1. Introduzione.


Non passava giorno che io e Giorgia ci inventassimo le cose più strane per tenere alto il nostro tasso di libidine… 
Come speravo da tanto tempo, una volta mi propose di passare qualche ora al nostro sexy shop preferito, per fare acquisti ma non solo...


2. Visita al sexy shop.


Dunque, passai a prenderla a casa sua, e insieme andammo a un paese vicino al nostro (sempre meglio non rischiare di essere riconosciuti)... 
Entrammo nel locale dove ci conoscevano bene perché già allora eravamo clienti abituali, e dove le commesse (tutte donne, e anche molto avvenenti) erano molto discrete, e lì ci venne spontaneo – come facevamo quando eravamo sicuri di non essere visti e riconosciuti da occhi indiscreti – di tenerci teneramente mano nella mano.


Così, cominciammo a dare un'occhiata alle cose che c'erano esposte, e a un certo punto Giorgia si fissa su un cazzo finto, con relative palle: era bello lungo, e i nostri sguardi si incrociarono... 
Siccome quella parte del negozio era un pò riparata da possibili occhiate inopportune, lei tirò fuori la sua linguetta e svelta cominciò a leccare quel surrogato di cappella...


Il suo sorriso da TROIA e il rischio di essere platealmente scoperti mi fece eccitare da pazzi... 
Mia sorella se ne accorse, e mi toccò il pacco che era diventato duro da morire...  E più lei leccava il giocattolo finto, e più le mie palle si indurivano da farmi male...


Così lei decise di andare oltre e provare il “gingillo” prima dell’acquisto: chiamò la commessa che, molto professionalmente, ci indicò un piccolo camerino, chiuso da mura su tre lati mentre sul davanti l’ingresso si nascondeva dietro una pesante tenda scura che scendeva fino a terra.


Entrammo... Lei aveva un bel vestito da sera tutto luccicante, con dietro una cerniera che andava dal collo fino al suo magnifico culo.
Mi chiede di abbassarla, e subito dopo si girò, dandomi le spalle... Cominciai l'operazione – personalmente preferisco i bottoni, mi eccitano di più –, e quando abbassai la cerniera di un tratto sufficientemente ampio, mi accorsi che sotto... non c'è nulla!!!! 
Scesi giù, e davanti ai miei occhi si affacciarono le forme sinuose del suo culone grande e tosto, che lei intenzionalmente spinse all’infuori verso di me...


Quando sentì che era tutto aperto, Giorgia si girò sfilandosi di dosso quel che era rimasto... 
Restai ammaliato da lei, come ogni volta che vedevo il suo corpo nudo... la mia cappella cominciò a pulsare all'impazzata nei pantaloni, ma mi imposi di resistere...
Avevo gli occhi piantati sulla sua bellissima fica pelosa, quando la sentii dire: 
- “Dai, non restare così inchiodato, prendi il giochino... ho voglia... lo proviamo?”. 
Glielo porgo, tremante dall’eccitazione, e lei: 
- “No, devi metterlo tu dove sai...”.


Così, mi inginocchiai davanti… avevo il viso a pochissimi centimetri sua vulva, e – iniziando a premere quell’oggetto contro la sua fessura – sentii che mia sorella era già bagnata a sufficienza...


3. Piacevole imprevisto.


Proprio in quel cruciale istante, ecco che – senza alcun avvertimento sonoro – all’improvviso la tenda del camerino si aprì ed entrò una commessa,  trovandomi con mani “in pasta” nella fica di Giorgia… 


La povera ragazza – doveva avere non più di 30 anni, sveglia quanto basta, alta sul metro e 60, e formosa quanto la mia porcella – restò a bocca aperta, mentre la mia consanguinea la “accolse” con un sorriso diabolico, che a me parve un invito a troieggiare insieme.


Dopo quel tacito invito, si avvicinò a noi due e si premurò di richiudere per bene la tenda, restando poi ferma dandoci le spalle… Quindi, parve  ripensarci, riaprì la tenda e sparì alla nostra vista.
Ci dicemmo a voce bassa tanto che non ci potè ascoltare:
- “Ma che strana ragazza…”. 
Io, allora, mi voltai e da uno spiraglio della tenda la seguii un pò con lo sguardo, e vidi che andò a chiudere a chiave la porta del negozio… 
Feci finta di niente, ma dissi a Giorgia:
- “Aspettati qualcosa di molto caldo…”. 


Quando la commessa tornò da noi, questa volta lascia la tenda aperta… Mia sorella stava leggermente sdraiata sulla poltroncina rossa, con le cosce scandalosamente divaricate e il nuovo “giocattolino” dentro… 


Le due femmine si fissarono intensamente, come se io non ci fossi, benché fossi ancora lì a nutrirmi del profumo intenso della fica di Giorgia… 
Poi, la commessa iniziò a spogliarsi… 
Era vestita come lo potrebbe essere un’impiegata di un ufficio “serio”: gonna che la fasciava lunga un palmo sopra le caviglie e maglioncino di lana pesante color acqua marina, con maniche leggermente sopra i polsi…


Si tolse prima la maglia… la solleva fin sotto le tette, e… wow!!!! Vidi che non portava altro, e la forma di due belle mammelle piene e sode si materializzò davanti ai miei occhi… 


Mi guardò, mentre mia sorella – che si era sfilata il dildo dalla fica – si masturbava lentamente ma con energia, e mi fissò con aria di sfida, come a dire:
- “Vediamo chi riesce a farti impazzire prima!”. 


