Si erano conosciuti per caso, ad una festa in costume organizzata da amici comuni, ed era stata subito attrazione difficile da trattenere. Gli sguardi erano per lei.


Francesca indossava dei jeans elasticizzati ed un maglione lungo, sul viso erano dipinti dei fiori ed erano molto evidenti due sopracciglia spesse ed allungate fin quasi alle tempie. Con quegli indumenti pensava di essere vestita come gli hippies di mezzo secolo fa ma in realtà di costume c’era poco, chi la vedeva si rendeva conto che, oltre alla sua bellezza nel portamento, quel trucco era un rimedio alla bell’e meglio per adattarsi all’ambiente.


Marco non era bello e ne era conscio però sapeva trasformarsi in un turbine di passione irrefrenabile seducendo con le parole ed i suoi innumerevoli argomenti dovuti ad una cultura notevole ed anche ad un’attenta analisi di colei che a lui piaceva. Il fatto di non essere un maschio attraente non aveva mai rappresentato per lui un vero problema con le ragazze avendo capito che poteva sedurle con le parole.


Alla festa era andato in maschera, indossando il vestito di mago Merlino, ed era stato catturato immediatamente da Francesca che si notava tra tutte le ragazze non avendo un costume ben definito, dal portamento e dalla postura nello stare seduta. Lui le si è avvicinato quasi subito con una scusa banale e da quel momento non ha più smesso di osservarla.


Il primo vero contatto fra loro due è stato quando Marco ha chiesto a Francesca di ritoccargli il trucco degli occhi così lei ha avuto modo di guardarli con attenzione da vicino quando ha ripassato la matita e, guardandoli sempre più attentamente si è accorta che nascondevano qualcosa che sapeva di non visibile da uno sguardo non attento.


Infatti gli sguardi di Marco erano profondi, penetranti, ma sempre tali da non turbare o imbarazzare Francesca la quale era da tanto tempo che non aveva emozioni che la scuotessero e che la facessero vibrare come un’adolescente.


Quando lei gli ha rifatto il trucco ha letto attraverso gli occhi i pensieri di Marco anche se per loro due era la prima volta che si vedevano. Lui era consapevole della capacità di cogliere i pensieri delle persone dalle quali si sentiva attratto e recentemente ne aveva scoperto le potenzialità.


Di Francesca aveva capito fin da subito che non era stata una sola volta con un uomo e Marco ha capito subito che in quel momento lei stava con un uomo ma c’era qualcosa che si stava per rompere. In realtà con Alberto le cose non erano filate sempre bene ma lui era sempre per lei un punto fermo dato che nessuno dei due limitava l’altro nella sfera intima. Nelle ultime settimane Alberto aveva pensato solo al suo piacere lasciandola alla fine insoddisfatta e piena di desiderio allo stesso tempo di voler godere. Durante gli accoppiamenti con il suo fidanzato, lei aveva sentito tutt’altro che piacere e non riusciva più ad abbandonarsi al puro godimento come era suo solito.


Con Marco c’è stato fin dal primo istante qualcosa di diverso che l’ha scossa e le ha messo in testa la voglia di sesso.


Lui prima di farla arrivare all’estasi dei sensi avrebbe dovuto aspettare; quel tempo sarebbe stato un esercizio che gli avrebbe permesso di meglio conoscere le potenzialità creative sessuali di Francesca che lei dal portamento lasciava intendere.


Francesca era ben esperta di sesso e sapeva benissimo che per godere in un accoppiamento sessuale deve esserci sempre una predisposizione mentale che deve condurre il gioco e che lei si sarebbe adattata ed infine abbandonata alle volontà di Marco il quale, più passava il tempo a parlare con Francesca, più era convinto che la ragazza alla fine sarebbe stata scossa dalla forza delle sue parole.


