Chi ha visto le foto del mio profilo, sa che ho un aspetto molto particolare e piacente, sono nato maschio, ma con connotati femminili, sia del viso che nel fisico, almeno da giovanissimo. Cose che nello sviluppo ho purtroppo perduto, come la magrezza, il vitino ad ape stretto, un bel culo a panettone sodo e ben proporzionato, gambe e braccia sottili. Nonostante la mia eta' e i cambiamenti fisici, mi porto ancora dietro, quelle caratteristiche femminili, con cui ci ho sempre giocato, tra cui il mio eterno visetto da bimba.


Lo scoprire il mondo gay per me, e stato uno scoperchiare il famoso vaso di pandora, con tutte le conseguenze belle e brutte che situazioni in cui mi infilavo puntualmente mi portavano. Avevo imparato ad amare gli uomini maturi, con i coetanei non ci sono mai stato per una sorta di repulsione spontanea. Ho gia' raccontato in altre storie, cosa mi succedeva a periodi alterni in quegli anni, si parla di fine anni 80 fino al 2012, anno in cui smisi di fare la vita di Troia sbattuta da un'uomo all'altro.


Non perche' il cazzo non mi piacesse piu intendiamoci, ma per l'avvento di seri problemi di salute, che mi costrinsero ad una cura immediata e continuativa che ancora oggi, porto avanti dopo tanti anni. Molte delle cose che mi capitarono tra l'adolescenza e l'eta' adulta, sono oggetto di discussione di molta gente che ha letto queste avventure da me stesso raccontate. A volte, rileggendole faccio fatica anch'io a credere che tutte quelle vicende mi successero, ma sta di fatto, che sono fatti realmente accaduti e cosi' riportati, anche se sembrano impossibili da credere agli occhi della gente comune che li legge.


Mi son trovata varie volte, in parcheggi deserti dei supermercati nelle calde e afose notti d'estate, a farmi rompere il culo da uomini anche in gruppo, distesa a gambe aperte sul cofano di una delle loro auto con i fari accesi ad illuminare la scena del crimine. Tante volte la notte uscivo a fare delle lunghe camminate solitarie in cerca di avventure che puntualmente mi capitavano tra una notte e l'altra. C'era una signora di mezza eta' nel palazzone difronte al mio, a cui facevo assistere ogni volta si affacciava o alla finestra, o sul balcone di casa sua, alle mie prodezze amorose e sessuali. Mi rendo conto di averla assai infastidita, ma la cosa mi eccitava a dismisura.


Capitava che la signora, si affacciasse al mattino presto alla finestra di casa sua, che tenevo costantemente di mira, e in quelle occasioni, mi facevo sempre trovare pronta ad esibirmi in prestazioni con qualche uomo trovato all'ultimo minuto. Una notte che uscii per passeggiare, mi feci abbordare da un'extracomunitario arabo, che mi portai in casa, era quasi mattino, ancora non albeggiava, mi portai l'arabo davanti alla finestra del salotto, spalancando le tende e guardando la luce a neon che filtrava dalla cucina della donna al quarto piano dal palazzo difronte, preparai una sedia ero in intimo, calze a rete autoreggenti, stivaloni neri da cowboy americani, perizoma nero, una canotta nera aderente corta fino all'ombelico, i lunghi capelli sciolti e un filo di trucco sul mio visetto da troietta.


Avevo sollevato una gamba sulla sedia appostata in soggiorno vicino al tavolo rotondo che avevo e ben in vista alla finestra, e con l'arabo che non vedeva l'ora di aprirmi il culo, ma lo feci attendere fino al momento giusto, non fu facile tenerlo a bada. Quando finalmente la donna, scosto' la tendina della finestra per guardare fuori, presi il cazzo del mio maschio, e senza protezione me lo feci scivolare subito tra le natiche, esortandolo a spingermelo dentro fino alle palle, la signora doveva vederci bene, e cercavo di mettermi in posizione in cui anche lei dall'alto, potesse ammirare il cazzo del ragazzo mulatto uscire ed entrare dal mio culo voglioso. 


Tenevo gli occhi fissi sulla finestra della donna, e le sorridevo di continuo, mentre il ragazzo faceva finalmente il suo dovere dentro di me, mi attaccai con le braccia all'indietro al suo bacino, aiutandolo a sfondarmi tutta. Lui mi scostava i lunghi capelli, e mi baciava il collo, io ansimavo sospiravo intanto che il suo bel cazzo scivolava dentro e fuori dal mio culo aperto, tenendo sempre la gamba appoggiata alla sedia. La donna guardava, potevo vedere il suo volto fisso su di noi, sapevo di rischiare ma non mi fregava un cazzo, con un gesto della mano, girai la manopola della porta finestra, scostai la sedia, e senza far in modo che il cazzo del ragazzo uscisse dal mio culo, lo trascinai fuori sulla balconata.


