Amici lettori, oramai, io e la zia Antonietta , avevamo raggiunto una sintonia di coppia, unvidiabile, e la zia, aveva ragione, che uscire insieme e condividere, il quotidiano, anche se lontano, dal paese, ci avrebbe aiutato, certo le situazioni, erano favorevoli, la mia famiglia in Piemonte, io pensavo solo all'universita con buoni risultati lei lontano dalla sua, impegni di lavoro, inesistenti, lei veniva mantenuta dallo zio, io dalla mia famiglia, quindi che volere di più. Ma poi succede ciò che succede in tutte le famiglie le feste di Natale, e la zia il 20 Dicembre parti per tornare a Monza, ed io aspettavo la mia famiglia di ritorno dal Piemonte con la famiglia di mia sorella.


Rimasi solo, e vedere la zia partire mi mise malinconia, ci chiamammo spesso, durante il viaggio, e quando arrivò a Monza, ci sentivamo solo la sera, perchè i suoi figli uscivano e lo zio anche. Qui successe un qualcosa, che mi diede ancora più, coraggio, infatti io non sono mai stato ,un gran donnaiolo, avevo problemi di erezione, dovuti all'ansia, da prestazione, e se avete prestato attenzione, nei racconti, precedenti, ho parlato spesso di Cialis.


Ora vi racconto un episodio, che per me fù significativo. Quel periodo all'università, oltre alla teoria, facevamo, anche tirocinio, in una clinica, e io avevo come collega, katia, una ragazza, pugliese, e avevamo un buon feeling, lei era una discreta ragazza, non alta, in carne, uno sguardo, furbo, e di lei risaltava, un bel culo, e poi aveva la "r" moscia alla francese, io non le avevo, mai dato tante attenzioni, anche perchè sapevo essere fidanzata, con Mimmo, un ragazzo foggiano, il classico fighetto, occhialetti, barba, e frequentava l'università anch'egli.


Erano il tardo pomeriggio dell'antivigilia di Natale, avevamo, finito, il tirocinio, e come sempre mi proposi, di accompagnarla, a Campobasso, dove aveva l'appartamentino, che condivideva, con altre 2 ragazze, durante il viaggio, parlammo delle solite cose, l'università, i professori, le lezioni, poi mi disse che il suo fidanzato, era andato a Foggia, e domani l'aspettava. Arrivati, sotto casa, lei m'invito a salire accettai, le sue amiche erano ritornate dalle loro famiglie.


Eravamo da soli, mi offri da bere, e mentre parlavamo, squillò il cell. andò in bagno a rispondere, era il suo fidanzato, parlottarono, e sentii, che gli passò, la suocera, lei gli disse, che era in clinica, li cominciai a fantasticare, ero titubante, pensavo alla zia, al tradimento, a cosa stesse facendo adesso, poi torno, Katia, mi chiese tutto, bene, io la guardai, lei mi chiese, "cosa c'è Dario"...io nulla, e fui preso, da un raptus, la presi, per mano, e la spinsi contro il muro, e la baciai, lei cedette, e la mia lingua entrò, nella sua boccca, ci baciavamo, tutti e due, poi mi fece segno di fare silenzio, e mi porto, verso, il divano, si mise, seduta ed io in piedi, mi sbottonò i pantaloni, ed il mio pisello era già in tiro, lo prese, in bocca, e cominciò a succhiarlo, su e giù, non voglio fare confronti, ma la zia era una maestra, lei, era invece l'inesperienza, personificata, mantre io mi toglievo la maglietta, lei continuava, poi mi alzai, dalle sue gambe, la misi, in ginocchio, e gli dissi"dai che ti voglio venire in bocca", Katia mi disse di no, e continuò a succhiarlo, poi si alzo in piedi, e mentre mi segava, ci baciavamo, gli dissi, spogliati, lei mi porto in camera sua, dove c'era un letto singolo, ando in un cassetto e prese i preservativi del ragazzo, me ne porse, uno', e mentre armavo il mio pisello, lei si spoglio, era nuda, con la sua fichetta, rasata, e la sua pelle, giovane, ed il suo culo, che ora che era libero, senza i leggins o jeans aderenti, non era cosi perfetto, l'adagiai sul letto, e cominciai a baciarla, il suo seno era duro, ed i suoi capezzoli, illibati, e divennero duri all'istante, la penetrai nella posizione, più classica, e sentii, la sua fichetta stretta e bagnata, il mio pisello, si fece strada, e lei cominciò a fare gemiti di piacere, cominciai a scoparla, con forza e decisione, lei mi disse:"Dario fai piano", il sentire pronunciare quelle parole, mi eccitò, ed aumentai l'intensità, si muoveva sottto di me, sentivo i suoi umori, era spaesata, diceva solo "piano, piano,", li mi resi conto, che la stavo scopando, come se fosse la zia, ed invece avevo sotto, di me una ragazzo di 21 anni, e sentivo la differenza, una fichetta, ancora in cerca di nuove esperienze, alla fine arrivai, e lei ebbe un sospiro, di sollievo, e vide il preservativo riempirsi, del mio sperma.


