Quello che vi racconto oggi risale al periodo in cui svolgevo la mia attività di tecnico elettronico, effettuavo riparazioni a domicilio su chiamata.


Era il periodo in cui facevano capolino i primi home e personal computers, il periodo della TV a colori che passa dallo standard dei tre cannoni da 120° a planari sulla stessa linea e quello dei wolkman che accompagnavano i ragazzi con le famose cassette stereo 7 nelle passeggiate con gli amici.


Avevo un laboratorio di riparazioni di apparecchiature elettroniche di ogni genere e se ricordate, in un mio racconto precedente, vi ho raccontato di quello strano intervento ad un sex-toy che non funzionava e che poi, per mia fortuna, ho preso io il suo posto. Comunque, questo è un altro racconto e forse qualcuno si potrebbe trovare nella situazione di cui mi accingo a narrare.


Una giornata primaverile di qualche anno fa arrivò una chiamata in laboratorio. Era la signora Rossi (nome di fantasia), che lamentava un guasto al suo apparecchio TV dicendo che si sentiva ma si vedeva solo una linea bianca orizzontale. Mi feci dire il modello TV per i ricambi e lei sottolineò che aveva avuto il numero di telefono del mio laboratorio da una mia conoscente, la signora Beatrice (quella della mia prima volta con l'altro sesso), la quale elogiava le mie infinite capacità professionali. La ringraziai per la preferenza e rimasi lusingato di quella "raccomandazione" che poi di tecnico, visto il pregresso, non aveva proprio nulla. Ciò non di meno concordai l'appuntamento per la riparazione per il giorno seguente a metà mattinata.


Il giorno dopo mi recai all'indirizzo della signora Rossi e suonando dalla portineria mi aprii il portone e con voce rauca disse: "terzo piano ma l'ascensore è guasto", cominciamo bene.... comunque sia salgo i gradini due alla volta e in un minuto mi ritrovo dietro la porta d'ingresso e chi ci trovo?? La signora Beatrice!! "Buon giorno signora come mai è anche lei qui?" formulai queste frasi arrossendo in volto come se avessi salito 30 piani di corsa.


Beatrice rispose che la sua amica, la signora Rossi, le aveva chiesto di fermarsi a prendere un caffè da lei mentre il tecnico avrebbe controllato la TV. Ok, poco male, mi invitò ad accomodarmi nella cucina soggiorno dove al centro della staza di circa 20 metri quadri, c'era un bel tavolo rotondo con una composizione floreale al centro ed un divanetto alla destra. La TV ovviamente era frontale al divano. "Lei è il tecnico?", disse la signora Rossi quando mi vide, "piacere, è stata la mia amica Beatrice a parlarmi bene di lei. Questa è la TV guasta... vede come si vede??".


"Piacere mio signora, la rigrazzio lusingato per i complimenti della signora Beatrice ma vorrei precisare che sono un tecnico e non ho la per riparare proprio tutto".


"Lei è troppo modesto, Beatrice mi ha raccontato tutto di lei". A quel punto arrossii, cosa le avrà mai detto? Di quello che era accaduto anni prima con me? Mi interruppe nei miei pensieri dicendo che altri amici comuni, miei clienti, erano rimasti soddisfatti del mio lavoro. Meno male.... stavo entrando in imbarazzo.... quasi tremavo.


In breve tempo iniziai a svolgere il mio lavoro ed iniziai a ricercare il guasto nel TV. 


Mentre io lavoravo assorto nelle mie problematiche elettroniche, le due amiche bisbigliavano a voce bassa ed ogni tanto la signora Rossi mi guardava con sguardo fisso. Io mi accorgevo di questo dalla coda dell'occhio e mi sentivo il suo fiato addosso.


La signora Rossi era una bella donna sui 30-35 anni, bionda, carnagione chiara, non tanto alta circa 1 e 60, rotondetta con un bel contorno sia del bacino che del petto, in pratica attraente e sopratutto single.


Ad un certo punto arriva il momento del caffè e mi chiede come lo volessi, io risposi che a lavoro non prendo caffè poichè se dovessi accontentare tutti i clienti che me lo offrono giornalmente, a fine giornata sarei KO. Annuì dicendo che avevo ragione e che se avessi voluto qualche altra cosa sarebbe stata contenta di offrirla, (a questo punto cominciai a fantasticare su di lei ma subito ritornai a fare io mio lavoro).