Avevo il classico balcone da appartamento, lungo e stretto, con le inferriate mi attaccai ad un mobiletto che avevo li fuori, e stando bene attenta a non coprire la scena, ordinai proprio al ragazzo mulatto di spaccarmi piu' che poteva. L'arabo non se lo fece certo ripetere, e ci diede dentro tanto da sborrare e riempirmi in pochi minuti, sperma che inizio' a colare giu' da dietro le mie gambe, mentre io inclinavo all'indietro la testa in segno di piacere e alzai al cielo le braccia in segno di vittoria. avevo per un'attimo tolto lo sguardo dalla signora ma lei non si era mossa da li, continuando a guardarci. Mi sforzai di pensare a cosa potesse dire tra se, dato viveva sola, e a lei quegli spettacolinon piacevano.


Feci togliere il cazzo quasi moscio dell'arabo dal mio culo ancora gocciolante di sperma, mi inginocchiai davanti a lui, e me lo presi tutto in bocca, con le mie labbra carnose, lo spolpai fino a farlo venire una seconda volta. Quel poveretto lo prosciugai proprio, mentre lo leccavo a colpi di lingua, vidi che la donna non era piu' affacciata alla sua finestra, ma la luce era ancora accesa. Finito di ripulire il cazzo del ragazzo, tornammo in casa, chiusi le tendine, e lo rimandai fuori dalla porta chiudendomi a chiave. Lo ringraziai ma lo sbattei subito fuori da casa mia. 


Poco dopo il mio cordless di casa fisso suono', esitai a rispondere, sapevo benissimo chi fosse, e lo lasciai suonare un po di volte, poi smise. Sicuramente era la donna, altre volte mi aveva chiamata per esortarmi a non fare piu' cose del genere, ma non le avevo mai dato ascolto. Farmi scopare davanti a lei che mi guardava, mi mandava fuori di testa, e facevo ogni pazzia pur di fare il mio spettacolino. Conoscevo quella donna, era sola aveva perso il marito, i figli vivevano distanti e lei tirava avanti in quell'appartamento da sola, era una brava donna, non pnsavo mi avrebbe mai denunciata per quelle scene che le mostravo, anche se rischiavo comunque di farmi beccare da altri del vicinato.


Questo per farvi capire a che livello di follia stavo, e quante ne combinavo senza rendermene conto. Perche' lo facevo? forse perche' son sempre stata pazza o forse perche' la mia parte femminilie, aveva ormai preso il soppravvento su quella maschile. Mi sentivo femmina desiderata e amata, mi sentivo bene amavo il cazzo il cuore mi batteva a mille ogni volta che prendevo il cazzo in bocca in mano o dentro al culo. Non capivo piu nulla ero drogata di sesso.


In una condizione come la mia, era facile trovare chi si approfittasse della mia debolezza per ricattarmi o farmi qualche brutto scherzo, e in effetti questa cosa successe realmente. Avevo conosciuto un'uomo sui sessan'anni, in una delle mie passeggiate notturne verso la stazione di Certosa, una stazione ferroviaria pendolare che passava non molto distante da dove abitavo, mi feci scopare da quest'uomo, con cui feci anche amicizia, e feci il gravissimo errore, di raccontargli tutte le mie debolezze. La cosa che non sapevo, era che il bastardo, uso' quelle debolezze raccontate da me, per ricattarmi.


Tutto successe una sera che lo portai a casa mia per un incontro amoroso, uno dei tanti, ci incontravamo spesso in quel periodo di agosto, lui era in ferie ed io non lavoravo molto, tempo libero ne avevo anche troppo a disposizione, specie d'estate. Quella sera l'uomo mi era sembrato un po diverso dal solito, era strano, non che mi acesse trattato male ci mancherebbe, ma lo sentivo piu staccato e freddo del solito. Solitamente mi faceva delle effusioni, carezze baci abbracci, mi diceva cose dolci, mi chiamava amore mio, quella sera era assai scostante e freddino nei miei confronti, e avrei dovuto capire che qualcosa stava succedendo di li a poco.