La commessa continuò lo spogliarello… Non so se faceva parte del suo “lavoro” o le veniva naturale dinanzi allo spettacolo che le stavamo offrendo, comunque sia – alla fine di questa meravigliosa quanto per me esasperante esibizione – restò a petto nudo: una bella quinta di seno, forse anche più abbondante di quella della mia sorellina, soda ma leggermente tendente verso il basso, e su due capezzoli ne grossi ne fini, appoggiati su delle areole assolutamente perfette!
Più giù, l’ombelico, del tipo “aperto” proprio come piaceva a me, faceva da centro ad un pancino squisito, leggermente sporgente…


Il mio pacco stava crescendo a dismisura, e le due troie se ne erano accorte… Per un momento, fu come se tutto si fosse fermato… e per un momento interminabile rimasi “terrorizzato” al pensiero che tutto poteva finire li…


Ma invece mia sorella invitò la ragazza a proseguire… 
Mi diede le spalle, e Giorgia mi disse di slacciarle il bottone della gonna: obbedii. 
Ero eccitato al pensiero di cosa avrebbe potuto riservarmi quello spettacolo: la “mia” troia non mi aveva mai deluso in fatto di sesso, e nemmeno ora (ne ero sicuro) lo avrebbe fatto…


La commessa iniziò a calare la gonna, sculettando e dimenando il culo, che  fasciato in quel vestito non dava certo l’idea di quanto fosse realmente voluminoso, tondo e bello…
E infatti, quando la gonna fù ormai alle caviglie, la visuale che mi si propose era quella di un “oggetto” grandioso ma ancora racchiuso nel perizoma a filo: solo il culo di mia sorella poteva reggere il confronto con tanta meraviglia…
Ci vollero ancora pochi secondi a che anche questo minuscolo oggetto sparìsse… E la ragazza si voltò… 


Dio mio, che divinità!, ormai il mio cazzo era evidente sotto i pantaloni – tra l’altro, non portavo slip –, e quella inimmaginabile esibizione non fece che amplificarne enormemente l’effetto: un pelo nerissimo e riccioluto nascondeva le labbra di una fica che certamente doveva essere straordinaria… gonfia anche lei dall’eccitazione, e con qualche goccia di liquido viscido ad impiastricciare quella foltissima vegetazione…
E che dire delle cosce? Anch’esse, erano proprio come le adoro: lisce, “corpose”. 


Nell’insieme, quella giovane era una bellezza che mi avrebbe quasi potuto far dimenticare di mia sorella, se non fosse che lei – sempre con le mani nella sua fica ormai grondante umori – mi ordinò: 
- “Abbassati i pantaloni e scappella!”. 
Generalmente, io amo comandare, ma anche essere comandato da lei non era male!!!


Dunque obbedii un’altra volta… 
Avevo il cazzo durissimo… Lo scappellai sapendo che era quello che voleva vedere la mia porca… 
Mi avvicinai a lei, ma – con sorpresa – mi disse: 
- “Eh no, mio caro… Oggi dobbiamo far contenta la puttanella…”. 
Erano davvero splendide entrambe, ed io, non sapendo a chi guardare, passavo con gli occhi dall’una all’altra… 


Feci un passo verso la commessa, e le accarezzai quel soffice vello che aveva tra le cosce…
Pensavo di scoparmela, e che mia sorella mi avesse dato il suo consenso… 
E invece, Giorgia saltò giù dalla poltrona come una furia, si aggrappò alla ragazza ed affondò la lingua nel pelo di lei… 
Quello che accadde in quel boschetto potei solo immaginarlo, ma la ragazza – dopo pochi istanti di questo “trattamento” – manifestò come un brivido, finendo in ginocchio davanti a mia sorella… 
Si abbracciarono, tutte e due ansimanti… mentre io restai lì inebetito, con l’uccello duro come il marmo, le palle gonfie che quasi mi facevano male, e un rivolo di sperma che cominciava a scendere lungo l’asta…


Quando tutto finì, mia sorella accarezzò e palpeggiò ovunque quella donna che per la prima volta si era intromessa tra di noi (me lo disse lei dopo, usando esattamente queste parole…).


Passarono ancora dei lunghi momenti di languide tenerezze prima che iniziassero a rivestirsi, ma lo spettacolo era finito ed io rimasi un pò deluso…
Guardai la mia troia, ma lei fece come se non mi vedesse… 
Allora, anch’io mi ricomposi e mi rialzai mestamente i pantaloni.


4. Epilogo o forse no.


Prima che la commessa si allontanasse, mia sorella – sbandierando in alto e mostrandole il dildo che aveva provato – le disse: 
- “E’ perfetto… lo prendo…”.


Così, andai a pagare il “regalino” per la mia donna e la ragazza riaprì il negozio… 
Attese accanto alla porta che uscissimo, e mia sorella – passandole accanto – le accarezzò il viso: 
- “Piccola, non credere che sia finita così… Voglio “giocare” ancora con te…”.
Confabularono qualcosa a bassa voce, tanto che io non ci capii nulla, e si accordarono per qualcosa… 


Giorgia, mi guardò ancora una volta con una bonaria aria di sfida, come per dirmi: “Guarda cosa ti stò organizzando”, e salutò la ragazza…


Uscimmo… Di corsa, mi trascinò verso la macchina parcheggiata lontano, e – una volta salita e chiusi dentro, mi spiegò la sua intenzione: aveva invitato la commessa del sexy shop a casa sua, le era venuta una gran voglia di rasare a zero quella fica pelosa e di farmela scopare… naturalmente sotto la sua supervisione! 


Che dire?, mia sorella è davvero unica in tutto… Stava per “sacrificare” quella pelliccetta (e sapeva che per me sarebbe stato quasi un “sacrilegio”) per il gusto di provare e farmi provare altre emozioni forti…


FINE.

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