Fece un'esclamazione, woww, e poi mi disse, cero un po' di delicatezza, la guardai e sicuro di me, gli dissi, non ti è piaciuto, lei rispose, si si, anzi, però magari meno impeto, sai, ed aggiunse ero un'anno che ti guardavo, ma tu nulla, io rmasi perplesso, non  avevo mai notato, di essere desiderato.


Ma io ero abituato, ad altri ritmi, indossai, un'altro preservativo, Katia mi guardò e mi disse, ancora, io le risposi " il tuo Mimmo si ferma alla prima", non rispose, la mise a pecorina, leccai la sua fica, e mi disse " Dario cosa fai",  io continuai,aiutandomi con le dita, poi senti le sue labbra vaginali, bagnarsi, e con forza la penetrai, per l'ennesima volta disse "piano ", ma oramai, avevo preso, il via, e cominciò la mia cavalcata,lei era  con la faccia, sulle lenzuola, udivo i suoi lamenti,il suo culo, effettivamente non era cosi perfetto, però era bello sodo, le sue coscie era belle, liscie e prive di cellulite,provai ad entrare con un dito,nel sua ano, ma era stretto, gli dissi ora voglio il culo.


Katia spalancò gli occhi, mi disse, no, in modo perentorio, li divenni ancora più cattivo, e aumentai l'intensità dei colpi, la schiaffeggiai sul culo, mi disse "non lasciarmi segni fai piano, ma la vedevo, con gli occhi stralunati" mi resi conto, che scopavo, con lei come scopavo con la zia, ed era improponibile, alla fine mi disse, Dario sono già venuta due volte, basta, mi stai facendo male, li mi eccitai, e pensai, è la prima volta che mi dicono basta, sfilai il mio bastone di carne, e si riempi di nuovo, il preservativo. Katia mi guardò e mi disse " sei un porco..." io risi, e la baciai, lei sorrise, e mi disse "Dario mi sa che è meglio che vado a prendere due pizze" e aggiunse offro io.


Mentre si vestiva mi disse dove erano gli asciugamani, e usci.


Squillo' il cell. erano passate 2 ore, era la zia, mi disse " dove sei", risposi "a casa, appena rientrato, sono stanco, ho preso una pizza e vado a nanna, e mi manchi tanto, veramente, sei lontana, e debbono passare ancora tanti giorni, dimmi come va su, ti trattano bene"


La zia rispose " si si, ora sono vicino casa, sto rientrando, lo zio è fuori, torna tardi, mi tratta come un peso, mi ha ricaricato la Poste pay, e penso che gli affari gli vadano bene, i miei figli con le loro tipe, stasera sono a cena, e poi anche tu mi manchi..."ma presto riscendo, li ho gia avvertiti, sia loro, che mi fratello, e mia sorella, aggiunse "Dario mi manchi...ma presto sarò tua, di nuovo.


Io risposi " zia quanto fantastico, e mi tocco su noi due..."


Lei rispose "Realizzeremo tutto, ora debbo andare, buona notte"


Andai in doccia, e dopo un po' ecco Katia, pizza e birra, e poi gli chiesi se potevo fermarmi, lei annui, ma mi anticipò che non avremmo fatto più niente, era esausta.


Io mi addormentai nel letto di una sua amica, mentre lei sistemava casa e preparava le valigie per la partenza all'indomani.


Cari lettori, per me fu importante, perchè mi resi conto, che avevo superato, l'ansia da prestazione, ed non avevo bisogno di pillole, e mi resi conto, che con la zia, era abituato troppo bene, m'accontentava su tutto.

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Categorie: Tradimenti Confessioni
Tag: Foggiane