Le due amiche, dopo avere preso il caffè e discusso di qualcosa sottovoce mi guardarono entrambe e la signora Beatrice, additandomi e muovendo in avanti l'indice disse all'amica: "Chiedi al tecnico, ti può aiutare lui è molto competente anche di medicina. Sai, da ragazzo voleva fare il medico, il ginecologo"


"a siii??" ripetee la signora Rossi, "allora vedrò di chiedere un consiglio a lui", io cominciavo a non capire ma ben presto avrei avuo le idee chiarissime.


Nello stesso istante del commento della signora Rossi, la sua amica si alzò dal divanetto e disse che doveva andare via poichè aveva da fare, si salutarono con i soliti convenevoli di abbracci e baci e salutò anche mè con un telegrafico "arrivederci" ed ammiccando l'occhio destro. Boooo?! Che stava succedendo??


Io completai il lavoro, riparai la TV la feci provare alla signora che fu soddisfatta del lavoro e del breve tempo per riparala e si apprestò a chiedermi il conto. Saldato tutto gli chiesi: "signora, cosa doveva chiedermi che aveva detto prima alla sua amica per un problema clinico, forse, se non ho capito male, anche se io non sono un medico?"


Mi fissò dritto negli occhi e con le sue labra che stvano nella via di mezzo tra un sorriso ed un morso a quello inferiore mi chiese: "mi vergogno un pò ma la mia amica mi ha detto che lei voleva fare il medico e comunque credo alla mia carissima amica che lei potrbbe aiutarmi e farò finta che lei sia un medico e gli chiederò un favore."


"Parli signora, mi dica....se posso?!!"


Si allontanò nella stanza accanto e ritornò con un sacchettino con il logo di una farmacia, infilò dentro le mani e tirò fuori due confezioni di farmaci. Si avvicinò a mè e mi disse: " Il medico mi ha prescritto questi farmaci, uno ho capito come prenderlo l'altro ho capito proprio poco ma quando ho aperto lo scatolo mi sono preoccupata e vorrei capire come si usano.... non capisco il bugiardino."


Prendo in mano quelle due scatole e vedo subito che si tratta di supposte e ovuli vaginali. Mi è venuto subito un sorriso e guardando la signora, anche lei arrossita in volto, sorrideva. Mi disse: "Cos'è? Anche lei non ha capito?"


"No signora", risposi con ironia "penso che lei abbia scambiato gli ovuli per supposte e credo bene che sia entrata in panico, guardi come sono grossi?!". La signorà abbassò lo sguardo a terra come se avessi detto chissàchè e subito ripresi: " Sono cose che mi sono capitate altre volte, non si preoccupi, non è la prima (ma quando mai mi era capitato?!), se vuole l'aiuto io, mi dica lei?"


"Ho sempre avuto terrore delle supposte, io da sola non riesco a metterle. Se lei fosse così gentile da aiutarmi??"


Wow, tombola!! Già immaginavo scenari erotici di vario tipo ma nello stesso tempo pensai che quella donna avesse un complesso e volevo veramente aiutarla a superarlo.


"Allora signora, se lei vuole l'aiuto io".


"Certo, magari, le sarei riconoscente per sempre".


"Ok signora, mi dica dove posso lavare le mani e cominciamo", mi accompagnò in bagno, mi diede una asciugamano pulita e mi fece accomodare per lavare le mani. Quando io ebbi finito, lei si avvicinò e mi disse: "un attimo solo e la raggiungo in soggiorno, mi aspetti lì". 


Così feci, andai in soggiorno e la signora si chiuse in bagno per circa 5 minuti.


Quando ritornò in soggiorno portò con se un telo bagno che utilizzò per coprire il tavolo ed un flacone di olio idratante per la pelle, come quello che si usava per i bambini, lo posò e disse: "Cosa devo fare??" 


La invitai a fare uso del primo dei due farmaci, le supposte.


Gli chiesi di abbassare le mutandine chinandosi sul tavolo in modo da rilassare i muscoli dei glutei e l'orifizio anale. Fece così come gli chiesi ma già aveva provveduto a togliere le mutande prima, in bagno, dove aveva pure fatto un profumatissimo bidet.


