Da ragazzina ero attirata dai fumetti che mio padre leggeva, nomi dei personaggi molto curiosi o comunque titoli allusivi, ma abbastanza espliciti.
Mi piacevano quelle copertine, e trovavo fantastici quei disegni in B/N, non si nascondeva quando li leggeva, ma se mi avvicinavo, trovava una scusa per nasconderli.
Generalmente riuscivo solo a scorgere la copertina e qualche immagine del suo interno.
Un giorno cercando nel ripostiglio alcune scatole che mi occorrevano per la scuola, aprendone una più grande, trovo un numero considerevole dei suoi fumetti. Tra vari titoli che passavano davanti ai miei occhi, fui attratta da uno che aveva una donna bionda formosa carponi davanti a quello che doveva essere il protagonista. Indossava uno slip poco coprente, e un ciuffetto biondo usciva dall’intimo. Lo nascosi sotto la maglietta e mi diressi in camera, che condividevo con mia sorella poco più grande. Mi sdraio sul mio letto e dopo averlo coperto con una foderina che utilizzavo per i libri di scuola, inizia a sfogliarlo, mi piacevano quei disegni espliciti, e poi la storia la trovavo divertente. Le forme delle donne erano fantastiche, grossi seni, culetti ben fatti, uomini con fisico perfetto e soprattutto con membri enormi. Più leggevo e più mi incuriosivo di ciò che sarebbe arrivato nella tavola successiva. Aumentava la mia sudorazione e il battito del cuore, ma sorprendentemente avvertivo tra le gambe una forte secrezione di umori.
Sentendo la voce di mia sorella, rientrata a casa, chiusi il fumetto e lo infilai nel cassetto, ripromettendomi di continuare in serata.
E così feci, la sera stessa, attesi che mia sorella si addormentasse e ripresi a leggere. L’effetto fu lo stesso, ma in più il silenzio e la sensazione di essere sola, mi consentì di leggere e guardare le figure con più attenzione.
Ero attratta da quelle due figure disegnate, personaggi che ora troverei banali, il classico idraulico e la signora che lo accoglie in casa con abiti succinti. Lui che mentre controlla i tubi del lavandino, si ritrova la donna vicino e le può guardare sotto la vestaglia. Primo tuffo al cuore, primo piano di una figa disegnata perfettamente, labbra enormi con gocce che scivolano lungo la coscia. L’uomo ha un erezione potente, e pochi disegni dopo, lo tira fuori, enorme cappella, lunghissimo con dei testicoli che sembravano palline da tennis.
La donna, con grande difficoltà lo metteva in bocca. Mi chiedevo come avrebbe potuto fare nella realtà, provai ad aprire la bocca, cercando di capire se fossi stata in grado. Ero accaldata e sudavo. Solo in quel momento mi resi conto che tra le gambe scivolava qualcosa di appiccicoso.
Mi guardai intorno, mi assicurai che mia sorella dormisse, la porta era chiusa e solo la tapparella della finestra era alzata, non me ne preoccupai più di tanto.
Alzai le coperte fin sotto il collo, e con le mani abbassai i pantaloncini che utilizzavo per dormire. Sentivo il lenzuolo poggiato sui pochi peli che avevo, ma gradivo quella sensazione di essere senza nulla sotto le coperte. Ripresi il fumetto e poco dopo la mano carezzava la mia intimità. I miei umori impiastricciavano la mano, e invidiavo i due personaggi del fumetto. Mi eccitavano entrambi i corpi, erano disegnati benissimo. Un pisello enorme che penetrava la figa, che si allargava incredibilmente per farlo entrare. L’uomo strizzava capezzoli enormi. Il mio massaggio divenne qualcosa di più, allargai le gambe come la donna del fumetto e mi masturbai. Le due pagine di schizzi fecero scoppiare il mio orgasmo, con un calcio allontanai la coperta e per un istante mi immaginai sotto la farfalla della bionda, mentre l’uomo mi copriva del suo seme. Trattenni il mio urlo. Riposi il fumetto e mi addormentai con i vestiti abbassati. Il giorno dopo visto che non mi svegliavo mia sorella tirò via le lenzuola, e fece un sorriso trovandomi con gli abiti abbassati…
-    Ehehehe sorellina….prima di dormire e dopo che…insomma rivestiti…
-    Si…ma trovo piacevole dormire con la pelle a contatto con le lenzuola…
-    Si si ok…dai va a scuola.
