Avevo 16 anni quando, nel rientrare a casa dopo la scuola, vidi mio fratello Mario più piccolo di me di due anni, in un angolo che piangeva. Gli chiesi il motivo ma non me lo voleva dire.


Pensai che avesse avuto dei problemi con dei bulli a scuola quindi glielo chiesi. Poco per volta e dietro le mie insistenze mi disse il motivo del suo pianto. 


In sostanze era rientrato a casa prima di me e si era accorto che la mamma stava stendendo i panni sul terrazzo. Gli dissi che non c’era niente di male a stendere i panni sul terrazzo, ma mio fratello mi spiegò delle cose che io non sapevo.


Disse che un suo compagno di classe gli rivelò ciò che era venuto a sapere da suo fratello più grande, e cioè che questo guardava nostra madre quando lei stendeva i panni sul terrazzo di casa.


Non riuscivo a capire quale fosse il problema e mio fratello, poco per volta e dietro le mie richieste, mi svelò il mistero. In pratica nostra madre quando andava in terrazzo a stendere la biancheria, indossava una blusa che le arrivava appena ai glutei, quindi quando alzava le braccia per appendere la biancheria sul filo, la blusa le si alzava fino all’ombelico, mettendo allo scoperto... il pelo della figa.


Rimasi basito, non potevo credere a una cosa del genere e chiesi se ci fosse dell’altro. Mio fratello mi disse che al momento di entrare in casa, non vedendo la mamma, pensò fosse sul terrazzo a stendere la biancheria, quindi salì le scale fino ad arrivare sul terrazzo. Aperta la porta adagio, vide che effettivamente la mamma stava stendendo la biancheria e che era nella posizione di come l’aveva descritta il suo compagno, cioè con la blusa che le arrivava all’ombelico e il resto scoperto.


Dissi a mio fratello di seguirmi per appurare quella cosa. Andammo assieme, anche se lui non voleva venire, poi mi seguì. Andammo sul terrazzo dove ancora la mamma stava stendendo la biancheria, accorgendomi che in effetti lei non aveva quasi nulla nella bagnarola, ma comunque faceva quei movimenti come se stesse stendendo la roba.


Mi resi conto che dunque lo faceva apposta a fare quei movimenti, proprio far farsi alzare la blusa e scoprirsi la figa, probabilmente per farsi vedere da qualcuno che la stava guardando, e forse proprio il fratello maggiore del compagno di scuola di mio fratello.


Ero pieno di rabbia, quindi senza pensarci due volte entrai sul terrazzo. Mia madre non mi notò subito e io mi portai vicino a lei. Appena mi vide, si ricompose immediatamente chiedendomi cosa ci facessi sul terrazzo. Non le risposi. Le dissi piuttosto che quando lei alzava le braccia le si vedeva ogni cosa e che quindi qualcuno delle case accanto avrebbe potuto vederla.


Forse per non dirmi che a lei piaceva farsi vedere, rispose che non aveva nessuna importanza perché lei non ci faceva caso e che poi ognuno poteva fare qualsiasi cosa in casa propria.


Visto che la bagnarola era vuota, io la presi e mi avviai verso la porta. Per forza lei dovette terminare il suo spettacolo e seguirmi. Appena giunti in casa le chiesi spiegazioni come mai lei sotto non indossasse nulla. Con una semplicità disarmante rispose che a lei piaceva stare libera in casa e nel caso che qualcuno la guardasse, poteva farle solo piacere.


E come se fosse la cosa più normale del mondo, tirò un po’ su la blusa lasciando i peli del pube nonché il culo in vista. Quella visione era terribilmente eccitante e io le chiesi il motivo per cui l’avesse fatto, visto che in casa c’eravamo io e Mario. Rispose che una mamma non poteva avere vergogna dei propri figli. 