Nella vita, bisogna imparare anche ad essere veggenti in certe situazioni, e prevedere le cose. L'uomo, una volta entrato in casa volle sapere chi fosse la signora che tormentavo con i miei spettacolini osceni, lo portai alla porta finestra del soggiorno, e gli indicai la finestra della donna, che era con la luce accesa. Era sera tardi, all'incirca verso mezzanotte, e l'uomo spogliandosi, volle provare l'eccitazione a scoparmi davanti alla donna, che per il momento non era affacciata. Lo calmai, e lo feci riflettere, era ancora troppo presto alcune finestre di condomini nel palazzo difronte al mio, erano ancora aperte, non volevo finire con una denuncia dissi.


L'uomo era troppo infoiato, e mi lasciai non so come, convincere a fare la scenetta della finestra anche con lui. Il suo bel cazzo, era ben piu grosso di quello dell'arabo che mi aveva scopato la volta prima, e feci non poca fatica a farlo entrare del tutto con la solita gamba sollevata sulla sedia. la donna pero' tardava ad affacciarsi, e a quel punto invece di rinunciare, l'uomo mi chiese di telefonarle. Lo guardai come se fosse un pazzo, gli dissi che non ci pensavo nemmeno, e che non volevo finire nei guai per colpa sua. L'uomo allora, per la prima volta, tiro' fuori la storia del ricatto, e disse che se non chiamavo subito la donna, in qualche modo, mi avrebbe sputtanata e denunciata ai caramba per stalking alla signora anziana, arrivando pure a dirmi, che lui stesso, avrebbe testimoniato per confermare la tesi. Allora la parola stalking non era tanto conosciuta come oggi, si usava ancora atti persecutori, per definire una persona che viene continuamente molestata da altri.


Dovetti cedere al ricatto dell'uomo, anche se con riluttanza, composi il numero della signora del palazzo difronte, misi il vivavoce, e attendemmo rispondesse. Dopo almeno cinque squilli, la donna rispose all'apparecchio: "Pronto?" "Pronto...." esitai a parlare, ma l'uomo con una gomitata li vicino, mi obbligo' a parlarle, "Buonasera signora... sono Chris... scusi se la disturbo... ma volevo si affacciasse alla finestra per.... si... farle vedere..." esitavo con le parole, ma mi interruppe lei "Senti caro ragazzo, o la smetti di infastidirmi.. o chiamo i carabinieri ci siamo capiti?..." fu la sua risposta, mentre il porco accanto a me, si masturbava e mi masturbava con la sua manona calda.


Buttai giu' la telefonata prima che la cosa potesse degenerare, era chiaro che quella sera, la signora non aveva voglia di assistere alla scena della mia scopata. Cosi' l'uomo nudo accanto a me, seduta con il telefono in grembo, mi chiese, "i tuoi dove sono..." gli risposi a denti stretti che mio padre era deceduto anni fa, e mia madre viveva in veneto. "Sa quello che fai?" chiese il maiale sempre piu eccitato, tardai a rispondergli ma gli feci gesto affermativo con la testa. "Benisimo, sono sicuro che a tua mamma fara' piacere ascoltarci scopare..." disse il maiale, obbligandomi a chiamarla. Mi rifiutai, e il bastardo, tiro' fuori una seconda volta il ricatto, "Ok... allora, domani mattina, andro' dalla signora, e l'aiutero' a denunciarti... va bene cosi?" Presi il cordless e composi il numero di mia madre,senza prima pero' aver detto in faccia al disgraziato che lo odiavo, e che non pensavo fosse cosi' bastardo, mi era sembrata una bravissima persona ma mi ero sbagliato.


L'uomo mi diede una risposta che piu assurda non poteva darmi: "Ma io sono un brav'uomo, lo sto facendo per te amore mio... so quanto sei troia e quanto ti piace che la gente ti veda e senta godere." Ma non a quei livelli dissi, intanto che il telefono di mamma squillava. Mamma rispose dopo sette squilli, e quasi mi pentii che avesse risposto, avrei preferito non rispondesse, almeno avevo una buona scusa per non fare quello che avrei fatto di li a poco. La salutai e come di rito, le chiesi come stava, e se la disturbassi, mamma stava guardando la TV, e mi chiese cosa avessi da comunicarle di tanto urgente a quell'ora.


