farti vedere il pomeriggio passato insieme a Carlo e Roberta. Tranquillo amore, la tua troia non si è dimenticata di te!”


Le ore successive passarono del tutto tranquille durante la cena non accennarono al pomeriggio per non far salire l'eccitazione e solo dopo la cena si spostarono sul divano.


Franco fece partite il video e già dalle prime scene il cazzo ebbe un sussulto.


Lui si era messo sul divano nudo con Livia accovacciata ai suoi piedi che lo toccava solo con le mani partendo dalle palle, si bagnò un dito e lo passò sul buco del culo. A lui iniziava a dargli piacere.


Il massaggio fu lungo.


Dalla punta del cazzo uscivano le goccioline di piacere.


Livia baciò il cazzo con amore e iniziò a succhiare pompava con lentezza alternando le succhiate a giochi di mano per allungare il godimento. Quando Franco vide che lei aveva preso in bocca tutto il cazzo di Carlo ebbe un sussulto “che brava la mia troia!” disse.


Lei orgogliosa di aver fatto un bel lavoro, aumentò il ritmo portando in breve tempo suo marito sulla soglia della sborrata “Ti riempio la bocca!!” urlò sicuro che l'avessero sentito anche i loro amici vicini di casa.


Livia gli fece un cenno d'approvazione strinse la punta del cazzo e bocca e aspettò la sborrata che non tardò ad arrivare, come d'uso ormai aprì le labbra e si mise con la nuca sulle sue ginocchia in modo da far vedere quanta sborra gli aveva riversato in bocca. Fu naturale per Franco far colare tutta la saliva che aveva e gli ordinò di bere. Lei ingoiò tutto d'un fiato e poi lui la baciò con amore.


La lunga giornata era giunta al termine con la soddisfazione di tutti.


Per il fine settimana approfittando del bel tempo che ancora regalava un ottobre stranamente caldo, invece di stare chiusi in casa, decisero di trascorrerla con una gita al lago di Viverone e si dettero appuntamento per la domenica. Il sabato, come al solito, ognuna delle coppie la passò tranquillamente dedicandola alle spese per la famiglia e ad altre commissioni.


Domenica mattina si svegliarono con calma, l'appuntamento era verso le 11,00 per poter arrivare per pranzo.


Livia e Roberta si abbigliarono in modo provocante indossando dei leggings neri con perizoma, in evidenza camicetta e reggiseno sexy, scarpe comode per camminare.


Arrivarono sul lago verso le 12.00 parcheggiarono e prenotarono il ristorante con terrazza direttamente sul lago e fecero una passeggiata sul lungolago.


Non c'era tanta gente, di solito arrivano nel pomeriggio e loro ne approfittarono per scattare tante foto specialmente al culo di Livia e Roberta. In uno spazio isolato non esitarono a tirarsi giù i leggings per mostrare il perizoma alla luce del sole. L'esibizione eccitò i due mariti. Mentre si dirigevano in una zona alberata ne approfittarono per palpare i culi e limonare con scambi di saliva toccando le patate alle donne che è inutile dire erano bagnate. Avrebbero voluto andare oltre ma il rischio era alto così decisero di ritornare verso il ristorante.


Pranzarono a base di pesce ed a tavola non mancarono battutine a doppio senso. Bevvero due bottiglie di vino bianco freddo e verso le 14.30 uscirono avendo deciso di prendere la macchina e spostarsi verso una zona più tranquilla per stendersi al sole e riposarsi. Trovarono un bel prato e distesero le coperte portate per l'occasione ma non erano soli quindi non si poteva andare oltre qualche bacio e toccata. Riuscirono anche a dormire complice il vino.


Verso le 16,30 si alzarono fecero una piccola passeggiata fino a un bar per prendere un caffè e qualche bibita fresca e poi presero la strada del ritorno.


Il SUV di Carlo era spazioso; Roberta fece sedere Livia davanti e lei dietro con Franco che lungo la strada iniziò a stuzzicare toccandogli il cazzo ormai duro “Ti piacerebbe se ti faccio un bocchino, porco!” gli disse.


“E me lo chiedi?” rispose Franco al che lei gli aprì la cerniera e tirò fuori il cazzo, lo fece stendere sul sedile e lei in ginocchio iniziò a pompare.


Livia non si perdeva una scena anzi stava riprendendo tutto quello che poteva.


La bocca di Roberta scivolava sul cazzo, Carlo poteva solo immaginare perché attento alla guida e disse “Io vi faccio divertire e vi riporto a casa ma poi tocca a me Livia, sappilo!”.


Roberta proseguiva a succhiare ed ogni volta che sollevava la testa da cazzo lo lasciava cosparso di saliva, il cazzo di Franco pulsava tanto e sembrava esplodere e alla fine fece una lunga sborrata.


Roberta non ne perse una goccia, quando Franco terminò di eruttare sborra tolse il cazzo di bocca e lei mostrò la sborrata a Carlo e Livia, ne ingoiò la metà e l'altra metà la passò nella bocca dell’amica la quale gradì e ingoiò a sua volta.


“Io non sono egoista come te!” disse Roberta a Livia e le infilò la lingua in bocca.


“Adesso basta! Non c'è la faccio più!” disse Carlo ma non si fermò ed il viaggio continuò tranquillo fino a casa.


Arrivati a casa entrarono in quella di Roberta e Carlo. 


Gli uomini avevano voglia di una birra e ne bevvero un paio a testa mentre le donne si spogliavano e mettevano in libertà. Quando tornarono erano solo con il perizoma.


Carlo che era già eccitato tirò fuori il cazzo e lo fece succhiare da Livia.


Roberta si mise a gambe aperte e disse a Franco “Restituiscimi il piacere con la lingua” e lui non se lo fece ripetere iniziando a leccare la fica con l'aiuto delle dita senza tralasciare il buco del culo.


Roberta godeva e arrivò all'orgasmo in un baleno. L'abilità del maschio la fece sobbalzare diverse volte, poi gli puntò il cazzo sulla fica e la chiavò.


Anche Carlo volle far godere Livia e con lingua e le dita la portò all'orgasmo almeno tre volte prima di puntare il cazzo sul buco del culo penetrandola con forza data l'eccitazione che aveva dal mattino. La inculò a lungo.


Ormai Livia riusciva a raggiungere l'orgasmo anche con il culo.


Anche Franco cambiò canale e fece mettere Roberta a pecorina e la inculò.


Le due donne, che erano con i visi vicini e si gustavano il cazzo nel culo, iniziarono a baciarsi per aumentare l'eccitazione dei maschi.


Carlo estrasse per prima il cazzo da culo di Livia e lo portò davanti alle loro bocche e iniziò a sborrare, Roberta lo prese in bocca e ingoiò tutto per poi passarlo a Livia che lo pulì.


Dopo un po’ anche Franco doveva sborrare e lo mise in bocca a sua moglie la quale trattenne tutto in bocca per poi passare la sborra nella bocca di Roberta.


Dopo che si pulirono le labbra con le lingue e si baciarono dicendo “Vedi che neanche io sono egoista!” e si abbracciarono.


Un'altra favolosa settimana era trascorsa in modo piacevole.