Qualche settimana fa, un giovedì, sono andato fuori città per lavoro; ero rimasto con Marisa, la mia amante, che non sarei rientrato a casa mia il giorno stesso, ma due giorni dopo, in modo da poter passare la notte tra venerdì e sabato con lei; a mia moglie naturalmente dissi che dovevo restare fino a sabato. Partii da casa in macchina verso le otto del mattino: non facevo l’amore dal mercoledì della settimana precedente e per tutto il viaggio il desiderio mi aveva portato quasi al delirio. 


Ero stato e continuavo ad essere un onanista sfegatato. Da ragazzo mi masturbavo immaginando mia madre che scopava con altri maschi costruendo nella mia mente scenari intriganti; immaginavo lei che per fare carriera si concedeva a chi poteva darle una buona raccomandazione: alla fine l’immagine che ne usciva era di una madre troia fino all’anima. Da sposato passavo le notti sulle chat parlando con sconosciuti di mia moglie per masturbarmi, descrivendola come una puttana ed inventando storia in cui lei si comportava da zoccola; poi quando quelle poche volte che succedeva la chiavavo, per venire dovevo ripensare a quelle scene. Anche con la mia mante non era diverso e per venire dovevo lavorare di fantasia immaginando scene in cui la mia donna aveva rapporti sessuali con altri uomini.


Nelle varie fantasie, mentre guidavo, immaginavo scene che riguardavano la mia amante che chiavava con altri maschi, poi mia moglie che faceva la puttana con il suo capo; poi quando l’eccitamento raggiunse il massimo iniziai ad immaginare scene che riguardavano rapporti tra me ed un altro uomo. Pesai ad esempio di fermarmi in un autogrill e spompinare alcuni camionisti arrapati ed in astinenza da settimane! Giunsi in albergo verso le dodici; era un grande residence semideserto visto il periodo. Mi sistemai in camera ed andai a pranzo. Una grande sala semideserta; durante il pranzo le fantasie non mi abbandonarono ed il desiderio di sesso con un altro uomo mi presero totalmente: la sala intanto pian piano si riempiva di altri ospiti, tutti uomini, probabilmente operai o militari. Ognuno che entravo lo guardavo spudoratamente negli occhi e poi gli guardavo insistentemente il pacco. Speravo come un folle che qualcuno mi lanciasse un segnale, uno sguardo, un sorriso, ma niente di tutto ciò. Avevo una voglia di cazzo pazzesca, cosa che non mi succedeva ormai da anni. Mi riposai il pomeriggio, poi feci una passeggiata, sperando di imbattermi in qualcuno che avesse voglia. Ogni uomo che mi passava sotto lo sguardo lo immaginavo dietro un cespuglio o in camera con me che gli succhiavo il cazzo. Avevo voglia di succhiare un cazzo e di bere sperma. La cena si svolse con le stesse modalità del pranzo: io che impazzivo dalla voglia ed il mondo intorno a me che pareva non accorgersene. Dopo cena girai un po’ nei viali del residence guardando tutti quelli che incontrano prima negli occhi e poi nel pacco, nella speranza di essere notato, ma nulla. Mi rassegnai, mi sedetti in una panchina e mi accesi un buon Avana. Telefonai prima  amia moglie e poi alla mia amante. Fumavo e pensavo. A distanza vidi due uomini che passeggiavano verso di me parlando cordialmente. Poi si fermarono ad una ventina di metri, si salutarono ed uno dei due andò via. L’altro restò fermo dove era e fece una telefonata. Naturalmente con la mia fantasia pesai che si sarebbe avvicinato chiedendomi qualcosa. Mi chiesi subito cosa avrei fatto se avessi ricevuto una proposta? Avrei fatto l’evasivo lasciandolo andare o mi sarei lasciato trasportare dalle mie voglie? Si avvicinò lentamente a me con passo deciso; era un uomo sui quarant’anni, alto e robusto, dall’aspetto un po’ rozzo. Sentii il battito cardiaco aumentare e la paura di fare qualcosa di sbagliato mi prese la mente. Si avvicinò a me; si chiamava Luca seppi dopo.


 


Luca: buonasera, scusa hai da accendere?


 


Io: certamente prego.


 


Un contatto formale pensai, finirà qui, altro che avventure strane; mi rilassai, ma solo per poco.