Guardai Mario e vidi che stava ridacchiando. Chiesi a mia madre se per caso papà fosse a conoscenza di quel suo modo di vivere. Rispose che non era obbligata a dirglielo e poi papà era sempre fuori per lavoro e ritornava tardi, tanto da non dedicarsi a lei. Dunque era questo il suo problema, il fatto che papà non si dedicava a lei.


Andai in camera, quindi presi a parlare con Mario chiedendogli come mai stesse ridendo, visto che prima l’avevo visto piangere. Rispose che nel vedere la mamma con la figa scoperta l’aveva fatto eccitare. Mi misi a ridere anch’io dicendogli che la visione della mamma con cosce, figa e culo scoperti aveva fatto eccitare anche me. decidemmo che da quel momento potevamo comportarci come si comportava lei, cioè di starcene nudi in casa, tanto per vedere la sua reazione.


Ci mettemmo a ridere perché Mario disse che sicuramente la mamma ce le avrebbe suonate se ci avesse visto nudi. Io dissi che volevo provarci, almeno per vedere se ciò che aveva detto era solo il frutto della sua reazione del momento oppure era davvero ciò che pensava.


Dal momento che era ora di andare a tavola per il pranzo, dissi a mia madre che volevo fare una doccia. Rispose che andava bene e che quindi lei nel frattempo andava a innaffiare le piante in balcone. La vidi prendere l’innaffiatoio, riempirlo e avviarvi in balcone.


Lo guardai con la bocca aperta perché lei aveva ancora la blusa alzata, arrotolata in vita, quindi aveva ancora figa e culo scoperti. La vidi uscire in balcone, innaffiare i fiori e rientrare.


Appena mi vide ancora lì, mi chiese come mai non fossi in bagno. Le dissi che avevo bisogno una mano per lavarmi la schiena. Immediatamente disse a Mario di apparecchiare la tavola mentre lei mi avrebbe aiutato a fare la doccia.


Mario prese a darsi da fare e io entrai in bagno seguito da mia madre. Effettivamente mi vergognavo a spogliarmi davanti a lei, mentre lei, come se niente fosse, tolse la blusa rimanendo completamente nuda.


Le chiesi il motivo perché avesse tolo la blusa. Disse che faceva la doccia anche lei. Mi misi sotto l’acqua prendendo e lei entrò con me. La doccia non era grandissima e perciò i nostri corpi si toccavano e poi, vedendo una donna completamente nuda, anche se era mia madre. Mi eccitai tremendamente. Lei, anziché di dirmi qualcosa di brutto, prese a sorridere come se fare il bagno madre e figlio completamente nudi fosse la cosa più normale di questo mondo. E mentre io m’insaponavo davanti, lei prese a insaponarmi dietro. Poi mi chiese di farlo io con lei, però mi disse di non usare la spugna, ma di mettere il bagnoschiuma direttamente sulle mani e lavarle la schiena. Lo feci e sentivo la sua pelle liscia, tanto da eccitarmi ancora di più. Il mio pene dritto le toccava il culo, visto che io ero alto quanto lei e senza volerlo, iniziai a spostare le mani portandole sul suo seno. Presi a lavarle il seno e i capezzoli principalmente. Vidi mettersi una mano tra le cosce mentre io le stuzzicavo i capezzoli, probabilmente si stava masturbando. Non conoscevo mia madre da quel punto di vista, quindi non dissi nulla. Probabilmente mio padre davvero non la toccava più da molto e quindi lei doveva arrangiarsi come meglio poteva.


Sicuramente raggiunse l’orgasmo perché la sentii ansimare. Poi prese a toccarmi come se volesse lavarmi. Mi passò le mani sul torace per poi scendere fino all’inguine. Me lo prese in mano scappellandomelo per lavarlo meglio. E mentre faceva quel movimento, io emettevo dei mugolii di piacere. Senza perdere tempo, mia madre prese a masturbarmi facendomi godere immensamente. Mi sciacquò e uscimmo dalla doccia. Ci asciugammo quindi lei disse di andare a mangiare. Andai in camera e indossai l’intimo e quando tornai in cucina vidi che mia madre era rimasta nuda davanti a Mario che se la stava mangiando con gli occhi.


