Rieccomi dopo una vita???? ...e dopo una vita ecco il terzo capitolo


 


PRIMA PARTE


https://www.amaporn.com/racconto/4313/disposto-a-tutto-pt1-zia-clelia/


 


SECONDA PARTE


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La punizione


Zia giochicchiava col fallo con aria malevola e occhi sadici, non riuscivo a guardarla in faccia, temevo quello che sarebbe successo da quel momento. “Sai, l’avevo preso per provare qualche altro giochetto con te…pensavo di metterti in castità e costringerti a scoparmi con questo…” annunciò la zia camminandomi attorno, un brivido mi percorse la schiena, essere messo in castità dopo tutto quello che aveva fatto per potermi scopare la zia mi spaventava a morte. Rimasi in silenzio, come in attesa della sentenza, “non ti preoccupare Massi…non ti metterò in castità…” annunciò zia Clelia lasciando cadere a terra l’accappatoio, restando completamente nuda di fronte a me, dedicandomi un nuovo sorrisino malevolo. Rabbrividii vedendola imbragare lo strap-on, la mia prima sensazione era corretta…la zia voleva usare quell’arnese su di me.


Balbettai mentre adattava le cinghie al suo corpo, “beh? Che c’è Massi? Hai qualcosa da dire?” mi chiese lei, “padrona…per favore, no” esclamai con un filo di voce, lei non rispose, mi afferrò la mano e mi trascinò verso il salone, mentre il lungo fallo danzava sopra la sua vagina. Il caminetto era acceso e l’aroma del faggio bruciato profumava tutta la sala. La zia mi ordinò di spogliarmi, lo feci tremando, quasi piagnucolando, una volta rimasto nudo Clelia rise per l’ennesima volta “inginocchiati davanti al camino, e mettiti a quattro zampe” ordinò con fermezza. Eseguii l’ordine preparandomi al peggio, un dolore atroce mi attraverso facendomi gridare, zia mi aveva penetrato con lo strap-on per tutta la sua lunghezza. “Chissà che penserebbe quella graziosa ragazza vedendoci in questo momento nipotino” esclamò Clelia perfida cominciando a pomparmi con durezza e vigore. Potevo sentire il fallo entrare e uscire del mio retto, creandomi bruciore e dolore mai provati. Lanciavo continui lamenti di dolore che non facevano altro che aumentare il sadismo della zia che ora mi afferrava il sesso strizzandolo con veemenza. “Ti sto inculando, eppure il tuo cazzo è così duro” esclamò lei iniziando a masturbarmi. Ero eccitatissimo da quella strana situazione, mi sentivo umiliato e femminilizzato, sottomesso più di quanto avrei mai pensato di poter arrivare, eppure non potevo far altro che lasciarmi andare in una serie di gemiti, che non facevano altro che aumentare il ritmo imposto dalla zia. Venni copiosamente sul tappetto abbandonandomi al piacere dell’orgasmo. Zia estrasse lo stap-on con una certa violenza, il mio retto era provato e bruciava in maniera atroce, mi lasciai cadere sul tappetto a pancia in su, provato e imbarazzato. “sdraiati a pancia in su, incularti mi ha fatto eccitare nipotino” esclamò Zia che ora mi si parava di fronte senza più lo strap-on. Eseguii l’ordine con non poca fatica, il retto mi faceva male da morire e restare a pancia in su acutizzava i miei dolori. La zia si posizionò a cavalcioni sopra il mio pene, ancora duro e ora pronto a soddisfarla, lo infilò tutto avidamente nella sua vulva, cavalcandomi come un ossesso. Gemeva, morsicandosi il labbro, e si pizzicava i durissimi capezzoli. Con le mani le andai ad afferrare i seni, stringendoli e massaggiandoli, azione che piacque da morire alla zia che si lasciò andare in vari gemiti, ero sul punto di venire, non sarei resistito ancora molto, “padrona…sto per venire” annunciai cercando di trattenermi il più a lungo possibile, “no…aspetta un altro po’” mi chiese piegandosi verso il mio volto. Con mia grande sorpresa mi infilò la lingua in bocca, iniziando a limonarmi. Era troppo per me, eruttai tutto il mio sperma nell’utero della zia facendola venire all’istante.


Era stata la miglior scopata fatta con la zia, strap-on a parte, e quel bacio mi aveva a dir poco estasiato. Dopo qualche minuto di silenzio, dove eravamo rimasti entrambi sul tappeto nudi uno accanto all’altra, zia si alzò, “vado a farmi un altro bagno, sistema tutto questo casino” annunciò lei, “si zia” risposi io alzandomi dolorante. Zia mi dava le spalle, toccandosi la patata gocciolante ancora del mio sperma, l’abbracciai dandole un bacio sul collo, “non ti allargare nipotino…ti ho già detto che per me sei solo un pezzo di carne, e il tuo compito è soddisfarmi…non amarmi” sentenziò cinica sfilandosi dal mio abbraccio e sparendo su per le scale.


Si era fatta sera. Dopo aver risistemato e pulito tutto il salone, e aver preparato la cena alla signora, le tenni compagnia per la serata. La zia si godette in film nel salone secondario, mentre io le feci pedicure, manicure e massaggio ai piedi, eccitandomi non poco. Verso mezzanotte si ritirò in camera padronale, e come ogni giorno prima di addormentarsi inforcò gli occhiali e controllò i dati del bilancio aziendale. Non me l’aveva chiesta, ma come ogni sera le preparai la camomilla, che le portai nel letto. Zia era nuda sotto le coperte, con tablet alla mano e occhiali addosso. Le porsi la camomilla, afferrandola la coperta si sfilò, mostrando le poppe nude della zia. Un gonfiore abbastanza evidente era ben visibile sul mio cavallo. Clelia sorrise maliziosa, poggiò il tablet sul comò, sorseggio la camomilla in un sorso e si tolse gli occhiali. “Sai…forse oggi sono stata un po’ troppo cattiva con te” annunciò facendomi perdere un battito, quel fallo su per il sedere non l’avrei mai dimenticato, “magari stanotte puoi tenermi compagnia” continuò lei spostando le coperte, mostrando tutta la sua nudità e facendomi posto. Mi sbarazzai dei miei vestiti in tempo zero e con il pene durissimo e eretto la raggiunsi sotto le coperte.


Zia mi diede le spalle e io con molta cautela mi avvicinai abbracciandola a cucchiaio, infilando il mio pene nella sua vagina. Lei si lasciò sfuggire subito un gemito e io cominciai a pompare con dolcezza. Zia mi lasciò fare mentre con la bocca le baciavo, mordicchiavo e leccavo il collo, procurandogli altri gemiti. Venni in fretta e copiosamente, estraendo il mio pene ancora eretto dalla vagina della zia. “Non sono venuta…vedi di rimediare” annunciò staccandosi dal mio abbraccio, schiacciandomi con violenza sul letto e impalandosi al mio cazzo. Zia cavalcava con vigore ansimando pesantemente “il tuo cazzo è il migliore nipotino, sembra fatto apposta per la mia figa” esclamò entusiasta aumentando il ritmo. Stava per venire, ma prima di farlo si sfilò il mio cazzo, raggiungendo l’orgasmo con le sue dita riversando il suo nettare misto il mio direttamente sul mio addome. Ansimando appagata si lasciò cadere sul cuscino, “vai a farti una doccia…non crederai di dormire qui conciato così” esclamò assonnata, coprendosi con la coperta.

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Categorie: Incesti Etero Feticismo