 


Luca: bella serata per stare a fumare qui fuori, mi posso sedere se non disturbo?


 


Potevo scegliere salutare ed andare o restare e gettarmi nel vuoto di una nuova esperienza; sciaguratamente feci la mia scelta!


 


Io: prego siediti pure. Sei qui per lavoro?


 


Luca: si, sono un operaio di una ditta che installa cavi telefonici e siamo impegnati qui da alcune settimane e tu?


 


Io: io anche per lavoro.


 


Parlammo e fumammo per un ora circa in modo cordiale; l’eccitamento era alle stelle e le mie fantasie da impossibili che erano inizialmente, cominciavano adeso a vederle come possibili!


 


Luca: senti, perché non ci prendiamo due bei bicchieri di vino e ce li portiamo qua, che ne dici?


 


Io: certo, volentieri.


 


Si allontanò per tornare poco dopo con una bottiglia di vino rosso e due calici. Iniziammo a bere. Il vino era scadente, d’altra parte cosa c’era da aspettarsi da un uomo rozzo come lui, pensai, ma feci finta di niente! Diventammo entrambi un po’ brilli poco dopo.


 


Luca: adesso ci vorrebbero due belle troie da scopare, non pensi? Tu sei sposato.


 


Io: si lo sono. Tu?


 


Luca: io anche. Solo che adesso siamo qua e non vedo troie! 


 


Scoppiammo a ridere; continuammo a bere ed a fumare.


 


Luca: beh, visto che non abbiamo troie potremmo consolarci un po’ tra di noi, certo non è bello come con le donne, ma sarà bello lo stesso.


 


Io: beh, sono d’accordo, però io non sono un invertito, sia chiaro! Sono maschio 100 carati! Al limite sono disposto a farti un servizietto!


 


Luca: ok, nemmeno io lo sono; ok facciamo una cosa per sfogarci un po’! Che dici, andiamo da me?


 


Io: non pensare che tutto questo per me sia la norma; mi sento un po’ a disagio, non sono abituato a questo genere di cose.


 


Luca: tranquillo nemmeno io faccio ste cose, ma è solo per sfogare e basta.


 


Entrammo nella camera e lui chiuse la porta. Si tolse il giubbotto e lo posò sulla sedia.


 


Luca: metti comodo, togliti il giubbotto; vuoi dell’acqua?


 


Io: No, niente acqua. Senti, io lo faccio a te e poi vado, ok?


 


Luca: Non ho capito, cosa.


 


Io: te lo prendo in bocca e poi vado nella mia camera, non voglio passare la notte con te!


 


Luca: Tranquillo, rilassati, facciamo così; poi se vuoi vai, oppure se ti va puoi dormire con me!


 


Io: senti di dispiace lavarti un po’?


 


Luca: certo, mi faccio un bidet e sono da te, tu mettiti comodo.


 


Sentii l’acqua del rubinetto che scorreva, ero eccitatissimo ed avevo un desiderio di cazzo irresistibile. Uscì poco dopo dal bagno, nudo con un’asciugamani intorno alla vita.


 


Luca: sei rimasto vestito, mettiti comodo, spogliati.


 


Mi spogliai rapidamente restando in mutande e mi girai verso di lui.


 


Luca: ecco abbasso un po’ la luce….  Dai vieni qui, inginocchiati.


 


Mi inginocchiai davanti a lui che contemporaneamente fece cadere l’asciugamani;


 


Mi trovai così a pochi centimetri da una verga semifloscia grossa e lunga con il prepuzio che copriva la cappella.


 


Luca: dai non essere timido, accarezzalo…..


 


Allungai la mano destra e lo presi tra le dita; lo scappellai ammirando la grossa cappella violacea che c’era sotto; iniziai a segarlo lentamente, mentre lui mi accarezzava i capelli.


 


Io: : è bello grosso e caldo e fa anche un buon odore…….


 


Luca: ti piace il mio cazzo vedo, è tutto tuo….


 


Mentre lo masturbavo, il suo cazzo iniziò a crescere di dimensioni ed anche di durezza; adesso appariva come un enorme fallo duro e venoso, sormontato da un grosso glande incredibilmente turgido e paonazzo.


 


Luca: adesso prendilo in bocca, dai succhiamelo che sto impazzendo.


 


Io: ok ma appena manca poco a venire avvisami così mi preparo.


