Uscimmo dal ristorante e in auto ci dirigemmo verso un vicino parco naturale, le proponemmo di rilassarci un po’ per riprenderci dalla nostra sobrietà. Lei mezza stordita dall’effetto del vino, accettò anche perché voleva dimostrarsi gentile con noi dandone una buona impressione facendo bella figura con il suo datore di lavoro. Ci teneva molto al suo posto di lavoro, un figlio da crescere, il mutuo da pagare, il solo stipendio del marito non era sufficiente a sopperire le spese, oltretutto voleva riprendere lucidità prima di rientrare in ufficio, di certo non eravamo in condizioni da farci notare dai nostri dipendenti. Trovai uno spiazzo appartato e fermai l’auto. Scesi e dal cofano presi una copertina, la stesi sull’erba e ci stendemmo facendo accomodare lei nel mezzo. Continuammo a parlare delle nostre vite private, raccontandoci le nostre avventure. Nella posizione in cui lei era stesa, poggiandosi sui gomiti, la gonna bolerino era risalita fino all’inguine, mostrando le abbronzate favolose gambe. Girandomi di lato verso di lei, con una mano le sfiorai una coscia… lei sorrise… questo mi incoraggiò ad accarezzargli la coscia, lei rimase immobile sorridendo… la mia mano risalì nell’interno coscia, sino all’inguine e iniziai a toccarla attraverso gli slip. Iniziò a fare la ritrosa ricoprendosi le cosce, aveva capito le nostre intenzioni. Ci ripeteva di essere fedele a suo marito e non era intenzionata a tradirlo. Fu allora che iniziai ad intimidirla, che avrei parlato con il suo capo dicendogli che era un’impiegata incompetente e scontrosa. Lei sobbalzò, ci pregò di non fare questo, aveva un mutuo da pagare e il solo stipendio del marito non era sufficiente per una vita familiare dignitosa, ci teneva tantissimo al suo posto di lavoro e se noi essendo degli ottimi clienti del suo capo, se ne avessimo parlato, di sicuro l’avrebbe licenziata data la concorrenza giovanile dovuta ad una elevata disoccupazione. Fu allora che si tranquillizzò e si lasciò andare, le avevamo detto che nessuno avrebbe saputo. Tranquillizzata, riproposi la mia mano sulle sue cosce. Lei si lasciò andare… stendendosi… fu allora che mi spostai per baciarla sulle labbra. Ebbe un fremito… ma non reagì… accettava passivamente le mie effusioni. Scostai gli slip e con le dita iniziai a toccargli la morbidissima figa… le sfioravo il clitoride… ebbe un fremito… il mio dito si fece più audace e piano piano iniziò a penetrarla.. Fu allora che il mio amico, rimasto immobile a godersi la scena, che iniziò a palpeggiargli i seni iniziando a sbottonargli la camicetta. Ne tirò fuori due bellissimi seni sodi nonostante i suoi cinquantatré anni

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