Sotto la doccia ripensavo alle parole di mia sorella….parla proprio lei…dissi tra me e me….
Spesso mi capitava di vederla masturbare, fingevo di dormire e curiosavo…
Effettivamente lei si spogliava, si masturbava e si rivestiva. Frequentemente si metteva con la pancia appoggiata sul letto e da dietro si penetrava, utilizzava anche il buchino dietro, esattamente come facevo e faccio tuttora. Sottovoce si insultava, non si fermava al primo orgasmo, e capitava che continuasse con la spazzola che si portava nel comodino.
Nel pomeriggio di ritorno da scuola, mia zia era venuta con mio cugino. Grande confidenza con lui più grande di me di un paio d’anni, a dire il vero molto di più con la sorella mia coetanea. Ci confrontavamo nella crescita, seno, sedere e successivamente anche con la depilazione che normalmente, in seguito, mi avrebbe fatto mia sorella. Il primo bacio ce lo siamo date in estate al mare, grandi risate. La sua lingua sembrava voler scavare la mia bocca, e i nostri seni immaturi si ergevano come nel cartone animato, con il famoso pisello che arriva dal gigante in mezzo alle nuvole. I miei peli erano più presenti tra le gambe, scuri e morbidi, i suoi ancora meno dei miei ma biondi e soffici. Culetti alti ed entrambi avevamo i buchetti del sedere a forma di cuore, quasi impenetrabili, salvo dopo sollecitazioni.
Con mio cugino Luca andiamo in camera, ci raccontiamo della scuola facendo grandi risate e mi racconta dei suoi tentativi di farsi la ragazza. Grande passione per Lorena la sua compagna di classe bionda dai capelli lunghi e ricci. Apro il cassetto e gli chiedo se assomiglia alla tipa del fumetto, spalanca gli occhi e mi chiede dove avessi preso quel porno…risposi che faceva parte della collezione di mio padre. Dopo una fragorosa risata inizia a sfogliarlo, diventando più silenzioso e sfogliando ancora più velocemente.
Gli dico ridendo…scorri le pagine più lentamente…facile per te…risponde…guarda che effetto…
Effettivamente il pantalone era gonfio….ma non è come quello del giornaletto….dissi…sciocca…non esistono…rispose…spero di si aggiunsi….
Hai un affarino….dissi ridendo…noooo…non mi provocare…rispose.
Continuando a ridere dissi….se se….. minuscolo.
Con il viso corrucciato, apri la lampo e lo estrasse….vedi…sciocca…
Beh…non come quello… dissi…quello è lungo e largo…e sembra durissimo…il tuo…ahahaah


Fece un gesto rapidissimo e gli lasciai afferrare la mia mano e appoggiarla sul suo coso.
Era bagnato ed effettivamente duro, non la tolsi, ma lo palpai attentamente, sentivo un odore fortissimo, che poi avrei riconosciuto sempre negli anni, anche se ogni uomo ne emana uno diverso ma comunque simile, pelle liscia, quasi di velluto, la vena alla base della sua cappella gonfia come un pesce palla.
Ero in piedi di fronte a lui, e con il palmo afferravo il suo affare che con la punta bagnava il polso.
Dissi…come è che fate voi…? Inizia a muovere la mano…così…? In questo modo….?
Muovevo la mano lungo l’asta, non parlava… tranne dire… si si così….


Trascorsero meno di 2 minuti…e un getto arrivo nel mio maglione rosa…la sua mano strinse la coscia che mi toccava, lasciandomi l’impronta, altri ne arrivarono sulle gambe. Gocce bollenti…che scivolavano come crema nei bignè…Tolsi la mano e mi asciugai con il lenzuolo.