 


Mi trovai  così a tu per tu con quell’enorme arnese di carne, rigonfio di sangue; ne sentii l’odore intenso; lo avvicinai alla bocca poggiandolo sulle mie labbra.


Subito dopo uscii la lingua e cominciai a fare ciò che dovevo; gliela passai sul glande che leccai avidamente; aveva un buon sapore di cazzo ed un odore pungente, ma gradevole alle mie narici; glielo leccai per un po’ ingerendo anche quel po’ di  secreto prodotto dell’eccitamento che gli fuoriusciva copioso dal meato uretrale; subito passavo la lingua ripetutamente e velocemente sul frenulo, quindi leccavo con la lingua tutta in fuori l’asta per tutta la lunghezza dal basso all’alto e poi di nuovo in basso lungo tutta la superficie e poi ancora più in giù fino a succhiargli i testicoli; ad un tratto Luca il cui respiro era ormai un ansimare inquietante, mi prese per la nuca e mi poggiò praticamente il membro sulla bocca.....


 


Luca: dai prendilo in bocca, succhiamelo!


 


A quel punto, allargai le labbra e lo accolsi in bocca; l’uomo allora iniziò a muovermi la testa avanti e dietro in modo ritmico, prima lentamente e poi sempre più velocemente, stantuffandomi con i santi crismi; sentivo quell’enorme verga entrarmi fino in gola ed immediatamente dopo sentirla tra le labbra, in un modo frenetico; sentivo il rumore della suzione che diventava un frastuono e mi venivano i conati di vomito quando il glande mi  passava tra le tonsille schiacciandomi l’ugola contro il velopendulo. Gli tolsi la mano dalla testa e ripresi a succhiarglielo lentamente con gusto; ogni tanto facevo scorrere il suo glande delicatamente tra i miei denti per eccitarlo ancora di più. Poi lo tolsi dalla bocca e continuai a segarlo.


 


Io: voglio che te ne vieni, vieni mi in bocca, ho sete, voglio bere il tuo sperma.


 


Luca: dai riprendilo in bocca, così bene,  succhiarmelo che mi piace........ sei bravo a fare pompini, si vede che ne hai succhiato cazzi!


 


Ricominciai a succhiarglielo con gusto, era bello caldo e gustoso e non vedevo l’ora di assaporare il suo sperma.


 


Luca: dai, preparati, sto per esplodere,  fra poco……..


 


Quindi mi prese nuovamente per la nuca e iniziò a muovermi la testa avanti e dietro in modo frenetico; mentre lo spompinavo tenevo gli occhi chiusi per gustarmelo meglio e le mani sulle cosce dell’uomo. Pochi istanti dopo Luca emanò un latrato  intenso di piacere e venne eiaculandomi in bocca. Mentre continuava a grugnire come un maiale una enorme quantità di sperma denso e caldo si riversò copiosamente dentro la mia bocca sotto forma di fiotti abbondanti ad elevata pressione, che si susseguirono in rapida successione, uno dopo l’altro, per un tempo che sembrò interminabile; il suo sperma era caldo e denso, aveva un buon sapore, un misto di acqua di mare e muschio.


 


Luca:  ingoia, ingoia, tutto devi bere.


 


La sua venuta sembrava interminabile! Ad ogni fase esplosiva, la mia bocca veniva allagata da una quantità enorme di sperma che usciva dal suo cazzo e con eguale rapidità ero costretto ad  ingoiare per evitare che cadesse a terra e mentre lui mi eiaculava in bocca ed io ingoiavo lo assaporavo per bene, percependone a pieno oltre al sapore anche la densità, il calore e l’odore intenso; con quel mostruoso membro in bocca e nonostante il notevole impegno, non riuscii però ad inghiottire tutto; appena ingoiavo lo sperma appena eiaculato, la bocca si riempiva di altro sperma dell’ondata successiva, con il risultato che parte mi finì in gola e cominciai a tossire in modo che un po’ del liquido seminale cominciò a fuoriuscirle dalle mie labbra e dal naso. A quel punto Luca  estrasse il suo membro dalla bocca e continuò ad eiacularmi addosso in modo copioso: mi sentii investito da un liquido abbondante e caldissimo e in pochi secondi mi ritrovai tutto sporco di sperma, sul collo, sulla faccia, tre i capelli. Lo ripresi in bocca ancora non sazio e lo succhiai per un po’ ripulendolo completamente. Mi staccai da lui e mi sedetti sul letto asciugandomi la bocca con la mano. 


