Cari amici lettori, in questo racconto alternerò dialoghi a rapporti sessuali erano passati 12 giorni e finalmente la zia mi aveva annunciato il suo ritorno e per me fù una lieta notizia, oramai, la pensavo continuamente, e pure lei era felicissima, ed aveva tante cose da dirmi. Io da parte mia gli dissi che non aspettavo altro che un suo ritorno, e mi disse che arrivava alla stazione di Pescara nel primo pomeriggio, l'indomani, eccomi pronto, avevo recuperato tutte l'energie, ero pronto, e pieno di voglie represse. Arrivai a Pescara, ed il treno come da consuetudine portava circa 60 minuti di ritardo.
L'attesa si faceva sempre più logorroica, ma alla fine ecco l'annuncio, rimasi in fermo, a vedere la gente che scendeva e camminava, e la scorsi, era bellissima, con quella gonnellina nera, quel giubbino, la camicetta, ed il trolly, ci scambiammo un'innocente bacio sulla guancia, la paura di essere, visti in atteggiamenti intimi era tanta, presi il trolly, ed andammo verso la macchina.
Chiesi zia "tutto bene il viaggio"
Lei rispose "interminabile, ma si viaggiava bene, e tu"
io risposi " il tempo non passava più"
Eccoci alla macchina, salimmo, ci guardammo intorno e ci baciammo, sussurrai, zia, sei bellissima,
e poi dissi " andiamo ho voglia di te"...lei anche io.
Mentre guidavo, mi racconto delle litigate con lo zio, che nel tempo passato a Monza, non l'aveva sfiorata, dei suoi figli presi dagli amici, e dalle tipe, che frequentavano. Ogni sera una litigata, lo zio, che voleva andare via, ma lei aveva proposto che tornava lei, in Molise,per un po' di tempo, perchè non aveva voglia di dare spiegazioni, alle sue amiche ed al vicinato, e cosi, eccola quà.
Le toccai le gambe, e lei mi disse " poi ci sei tu"...
Gli dissi " zia tocca tra le gambe, lo senti come è duro"
Lei mi disse "esci al prossimo casello ho voglia del tuo cazzo..."
Certo, zia, ero eccitatissimo, eccoci al casello di Val di Sangro, usciamo, e prendiamo la statale, avevo il pisello, che mi faceva male, talmente era duro, ed in tiro, trovammo, una strada sterrata, entrai era abbastanza isolata, percorremmo un po di strada, posteggiai tra gli alberi, gli saltai addosso, ci abbracciammo, era un turbine di respiri, misi una mano tra le cosce, sentii la sua fica, bagnata e depilata, mi sbottonai, e la penetrai, con il mio membro, e cominciai a muovermi, in modo forsennato e violento, lei godeva, la sentivo, ero talmente eccitato, che ogni colpo, aveva un'effetto devastante.
Mi ripeteva mi sei mancato, tu il tuo cazzo, la tua perversione, mi sentivo sola, avevo paura di rimanere sola, ora invece, mi sento tua, dai Dario, scopami, io a sentire quelle parole mi eccitavo, come un pazzo.
E cominciai a dirgli " non sei sola, sei mia, la mia zia, preferita, la mia zia puttana"...
La mia mi bacio, si tua e basta...e continuai a penetrarla.
Poi dissi sto venendo...Lei mi dissi "Dario amore mio in bocca nella mia bocca".. cosi fu'..
Era stata un emozione tremenda, eravamo mezzi nudi, scoppiammo a ridere, in lontananza c'era un contadino, che guardava, e dissi zia " fai la puttana , tirati giù la gonna e fagli vedere il culo", lei ubbidì, si sistemo le mutandine, e rimise la gonna...salimmo in macchina e proseguimmo, per casa.
Arrivati a casa, la feci scendere, e mi salutò, ed entro, io posteggiai, la macchina poco distante ed entrai dal retro, il stare attenti da sguardi indiscreti mi eccitava, saltai il muro di recinzione, ed entrai, lei era li, la baciai, in breve eravamo nudi, lei mi disse " Dario nel culo".. stavolta obbedii io, e senza lubrificanti, la penetrai nel di dietro, ed il suo buco, cedette subito, la strinsi per i fianchi, con una violenza tale, che lancio un'urlo, e cominciai la mia cavalcata, il suo culo sprigionava una calore devastante, lei urlava così, amore mio, cosi, cosi, ed io continuavo, Poi disse " quanto mi sei mancato"...
Cari lettori, al sentire tali parole raggiunsi di nuovo, l'orgasmo...e le riempii il culo di sperma...quando lo sfilai, per alcuni secondi il suo buco rimase aperto...
Ci appoggiammo sul letto matrimoniale, sotto le coperte, e gli dissi zia allora dimmi ti è convenuto andare su a Monza...
Lei mi rispose " sai Dario, volevo vedere, poi 19 anni di matrimonio, e 2 di fidanzamento, non si possono bruciare, così, con Luigi mi sono fidanzata a 16 anni e sposata a18 anni perchè sono rimasta incinta, lo sai, poi i figli, ma quando sono arrivata sù, ho vissuto la solitudine, i miei figli, con la testa solo alla comitiva, Luigi, preso dal suo lavoro, e dai suoi amici, ero sola, molto sola, poi pensavo a te, ai nostri momenti, li mi sentivo giudicata, da mio marito e dai miei figli, con te libera, poi lo zio all'ennesima litigata, mi ha detto vado via, e li ho preso coraggio, e ho sfruttato la situazione, e gli ho detto, allora vado io in Molise, per stare sola, non pago affitto, e mi pbastano pochi soldi per vivere e poi non voglio dare spiegazioni adesso, ne alla tua famiglia ne hai nostri amici ed amiche, credimi ha accettato subito, sa che qui sono controllata pensa lui, i miei figli, non hanno detto nulla, ed io li sola, per un'attimo ho pensato..."
Interruppi la zia e gli dissi zia, mentre parli, gioca con il mio cazzo...dai continua...lei cominciò a giocare con il mio uccello, e testicoli...e continuò...
Dario ho pensato di perderti, che potevi stare con un'altra, che arrivavo giù e mi dicevi zia, è stato bello ma basta, avevo paura di perdere, tutto, ero impaurita, sino a quanto non ti ho visto alla stazione, allora tutto è cambiato.
Ci baciammo in modo dolce ed affettuoso, poi la zia, scese giù sotto le lenzuola e sentii il mio pisello bagnarsi della sua saliva, le mie palle, essere succhiate, il mio buco del culo, insalivato, e le sue unghie entrare dento, la testa si muoveva sotto le lenzuola alternava momenti di velocità a momenti di leccate...alla fine venni per la terza volta, e la zia ingoio, di nuovo...
Gli sussurrai grazie, dopo una ventina di minuti, chiamò lo zio Luigi, per avvertirlo che era arrivata.
Gli chiesi "zia tutto bene"
Lei rispose " se non chiamavo io, neanche mi chiamava, pessimo uomo, pessimo marito, pessimo a letto, ci abbracciammo e presi sonno sui suoi seni...
Cari lettori, fù una giornata, stupenda, in alcuni momenti mi sentivo sporco, per come la trattavo, ma poi mi resi conto, che la facevo sentire, viva, e con lei stavo bene.
Visualizzazioni: 4 350 Aggiunto: 3 anni fa Utente:
Categorie: Confessioni Tradimenti