In silenzio raggiungemmo gli altri in salone.
La sera ripensavo a quanto accaduto, ero perplessa ma per assurdo fiera, l’avevo trovato divertente ed eccitante, e la mano sulla gamba ancora la sentivo, per non parlare dell’odore del suo seme che ancora sentivo nel lenzuolo. Era durato troppo poco e pensavo cosa sarebbe accaduto se avessi fatto leggere il fumetto alla sorella…desiderio di baciarla e toccarla, ricevendo le sue mani. 
Mi distoglie per un attimo dai miei pensieri mia sorella che entra in camera, torno a pensare.
Mi giro verso mia sorella e…
-    Ehi sorrelona….
-    Che c’è…
-    Volevo dirti…
-    Cosa..
-    Dai sul serio…
-    Tranquilla…lo sai che puoi dirmi tutto…
-    Sicura…?
-    Ma sì certo scema…
-    Oggi…sì insomma…
-    Dai su dimmi…
-    Beh ok…ma tieni il segreto…
-    Come sempre…lo sai…
-    Ecco…oggi ho fatto una sega a Luca…..
-    Cosa…? Una sega a nostro cugino…
-    Si…non giudicare…
-    Non giudico infatti…ma potevi scegliere altri…
-    Sì ma è capitato…
-    Ok…tranquilla…se ti andava…doveva essere così…
-    Sì ma…vedi…quando…mi tocco…penso spesso a corpi femminili….per carità mi eccitano anche i maschi, ma le donne…hanno un qualcosa che….
-    Ti eccita….
-    Si…
-    Capirai nel futuro…cosa vorrai…fai le tue esperienze…dormi tranquilla ora
-    Si…un’ultima domanda…tutte le esperienze…?
-    Quelle che senti di voler fare….
-     Posso dormire nel tuo letto oggi…
-    Accidenti….dai ok, ma non muoverti continuamente
Esco dal mio letto e mi infilo nel suo…
-    Ehi sorellona…
-    Siii ma poi basta…
-    Si giuro che poi dormo….Senti penso che vorrei fare un’esperienza con una donna di cui mi fido….
-    Uff..se ti va sì…se ti fidi meglio…ora dormi…
Mi sento scombussolata, nervosa, ma anche eccitata, mi muovo e mi giro nel letto, decido e armeggio sotto le coperte e poi mi avvicino a mia sorella.
-    Così attaccata devi stare…
Allunga la mano per spostarmi e…
-    Cazzo…ma sei nuda…
-    Si…
-    Rivestiti…pensa se entrano mamma e papà… e poi che ti sei messa in testa…
-    Lo sai che non vengono mai…e te sei la persona di cui mi fido in assoluto…
-    Cazzo ho capito…ma ragiona e poi non è cosa…
-    Perché le donne non ti attirano…o perché sarebbe un incesto…..
-    Figurati incesto…fosse quello il problema…fossi piccola…e poi sei tu che ti sei spogliata… ma con una donna…dai rivestiti…
-    Ma non eri tu che dicevi che prima o poi un’esperienza saffica l’avresti fatta…se non fossi tua sorella…
-    Si l’ho detto…ma non con mia sorella…
-    Allora è per l’incesto…
-    Ma che incesto….entrambe lo terremmo per noi…
Tolgo le lenzuola e sono nuda dalla cintola in giù, sfilo la maglietta e i seni giovani sono di marmo…
-    Allora non ti piaccio…guardami come un’estranea…non mi toccheresti…?
-    Finiscila…certo che sei bella…e come estranea forse coglierei al volo questa esperienza…mi stai imbarazzando…
-    Imbarazzo…ma lo sai che ti guardo spesso…anche quando ti masturbi, faccio finta di dormire, sei spettacolare con la spazzola
-    Ecco pure spiata…dai vestiti ti prego…
-    Ok ok mi vesto…però prima toccami solo una volta le gambe…
Passa la sua mano sulla gamba e sento dei brividi, non credo sia l’eccitazione del proibito, è la mano femminile che mi eccita.