 


Luca:: mamma mia che pompino! hai ingoiato tutto?


 


Io: non lo hai visto,  ho bevuto quasi tutto, nonostante fosse abbondantissimo; avresti riempito mezzo bicchiere!


 


Luca: si lo so, ne produco moltissimo…..  ti è piaciuto il sapore del mio sperma?


 


Io: si, era caldissimo ed aveva un buon sapore, l’ho bevuto volentieri e ho ripulito bene. Ripeto, non pensare che tutto questo per me sia normale, anzi; mi sento strano e fuori luogo, non sono abituato a questo genere di cose; non giudicarmi male, l’ho fatto perché mi andava, perché mi sei piaciuto subito ed ho sentito voglia di fare sesso! Ma non è la mia normalità!


 


Luca: vuoi sciacquarti un po’ la bocca? Per levarti il sapore di sperma!


 


Io: si vado un attimo in bagno.


 


Mi sciacquai la bocca e la faccia, mi sciugai e tornai da lui, avevo ancora una voglia matta, non essendo venuto.


 


Ci mettemmo tutti e due a letto seduti, Luca si mise di fianco, mi guardava dolcemente e con la mano iniziò ad accarezzarmi dolcemente i capelli; poi con il dito indice mi sfiorò delicatamente le labbra;  pensai che mi volesse baciare e la cosa mi intrigò non poco. 


Ad un tratto avvicinò la sua testa alla mia e poggiò la sua bocca alla mia. Aprimmo le nostre bocche contemporaneamente e subito le nostre lingue iniziarono a lottare tra loro in modo irrefrenabile. Aveva una grande lingua calda ed umida, era strano, ma mi piaceva succhiarla, mi piaceva la sua saliva. Limonammo per un po’……..  


 


Io: che fai? hai ancora voglia? ma sei insaziabile!


 


Luca: ho voglia di te!


 


Io: dai baciami ancora, ne ho voglia.


 


Mi distesi sul letto e lui mi prese la testa tra le mani: tenevo la testa tutta indietro, occhi chiusi, sentivo le guance bollenti e sudate; a tratti le nostre bocche erano al massimo dell’apertura, le labbra erano perfettamente adese le une alle altre e le nostre lingue lottavano in modo irrefrenabile, attorcigliandosi vicendevolmente; dopo un po’ allargate le labbra ed aperta completamente la bocca, ricevevo la calda ed umida lingua di Luca, sempre più in fondo. Mi piaceva la sua saliva, la gustavo a fondo prima di ingoiarla.


 


Poi ci staccammo e bevemmo ancora un po’ di vino.


 


Luca: resta qui stanotte, voglio fare l’amore con te; vedrai non farà male, lo faccio prima io con te e poi lo fai tu a me!


 


Io: no, scusami, non me la sento, preferisco andare.


 


Luca: ok come vuoi, se ci ripensi io sono qui che ti aspetto. Guarda qui ti lascio il mio cellulare, chiamami a qualsiasi orario.


 


Andai in camera mia eccitatissimo come mai; naturalmente non riuscii a prendere sonno; lo desideravo, desideravo quell’uomo, volevo concedergli tutto di me, lo volevo con me nel letto. Sapevo che se mi fossi fatto una sega tutto sarebbe finito, ma il desiderio era troppo bello, sentivo che stavo per cedere….. Feci una doccia calda e mi profumai; poi aprii la serratura della porta e gli mandai un messaggio: “vieni la porta è aperta…….”. Abbassai un po’ la luce e mi distesi sul letto a pancia in giù ed aspettai; ormai non potevo tornare più indietro!


Passarono una decina di minuti e la porta si aprì; non ebbi il pudore di girarmi restando a fissare la finestra, completamente nudo e disteso sul letto.


 


Luca: non ci speravo più che mi avresti chiamato, ma appena ho letto il tuo messaggio non mi è sembrato vero. Per te sarà la prima volta immagino vero?


 


Io: si è la prima volta.


 


Detto questo fece cadere l’accappatoio restando nudo, si avvicinò a me e si sedette sul bordo del letto iniziandomi ad accarezzare la pelle delle spalle; sentii tutti i peli drizzarmi in aria al tocco della sua mano e la pelle diventare improvvisamente bollente.