L'uomo intanto, accanto a me sul divano, mi volto' ribaltandomi da un lato, puntando la sua turgida e grossa cappella tra le mie natiche sudaticce, faceva caldo e il ventilatore acceso faceva ben poco. Dissi in un sussurro di aspettare ma l'uomo era impaziente e cercava ad ogni costo di penetrarmi alla meglio. Mamma si insospetti' e mi chiese con chi parlassi, e chi ci fosse li con me, cercai di nasconderle la cosa, ma lo stronzo prese parola e con la sua voce disse: "Buonasera signora... mi chiamo Guido, sono un'uomo di sessant'anni, e sto per fare l'amore con sua figlia..." notare che uso' il femminile non il maschile riferendosi a me. Mamma rimase in silenzio, mentre l'uomo continuo': "Le abbiamo telefonato perche' sicuramente le fara' piacere sentire come gode sua figlia e quanto piacere le posso dare." 


Mamma cerco' di replicare alle parole dell'uomo, dicendo che era tardi e che lei non aveva tempo per ascoltare certe porcherie, ma il maiale, riusci' proprio in quel momento, a centrare il mio buco e a farmelo scivolare dentro con un colpo solo, facendomi sobbalzare e sospirare, un sospiro strozzato e un sussulto, che mamma deve aver per forza ascoltato. Mi prese per i fianchi e inizio' a fare avanti e indietro spingendomi il suo bel cazzo duro dentro e fuori piegata su un lato, con il cordless appoggiato su un bracciolo del divano. il maiale intanto che mi sfondava il culo parlava a mia madre facendole la cronaca in diretta di cio' che facevamo, " Signora che meraviglia... dovrebbe vederci signora mia... Vedesse sua figlia..." e continuava a dire fandonie ansimando come un maiale, mentre anch'io mi ero lasciata andare al piacere, e sospiravo forte senza piu un minimo di vergogna. Mamma suppongo ascoltasse i nostri deliri da maiali, non la sentivo.


Dovetti alla fine ammettere che mi stava piacendo, e che avevamo fatto bene a chiamarla, anche se ritenevo un bastardo l'uomo per i ricatti che mi aveva fatto quella sera, mi piaceva. Non ho mai sopportato i prepotenti e i vigliacchi, ma quell'uomo mi prendeva troppo, e mi lasciai scopare da lui senza ritegno, godendo tutto il mio piacere al telefono con mia madre che ci ascoltava. "Spingimelo fino all'anima scopami tutta fammi tua sei il mio uomo, sei mio..." sussurravo io sospirando ad alta voce, intanto il porco mi scostava i lunghi capelli e disse rivolgendosi al telefono con mia madre, "adesso la bacio signora... " e mi bacio' con la lingua in bocca, mentre mi faceva impazzire con il suo bel cazzo. 


Non pensavo che avrei goduto cosi' tanto, poi pero' pensai, avrei dovuto scusarmi con mia madre per quella chiamata oscena improvvisata, ma intanto me la godevo fino infondo, venni io sbrodolando sulle mie gambe, e venne il maiale riempiendomi il culo di calda sborra che inizio' a gocciolare sul divano. venimmo con un sospirone entrambi prima io, poi lui ancora dentro di me abbracciato a me. Non sentivo piu mia madre, sicuramente, mi dissi aveva agganciato. Staccai l'uomo da me, sudati entrambi, e gli dissi che era un gran maiale, e che non doveva farmi fare certe cose, lui si fece una sana risata, ancora con l'uccello duro ma penzolante, e rispose che sicuramente mia madre nemmeno era rimasta ad ascoltarci. 


Come non la conosceva, mamma non solo era ancora li, ma aveva ascoltto tutto e rispose pure all'uomo: "Stia tranquillo che sono ancora qui..." rimanemmo sorpresi nel sentirla parlare, e mi scusai prontamente: "con te facciamo i conti dopo...." disse mamma, mentre ci salutava abbastanza seccata. Mi scusai ancora e le augurai buona notte, mentre l'uomo se la rideva come un cretino. si lui rideva, ma poi chi se la sarebbe vista con mamma ero io alla fine. L'uomo rimase da me fino al mattino fatto, prima di andarsene, e gli feci giurare di non fare stronzate, di non denunciarmi o farmi finire nei guai o lo avrei ammazzato e non scherzavo dissi. L'uomo mi bacio' sulle labbra poi mi disse di stare tranquilla, non avrebbe fatto nula del genere.


Queste erano le situazioni in cui mi trovavo generalmente da un mese all'altro in quei periodi. E che a raccontarle cosi' pochi ci credono, del resto io non sono una scrittrice di romanzi erotici, e non so come romanzare delle storie, racconto solo i fatti reali nudi e crudi come li ho vissuti. Se volete discutere con me, mi trovate su Telegram per chi lo ha, al contatto @Chris_babyface