-    Senti come sono liscia..non senti anche tu un brivido…le gambe ti piacciono…senti il ventre piatto…ecco ora capisci…senti come sono bagnata….
-    Dai basta…non possiamo…
-    Ora vorresti…un cazzo…? O continuare a toccarmela…
-    Sei tremenda…mi confondi le idee, mi turba toccarti….te la mente delle persone la manipoli…
Mando in terra le lenzuola, restiamo scoperte. Sono nuda e lei ha una maglietta e i pantaloni della tuta.
Salgo a gambe aperte su di lei, avvicino il mio volto al suo, poggiando il seno sul suo. Sento l’aria che accarezza la mia intimità, si allarga la mia farfalla.
-    Accidenti finiscila, sei peggio di un maschio.


Poggio la lingua sul suo collo, lo lecco, sento che ha dei brividi, li provo anche io. Alzo la sua maglietta e i seni si toccano. Abbiamo entrambe i capezzoli duri. Continuo a baciare il collo, poi l’angolo delle labbra, le sfioro. Apro la bocca e carezzo con la lingua, lentamente apre la sua. Ci baciamo, mi eccita questo bacio, mi bagno ancora di più. La sua lingua ora gioca con la mia, cade la sua resistenza. Le lingue entrano a meraviglia nelle bocche. Mi accarezza la schiena, riesco a mettermi tra le sue gambe, le bagno la tuta. Scendo sul seno, e soddisfo la mia lingua con i suo capezzoli duri. Mi accarezza i capelli, e poi torna sulla schiena, i fianchi. Ritorno cavalcioni su di lei, alzo il mio corpo e tocco i miei seni guardandola, finalmente sento le sue mani afferrarmi le tette, le stringe, chiudo gli occhi e strofino la mia farfalla sulla sua gamba. 


Continua a palparmi, prendo le sue. Sono simili i nostri corpi, è come quando mi masturbo davanti allo specchio. Mi piace guardarmi e ora mi piace guardare lei, con tutto quello che c’è di proibito in quello che facciamo. Esiste il proibito mi chiedo…fino a dove possiamo arrivare questa sera…Gesti erotici tra le mura di casa, voluti da entrambi, consapevoli e consenzienti, nello stesso letto con mia sorella, lo trovo eccitante. Non questa promiscuità o forse anche…del resto se non fossi una mente perversa, mi sarei rifiutata di segare mio cugino o magari non avrei comportamenti ambigui con mia cugina… Belle le mani di mia sorella su di me, bello come si fa toccare le sue. Sono di nuovo carponi, e la mia bocca scende, abbasso la sua tuta, come me non ama l’intimo. Sento il suo odore, che in fondo è il mio. Poggio il mio viso sul suo pelo, più folto del mio, ma è normale. Mi guarda ora con aria dolcissima, ho sempre desiderato sentire questo odore. Le bacio la pancia, le bacio i peli, poi scendo ancora, mi bagna le labbra.
 
È ancora chiusa, ma dei piccoli rivoli scendono, li assaggio, stesso sapore del mio. Spingo la lingua e afferro i suo fianchi, è soda mia sorella, alza il suo bacino come volersi offrire. Le sfilo la tuta, ora è nuda, in attesa di continuare questo gioco erotico. Ricomincio dai suoi piedi, piccoli e curati, li lecco. Si muove il mio corpo, mentre simulo un pompino sul suo alluce. Esperienza totalizzante, erotica, sensuale. Sembra quasi che quei piedi siano pronti a schizzarmi nella bocca, lei si muove, strofina le sue gambe. Alzo gli occhi e mi guarda mentre la gratifico, si tocca i seni. Lei sempre severa, ma dolce, burbera ma piena di amore. Ora condividiamo i nostri corpi e voglio sentirla godere, come quando la vedo masturbarsi. Le voglio far vedere come godo. Risalgo e lecco le gambe, insisto sull’interno coscia. Sono arrivata, ora ha aperto le gambe, sembra un fiore, il clitoride è più piccolo del mio. 


