Avevo 19 anni ed ero felicemente fidanzata con Stefano, un bel ragazzo, capelli moderatamente lunghi, un bel tipo, un tipo giusto, alto, bel fisico, io anche ero molto ambita e tutti e due facevamo una bella coppia, io bionda, o rossa, mi piaceva tingermi i capelli, seno regolare, alta 170 cm, culo a papera, ero bella e sono ancora attraente. Con lui ho perso la mia verginità, e poi abbiamo scopato tanto, eravamo giovani ed avevamo i nostri ormoni impazziti. Poi il mio ragazzo parte per il militare ancora era obbligatorio, ed io rimango, a casa, mi ricordo benissimo l'avevano mandato ad Ascoli, io comincio ad uscire con le mie cugine, ed amiche, e frequentavo il primo anno di Università, una mattina, arrivo ai giardini, dove mi  incontravo, con le mie amiche, e dietro un terrapieno scorgo Emilio, (un ragazzo che si era trasferito a Milano, dalla Basilicata), abitava vicino casa mia , e stava  facendo  pipi, e osservo che aveva un pisello grosso, lungo, lo vedo, l'osservo, e poi vado via, faccio un'inciso, Emilio era un ragazzo timido, non veniva bullizzato, però, era considerato, un pirla, e lui non faceva nulla per smentire. Poi incontrai le mie amiche, e tutto passò, la sera ero nella mia camera, e mi ritorno in mente Emilio, con la schiena leggermente curva che faceva pipi, ed il suo arnese, ed il mio dito esperto, partì, cominciai a masturbarmi, ed in breve raggiunsi l'orgasmo.


La mattina seguente andai ai giardini, ma non c'era, passaro giorni, e finalmente arrivò, il momento, proprizio, avevo marinato la scuola, ed anche lui, lo chiamai, e cominciammo a parlare seduti, in una panchina, nascosta, e tra un sigaretta e l'altra, facevo mille pensieri, comunque era proprio, imbranato, poi mi avvicinai, a lui, e presi l'iniziativa, comincia,a baciarlo, cazzo, non sapeva baciare, chiudeva i denti, la mia lingua finiva sui denti, poi posai la mano sul suo pisello, lo toccai, e mi accorsi, che era duro, sbottonai, i pantaloni, e tirai fuori, il suo pisellone, ora era dinanzi a me, dritto, e spavaldo, era grosso, un bastone, di carne, circonciso, cominciai a succhiarlo, il pisello, del mio ragazzo ( nonostante era un pisello nella norma), sembrava un ramosciello, messo a confronto, con un tronco, comincia a succhiarlo, lui mi spingeva , era goffo, mentre con il mio ragazzo, avevo, un'intesa sessuale, con Emilio, mi rendevo conto, della sua più totale, inesperienza, toccai le sue, palle, la sua inesperienza, la carpivo, dai suoi movimenti, infatti in breve arrivò, ad un'orgasmo, che venne riversato nella mia, bocca, era il mio primo pompino con l'ingoio, lui si scuso, la sua inesperienza, mi eccitava, ero bagnata, lui sbalordito, poi mi raccomandai, Emilio acqua in bocca, e vidi, il suo pisello, che aveva perso, vigore, e moscio era come lo ricordavo, mentre faceva pipi. Passarono i giorni, e mi piaceva giocare con il suo pisellone, ma volevo sentirlo, nella mia fica, cosi, una mattina, si presento con la sua Panda Bianca, e furtivamente ci allontanammo, arrivammo, in un luogo, appartato, e dopo esserci, baciati, ed aver fatto eccitare bene il suo pisello, gli feci mettere il preservativo, era un salamone, tolsi, la gonna, la mutandine, ero allungata sul sedile, allargai le gambe, mi sali sopra, e capii, che era vergine, presi, il pisello, e lo indirizzai, verso, la mia vagina, che era già bagnata, ed Emilio, mi penetrò, ebbi un sussulto, e il suo bastone, era dentro di me, lo sentivo, certo che lo sentivo, Emilio, si muoveva goffamente sopra di me, e la sua penetrazione, era consistente, ed io ero eccitata dal ruolo d'insegnate, Emilio, mi scopò e lo sentivo ansimare, alla fine, dopo pochi minuti raggiunse l'orgasmo, era inesperto, ma voglioso, infatti quella mattina scopammo per tre volte, e raggiunsi sempre l'orgasmo, come del resto lui, si cari lettori, mi piaceva il suo bastone di carne, in breve Emilio, divenne il mio passatempo. La mattina passò, velocemente, tornai a casa, ed ero esausta, mi avevano lasciato il pranzo, mangiai, ed andai in camera, mi addormentai, arrivò, la sera, e squillò, il telefono, ancora i cellulari, non erano cosi, diffusi, mia madre mi passò, Stefano, mi disse che stava bene, e presto mi avrebbe dato la data del giuramento, gli dissi, che mi mancava tanto, ed ero persa, avevo, passato il pomeriggio a dormire, mi incitò ad uscire, poi riattaccai, non anfdai neanche a cena, e mi rimisi a dormire.

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