Finalmente la scuola era finita e per fortuna come tutti gli anni, ero stato promosso. La strada per il diploma era quasi al termine e mancava solo un anno per quel pezzo di carta. Ma ora l'importante era godersi la lunga estate. La mia famiglia non era proprio ricca, anzi, viveva come tante di stipendio e risparmi, ed io insieme ai miei due fratelli trascorrevano le vacanze estive sulle spiagge Laziali, non troppo lontane dalla nostra cittá.
Ci eravamo organizzati bene: abbonamento mensile ai mezzi pubblici extraurbani, pranzo al sacco con panini, asciugamano e crema solare, ed abbonamento settimale allo stabilimento balneare che offriva prezzi stracciati agli studenti. Tutto era perfetto per iniziare la vacanza. Come tutti pensavo ad una sola cosa, al divertimento, che includeva, nuoto, mare, pallone e perché no, conoscere qualche ragazza. I giorni passavano velocemente, casa, bus, mare, pranzo e poi di nuovo casa. Ogni tanto qualche uscita serale con i nuovi amici conosciuti, ma niente di piú. La ventata di freschezza e novitá, arrivó due giorni prima della fine della seconda settimana al mare.
Ero a pranzo, seduto con i miei fratelli ed i suoi nuovi amici su un muretto. Parlavano e ridevano per stupidaggini, fino a quando una ragazza del gruppo conosciuta il giorno stesso si rivolge a me:
«Senti... perché non ci facciamo un giro, cosí digeriamo e possiamo farci il bagno prima?».
Accetto senza neanche pensarci e prima ancora che potessi chiedere al resto della comitiva se voleva unirsi a noi, Milena mi prende per mano e mi trascina via. Facciamo pochi passi, poi Milena mi chiede di fermarmi e di entrare nella piccola cabina che lei e le sue amiche avevano affittato per tutto il mese. Sul momento non penso a secondi fini, ma l'idea di stare insieme ad una ragazza, solo io e lei, mi piace e non ci vedo nulla di malizioso, o almeno così penso sul momento. Ma appena entriamo nella cabina, lei chiude a chiave la porta di legno, ed il mio cuore inizia a battere più velocemente! Non che non avessi avuto mai una ragazza, ma essendo comunque ancora "alle prime armi", quel momento mi eccita.
«Ti piaccio Chase?» mi chiede cosí, diretta, senza esitazione, come si faceva una volta tra ragazzi.
«Come?» rispondo.
«Ho detto, ti piaccio? Glielo fai sempre dire due volte alle ragazze?».
«No... io... non avevo capito, ma...» e prima ancora di finire il pensiero, Milena con la stessa spavalderia con cui mi ha chiuso nella cabina e la stessa sicurezza con cui mi ha fatto le domande, si abbassa improvvisamente davanti a me e con entrambe le mani afferra decisa i miei boxer da mare e li tira giú con un colpo secco lasciandomi nudo con il mio pisello ciondolante di fronte a Lei.
«Ma... ma che cosa fai?» gli dico subito provando a riprendere la situazione in mano e cercando di tirare su il mio costume.
«Cosa faccio?» e senza aggiungere una parola, blocca le mie mani che tentano di ritirare su i boxer.
Ribadisco, non che lei fosse la mia prima ragazza, semplicemente non ero abituato a tanta sfrontatezza.
Così con Milena in ginocchio davanti me e capendo o sperando la direzione che stava prendendo quella situazione, alla fine la lascio fare. Lei inizia ad accarezzarmi il cazzo, a pulirlo delicatamente con le sue mani affusolate dalla sabbia. E piú lo pulisce, piú lo sento gonfiarsi. Poi lei poggia la sua mano sinistra su una gamba e con l'altra tira su la pelle del mio cazzo facendo uscire ormai una enorme cappella rossa.
Ad oggi posso dire che Milena sicuramente aveva visto piú cazzi di quanta fica avessi visto io perché ci sapeva davvero fare. Così inizia a pulirmi anche quella, ma stavolta con la sua lunga lingua. Non se la mette in bocca, ma inizia a leccarla come fosse un gelato, prima a destra, poi a sinistra ed infine sotto la cappella.
"eh si... la ragazzina ci sa davvero fare" penso ancora mentre il mio cazzo diventa ovviamente duro come il marmo. Devo anche poggiare le mani dietro di me, sul piccolo tavolino alle mie spalle per non cadere, perché il mio uccello inizia a pulsare e le mie gambe sembrano cedere. Se ne accorge anche Milena che il cazzo inizia pulsare piú velocemente, così si ferma tutto d'un colpo e si mette in piedi davanti a me ed il mio cazzo dritto. Poi mentre mi guarda divertita notando la mia evidente eccitazione, si slaccia la parte alta del costume mostrandomi le sue acerbe tette e con la stessa spavalderia iniziale, guida con la sua mano la mia verso il suo seno. Allora inizio a palpeggiarla, toccarla ovunque e dal mio cazzo, nonostante non fosse più stimolato manualamente da lei, inizio a perdere gocce di sperma che cadono sui piedi di Lei.
«Allora ti piaccio Chase...» mi dice e contemporaneamente si toglie anche l'altro pezzo del costume, lo slip, lasciandolo cadere a terra. Adesso posso vedere un enorme ammasso di folti peli neri, ed allungo la mano anche lì. Ormai sono troppo eccitato e questa volta prendo io l'iniziativa cercando di afferrarla per i fianchi e sbatterla sul tavolino di legno, doveva metterglielo dentro e svuotarmi le palle che ormai iniziavano a farmi male.
Lei però mi ferma.
«No, non dentro...» mi dice bloccando le mie mani.
Però si avvicina comunque a me, mi bacia sulla bocca e si posiziona di fronte. Fa scivolare il mio cazzo in mezzo alle sue gambe, ed a cavallo delle stesse con movimenti lenti, struscia la sua fica pelosa sul mio cazzo dritto e pronto ad esplodere. Sento che sono arrivato, percepisco lo sperma salire lungo l'asta, così afferro con entrambe le mani il culo di Milena ed inizio a spingere con piú forza il mio cazzo tra le sue cosce come se la stessi penetrando. Ormai sono al limite, sento la prima schizzata arrivare e... sborro, sborro come un vulcano che da troppo tempo non erutta, prima con un'intensa lunga schizzata che sembra non terminare mai, una lunga colata di sborra che sembra io stia pisciando, poi inizio a schizzare ad ogni spinta... due, tre, quattro... cinque spruzzate di sborra che scendono lungo le gambe di Milena che sembra divertita dall'enorme potere che ha in mezzo alle gambe. Dopo l'ennesima ed ultima schizzata Lei mi guarda compiaciuta, accarezza un'ultima volta il mio cazzo ancora in tiro ma ormai svuotato e dopo avermi baciato si stacca da me.
«Domani per me é l'ultimo giorno, se ti organizzi, magari te lo faccio mettere dentro...» mi dice mentre si rimette il costume e cercando di pulirsi dallo sperma spalmando lo stesso lungo le gambe come fosse crema solare «...anche perché io in fondo sono andata in bianco» conclude lei allacciandosi il reggiseno. Poi non curante che io fossi ancora nudo e con un'erezione che lentamente stava sparendo ma ancora visibile, apre la porta della cabina.
«Chiudi tu quando ti sei rivestito, a domani...» aggiunge Milena allontanandosi.
Dopo dieci minuti sono in mare, completamente sudato, ma con un sorriso che lentamente si stava stampando sul mio viso. "L'estate é iniziata bene" dico a me stesso mentre mi tuffo in mare, ed il resto magari ve lo racconto un'altra volta.


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