Passarono alcuni giorni durante i quali Daniele non si fece sentire. Io mi masturbavo spesso pensando a tutta la situazione che si era creata, ma una parte di me si sentiva sollevata. Questa cosa infondo era potenzialmente molto pericolosa per la vita che così faticosamente mi ero costruita. 


Ma il meccanismo della perversione era ormai stato messo in moto e ben presto me ne resi conto.


Un pomeriggio tornai a casa dal lavoro e trovai Marco sul divano con un’aria perplessa.


- Che è successo? - chiesi
- Niente, stamattina Daniele mi ha invitato a pranzo e ci sono andato.
Improvvisamente mi raggelai, ma lui continuò il racconto.


- Non era solo, con lui c’era un'altra persona. Un uomo sui 45 anni portati male. Un po’ di pancia, l'aria dimessa. Sembrava molto a disagio. Me lo ha presentato perché a suo dire abbiamo molte cose in comune, ma onestamente a me non è sembrato affatto e più ci penso, più non colgo il senso di questa conoscenza..
- Va bene- cercai di rassicurarlo - ma perché hai quella espressione preoccupata? Avrà pensato che farvi conoscere potesse essere funzionale magari al vostro lavoro-
- Ma è proprio questo il punto: lavorativamente non abbiamo niente in comune. Lui si occupa di edilizia, mentre io sono impiegato amministrativo.
- Amore, qual’è il problema? Si sarà semplicemente sbagliato-


Improvvisamente mi guardò con aria sospettosa e disse:
- Tu hai fatto capire a Daniele che ti piace?
- Ecco il mio gelosone...ma no dai, sono fantasie che facciamo nel letto e basta. Poi che cosa c’entra con questo tipo?
- Bhe ecco, oggi pomeriggio non riuscivo a darmi pace perché non capivo questa cosa, così ho fatto una ricerca sui social per capire di più su quest’uomo e su cosa potessimo avere in comune…
- Ebbene?
- Ecco, guarda tu stessa!
Mi passò il telefono e vidi come foto del profilo il tipo vestito da sposo con la moglie che riconobbi immediatamente: era la ragazza che aveva accompagnato Daniele il giorno del compleanno di Marco.


Mi venne da ridere e Marco mi guardò malissimo


- Ahahah ecco cosa avete in comune, le corna!! Che maiale che è Daniele!
- Ma che cosa ridi? Io ho le corna?- era tra il preoccupato e l’incazzato
- Non proprio amore, ma io credo che non ti dispiacerebbe
- C’è qualcosa che non so?
- Va bene tesoro, vieni qua sul letto che ti racconto una cosa che ti farà tanto arrabbiare, ma così tanto che ti scoppierà il cazzo.
- Senti se hai fatto la troia io… io…
- Io cosa? Cosa fai mi lasci? Vuoi lasciarmi e perdermi per sempre? Rimanere solo?
Tacque, io gli presi la mano e portai a letto. Gli tolsi i pantaloni e le mutande e iniziai a parlargli all'orecchio mentre segavo il suo cazzetto già durissimo.


- La sera del tuo compleanno ho lasciato le mutandine nel bagno e Daniele ci ha sborrato sopra. Dopo la festa ho leccato e bevuto tutta la sborra e poi ti sono venuta a baciare.
- Sei una troooia - disse sborrandomi in mano.
- E tu sei un cornuto, anzi tecnicamente non lo sei ancora perché Daniele non mi ha scopata, ma dovremo rimediare stasera stessa. Questa umiliazione che ti ha dato è talmente eccitante che non voglio aspettare un minuto di più, voglio scoparmelo adesso qui nel nostro letto amore.
- Il suo uccello come di consueto era di nuovo duro, ma stavolta gli vietai di toccarlo


- Prendi il tuo telefono e dammelo - ordinai e lui eseguì
Cercai Daniele nella rubrica e gli scrissi: “ hai ragione io e il tuo amico abbiamo due cose in comune sulla testa. Vieni a casa che mia moglie ti aspetta”


- Ora premi invio-
Esitava


- premi ho detto!
Inviò il messaggio. 


Dopo mezz’ora suonò il campanello e lo mandai ad aprire.Si salutarono come se niente fosse poi si sedettero sul divano.


- Allora Marco, prima di tutto fatti dire che tua moglie è bellissima ed è una donna straordinaria. Quello che sta per fare lo fa per te più che per se stessa, lo capirai con il tempo. Questo gioco lo faremo insieme, tu sarai un protagonista assoluto, perché la tua umiliazione è ciò che più eccita la nostra Caterina e un po’ anche me.
La parola Nostra mi piaceva perché mi iniziavo a sentire anche sua. Poi si rivolse a me:


- Caterina vai a prendere la cavigliera che ti ho dato l’altra sera
Mi avviai non senza incrociare lo sguardo interrogativo di mio marito. Tornai e consegnai il gioiello.