Bacio la sua intimità, la lingua entra dentro, la sento gemere. Arrivo bene in fondo, è completamente aperta e scroscia come una fontana. Mi alzo, le mostro il mio corpo, sussurra quanto mi trova bella, mi giro apro leggermente i glutei, le mostro tutto. Scendo, avvicino il mio sedere al suo viso, me lo bacia, poi sento la sua lingua carezzarmi, apro con la mano la mia farfalla, arriva dura con la sua lingua dentro di me. Potrei godere ora, ma è presto, ho paura di non riuscire a continuare, sarebbe un orgasmo talmente intenso che cadrei sfinita, o forse no…Mi carezza con le sue mani, sfiora la mia figa, aspetto che mi penetri. La sua lingua entra tra le pieghe del mio fiore stretto, entra dentro. Alterna con la lingua i due buchi, per il piacere quasi non riesco a leccarla. Quando mi masturbo e penso ad un 69, lo immagino in questo modo. 


Abbracciate ai nostri corpi, il mio seno stretto al suo ventre e il suo al mio. Le lingue sono dentro i nostri corpi, le dita che alternano i buchi. Sono con il viso tra le sue gambe e il suo tra le mie. Ho il viso, completamente zuppo dei suoi liquidi. Incrociamo le nostre gambe, strofiniamo i nostri sessi sempre più velocemente. Arrivano i nostri orgasmi, potrebbero sentirci. Rallenta il nostro movimento, siamo stanche, ci guardiamo e sorridiamo. Torno a baciarla…
-    Non riesco a crederci….ho scopato con mia sorella….non dobbiamo dirlo a nessuno….
-    Come vuoi sorellona…ma da come hai goduto…
-    Smettila…
-    Un fiume in piena…
-    Basta…va nel tuo letto…
-    Dai è notte fonda…
-    Appunto…ti è piaciuto con una donna…?
-    Uff…si…
-    Anche a me…senti come sono bagnata…
Sono ancora eccitata, e vedo anche lei con la voglia di continuare. Afferro la spazzola, la introduco nella sua figa, la sbatto, si agita come se avesse un cazzo dentro. Non dice di no, anzi apre sempre di più, ho paura di farle male, il manico e tutto dentro e spingo, lei si muove per essere penetrata, l’aiuto a girarsi, continuo a spingere, ha un culo fantastico. Ho la mano sul suo culo e con l’altra la scopo, si muove simulando un’eccitante pecorina. Appoggio la spazzola sul buchino e lentamente entro, anche lei vedo ama la penetrazione anale. Mano sulla figa e spazzola spinta nel culo, le sue tette ballano velocemente, se le tiene ferme, ma ad ogni colpo le deve lasciare, la sento di nuovo godere, ma continuo a spingere, senza badare all’orgasmo. La sfilo e le dico…
-    Dai ora fottimi il culo…
Mi metto a pecorina, lei dietro, mi lecca il culo e inizia ad infilare….
-    Dai spingi…spingilo bene nel culo….sfondami il culo…
-    Ma dove trovi tutta questa forza….
-    Mmm…non ci posso fare nulla….dai prendi un’altra cosa più grande e sfondami il culo…sto per godere…
-    Ma cosa…
-    Ho un’idea…nella borsa…ho il birillo che usiamo per ginnastica…prendilo e infilalo…
-    Ma sei matta…
-    Prendilo…
La vedo scendere nuda dal letto, apre la borsa e lo trova e poi risale….
-    dai infila…
Appoggia la parte tonda e spinge, entra velocemente per circa 5 centimetri, poi lentamente lo muove. Fa male ma mi piace, mi vedo allo specchio con il birillo in culo e lei che spinge, mi lecca la figa e spinge…mi sento aperta e non controllo lo sfintere, non stringo più le pareti…continua a fottermi, le piace quello che fa.
