L’ospite, come prevedibile, era Jamal. Che si aggiunse a noi sedendo a tavola. Sprezzante e pieno di se prese posto a capotavola, invitando Zia Valentina a sedersi sulle sue gambe. Mi sentivo a disagio e non sapevo come venirne fuori. “Stavamo parlando della differenza tra i beta come loro e gli alpha come te” esclamò zia con tono da civetta facendo ridere Jamal “la differenza è facile. Gli alpha si fottono le donne che voi beta amate” sentenziò provocando la risatina di zia. “Tu devi essere la ragazza di quel moccioso…Sei davvero bellissima” annunciò l’uomo di colore strappando un sorriso imbarazzato alla mia donna. “Perché non vieni qui anche tu? Jamal ti mostra una cosa” ridacchiò zia accarezzando il pacco dell’amante. Mi irritai “vaffanculo zia, sei solo una troia” esclamai di getto venendo zittito da Priscilla, “non parlare così a tua zia” mi intimò con voce indecisa. Guardai la mia ragazza negli occhi “tu non sei una puttana come lei, questo lo so” dissi convinto mentre Zia liberava il pene di Jamal iniziando a masturbarlo.


La verga di 27 cm era sguainata e attirava le attenzioni anche di Priscilla che si morse il labbro. Zia se ne rese contro e con la maestria di una puttana si infilò tutta l’asta in bocca. La mia ragazza era come incantata da quell’azione. Soffocò a mala pena un gemito mentre zia slinguazzava la cappella. “Vuoi vederlo da vicino bellezza? Sono 27 cm…pensa che mio figlio…che ha circa la vostra età ce l’ha di 30” annunciò Jamal invitando Priscilla a raggiungerlo. Zia si stacco dal cazzo dell’amante, fece un sorriso molto malizioso e col dito invitò la mia ragazza a raggiungerla.


Il richiamo di quella verga era troppo forte, “scusa Rodri…ma non resisto” mi sussurrò Priscilla raggiungendo zia e Jamal. L’uomo di colore sorrise soddisfatto lanciandomi un sorrisetto divertito, la mia ragazza si accucciò sul sesso dell’amante di mia zia, ammirando da vicino quella bestia. “Hai visto che roba tesoro? Vuoi provare a leccarlo?” domandò la zia scostandole i capelli e dandole un bacio sulla guancia. Priscilla non esitò troppo andando a sbocchinare l’ospite.


Mi sentivo incazzato ma impotente mentre vedevo la mia donna succhiare quel pisello nero, Jamal ci metteva del suo pompandole la bocca come l’avevo già visto fare con zia, si stava scopando la bocca della donna che amavo di fronte a me, lanciandomi sguardi di superiorità e sprezzanti. Ero terribilmente eccitato, il mio pene spingeva per liberarsi dalla morsa dei pantaloni, mentre zio, denudatosi, accarezzava la gabbietta guardando la scena. Zia limonava l’ospite, mentre Priscilla continuava il fellatio.


Jamal ben presto sborrò direttamente in bocca a Priscilla, questa si ritrasse tossendo, sputando fuori parte dello sperma dell’uomo. Si rialzò dal cavallo e con un po’ di imbarazzo si voltò verso di me, potei vedere una macchia all’altezza del suo cavallo, era bagnata fradicia. Jamal l’afferrò per il braccio e la trascinò verso la sua bocca. Il 50enne e la mi ragazza poco più che 20enne stavano limonando di fronte a me. Le loro lingue si intrecciavano, sbavando, quello era il sesso di cui parlavano zia e Jamal…non l’amore che facevo io. Calda come non mai, Priscilla fu presa per mano da Zia accompagnata verso la camera da letto, seguite qualche passo dietro da Jamal e la sua asta drittissima, l’uomo mi dedicò un nuovo sguardo “vieni a vedere come svergino davvero la tua ragazza figliolo” esclamò sfottendo le mie dimensioni.


