Mercoledì pomeriggio il commercialista bavoso telefonò a  Monica dicendole che la voleva vedere a breve, perché voleva parlarle.
Monica è sensibilmente preoccupata e me lo manifesta a più riprese, ma io le dico di stare tranquilla, perché aveva lei il coltello da parte del manico, perché il bavoso è solo uno di quegli uomini che ragionano col il cazzo, invece che con la testa e sicuramente sarà in grado di tenergli testa.
Monica incontrò il commercialista bavoso in un bar del centro, dove le offrì un aperitivo parlando del più e del meno il che la tranquillizzò parecchio.
Finito di bere l’aperitivo, il commercialista bavoso le chiese di entrare nella sua Porsche nuova fiammante e le fece una proposta.
L’uomo le disse che l’indomani lo studio sarà chiuso completamente e quindi sarebbero potuti rimanere soli lei e lui.
Prima le offrì duecento euro per fare la cacca completamente nuda davanti a lui, ma Monica gli fece presente che soffrendo di stitichezza non sempre riesce e fare la popò soprattutto di pomeriggio.
Lui allora le offrì trecento euro se va lì con una peretta o un clistere, che gli avrebbe fatto lui e poi la avrebbe guardata che si liberava completamente nuda e nella posa che avrebbe voluto lui cioè a gambe completamente spalancate.
Quella del commercialista bavoso era una proposta talmente sfacciata che Monica non sapeva cosa rispondere, l’uomo però era talmente allupato che rilanciò la proposta offrendogli altri cento euro se gli avesse fatto un pompino e altri duecento se si fosse stata fatta scopare nella scrivania dell’ufficio, fino ad arrivare ad altri cinquecento se gli avesse dato il culo.
Monica a questo punto gli disse che nel culo non voleva, perché l’aveva fatto solo poche volte, che il buchetto era stretto e aveva paura di sentire male.
L’uomo a questo punto si accese ulteriormente arrivando a offrirle fino a 1300 euro se il suo buco del culo è così stretto come dice, però per confermare l’offerta voleva sentire se il  buchetto è veramente stretto come dice,  dicendole di farglielo vedere.
Monica eseguì come un automa, talmente imbarazzata da non avere neanche il coraggio di guardarlo in faccia, sentì solo il dito toccarle il buco del culo e che il commercialista bavoso fece una faccia molto soddisfatta sentendo quanto il suo buco del culo fosse stretto ribadendo la sua offerta a cui tiene parecchio puntualizzò.
Monica mi chiamò appena tornata a casa raccontandomi tutta la vicenda e dicendomi che accettare significherebbe diventare una puttana, ma che erano veramente tanti soldi quelli che il commercialista bavoso le ha offerto.
Io le faccio subito che una ragazza giovane e fresca come lei può chiedere molto di più considerando che poi il bavoso si vanterà della cosa in giro e questo potrebbe avere delle conseguenze con le colleghe.
Monica si dice d’accordo con me e mi dice che chiederà tremila euro, affinché il bavoso rinunci.
Il giorno dopo il bavoso la chiamò nel suo ufficio per chiederle cosa aveva deciso. Monica gli disse che voleva tremila euro.
L’uomo le disse che ci stava, ma che per tutti quei soldi l’avrebbe trattata come una puttana e che avrebbe dovuto fare tutto quello che voleva e che aveva tre ore per pensarci.
Decido di darle il permesso di accettare, facendole presente che dopo di questo non l’avrei più trattata come uan novizia, ma come una schiava a cui si sarebbe potuto fare di tutto. Monica mi rispose che ne era consapevole, ma che accettava la cosa perché erano veramente tanti soldi e ne aveva bisogno,  anche se sapeva benissimo che essendo l’unico a saperlo, avrebbe dovuto obbedire a qualsiasi cosa mi fosse venuto in mente di ordinarle, in quanto non poteva permettersi che si sapesse in giro.
Intorno all’una il commercialista bavoso chiuse tutte le porte dello studio e mise una borsa con tremila euro davanti a Monica che li mise prontamente in borsa.
Si spogliò  e  chiese a Monica di fare altrettanto, poi si sedette e la fece avvicinare a lui a gambe aperte. Iniziò a toccarle la figa, inserendo un dito. Monica si sentì subito tutta bagnata, anche se non capiva perché vergognandosene profondamente. Dopo un po’ il commercialista bavoso incominciò a insultarla, mentre continuava a muovere il dito nella sua figa.
Tolse il dito dalla figa di Monica e ha iniziò ad infilarlo in culo dicendole che è una troia piena di merda.


Le chiese:” da quanto tempo è che non la fai?”
lei rispode:”da due giorni.”