-    Dai giralo..
-    Ma ti sfondo è già larghissimo…
-    Vai…
Lo appoggia e a fatica entra, fa malissimo, lo sento anche davanti, mi tappo la bocca per non urlare, lo muove, mi incula come una disperata. Ora è sotto la mia figa a leccarmi, mentre spinge quel fantastico birillo, sento che sta arrivando fortissimo. Le chiedo di leccarmi la figa e di schiaffeggiare il clitoride, ma deve anche continuare a spingere. Eccolo immenso, mi si annebbia la vista, godo, sembra non finire mai, improvvisamente ho la sensazione di pisciare, le sto scrosciando in faccia, ma non è pipì, cerca di bere tutto quello che esce, si sta masturbando ed io continuo ad avere sussulti. Dallo specchio vedo lei che si masturba ferocemente, mentre ancora mi lecca quello che trova di liquido, ma vedo anche quel birillo capovolto piantato nel culo, lo sfintere non lo espelle, se spingo si muove ma non esce.
-    Invece di masturbarti…infilati il birillo e sbatti il culo sul mio…
Non dice nulla, si mette carponi e infila il birillo in figa, ci muoviamo sbattendo i culi uno sull’altro.
Ci stiamo scopando o meglio lei me lo sbatte ancora nel culo ed io nella sua figa. Continua il movimento, mi masturbo mentre sbatto e lei infila la mano in bocca, escono delle parole che non avevo mai sentito…
Stavolta il suo orgasmo è più rumoroso, si definisce carinamente come una troia, il resto è incomprensibile…
Tenta di sfilarmi il birillo, lentamente riesce, ho un buco enorme…
-    Infila una mano dai….
-    Ma sei scema…
La prendo per i capelli, la bacio e la faccio sdraiare…monto sopra e struscio la figa sul suo viso, vengo ancora…
Non parliamo, ma restiamo abbracciate, con la mano esploro, il buco del culo, è enorme…potrei fistarmi da sola.., per curiosità provo…poi la tolgo.
Vado in bagno per fare la pipì, la chiamo e mi raggiunge nel nostro bagno.
Sono in vasca…
-    Dovremo scordarci di tutto questo….ma un ultima cosa…
-    Cosa sorellina…
-    Entra in vasca…e pisciami addosso…
Non obietta, entra allarga le gambe e la fa…apro la bocca e assaggio, sul viso e poi su tutto il corpo, ora tocca a me…inondo la sua lingua e il suo corpo. Apriamo l’acqua e mentre ci baciamo, facciamo sparire tutto della serata.
Quella sera, dormiamo nude nel letto, la mattina lei mi sveglia…
-    Svegliati…torna nel tuo letto, sta arrivando qualcuno…faccio appena in tempo ad entrare e si apre la porta.
Pigre alzatevi è ora….è mamma.


La consapevolezza che qualcosa era cambiato lo percepivamo, mia sorella ed io, non era necessario dircelo.
L’intimità negli atteggiamenti e nelle cose che ci dicevamo era la stessa di prima, ma quello che avevamo condiviso non potevamo scordarlo. Era un segreto tra noi anche se non ne parlavamo. Si erano moltiplicati i gesti di intimità, che venivano naturali e senza imbarazzo, ma vivevamo comunque una vita normale.
Prima di andare a scuola faccio una doccia, passando il sapone sul mio corpo, sentivo forte la sensibilità del mio fisico. Dietro il buco ancora non si è ristretto e ripensando a quello che mia sorella, spinta da me, mi aveva fatto, non mi faceva rilassare. Ancora potevo infilare le dita della mia mano. Ma la cosa che mi faceva pensare, era la mia continua eccitazione. Ancora adesso quando ho rapporti fisici, o meglio dopo anche una notte di intenso sesso, mi alzo con la voglia di farne ancora. Difficilmente rimango sfinita, o se lo sono, basta poco per essere di nuovo pronta a farlo. E poi anche la mia ricerca di superare ogni limite, la ricerca dello stupore del partener del momento.


