Il contributo dell'amico Sebian alla storia diu questo primo anno di sesso in Pandemia.



E già, ha fatto bene la nostra Giovanna ad accostare questo periodo che stiamo vivendo, con quello in cui è ambientata l’opera del buon Boccaccio. Il contesto è molto simile, se non identico, forse, con la sola differenza che nessuno di noi è stato abbastanza furbo e scaltro, a rifugiarsi con un intimo gruppo di amici, in una sperduta villa campagnola, proprio come fecero i protagonisti dell’opera Boccaciana.


E così, come dei conigli d’allevamento, ci siamo ritrovati chiusi tutti quanti nelle nostre gabbiette.


Qualcuno avrebbe potuto pensare che un lockdown incidesse positivamente sull’incremento della vita sessuale, soprattutto di coppia. In fondo, se stai a casa e non hai nulla da fare, come minimo scopi. Ma ahimè questa teoria si è dimostrata sbagliata, poiché ben si sa,se chiudi due conigli nella stessa gabbietta, prima o poi, quei due conigli finiranno con l’odiarsi.


Dunque, è mio parere che i rapporti di coppia, proprio come le partite Iva, non ne siano uscite bene da questo confinamento. E’ probabile che il lockdown abbia giovato invece ai pornonauti, e a chi ama gli incontri e le chiacchierate hot in chat, avendo dato loro più tempo libero. Anche se a queste due categorie, non mi stanco mai di ricordare che il sesso è veramente bello quando è vero, con contatto di carni, di corpi, di odori, di umori.


Altro fenomeno scaturito da questo confinamento, è stato quello delle festicciole, pizzate, spaghettate clandestine. Quelle serate organizzate tra amici o condomini, fatte per cercare quel po’ di normalità toltaci dal lockdown, vissute anche con il piacere di compiere qualcosa di trasgressivo. E vien da chiedermi, se qualcuno in queste serate sia andato oltre al piacere della compagnia e del buon cibo. Ma non lo dico da uomo malizioso, o da pornografo, ma, diciamoci la verità, il sesso è fin dall’alba dei tempi, per l’essere umano, l’apoteosi della libertà, della gioia di vivere.


Quando un carcerato esce dal carcere, o un marinaio sbarca dopo mesi di navigazione, la prima cosa che cercano è il sesso, ancor prima del cibo, o di qualsiasi altro divertimento, e questo proprio perché il sesso è la libertà che si fa carne, piacere, gioia di vivere.


Durante il lockdown, ho partecipato anch’io con la mia ragazza a una di queste cene clandestine nel mio condominio. Eravamo in quattro coppie, età che andava dai 26 ai 60 anni, più tre bimbi. Vi rassicuro tutta gente composta, educata, moralista, e forse pure anche un po’ bigotta. Ma giuro che ad una certa ora, in quel soggiorno c’era un’atmosfera satura di malizia, di eros. Dai discorsi seri si era passati alle battutine maliziose, alle barzellette spinte, agli sguardi languidi, ai sorrisetti ecc ecc


Ricordo che una delle mamme presenti, (i bimbi nel frattempo erano crollati e li avevano portati tutti in una cameretta) continuava a ripeterci:


-Parlate basso, facciamo i bravi, sennò svegliamo i bimbi - ci ripeteva. Ma secondo me, la vera preoccupazione della signora e madre, non era tanto che un bimbo si fosse svegliato per le nostre risate, poiché anche se fosse successo al massimo sarebbe venuto di la, avrebbe bevuto un bicchier d’acqua o un succo, e se ne sarebbe tornato a dormire. A mio parere, la sua vera preoccupazione, era il fatto che la serata non avesse preso dei risvolti inaspettati, con delle creature innocenti in casa.


E questo mi fa venire in mente un’altra esperienza vissuta da ragazzo. Durante una stagione estiva, ero stato assunto come cameriere e factotum in un rifugio in alta quota. Il lavoro se pur pesante era piacevole. Ma alla sera, quando ti ritrovavi confinato, a 1700 metri, sempre con le stesse sei persone, senza tv, un bar, una discoteca, ti ritrovavi avvolto in un senso di depressione. E questo senso si amplificava nelle giornate di pioggia quando al rifugio non saliva nessuno, e non potevi manco uscire.


Poi ricordo che per il maltempo, rimanemmo isolati per una settimana intera. Credetemi, veniva voglia di spararsi un colpo in testa. Si respirava un atmosfera da galera, tutti, bisticciavano con tutti. L’atmosfera era veramente pesante.


Una sera, per tirar su il morale all’intera compagnia, organizzammo una festicciola, nulla di ché.


Non eravamo un club privè, o un gruppo di libertini dichiarati. Eravamo solo 4 dipendenti la quale età andava dai 20 ai 30 anni, e i due proprietari, sopra la cinquantina. Eravamo tutta gente per bene, ma quella serata, credetemi, sfociò in un’orgia. Ahimè non c’erano bambini di la, per cui bisognava mantenere una morale. Eravamo solo sei persone adulte isolate dal mondo, e soprattutto lontane da ogni giudizio. E il sesso, era quella dose di libertà che cercavamo.


Dunque, se dovessi fare una considerazione su questo brutto periodo che stiamo vivendo, essendo io all’incontrario del buon Leopardi un positivista, secondo me questo periodo ci sta sì togliendo molto, ma poi, quando sarà finito, e finirà, ci darà una carica maggiore per riappropriarci delle vere cose belle della vita, che sono gli amici, la famiglia, la natura che ci circonda, e anche il SESSO, alla quale, credetemi, la stragran maggioranza non da la giusta importanza.


Spesso sui miei social ricevo messaggi di uomini e anche donne, che mi confidano che gli piacerebbe far una determinata esperienza, ma non ne hanno il coraggio. E TROVATELO QUESTO CORAGGIO!!! Dico io.


Un abbraccio a voi tutti. Sebian.


 
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Categorie: Decameron 2020