- Ecco Marco il gioco è molto semplice: sarai sempre tu a decretare l’inizio del gioco, allacciando questa cavigliera sopra al piede destro di tua moglie. Da quel momento lei sarà la mia schiava e tu sarai il suo. Questo stato di cose durerà fino a quando lei arbitrariamente non deciderà di togliersela e te la consegnerà. Ora fai bene attenzione: almeno una volta al mese dovrai mettergliela altrimenti, passati 30 giorni dall’ultima volta interverrò io  e non ti consiglio di sperimentare questa modalità.
E’ tutto chiaro?


Mentre parlava ero tutta fradicia. 


Marco annuì.
- Bene proseguì Daniele, mi sa che tua moglie adesso vuole scopare con me. Vuoi allacciarle la cavigliera, così la potrò accontentare?
E nel dirlo, delicatamente mi slacciò il sandalo e pose il mio piede nudo sopra al tavolinetto della sala.


Mio marito prese la cavigliera e me la allacciò.


- Bravo cornuto, ora fino a quando Caterina non deciderà di toglierla sarai il nostro schiavo. Aspetta qui che andiamo a scopare.
- No - lo interruppi
- Prima voglio fare una cosa.
Presi il cuscino e lo buttai in terra, ero molto vicina a Marco. Aprii la patta dei pantaloni di Daniele e tirai fuori il suo cazzo. Lo succhiai un po’, poi lo mostrai orgogliosa a mio marito.


- Lo vedi? Il confronto è impari- dissi guardando verso il suo cosetto che si stava già menando. Poi ripresi a succhiare parecchio. Alla fine mi alzai e andai a baciare mio marito, constatando la sua fortissima eccitazione. Gli toccai la testa e mi girai verso Daniele, lo presi per mano e dissi:
- Andiamo fargli queste corna, è ora!


Entrammo in camera e mi dimenticai completamente di avere un marito. Baciai Daniele appassionatamente e lo invitai a scoparmi in tutti i modi. Gli urlavo che lo amavo ed ero solo sua. Sentivo mio marito che diceva di fare piano e ricordo di aver detto a Daniele:



- Guarda amore, questo cornuto si preoccupa dei vicini, non del fatto che gli stai sfondando la moglie.
- E’ proprio il re dei cornuti - commentò lui
Mi sentivo la padrona del mondo e al momento di venire insieme urlai a Daniele di sborrarmi nella fica.


- Mettimi incinta - urlavo
Riversò nella mia fica una gran quantità di sborra calda che mi fece godere da morire.



Marco intese che avevamo finito ed entrò in camera. Sembrava un uomo disperato ma col cazzo in tiro. Un primo istinto fu quello di andare a consolarlo, ma di nuovo la perversione ebbe la meglio. Mi girai verso Daniele e gli dissi:


- Baciami amore mio, mi hai fatto godere tantissimo. Ti amo
Lo baciai appassionatamente a lungo, poi ordinai a mio marito di leccarmi la fica mentre baciavo il mio amante e lui obbedì.



Ebbi l’orgasmo più forte di tutti proprio in quel momento e  Marco poco dopo venne a sborrarmi in faccia dandomi della troia.


Quando tutto finì finalmente abbracciai mio marito e ringraziai Daniele.


- Vuoi che dorma qui con te?- mi chiese con grande galanteria.
- No, ora voglio stare con mio marito. - E detto questo mi sfilai la cavigliera e la appoggiai sul comodino.


Brava- disse Daniele
Poi si rivolse a Marco


- Amico, mi sembra che hai goduto bene anche tu, no? Le corna non sono poi così male!
Se ne andò e rimanemmo soli. Dormimmo abbracciati tutta la notte e poi la mattina dopo facemmo l’ amore con una intensità mai vista. Ci baciammo tutto il tempo come due fidanzatini di 15 anni.


E’ come se avessimo vissuto un sogno, quell’uomo era il mio grande amore, mentre Daniele la mia voglia di trasgredire.


Feci una doccia e mi preparai per andare a lavoro, mi sedetti per allacciare i sandali quando fui colpita dalla cavigliera che era ancora sul comodino e mi prese una strana voglia, di giocare ancora.


- Amore- dissi oscillando la catenina davanti a lui - me la metti per andare a lavoro? Per favore…


Fece un'espressione disperata che mi eccitò ancora di più, ma scappò via lasciandomi lì. Le regole sono regole, pensai, posai la cavigliera e andai a lavorare.


Ero tornata ad essere la mogliettina perfetta. 


Almeno fino alla prossima volta...


 

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