Con le mie amiche avevamo intrapreso gli studi universitari, e frequentavamo tutte e tre la stessa Università, io (Stefania), Katia  ed Emanuela, e tutte le mattina raggiungevamo l'Universita con i mezzi pubblici, ed il treno era il mezzo più utilizzato, e sul treno, eravamo sottoposte allo sguardo dei pendolari, per lo più, uomini sposati, e sopratutto, impiegati, ed a noi, faceva piacere, nello specifico Katia, era un po' bassina, compressa e compatta, nel suo fisico,con uno dei più bei culi del liceo, da come era stato votato, Emanuela, invece era proprio bella, capelli lunghi, fisico longilineo, bella veramente bella, e poi io, io e Katia eravamo nella stessa situazione, i nostri, ragazzi facevano il servizio militare, invece Emanuela, si dilettava a collezionare piselli. Poi io rimasi sola, Katia se la spassava, con un ragazzo che lavorava in una copisteria vicino, l'Universita, Emanuela, se la spassava con un nostro compagno di corso, ed io spesso ritornavo a casa da sola, sino a quando non conobbi, il sig. Daniele, un bell'uomo sui 45 anni, sempre elegante, e molto signorile, lavorava per una nota assicurazione, i nostri incontri in treno si ripetevano, con più frequenza, e dalla fede realizzai subito che era sposato, ma la cosa mi interessava poco, mi disse che era di Lecce, ma viveva a Milano da 20 anni, ero affascinatat da lui, e vedevo che anche lui, era attratto da me, la nostra conoscenza si fece sempre più profonda, lui scendeva una fermata prima della mia, ed una sera si offri, di darmi un passaggio in macchina, era scontato, che voleva provarci, ed era scontato, che io accettassi, e cosi, siamo scesi dal treno, camminevamo, in modo discreto, senza dare nell'ochhio, sino a quando arrivammo al percheggio vicino alla stazione, dove la nebbia la faceva da padrone, arrivati alla sua macchina, mi fece salire, ed eccoci, con l'umidità sui vestiti, ed immediatamente mi salta addossso, ed io accetto subito, ci baciamo, una sua mano si insinua tra le mie gambe e mi stringe, la fica, era terribilmente eccitato, ed anche io, ci baciavamo, tra la nebbia che faceva da cortina di protezione, sentivamo le macchine che andavano via dal posteggio, intorno in pochi minuti, ci fù il silenzio, eravamo soli, le sue mani, mi toccavano il seno, la fica, i miei leggins, erano, sottoposti a strappi continui, poi tiro fuori, il suo pisello, pronto all'uso, tiro indietro il sedile di guida, emi porto con la testa verso il suo pisello, eccitato, olivastro, con la cappella violacea, ed eccomi ad avere il suo cazzo in bocca, era passato poco tempo da quando ero sciesa dal treno e  stavo succhiando il suo pisello, con le sue palle, era un uomo maturo e questo si notava da come dirigeva le manovre, mi sentivo, la sua bambola, lo sentii gemere, provai a togliere il suo pisello, dalla mia bocca, ma lui me lo impedi, e la mia bocca, fu allagata dal suo sperma caldo, e denso, feci qualco colpo di tosse, ma come alzai, la testa, si avvicinò, e ci baciammo, avevo ancora il suo sperma nel palato ma a lui i nteressava poco. Da quella sera diventai la sua amante, con il passare del tempo, mi disse  che aveva 2 figli, che avevano più o meno la mia stessa età, e sua moglie, di cui mi mostro la foto vidi che era una bella donna, ma Daniele  a me piaceva, e non ero gelosa, della sua famiglia, lui altrettanto con me mi faceva fare la mia vita, e nei nostri incontri, che li facevamo in stanze d'albergo, ed era una cosa che a me eccitava tanto, la stanza, il sentirmi, osservata con malizia, dal portiere di turno, la clandestinità, dell'incontro, e da parte sua Daniele, mi scopava da vero toro, e riversava su di me le sue voglie inespresse, che non riusciva a mettere in pratica con la casta mogliettina, invece con me era libero, io avevo appena venti anni, e mi piaceva tanto, mi violò, ogni parte del mio corpo, e quando finì, la nostra storia, non ebbi rimpianti, e questo mi aiutò, a superare il distacco con lui. Intanto la mia vita andava avanti e diedi il primo esame,all'Universita che fù, un successo, un bel 28, e poi il secondo un 30, nel giro di pochi giorni, e Stefano lo avevano trasferito a Pistoia, in una caserma, decisi di andare da lui, sentivo la sua mancanza, e nel fine settimana che passammo insieme,in un'albergo pagato dai suoceri notai che tra di noi la sintonia sessuale, e nello stare insieme come coppia aumentava, ero felice, credetemi.

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Categorie: Confessioni Tradimenti