Saputo questo il commercialista bavoso insultandola la portò in bagno, la fece pisciare a gambe spalancate e poi le ordinò di spingere per far uscire la cacca. Monica era sempre più imbarazzata, una cosa del genere fino a qualche ora fa non sarebbe stata neanche in grado di concepirla, la cosa fu talmente umiliante che cominciò a piangere, più spingeva per cagare e più si sentiva umiliata.
Finalmente un po’ di cacca cominciava a uscire e il commercialista bavoso vedendo questo cominciò a toccarsi il cazzo che cominciava a diventare duro.
Appena fatta questa poca cacca, le ordinò di alzarsi e andare verso il lavandino. Prese una peretta, preparò l’acqua calda, la riempì riempita e lubrificò. Monica si dovette mettere a pecora, mentre il commercialista bavoso inserì la peretta delicatamente.
Era molta acqua. Fastidiosa, ma questo al commercialista bavoso ovviamente non interessava. Lo stimolo era sempre più forte, così come l’imbarazzo, ma l’uomo la fece aspettare, finché proprio non ce la faceva più. Successivamente la fece  sedere con le gambe divaricate e appoggiate su delle panche. In pratica Monica aveva il buchino completamente esposto e non ce la faceva più, era così imbarazzata che incominciò a piangere sempre più copiosamente.
Il commercialista bavoso incominciò ad insultare Monica, le intimava di resistere, la pancia cominciava a farle male, così le diede il permesso di liberarsi. La vergogna era sempre più totale e il pianto ogni minuto di più sempre più copioso.


“caga troia.” disse


Li la vergogna per Monica fu totale. Pianse mentre usciva la cacca, lui la guardò e si segò senza fare a meno di farle notare che si vedeva che usciva tutto. Nulla era mai stato tanto umiliante per Monica nella sua vita come quello che stava facendo in quel momento.
Quando ebbe finito anche se aveva ancora un po’ di acqua in pancia la fece alzare e le preparò una peretta ulteriore e la spremette facendola appoggiare a novanta gradi sul lavandino.
Le ordinò di aprire le natiche con le mani che voveva godersi bene lo spettacolo della spinta fuori cosa che a Monica riuscì mentre veniva insultata e umiliata dal commercialista bavoso.
La obbligò a succhiarlo, mentre si liberava e fu costretta ad ingoiare tutta la sborra di un sessantenne vecchio e bavoso.
Monica si sentì profondamente sporca dentro, ma lui andò in ufficio, mentre lei si puliva della sborra che gocciolata sul suo viso.
Tornata in ufficio, Monica sperò che non gli si alzasse più.


Il commercialista bavoso disse:” hai mai cagato davanti a qualcuno troia’”
Monica rispose:” ovviamente no”


Le mise la mano sulla testa, la spinse verso il cazzo, le chiese se lo succhiava al suo ragazzo, se ce l’aveva più grande del suo.
Monica dovette ammettere che il commercialista bavoso aveva un cazzo più grosso e lungo di quello del suo ragazzo. Sentito questo l’uomo incominciò ad insultare sia lei che il suo ragazzo, cosa che glielo fece diventare duro come il marmo.
Dovette mettere le gambe intorno a lui che cominciò a scoparla, dandole degli schiaffi pesanti, palpandole il seno in modo volgare e mentre le teneva ferma la mano dava colpi decisi. Monica si faceva sempre più schifo, perché le stava piacendo. Un uomo di sessant’anni con la pancia la scopava meglio del suo ragazzo e lei non riusciva a contenere i gemiti, lui la insultava in ogni modo, ma lei non riuscì a trattenersi ed ebbe un orgasmo molto intenso.
Si tolse il profilatico e iniziò a lubrificare Monica con un dito, lui seduto con Monica a novanta sulla scrivania.
Le lubrificò parecchio il culo, Monica aveva molto olio dentro. Il commercialista bavoso si alzò, cominciò a inculare Monica.


Monica disse:” abbia pietà, per favore.”
Il commercialista bavoso rispose:” te lo svergino come cazzo mi pare puttana , con tutto quello che mi sei costata.”
Monica aveva una paura assurda, la teneva per i fianchi e spingeva sempre più forte, il dolore era tremendo.


Monica disse piangendo:” faccia piano mi fa male.”
ma niente l’uomo non ebbe nessuna pietà e spingeva sempre più forte, Monica non aveva mai sofferto così tanto in vita sua, le mancava il respiro.
Il commercialista bavoso cominciò a insultarla, a ribadire che il culo era suo, che si stava prendendo la sua verginità, non ci andava piano.
Quando pianse ancora più copiosamente la reazione del commercialista bavoso fu quella di tirarle i capelli e prenderla a schiaffi.


Il commercialista bavoso disse:” devi supplicare, implorare e dire quanto ti fa male.”
Tutto questo davanti alle foto della moglie e dei figli. Dava del cornuto al ragazzo di Monica, che la sua verginità era sua e che il suo ragazzo è solo un inferiore e che lei è solo una puttana da strada.


Monica sperava che il supplizio finisse, ma durò un eternità finché lui venne dentro il suo culo.


Era distrutta nella mente e nel corpo.


Il commercialista bavoso la legò sospesa finché dal suo culo non gocciolò lo sperma, che le ordinò di pulire dal pavimento.
Monica per motivi igienici si rifiutò di farlo e il commercialista bavoso le disse che con tutto quello che aveva pagato doveva fare quello che voleva lui, prese un frustino e le frustò pesantemente il culo, finché Monica cascò per terra esausta.


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