Già qualcosa era accaduto tra di loro, infatti nel ritoccare il trucco lo aveva toccato con le mani e Marco ne aveva subito il fascino della delicatezza ed accuratezza posta. Quelle di Francesca erano mani da pianista, con dita e ma ben proporzionate rispetto al palmo con una mobilità controllata che sapevano trasmettere sia delicatezza che forza. Marco avrebbe cominciato a conoscere le sue mani, a percepirne l’odore di lei anche dalle mani e sentirne la passione. Non gli avrebbe fatto conoscere subito il sesso ma lo avrebbe portato pian piano a desiderala follemente.


Marco ne avrebbe percepito l’aspetto esplorandola con le sue mani, poi entrato finalmente in sintonia con lei gli avrebbe chiesto di riempirle il vuoto che sentiva tra le gambe e lui, oltre al sesso le avrebbe fatto sentire nuovamente le sue mani che sarebbero diventate strumento erogeno.


Francesca fa per allontanarsi da lui ma lancia uno sguardo verso Marco; è un invito a seguirlo che lui capisce. Lei si allontana dalla sala affollata di gente dicendo a lui una scusa di andare a recuperare qualcosa dimenticata in auto, lui coglie al volo l’occasione e la segue accompagnandola.


I due appena si trovano fuori dal bailamme della festa non staccano gli occhi uno dall’altro.


Poiché la festa si svolge all’ultimo piano di un alto palazzo, per andare all’auto prendono l’ascensore e nello spazio ristretto della cabina, in quei secondi interminabili i loro odori si fondono e Francesca per la prima volta dopo tante settimane desidera fortemente sentire addosso a sé le mani di un uomo, le mani dell’uomo vestito da mago diverse da quelle del suo fidanzato. Lui finché la cabina si muove verso il basso non proferisce parola e non cambia atteggiamento neppure quando capisce che lei in realtà non aveva dimenticato nulla in macchina e che era stata una semplice scusa per potersi trovare a tu per tu con lui.


Marco ne ha la prova definitiva quando lei lo invita a tornare indietro fingendo d’aver ritrovato improvvisamente quanto era andata prima a cercare.


Marco si è accorto anche che ad essere stato sedotto è lui e non viceversa.


Marco vestito da mago e Francesca vestita da figlia dei fiori tornano indietro e insieme risalgono con l’ascensore. Anche questa volta lui ha premuto un tasto ma non è stato quello però che riportava al piano da dove erano discesi e dove si svolgeva la festa; Marco ha premuto l’ultimo quello dell’ultimo piano. Sapeva che l’ultimo piano di quell’alto palazzo era disabitato e lui ne aveva le chiavi per entrarci. In quei frangenti gli è venuto in testa che probabilmente avrebbe soddisfatto i suoi sensi ed anche quelli della ragazza.


L’ascensore ha cominciato la salita verso l’alto. Lui e lei si sono guardati negli occhi senza emettere un sibilo, non una parola, non un movimento, poi lui, vestito da mago Merlino, ha fatto scivolare la mano destra sul viso di Francesca e lei per istinto ha chiuso gli occhi stringendo a sé quella mano annusandola per godere del profumo emanato.


Lui non è rimasto sorpreso ed ha capito che da parte di Francesca c’era tanta voglia come se l’avesse letta nella mente nell’istante in cui i loro occhi si erano incrociati; ora oltre agli occhi ci sono le mani che non vogliono lasciare inappagata quel desiderio di tradire il suo fidanzato Alberto dopo tanto tempo.


Marco ha mosso il pollice ed ha seguito il contorno le labbra umide e calde di Francesca la cui bocca si è schiusa nel momento in cui la mano di lui l’ha toccata. Le ha introdotto lentamente il pollice nella bocca muovendolo lentamente in cerchio fino a quando non ha sentito la lingua danzare attorno al dito.


In quell’ascensore c’è stato un atto di seduzione che Francesca ha accettato perché presa dall’odore della mano di Marco e già fin dai primi momenti si sarebbe abbandonata completamente a lui.