 


Luca: la cosa importante è che tu ti devi rilassare completamente e lasciare fare a me, ti devi fidare totalmente.


 


Io: certo che mi fido, sono nelle tue mani, ti desidero e ti voglio dentro di me; continua ad accarezzarmi, mi piace, sei molto bravo.


 


Detto questo si avvicino alla mia bocca e riprese a baciarmi avidamente con la lingua; io non vedevo l’ora di ricevere la sua calda lingua in bocca ed appena me la mise dentro la bocca iniziai a succhiarla ingerendo la sua saliva; pomiciammo per un po’ in un modo a dir poco indecoroso, produceva litri di saliva calda e gustosa che bevevo avidamente, ma più ne bevevo, più ne avevo bisogno.


 


Luca: caccia fuori la lingua che te la voglio succhiare con i sacri crismi….. 


 


Aprii tutta la bocca ed uscii tutta la lingua di fuori; luca si avvicino ed aperta la bocca iniziò a far defluire la sua saliva sulla mia lingua; io man mano che scolava la gustavo e subito la ingoiavo; poi prese la mia lingua dentro la sua bocca e la succhiò avidamente ingoiando a sua volta…..


 


Poco dopo Luca si alzò e si portò davanti la mia faccia; vedevo il suo sfollagente teso come un palo a pochi centimetri dalla mia bocca.


 


Luca: guarda che cazzone che ho, odoramelo, fammi vedere che mi disideri…….


 


Lo portai sotto le narici e lo odorai: faceva un odore irresistibile di cazzo.


 


Luca: ti piace l’odore del mio cazzo?


 


Io: certo che mi piace, che domande mi fai, sa di maschio!


 


Luca: adesso prendilo in bocca ed allarga le gambe.


 


Lo presi in bocca e cominciai a succhiarglielo con avidità: sembrava più grosso e più caldo di prima; mente lo sbocchianavo Luca iniziò ad accarezzarmi dolcemente le natiche.


 


Luca: hai un bel culetto da finocchietto lo sai? Adesso ti localizzo il buchino ed inizio a massaggiarlo per farlo rilassare.


 


Detto questo prima mi leccò l’ano per un po’, poi gli sputò sopra ed iniziò a frizionare con le dita.


 


Quello che da quel momento iniziai a provare è indescrivibile……..  un piacere nuovo, intenso, crescente, immenso…..


 


Luca: prima di venire qui sono passato dalla sala da pranzo e ho preso dei panetti di burro, è fondamentale la prima volta il rilassamento e la lubrificazione………  rilassati adesso sentirai il freddo del burro…..


 


Mi tolse il cazzo dalla bocca, aprì un panetto piccolo di burro ed iniziò a spalmarmelo sul buco del culo. Era fantastico sentire le sue dita che mi spalmavano il busso nel buco del culo!


Luca: così, bravo, rilassati, adesso provo ad entrare un poco con l’indice, se ti faccio male dimmelo…….


 


Mi penetrò delicatamente con il dito indice, prima la punta ed iniziò a ruotare verso destra e verso sinistra per un po’, poi mi chiese di rilassarmi e me lo cacciò tutto dentro ricominciando a girarlo in quel modo. Poi dopo qualche minuto iniziò ad entrarlo ed uscirlo ritmicamente. Inutile dire che il piacer era al massimo e la voglia di cazzo pazzesca. Poco dopo fece la stessa cosa con il dito medio. Intanto riprese a baciarmi con la lingua e tra un bacio in bocca alla francese ed un secondo mi leccava il collo, le orecchie, mi mordeva le spalle. Estrasse il medio e mi colpì violentemente le chiappe con degli schiaffi, dicendo che contribuivano al rilassamento: erano schiaffi fortissimi e mi fecero sentire un dolore acuto insopportabile, tanto che per il dolore mi scesero le lacrime dagli occhi.


 


Luca: serve per farti abituare al dolore, non sono sadico. Adesso rilassati, ti entro con due dita.


 


Detto questo ripeté la solita operazione con indice e medio: dopo averli ficcati in profondità, li girava a destra ed a sinistra e poi dentro e fuori; in più questa volta li allargava per dilatarmi il buco.


 


Luca: adesso sei pronto, ci siamo, mettiti a pecora e stai pronto a ricevermi dentro di te…….