Mangiammo tranquillamente, almeno per me, mentre Mario aveva gli occhi incollati sul seno di mamma, la quale a un certo punto gli chiese se gli piacesse guardarla. Chiaramente Mario rispose di si.


Terminato di mangiare e sparecchiato, andammo a riposarci. E mentre mamma andava in camera sua, mi chiese di portarle il caffè quando ci fossimo svegliati. Io e Mario ci stendemmo sul letto. Presi a dire a Mario quel che era successo in bagno. Mario rimase con gli occhi sbarrati. Ci addormentammo per circa un’ora. Alle 15 ci alzammo, accesi la macchina per il caffè quindi ne preparai uno portandolo a mamma in camera sua. Dissi a Mario di seguirmi perché sicuramente nostra madre aveva qualcosa in mente. Entrai adagio in camera da letto e la trovammo distesa sul letto a cosce spalancate e la figa in mostra nella nostra direzione. Poggiata la tazzina del caffè sul comodino, accarezzai la mamma sul viso per poi scendere sul suo seno. Lei aprì gli occhi sorridendomi, si sedette sul letto tenendo sempre le cosce aperte, prese a bere il caffè.


Senza dirle nulla il mi distesi tra le sue cosce prendendo a leccarle la figa. Lei iniziò a miagolare e all’improvviso fece cenno a Mario di andarle vicino. Gli tirò giù la lampo tirandogli fuori il pene. Prese a spompinarlo. Mario non resistette più di tanto. Le sborrò in bocca e lei bevve tutto quanto.


Nostra madre sembrava una puttana, era diversa da quello che noi conoscevamo il giorno prima. Prendemmo a chiavarla regolarmente, nel primo pomeriggio subito dopo esserci alzati e preso il caffè. 


Nostro padre era all’oscuro di ciò che noi tre facevamo a casa. Questa storia durò parecchio, fino a quando un giorno mia madre ci confessò che le sarebbe piaciuto fare l’amore con qualcun altro oltre che a noi due.


Io avevo dei compagni di scuola, andavo all’ultimo anno delle superiori, con i quali ero in confidenza e che sapevano che io mi trombavo mia madre, perché certi segreti non si possono tenere dentro.


Combinai con un mio amico di vederci a casa mia, come se dovessimo studiare, in modo che avrebbe potuto vedere mia madre nuda e se a lei andava, poteva chiavarsela.


Chiaramente prima lo dissi a mia madre, però le dissi di fare le cose come se lei non sapesse nulla.


Io e il mio amico andammo in camera a studiare e verso le 16 mia madre si presentò con un vassoio col te. indossava una vestaglia completamente aperta davanti, una guêpière  dalla quale fuoriusciva il seno, mentre sotto aveva le calze autoreggenti, senza mutandine e il pelo della figa in vista.


Il mio amico rimase a occhi spalancati perché non credeva a ciò che gli avessi raccontato sul fatto che mia madre era proprio una puttana affamata di sesso.


Mise il vassoio sul tavolo, dopodiché si sedette sul mio letto a cosce aperte dopo essersi tolta la vestaglia, invitando il mio amico a chiavarla. Quello non se lo fece dire due volte. Si spogliò e la trafisse di corsa. E mentre lui la stantuffava, io le infilai il cazzo in bocca venendo come un idrante.


Adesso sono passati un po’ di anni. Io e mio fratello ci siamo laureati e sposati. Tuttavia di tanto in tanto passiamo a casa dai miei a dare una ripassatina a mamma. Un pompino e una scopata alla settimana a testa, non ce la facciamo mancare.


La cosa strana di tutta questa vicenda è che nostro padre non è mai venuto a conoscenza di quanto puttana fosse nostra madre e di ciò che noi figli facevamo con lei.


E la cosa ancora più strana è che questa vicenda appena narrata è... vera, non c’è nessuna cosa inventata.

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Categorie: Incesti
Tag: Incesto