Infatti lui interpretando ha mosso anche l’altra sua mano e l’ha passata dietro alla testa per tenerle decisamente la nuca insinuando le dita tra i capelli che, pur tenendoli stretti tra due dita, li accarezzava. Marco con gli occhi e sguardi fulminei teneva d’occhio l’indicazione del piano mentre la cabina saliva pregando che per qualche motivo si fermasse. Per fortuna la cabina saliva lentamente e lui faceva i conti con l’inesorabilità della salita e l’arrivo all’ultimo piano; lui ci teneva tanto a farla venire prima dell’arrivo e già quando erano all’ottavo piano Francesca si è sentita una mano tra le gambe. A lei non era più successo da chissà quanto tempo di avere un rapporto sessuale breve ed intenso.


Ciò che Marco le aveva introdotto in bocca era il pollice l’aveva sostituito con l’indice e rapidamente con l’anulare e poi il medio che non si muovevano più a cerchio ma dentro e fuori dalla bocca procurandole sensazioni mai provate prima.


É stato a quel punto che, inaspettatamente, lui ha cominciato a parlarle.


“Succhia le mie dita, assaporale fino in fondo. Queste dita cancelleranno le frustrazioni dei rapporti insoddisfacenti avute. Forza! Fammi sentire la tua passione, succhia, succhia fino in fondo le dita. Sento che ti piace tanto e che il tuo desiderio è grande. Non devi avere vergogna. Chiudi gli occhi e concentrati sulla mia mano. Così! Lecca il palmo ed annusalo con passione, anche il dorso, da brava. Sei proprio brava, complimenti”


Francesca ha seguito i consigli di Marco ed ha cominciato ad ansimare nel momento esatto in cui lui, vestito da mago, aveva proferito parola.


Lei eseguiva ogni suo ordine come in trance e ad ogni suo ordine le pareva addirittura di vivere qualcosa di nuovo avendo chiuso gli occhi abbandonandosi completamente a quelle dita e a quella mano ma nello stesso tempo non era riuscita a fare a meno a sfregare il suo ventre su di lui per cercare la turgidità del sesso maschile nella speranza di trovarlo duro ed eretto.


Ma lui le ha negato in quel momento il piacere che sarebbe già esploso, lui voleva di più.


“Non ancora, non sei ancora pronta! So che lo vuoi follemente, ma stasera godrai solo con il sapore della mia mano”


Francesca ha mugolato ed ha fatto un breve cenno di disapprovazione per la delusione ma ha capito, senza che fosse stato detto, che le mani di lui, di una le stava succhiando avidamente le dita, l’altra la sentiva muoversi sulla sua nuca, sarebbero state quella sera per lei l’unica fonte di godimento.


Francesca all’improvviso ha sentito irrefrenabile la voglia di vedere il sesso di Marco.


Alla luce fioca della cabina dell’ascensore ha aperto gli occhi e li ha abbassati, ha aperto tunica di mago ed ha individuato la splendida erezione attraverso i jeans che lui indossava.


Lui riconobbe subito il suo desiderio e riprese a parlarle “Puoi guardarlo, non temere. Forza, immagina di assaporare il mio sesso invece di queste dita! È enorme e sei tu ad averlo fatto così”


L’ascensore saliva e le parole del giovane vestito da mago continuavano a stordirla.


L’aver scorto la sua erezione, aveva raddoppiato in lei la sua passione e la sua voglia ed in quel preciso momento Francesca ha scoperto di desiderare follemente il sesso di lui e gli si è avvicinata ad un orecchio per sussurrare rocamente “Ti voglio adesso, voglio toccare il tuo cazzo e sentirlo vibrare. Voglio sentirne l’odore ed il sapore subito”


Intanto lui non staccava i suoi occhi da quelli di Francesca. Attraverso quegli occhi Marco è penetrato nella mente della ragazza ed ha visto che se l’avesse toccata tra le gambe Francesca avrebbe avuto un orgasmo dirompente.


“Sono ciò che tu aspettavi da tanto tempo. Sono il mago che ti riporterà ad una vita sessuale soddisfacente!”


