L’oscurità si estendeva tutto intorno a loro, la musica alta e le luci intermittenti la facevano da padrone mentre i loro corpi si muovevano sinuosamente uno verso l’’altro. Quella serata in discoteca era proprio quello che serviva per rilassarsi e lasviarsi andare dopo una lunga ed estenuante giornata di lavoro.


Gli sguardi si incrociavano e i loro sorrisi dapprima accennati divennero sempre più evidenti ed audaci mentre i loro corpi davano sfoggio di tutta la carica di sensualità che l’un l’altra erano capaci di donarsi. I sensi iniziavano ad accendersi a mano a mano che i loro corpi strisciavano assieme in una danza che non lasciava dubbi sul finale di quella come del resto della maggior parte delle loro serate.


Non ci volle molto perché, come quasi sempre accadeva, lei cedesse per prima alla tensione del momento e spingendosi in avanti lo catturò in un bacio appassionato, il ventre di lei spingendo leggermente in più su quello di lui per dimostrargli di cosa aveva bisogno realmente in quel momento. Le labbra si separarono giusto il tempo di spostarsi verso l’orecchio di lui e sussurrargli “Ti voglio!” con tomo dolce ma perentorio allo stesso tempo.


Lui sapeva che non avrebbe mai potuto aspettare di giungere a casa così le afferrò la mano incrociando le dita l’un l’altra come poco prima era avvenuto con le loro lingue morbide, umide e calde.
Il viaggio lungo la sala fu non semplice, vista la calca di persone eccitate ed accaldate quanto loro che frequentavano quei luoghi dove nell’oscurità poteva avvenire qualsiasi cosa,


Si diressero in bagno dove correndo in una delle salette lei bloccò la porta e di nuovo si aggrappò a lui avvolgendolo in un abbraccio sensuale, le mani salirono verso i capelli, stringendoli e scompigliandoli come in una lotta senza vinti e vincitori per poi migrare verso il basso, lentamente sbottonando la camicia e iniziando ad assaporare le curve del suo petto muscoloso che tanto bene conosceva e tante volte aveva reclamato riempiendolo di morsetti, baci e sapienti colpi di lingua; quella stessa lingua che ancora adesso divorava i punti più profondi e nascosti della bocca calda, bagnata e accogliente del suo maschio.
Quando si fermarono per riprendere fiato lo sguardo di lei e il sorriso malizioso precedettero di pochissimo la prossima mossa, le mani agguantarono cintura e lampo dei pantaloni con una mossa fulminea prima di inginocchiarsi, liberare ed afferrare quel membro turgido come poche volte prima di allora.


La lingua di lei se ne prese cura lungo tutta la lunghezza, percorrendo le vene pulsanti con la precisione di un chirurgo della massima esperienza mentre la sua mano si muoveva con maggiore foga e decisione strappando a lui i primi ansimi di intenso piacere che ben presto si trasformarono in gemiti più fortie e frequenti non appena la bocca di lei si spalancò iniziando a divorare quella carne che sembrava diventare più ingombrante ogni secondo sotto le cure sapienti della donna che lo stava possedendo senza lasciargli scampo.
Il piacere crebbe sempre più, i gemiti di lui echeggiavano nella sala e i mugolii di lei accompagnati da suoni umidi e bagnati lasciavano poco spazio alla fantasia su cosa stava avvenendo in quello spazio semi-nascosto.


Lui strinse i capelli della sua donna, accompagnando ogni spinta della sua testa così da raggiungerla nel profondo, come lei amava essere presa, con forza, decisione e foga fino al culmine del piacere, fino a quando un urlo non indicò al mondo intero che l’amplesso era giunto al limite e la calda ricompensa da lei agoognata le venne resa in grande quantità, colpendo ogni punto della sua bocca e della sua gola.
Lei con sapienza mandava tutto dentro di sé, giù nelle profondità dove egli meritava di essere accolto continuando a tenerlo nello stretto abbraccio che solo la gola di lei poteva donargli.


I loro sguardi si incrociavano di nuovo, entrambi respiravano affannosamente riprendendosi dal reciproco sforzo fisico e le mani di lui le tributavano un ringraziamento carezzandole capelli e guance prima di unirsi a lei in un nuovo bacio appassionato.


Quello fu il momento di ricomporsi e darsi appuntamento al ritorno a casa per continuare il lavoro iniziato ma certamente non concluso.


 


Per commenti, suggerimenti e chi più ne ha più ne metta, oltre alla sezione del sito ovviamente, lascio ancora una volta la mia mail madip@hotmail.it sperando di ricevere vostre opinioni e perché no anche spunti per futuri racconti da pubblicare e condividere qui con tutti voi.


Un saluto dal vostro Madip.

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Categorie: Sentimentali Etero