Non riuscivo a muovermi, fu lo zio a riportarmi alla realtà, “dai su…sarà molto eccitante te lo garantisco” mi disse ridacchiando. Tentennante, insieme allo zio, raggiunsi la camera matrimoniale, dove Priscilla, Jamal e zia si erano già denudati. La mia biondissima zia era di nuovo sul cavallo del suo amante a lubrificargli il cazzo, leccandolo e sbavandolo, mentre Priscilla si sdraiava desiderosa a pancia in su sul letto allargando le gambe mostrando una fighetta completamente fradicia. Jamal scansò zia senza troppi complimenti e raggiunse la mia donna sul lettone. Priscilla mi guardò eccitatissima e anche Jamal mi dedicò uno sguardo, pieno di se e sprezzante, afferrò la sua asta e non perdendo mai il contatto visivo con me penetrò la mia ragazza che si lasciò andare in mugugni di ogni genere. “Sei così stretta…raggiungerò posti che il tuo cornuto non ha mai nemmeno sfiorato” annunciò cominciando a pompare con una certa decisione. Priscilla gemeva, gridava e ansimava mentre il cazzone nero entrava e usciva dalla sua vulva aumentando sempre più la sua profondità. Ricordavo bene zia riuscisse a prendere tutti quei 27 cm, Priscilla invece ne riusciva ad accogliere forse 18. Zia si voltò verso di me sorridendomi. Mi raggiunse e senza tanti complimenti mi abbassò i pantaloni rivelando il mio cazzo eretto. I miei miseri 13 cm non avrebbero mai potuto soddisfare a dovere la mia amata Priscilla, me ne rendevo conto sempre più mentre il cazzone di Jamal prendeva altri cm nel “tunnel” della mia donna. Zia ridacchiava cominciando a masturbarmi, aggiungendo una serie di baci alla guancia, mentre sul lettone Jamal e Priscilla sbavavano uno sulla bocca dell’altra. “Vedi nipotino…questo è il sesso…animalesco…violento…col tuo cazzetto non potrai mai soddisfare Priscilla come fa lui” esclamò aumentando lo sfregamento. Cominciai ad ansimare e a godere della situazione “sai come si dice i bravi ragazzi arrivano sempre per ultimi…si prendono le briciole lasciate dal bull” mi sussurrò all’orecchio facendomi venire.


Anche Jamal era prossimo a sborrare, ma prima di farlo mi invitò ad avvicinarmi, zia mi trascinò verso il letto e quasi con violenza portò il mio volto sul ventre della mia ragazza. Un mix di odori di umori e sudore mi investì, ero a qualche centimetro dal sesso dei due, il pene di Jamal era entrato per quasi tutta la completezza. Ciaf ciaf. Due schiaffoni dell’uomo di colore sul mio viso richiamavano la mia attenzione, “guarda bene ora”. Deglutì. Jamal si lasciò andare in una sorta di ruggito. Priscilla gridò, mentre del collo della verga nera sgorgava del liquido bianco. Jamal sorrise compiaciuto estraendo il suo bestione che fece l’effetto di una bottiglia di spumante. Dalla figa della mia ragazza sgorgava sborra a fiumi, non potevo credere a quello che vedevo…la vulva della mia ragazza completamente arrossata e dilatata che sgorgava liquido seminale di un altro uomo, un uomo che poteva benissimo essere suo padre.


Rimasi impietrito finchè Jamal non mi afferrò per la testa e mi schiacciò il volto sul sesso della mia ragazza. “Ripuliscili la tua ragazza, se lo merita” esclamò. Odore di sborra emanato dalla figa di Priscilla era quasi nauseante, esitai più di qualche secondo poi cedetti. Slinguazzai la vulva della mia donna raccogliendo con la lingua il mix di umori e sborra, ingoiando con non pochi conati di vomito. Jamal se la rideva colpendomi con pacche divertite sulla testa. “Pulisci bene perché con lei ho appena iniziato” annunciò.


La notte, infatti sarebbe stata ancora molto lunga. Priscilla si fece scopare dall’uomo nero tutta la notte, riuscendo alla fine ad accogliere la verga nera per tutta la sua interezza. Ormai ero completamente plagiato e succube di Jamal e dei discorsi di zia e non riuscivo far altro che segarmi. Dopo la monta aiutai la mia mia Priscilla a farsi un bagno, era esausta e provata. Rimase a dormire con me, abbracciandosi e accoccolandosi.


Il giorno seguente non servì parlare di quanto successo la notte, lei capì subito dopo il mio bacio del risveglio. “Io ti amo e ti amerò sempre. Troverai sempre conforto, protezione, venerazione, fedeltà e comprensione da me. Ma quando avrai bisogno di soddisfare le tue voglie sarò lieto di assecondarti e lasciartelo fare” annunciai ricevendo un limone, “il ragazzo perfetto insomma…quindi non ti dispiace se mi faccio scopare ancora da Jamal?” mi domandò mordendosi il labbro. La baciai nuovamente “qualsiasi cosa ti rende felice rende felice anche me” esclamai.


Da quel giorno Priscilla lasciò il dormitorio del campus e venne vivere dagli zii. Quasi ogni sera lei, la zia e Jamal scopavano a 3, mentre lo zio e io ammiravamo le performance delle nostre donne. Il sesso con Priscilla divenne sempre più raro, ormai incarnavo perfettamente la figura del beta, in pratica un migliore amico, mentre per la monta aveva un considerevole numero di amanti che la soddisfavano a dovere. Continuavo a venerarla e amarla, e lei continuava a farsi coccolare e confortare da me. Passati 2 anni ci laureammo entrambi e decidemmo di sposarci, anche perché lei era incinta, non di mio figlio probabilmente, ma non mi importava, d’altronde sarebbe sempre stato il frutto di mia moglie e gli avrei voluto bene come a sua madre.