A quel punto spostando le sue mani Marco l’ha afferrata con fermezza per la nuca e l’ha attirata a sé quasi schiacciando il viso sopra il suo sesso.


“Eccolo! Fai pure ma non lo devi toccare. Devi sentirne solamente il calore ed il suo profumo irresistibile. Annusalo e leccalo, se vuoi, ma solo da sopra i jeans”


Francesca aveva desiderato quell’invito ed ora che lui le ha permesso di chinarsi non perde l’occasione di chinarsi nella speranza che lui si decida a levarlo da sotto i jeans. Si accontenta di annusarlo e sentendo il profumo di sesso assai erotico ha ansimato all’impazzata su quei jeans che stavano custodendo il piacere che come sempre le faceva perdere la testa. 


Marco la tiene per i capelli, a momenti tirandoli con forza in altri accarezzandoli con dolcezza. Sapeva che stavano per arrivare e che il segna piano inesorabilmente indicava solo quattro piani all’arrivo e di conseguenza le porte si sarebbero riaperte rompendo quell’atmosfera carica di magia e di sesso in cui loro due si trovavano.


Marco ha guardato la sua mano calda e bagnata della saliva di Francesca. Da sotto a causa dell’altra mano, intanto, lei aveva preso a contorcersi e ad ansimare con foga crescente.


È stato allora che lui ha capito che era giunto il momento di andare a toccare Francesca nelle parti intime.


Per farlo ha aggiunto altra saliva sulle dita e con decisione ha fatto scivolare la mano lungo la schiena di lei, sempre più in basso fino a raggiungere ed accarezzare lo sfintere anale che al momento del contatto di è mosso come ad aprirsi forse per invitarlo ad entrare. Marco ha sentito che anche lì lei era bagnata.


Tutto si è svolto in breve tempo mentre sadicamente la cabina proseguiva il suo percorso verticale.


Lui ha avuto appena il tempo di poggiare il suo dito medio sopra il piccolo foro che si lasciava aprire con facilità e Francesca, conscia di quanto stava per accaderle, ha preso a dimenarsi in preda alle prime convulsioni orgasmiche.


È stata lei a spingersi sul dito e lui ha capito all’istante che era arrivato il momento di affondarlo con decisione all’interno.


Francesca era molto bella nel muoversi per prendere nel culo quel dito. A lei sembrava di avere un cazzo in culo nonostante le dimensioni fossero ben diverse ma la sua voglia era tale da non farle capire quali fossero le dimensioni.


Marco conosceva bene l’anatomia avendo studiato medicina e sapeva che in quelle condizioni lei non avrebbe provato dolore ma solo un enorme piacere senza limiti nel tempo; lui sapeva che certi piaceri anche se passano restano nella mente e si desidera riprovare le medesime esperienze per esplorare quel lato sessuale sempre di più nonostante lo si conosca approfonditamente. Pertanto lui ha preso a muovere impietosamente il dito dentro e fuori con ritmo sempre crescente e mentre lei lo esortava a non smettere, lui le chiedeva di godere per l’uomo che aveva vicino e di urlare di piacere per lui.


Francesca quasi priva di sensi si è appoggiata per non cadere sul pavimento in un angolo della cabina dell’ascensore e batteva la testa per il piacere grande che sentiva invadere ogni fibra del suo corpo in quel momento. Contemporaneamente ha cercato ancora una volta la mano libera di quel ragazzo per portarla alla bocca per morderla, sbavarci sopra ed annusarla disperatamente mentre sentiva inarrestabile l’orgasmo scatenarsi dalla figa e squassarla.


Quando l’ascensore si è fermato si sono aperte le porte e lei era in ginocchio, piangente per l’orgasmo estremamente violento appena provato, tenendo tra le sue mani quelle del giovane uomo vestito da mago. I due si sono guardati negli occhi.


Lo sguardo di lei come non poteva essere colmo di gratitudine?


Marco era soddisfatto ed ora già sognava Francesca come amante nel suo grande letto dove altre amanti si erano sciolte in orgasmi straordinari.


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