Avevo circuito ma sorella, pur essendo più piccola di lei. Credo non avesse mai goduto come quella notte. L’avevo provocata ed era caduta, e non con un semplice rapporto fisico, ma con del sesso che oltrepassava l’estremo. Questo lo ritroverò sempre nel resto della mia vita. Non avrei avuto problemi a farmi trovare nel suo letto da nostra madre, solo per vedere la sua reazione, testare appunto le reazioni del soggetto terzo.
È questo che guida continuamente la mia eccitazione, l’eccitazione negli occhi degli altri.
L’acqua calda scorre sul mio corpo e sento di volermi ancora soddisfare, la mia mano cerca il clitoride lo carezzo, si gonfia presto. Penso a come ho bagnato il viso di mia sorella, e come lei avesse bevuto il mio nettare. Mi masturbo e sono tranquilla, mia sorella sta lavando i denti, e vedo dallo specchio che ho di fronte, il suo sguardo. Indossa degli slip che evidenziano il suo bellissimo fondoschiena, non porta il reggiseno. Lei mi guarda masturbare, e non riesce a trattenere la sua mano che scivola nei suoi slip. Ci fissiamo toccandoci, e presto abbiamo un nuovo orgasmo…
-    Smettila di provocarmi…dimentichiamoci tutto, o comunque basta. 
Non rispondo, lei cambia i suoi slip fradici ed io mi vesto e vado a scuola.
Torno a casa e mio cugino è passato di nuovo a trovarmi. Mia madre ha preparato un caffè, e andiamo a berlo per poi fumare una sigaretta. So bene perché è venuto, non che non passasse mai, ma non con quella frequenza. Era più facile che venisse la sorella, con la quale spesso studiavamo insieme.
Con lui parliamo del più e del meno, ma non riesce ad affrontare subito il discorso. Faccio finta di nulla, come un gioco sottile e perverso, mi piace vedere il suo imbarazzo. Mi diverte come abbassa gli occhi. Finisco il caffe, poso la tazzina, mi accendo una sigaretta e poi la passo a lui. Sfilo gli stivaletti, alzo la minigonna e sfilo le calze. Ho bisogno di toglierle, lui fa finta di nulla, vedo che ha notato che non indosso intimo. In fondo non lo porto mai. Le getto sul letto, e abbasso la minigonna. Rimango scalza, amo il contatto con il pavimento, come con la sabbia, l’erba. Chiedo se gli piace il mio smalto nuovo, alzo la gamba e mostro il piede. Riprendo la sigaretta, aspiro a fondo e facendo uscire il fumo gli domando…
-    Beh…dimmi…sei venuto per la festa che ci sarà sabato o per altro…
Abbassa lo sguardo, e non risponde.
-    Beh per sabato è presto e forse anche per altro, forse sarebbe meglio che telefonassi alla tipa della tua classe…io gioco e te non sei pronto o forse non credo che tu possa essere all’altezza dei miei giochi.. è pericolosa la situazione.
Ho la sigaretta in bocca, massaggio i piedi.
-    Beh vedi…ho pensato a ieri e non riesco a dimenticare…anzi ieri sera nel letto, mi sono dovuto masturbare.
-    Beh anche io ieri sera….ho fatto qualcosa del genere, ma non pensando alla mia mano che ti fa godere.. non può essere tutto uguale, io alzo sempre l’asticella e non tutti sono disponibili a superare l’asta.
-    Non puoi sapere cosa sono disposti a fare gli altri…
-    Invece lo so sempre, il problema è che non mi sbaglio mai. Sei un bravo ragazzo, e non puoi superare con me l’asticella, non ne sei capace e sicuramente non interessa a me.
-    Come puoi dire questo…
-    Perché è così…ora alzerei l’asticella che non sarebbe quella della prossima volta…poi per carità gli ormoni aiutano…posso dimostrartelo.