 


Ubbidii prontamente mettendomi alla pecorina sul letto da vera checca; Luca me lo mise di nuovo in bocca ed io iniziai a ciucciare con gusto; il cazzo gli diventò enorme e duro come un palo d’acciaio; estrasse il cannocchiale dalla mia bocca e gli spalmò sopra il burro, poi si mise dietro di me.


 


Luca: adesso rilassati, non ci vorrà molto, ma tu stai rilassato ed assecondami, cerca di accogliermi dentro di te….


 


Avevo una voglia pazzesca di sentirlo dentro che non mi interessava se dovevo sentire dolore.


 


Io: dai entrami dentro, lo voglio, ti voglio dentro di me, sei il mio uomo, possiedimi, sono tuo…


 


Le sensazioni che descriverò potrà capirle sono chi ha provato questa meravigliosa esperienza; sentii la dura cappella che mi premeva il buco; Luca fece forza ed io cercai di rilassare lo sfintere più che potevo, restando impassibile e totalmente passivo; sentii che mi stavo dilatando, sentii la punta del suo cazzo che stava facendosi strada dentro il mio culo, poi forzò parecchio, mi sentii spaccare in due il culo, sentii dolore e bruciore contemporaneamente ed un palo che mi scivolava dentro; mi sembrava enorme ed impossibile che potesse entrare, ma Luca in un attimo me lo infilò tutto dentro fino a sbattere i coglioni sulle mie chiappe.


 


Luca: è dentro, tutto dentro, adesso rilassati che ti voglio scopare…….


 


Iniziò a muoversi sbattendomi sonoramente avanti e indietro prima dolcemente, poi sempre più velocemente, divertendosi ogni tanto a sculacciarmi; il dolore fino a poco prima forte, fu rapidamente sostituito da un piacere via via crescente, nuovo……  iniziai ad ansimare ed a muovermi come una cagna in calore con la sua verga nel retto.


 


Io: o dio, che bello, continua ti prego, fottimi a fondo, inculami senza fermarti, mi piace moltissimo, fammi godere…..


 


Luca: ah che bello, tutto il mio cazzo dentro il tuo culo non vedo l’ora di venire e di sborrarti dentro, cazzo come mi piace il tuo culo rotto……..


 


Ad un certo punto il piacere arrivò all’estremo e raggiunsi l’orgasmo: iniziai ad ansimare forte dal godimento sborrando come un pazzo sulle lenzuola; subito dopo anche Luca, evidentemente anche grazie ai miei gemiti di godimento, raggiunse l’orgasmo, venendomi dentro. Sentii il suo caldo sperma riempirmi il culo per un tempo che mi sembrò lunghissimo: dopo avermi inculato ed essermi venuto dentro si staccò da me ed entrami ci distendemmo esausti l’uno accanto all’altro. Adesso il culo mi faceva un male cane e sentivo la sensazione di bagnato e caldo che mi scolava per le natiche.


 


Io: Luca, forse mi esce sangue, puoi vedere?


 


Subito luca accese la luce e guardò…


 


Luca: si esce sangue, ma sicuramente avevi le emorroidi, cerca di tamponarlo con della carta igienica, vedrai che domani non avrai più nulla. Mi accucciai sul suo petto villoso e mi addormentai serenamente tra le sue braccia dopo un ultimo tenero bacio con la lingua.


 


L’indomani ci svegliammo presto e Luca tornò nella sua camera; dopo una doccia scesi a fare colazione; il culo mi faceva ancora male, e dopo aver defecato altro sangue era uscito ed il bruciore era stato indescrivibile; riuscivo a camminare a stento, ma raggiunsi Luca a tavola per la colazione.


 


Luca: ancora dolore?


 


Io: si un po’. Mi hai spaccato il culo stanotte, ma è stato meraviglioso, sono stato bene con te.


 


Luca: adesso devo partire per lavoro, ci scambiamo i numero se ti va.


 


Io: certo, non voglio che ci perdiamo, mi piacerebbe che restassimo in contatto.


 


Ci scambiammo i numeri e ci separammo;  io ritornai a casa ed alla vita di sempre, tra lavoro moglie ed amante…….non sapevo se ci saremmo rivisti, ma lo speravo con tutto il cuore…


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Categorie: Gay e Bisex
Tag: Gay