Alzò la larga gonna e si mise a pecora sul tavolo. Provai ad allargare i due glutei ma li stringeva con forza; era impossibile mettrere una supposta.


Le chiesi di rilassarsi ma lei mi disse che era sempre stata così e che da sempre era un trauma mettere una supposta. Non insistetti più di tanto ma vedendo quell'olio idratante le proposi un massaggio rilassante ai glutei e vedere l'effetto. Fù consensiente.


Ho imbrattato il sedere di olio ed ho iniziato a massaggiare con movimenti rotatori. L'effetto lo stava provocando in me.... la vista di quel panorama che si ammorbidiva al passaggio delle mie mani...ummmm mi faceva gonfiare la patta al punto che mi faceva pure male.


Nel frattempo si cominciò a rilassare  i muscoli tesi e piano piano si allargava il solco che nascondeva il buco del desiderio. Quando fu rilassata al punto di mettere in piena vista quel buco meraviglioso, senza difetti, chiaro e che si allargava sotto la pressione delle mie dita oliate mi faceva salire la pressione. Ad un punto le dissi:" Signora , provi con le sue mani ad allargare le natiche che io continuo a massaggiare".


Lo fece istantaneamente ed il buco del suo bel culo fù alla mercè delle mie dita. Continuai a circoscrivere con il massaggio lo sfintere e di tanto in tanto sprofondavo due dita dentro. Lei cominciava a gemere, capii che ora si era trasformato in un gioco erotico che cominciava a piacergli molto. Mi imbrattai la mano nuovamente di olio assieme ad una colata proprio lì sul buco e massaggiando entravo alternativamente prime  due dita, poi anche tre nel buco fino all'untima falange. Lei aveva allargato al massimo le natiche e gemeva , poi d'un tratto lei stessa infilò due dita della sua mano destra e due della sinistra nel buco del culo e lo allargava e gemeva.


Dopo un minuto da questo mi disse: " E' abbastanza largo per la supposta o dobbiamo allargarlo di più?" A quella domanda la mia esclamazione fù più istintiva che razionale, le dissi per risolvere una volta per tutte dovevo metterlo dentro, "cosa?" mi chiese la signora; "Il mio cazzo!", risposi io arrapato al massimo.


"E cosa aspetta lo infili dentro mentre io lo tengo aperto"


Stavo impazzendo di voglia, mi abbassai i pantaloni in uno schiocco di dita, il mio pene pulsava dalla voglia, lo bagnai di olio e lo premetti sul buco. La signora teneva ancora le sue dita dentro e lo continuava ad allargare. "Basta signora, ora ci penso io", e mentre allontanavo le sue mani cominciai a pompare fino allo sfinimento. La signora godeva in continuazione gli piaceva il dolore che si trasformava in piacere. Continuai così fino a quando lei si rammollì per gli orgasmi che aveva avuto, era la prima volta che aveva avuto rapporti anali e penso che diventeranno la cosa più desiderata da lei in futuro. Continuai a pompare ed ad un tratto contrasse lo sfintere anale e serrò i glutei. La mia cappella penso che raggiunse le dimensioni di un uovo d'anatra e d'un tratto non riuscii più atrattenere l'orgasmo. Venni dentro di lei e la riempii di caldo sperma. Fu allora che i suoi muscoli allentarono la presa e ricominciai a pompare lubrificato dal quella copiosa sborrata dentro il suo rotondo culo.


"A questo punto posso mettere la supposta da sola", disse la signora sorridendo. "Certo che si " risposi io " adesso può farlo senza nessun problema, anzi ne approfitti ora che è ben lubrificato".


Io mi allontanai e lei prese una supposta con due dita e se la conficcò in culo ma la spinse dentro con tutta la sua forza infilando pure due dita finchè la sua mano non fermò la corsa.


E così poii disse: " Questo è fatto, ora l'altra supposta per la patatina"


 


"E no.... mi dia un po di tempo ... ora le accetto volentieri un caffè e poi continuiamo"


La signora si ricompose, abbassò la gonna e si avvicinò ai fornelli per preparare un caffè ....


CONTINUA....... parte 2


 


 

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