Prima di iniziare mi presento. Mi chiamo Nadia, ho 32 anni e vivo in un piccolo centro nel nord-ovest della nostra penisola. L’episodio che sto per raccontare risale ad ormai 5 anni fa. Mi ero appena trasferita per lavoro in una grande città, ed ero alla ricerca di un posto dove stare. Grazie ad una amica comune, decido di andare ad abitare da una ragazza, Paola, che affittava una camera della sua casa. Paola è una ragazza molto socievole e solare e troviamo subito una certa sintonia.


Le mie avventure sentimentali in passato erano sempre e solo state con uomini, e non avevo mai messo in discussione il fatto di essere etero.


Una sera di metà settembre, io e Paola eravamo sedute entrambe vicine sul divano a guardare la tv. Non ricordo nemmeno più esattamente che cosa stessimo vedendo, probabilmente qualche cavolata. Improvvisamente la mano di Paola inizia ad accarezzarmi la coscia, ed io resto come pietrificata, smetto di respirare. Giro leggermente la testa per guardarla e vedo che lei tiene gli occhi completamente fissi sulla sua mano che mi sta accarezzando. Alza poi lo sguardo e dice con un tono sensuale: "Sei molto bella Nadia … molto bella!"


Probabilmente a quel punto un’altra persona si sarebbe ritratta e avrebbe piantato un casino allucinante. Io invece abbozzo un sorriso, e resto immobile a specchiarmi nei suoi occhi verdi. Provo una strana sensazione, come … come di piacere per quel contatto. La sua mano si fa più ardita, percorre la mia gamba e si porta sempre più su ad accarezzare la mia pelle. Ho i brividi, mi faccio sfuggire un gemito mentre chiudo gli occhi. Mi sento elettrizzata.


"Paola ..." riesco a dire quando il tempo sembra fermarsi. I nostri volti si avvicinano, le nostre labbra si uniscono. Ed appena le nostre lingue si incrociano, sento come se un fulmine mi avesse colpita. Mi sento investita da una fortissima scarica di adrenalina, sento il mio cuore pulsare nel petto come se avessi corso in pochi secondi tutti i passi della mia vita, e voglio una sola cosa: fare sesso con lei. Tutto il resto non esiste.


Lei prende subito l’iniziativa. Si stacca dal bacio e si mette a cavalcioni sopra di me. E’ bellissima, i suoi capelli neri ricadono sul mio viso e vengo inondata dal suo profumo. Non ci capisco più niente.


Continuiamo a baciarci, mentre le sue mani continuano ad accarezzarmi e lentamente a spogliarmi. La maglietta in un attimo viene sfilata via, sono in reggiseno. Mi sorride e lo sgancia, mettendo in mostra il mio seno, piccolo ma sodo: "Mmmh, che bello! Mi fai impazzire …." sussurra, con una voce molto eccitata, accarezzando le mie tette, prima di portare la sua bocca a succhiarmi un capezzolo. Stringo tra le mie mani la fodera del divano, tanto sono eccitata da quel contatto.


Ora la sua bocca, con tanti piccoli baci, si porta più giù, circumnaviga l’ombelico fino ad arrivare al al bordo elasticizzato dei pantaloni. Ci guardiamo, le sorrido, mi sorride.


Mi sfila i pantaloni, massaggiandomi poi dolcemente con le mani il sesso ancora imprigionato nella sua gabbia di pizzo. Sono eccitata al massimo.


In pochi attimi, anche le mutandine volano via, e la sua lingua si insinua tra le pieghe umide della mia vulva, accarezzando dolcemente il mio clitoride.


Tremo come una foglia, mentre respiro affannosamente come se mi mancasse l’aria. Riesco solamente a pronunciare il suo nome, come se così facendo riuscissi almeno a dare un senso terreno a quello che sto provando in quei momenti.


L’orgasmo arriva, erutta dentro di me come un vulcano, sgorgando come lava calda che percorre il mio sangue. Mi sento bollire, mi sento viva, mi sento esplodere di piacere e per lunghi attimi ho pensato di impazzire. Mi ritrovo abbracciata a lei, ci accarezziamo su quel divano dove fino a poco prima ero seduta tranquillamente a guardare la televisione, e che invece è diventato il testimone silenzioso del mio primo accoppiamento con una donna. Ancora non ho realizzato cosa è successo, lo farò più tardi. Le mie iridi color nocciola si incrociano con le sue. Le sorrido, maliziosamente. "Era da tanto che lo desideravo!" mi dice. Adesso tocca a me contraccambiare, e lei lo sa.


Al prossimo racconto per il seguito! :)


 

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