Il tempo passava e dopo la storia con Daniele, non avevo più avuto scappatelle extraconiugali, e mi ero dedicata a prendere la patente e frequentare l'università, con Daniele spesso mi vedevo sul treno, ma non era successo più nulla, e il mio ragazzo, Stefano, aveva superato la metà, del servizio militare, quindi vivevo tra Universita, scuola guida e palestra. Uscivo con le mie amiche, e quando metti tre o quattro donne si finisce sempre a parlare di cazzi e uomini, poi un giorno, ero andata a prendere una mia amica Roberta, al lavoro, dove svolgeva la mansione di segretaria, e li durante l'attesa conosco, un ragazzo, di Roma, Silvio, un camionista, che faceva la linea tra Roma e Milano, era simpaticissimo, conil suo marcato accento romano, non era bello ma simpatico, e ci provò subito, il suo sguardo mi faceva sentire nuda, e questo mi dava anche fastidio, ed eccitazione, Roberta tardò un po', e rimanemmo a parlare per un po', alla fine ci scambiammo i nostri numeri, all'arrivo, di Roberta, Silvio la salutò, e gli disse "dove la tenevi nascosta la tua amica". In macchina Roberta mi disse stai attenta Silvio è una testa calda, poi un porco ci prova con tutte. 


Quella sera Silvio mi chiamò, mentre era in autostrada, stava tornando a Roma, e esordi che per colpa mia, era in ritardo, ma era contento, parlammo per più di un'ora,  non si fermava, mi faceva ridere, il suo accento era quello, che si sente in Tv, dagli attori romani, poi i contatti s'intensificarono, e poi un giorno, mi disse che era a Milano, un caffè dai, m'invito, che poi debbo ripartire, mi fece vedere il suo camion, rosso, con la scritta, LUPO, cosi si faceva chiamare, parlammo per un po' e poi mi baciò, di scatto con fervore, non riuscii a staccarmi, poi mi sallutò, e mi chiamò, dopo un po', io ero rimasta allibita, dal suo modo di fare, mi disse che voleva rivedermi, ed io accettai, la settimana dopo avrebbe fatto in modo di fermarsi, a Milano, di notte, e cosi fu'.