Mi avvicino a lui, spengo la sigaretta. Slaccio la sua cinta, e abbasso la zip. Tiro leggermente giù i sui slip, odio gli uomini con gli slip, e afferro il cazzo. Si sveglia rapidamente, mi stupirei del contrario, continuo a menarlo e gli dico…
-    Per farti venire saresti disposto a tutto…?
-    Si sì…certo…
-    Sicuro…?
-    Si sì ma continua…
-    Dai girati…
Mio cugino si volta, abbasso completamente gli slip, e mi struscio sul suo sedere, continuando a segarlo, alzo la minigonna e i miei pochi peli strusciano sul sedere. Sento la cappella gonfia. Avvicino il dito medio al sedere e lentamente lo infilo nel suo ano. Ha un sussulto ma cerca di tenere largo il buco…
-    Hai già fatto da solo questo gioco…?
-    No…mai…fa un po' male…ma resisto.
Il dito è ben dentro e frugo, perde un pochino di erezione, ed esce dal cazzo del liquido che prima spalmo nelle mia dita e poi sulla cappella. Afferro un pennarello con il cappuccio tondo, che talvolta utilizzo per giocare da sola. Lo appoggio al centro del suo sedere.
-    Sicuro che sei disposto….farà male e potrebbe ferire il tuo orgoglio…
-    Sono pronto…
Il pennarello, simile nella forma ad un vibratore anale, lo introduco nel sedere. Lui stringe, non vuole farsi sentire ma capisco che gli fa male. Continuo a spingere, e dentro ben oltre la metà. Il pisello è completamente moscio nella mia mano e goccia. Rimane solo un piccolo spazio, che mi consente di muoverlo. Ora lo fotto, muovendolo avanti e dietro, inizia a scivolare bene. Spingo la sua schiena e lui si appoggia sulla scrivania. Spingo il pennarello e contemporaneamente lo giro. Mi sto eccitando anche io, vedendolo così, pur di venire è disposto a farsi penetrare…
-    Ecco vedi…oggi questo, domani chissà…ma già oggi non puoi dire di avere il culetto vergine, e non ti vergognare se ti piace. Hai il pisellino piccolo piccolo….con difficoltà riesco a tenerlo in mano…
-    Tranquilla, non mi fa quasi più male…crescerà.
Vado più veloce, penso che se lo facesse un uomo, sarebbe lo stesso. Ora mio cugino, si muove sotto le mie spinte, il cazzo sta crescendo e presto raggiunge i suo 15 centimetri di lunghezza. Ho bisogno di toccarmi, alzo ancora di più la minigonna e mi masturbo, continuando a incularlo. Vorrei avere uno strap – on, come nei film e fotterlo con la spinta dei miei fianchi, mi viene in mente il birillo, ma sarebbe troppo. Sfilo il pennarello e osservo il suo buco largo. Lo faccio girare, e riprendo in mano il cazzo e lo sego.
-    Dai toccami la figa e masturbami, solo il clitoride, non infilare il dito.
Ci stiamo masturbando e improvvisamente si apre la porta…è mia madre…
-    Scusate…sto preparando altro caffè…lo volete…?
-    No mamma….tra 5 minuti deve andare via…ed io non lo voglio…
-    Va bene…
Richiude la porta, lui è rimasto impietrito ed io lentamente continuavo a segarlo, siamo un pochino defilati dalla porta, ma palesemente ha fatto finta di nulla.
-    Ma ci ha visto…?
-    Cretino…certo…e ha fatto finta di nulla, avrà sicuramente visto che avevo la minigonna alzata…
-    E allora…che figura…
-    Ma ti fai inculare per una sega e ti fai problemi se ci ha visto…conosci tua zia…farà finta di nulla…Piuttosto fa schizzare l’uccellino che devo uscire…dai toccami il clitoride….
-    Si…ma perché non lo succhi….
-    Seee…dai sborrami sulla pancia…
È un imbranato, ma sgrilletta bene, struscio il cazzo sul clitoride, vengo e faccio appena in tempo a farlo sborrare sulla pancia.

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Categorie: Lesbo Incesti
Tag: Incesto Bisex