Cari lettori, non voglio annoiarvi, ma l'introduzione era d'obbligo, andai all'appuntamento in una piazzola nella zona industriale, sapevo dove voleva arrivare, ed io ero consenziente ed eccitata, arrivai con la mia macchina, vidi alcuni camion fermi, e poi vidi il suo più distante nella penombra, mi chiamò e mi fece posteggiare e m'invito a salire sul camion, eravamo soli nella cabina del camion, era in bermuda e zoccoli, con una felpa,mi fece vedere, il letto dietro i sedili, io ero in minigonna, cominciammo, a parlare, ma poi eccolo arrivare, al dunque, comincia, a toccarmi, io al contrario delle altre volte provo imbarazzo, mi toccava, in modo volgare, rideva mi baciava, io ero completamente succube, provavo anche un po' di pentimento ad aver accettato l'invito, ma poi sentivo il suo essere uomo, grezzo, primitivo mi eccitava, mi lasciai andare, la sua lingua, la barba incolta, le mani, grosse e callose, mi eccitava tutto, in breve mi spoglio, gli dissi di chiudere le tendine, ubbidi, e poi mi assali di nuovo, si tolse la felpa era pieno di tatuaggi, un grosso lupo, tatuato sul petto, mi disse il simbolo della sua squadra, me lo fece baciare, era adivenuto arrogante e spregiudicato, e questo mi eccitava, in breve si spogliò, eravamo, nudi, e guardai il suo pisello, che era gia duro e le dimensioni, erano di tutto rispetto, un attrezzo lungo, con una cappella violacea in contrassto, con la sua asta marrone scura,la leggenda dei camionisti, con il pisello grosso era vera, mi piazzo il suo pisello, in bocca, e comincio a spingermi da dietro la nuca, me lo passo sul viso, mi comandava e rideva, mi lodava, "Brava la puttana", dai cosi, io era arrendevole, a lui, oggi non so spiegarmi il perchè, poi lo sfilò, e vidi, il suo pisello, eretto e spavaldo, comincio con le sue dita, a penetrarmi, la fica, che si apriva, ero bagnata, mi disse "voglio, scoparti", io obbiettai, il preservativo, Lui mi rispose " li prendo, tranquilla li porto sempre, quando vado a troie", la delicatezza non era il suo forte, divenni rossa in volta, ma non ebbi tempo di rispondere, che aveva armato il suo pisellone, e mi penetrò, ,ero seduta sul sedile, apri le mie gambe,in modo violento e brutale, e cominciò, la sua monta, era violento rabbioso, la simpatia era sparita, mi martellava la fica, in modo, continuo, era asfissiante, la sua non era virilità, era cattiveria, poi, mi giro, mi ritrovai, con il viso, schiacciato, sullo schienale, ed i suoi colpi erano continui, sentivo la sua voce, ed il colpi della sua pacia sul culo, tac,tac,tac, e poi i schiaffi sul culo, era impazzito, gli dissi di fare piano, non ero un'animale, sorrise ma si eccito ancora di più, poi un suo dito mi penetro il culo, che si apri, come burro, li ebbi un'orgasmo, si avevo goduto, era arrivato improvviso, mi voltai, e vidi, i suoi occhi, erano cattivi, io ero un lago, di umori vaginale, poi sfilò, il pisello, dalla mia fica, e mi penetro nel culo, inarcai la schiena, non si fermava, non veniva, mi stringeva per i fianchi, e sentivo dolore, era un'animale, gli chiesi, di fermarsi, ma lui nulla, dopo qualche minuto, mi sdraio su ledile, e tolse, il preservativo, era secco, non più lubrificato, e mi fece succhiare il suo pisellone, e si sego sul mio volto, alla fine arrivò, riempendomi, di sperma, mi scopò, per altre 2 volte, ero stata sottomessa veramente, riempita di sperma, e raggiunto più orgasmi anche io. Ma poi, finito, mentre lui, si rivestiva, come stavo facendo io, mi prese il rimorso, verso Stefano, e cominciai a pensare cosa ci faccio io quà, vedevo i fazzoletti con cui mi ero pulita, i preservativi sui tappetini, un uomo sconosciuto, sapevo solo il suo nome, lui mi disse, che succede hai cambiato volto, sei turbata, pensi al cornuto, e rideva, gli chiesi di voler scendere, e scesi, mi raggiunse, e mi portò le chiavi della macchina, volevo andar via, e per la fretta le avevo dimenticate, nel camion, mi chiese un bacio, non volli darglielo, e lui non mi voleva dare le chiavi, alla fine, mentre aspettavo, dandogli le spalle, sentii, un calore sulla mano e sulle gambe, mi resi conto, che mi stava urinando addosso, e rideva, mi urino, sulla maniglia della macchina, e getto che chiavi, nella piccola pozzanghera, che aveva fatto, presi, le chiavi salii in macchina ed andai via, durante il viaggio, piangevo, ero pentita, trattata cosi.Arrivai a casa, e sentivo l'odore della sua urina sulla mano, entrai, ed andai in doccia, a lavarmi, finita la doccia, vidi, il mio culo, rosso, e livido.Poi squillo, il cellulare era Stefano, parlai conlui, e si rese conto, che qualcosa non andava, addossai la colpa, a quello stronzo del professore dell'università, mi raccontò delle marce, e degli addestramenti, sentivo i sensi di colpa, ma era tardi.Dopo mi chiamo il camionista, ed era di nuovo simpatico, e spensierato, gli dissi, che non mi era piaciuto, ma per lui era normale, il suo comportamento, e mi diede la buona notte, con una dolcezza, che mi lasciò, interdetta, era stato brutale, mi aveva maltrattata, mi aveva fatto provare più orgasmi, ma con quella buona notte mi aveva fatto sparire i rimorsi, mi addormentai, con la convinzione, che non sarei più andata con lui.


 

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Categorie: Confessioni Tradimenti
Tag: Bocchinare