Il Molise è una terra di emigranti, ed il mio paese non è rimasto immune da tutto, ciò, e nonostante sia sul mare, ha subito, questo fenomeno .L'estate ritornano tutti i nostri compaesani, che si trovano fuori, per lavoro, sia in Italia che all'estero.
Cari amici vi racconterò un'avvenimento che mi è accaduto.
Io mii chiamo Dario oggi ho 42 anni, e mi sono laureato , e anche io lavoro al nord Italia.
Quell'estate come tutte le estati, arrivò, mio zio Luigi, da Monza un cugino di mia madre con la sua famiglia, la zia Antonietta sua moglie, una donna che a me era sempre piaciuta, 2 belle labbra, un bel seno, un culo leggermente grosso, con delle velature di cellulite, la classica donna brianzola, molto perspicace, sui due figli sorvolo i classici coglioni viziati.
Sulla zia io ogni estate mi sparavo un quantitativo illimitato, di seghe, mi piaceva, poi con quei sui modi di fare, e la sua parlata, ma più di i non ero mai andato.
Poi arrivo quel pomeriggio fatidico, arrivai in spiaggia, con la mia bicicletta, e volevo uscire in mare, con la barca del nonno, un peschereccio a motore, con il quale mi divertivo, scrutai da lontano, la zia, e andai a salutarla, e chiesi dove era il resto, della famiglia, mi disse che erano andati a Campobasso, per dei servizi, credetemi più per cortesia che per altro, gli dissi, io vado in barca, vuoi venire, lei accettò, rimasi incredulo, e cosi, l'aiutai a salire, e prendemmo, il largo, il mare era calmo, e dopo un po' la terra si vedeva a malapena.
Io ero contento, e parlammo, tanto, della vita a Monza, dei problemi economici dello zio, e dei suoi figli, ed anche di me.
Poi gli dissi, facciamoci, il bagno, e mi tuffai, lei più adagio entro, e dopo aver nuotato un po' risalii in barca e gli diedi una mano a risalire, era bella nel suo costume, rosso, e la sua pelle olivastra, ebbi un senso, di imbarazzo, ed il mio pisello ebbe un'erezione, improvvisa, divenne duro, e grosso, come non lo era mai stato, alla zia non sfuggi, il particolare e giro lo sguardo altrove, gli passai l'asciugamano, e mi allontanai, e rimasi, a fissarla, lei mi disse Dario torniamo a riva, dissi ok.
Ma poi , preso da un raptus, mi avvicinai, a lei, che mi guardo, e dissi, zia, ti voglio, e mi calai il costume, ed il mio pisello riprese vigore, e dissi, zia guarda cosa provochi.
Lei mi disse...basta Dario...torniamo...
ma le sue parole ebbero, un effetto ancor più eccitante la presi con decisione, e la misi in ginocchio, lei tento di liberarsi, ma ero troppo impetuoso, e dopo una breve resistenza, sentii il mio pisello sprofondare nella sua bocca, e lei con gli occhi chiusi, faceva avanti e indietro con la testa, stava succhiando il mio pisello, sentivo il calore della sua bocca, cominciai a toccare i suoi capezzoli, che erano duri, poi la presi con decisione ai lati della testa, ed io davo il ritmo prima piano poi veloce, era un sogno, il mio sogno, poi sfilai, il pisello dalla sua bocca, e sussurrai, leccami le palle, diede un po' di leccate, e rimisi, l'uccello, in bocca, e da li a breve cedetti, e riversai il mio sperma nella sua bocca, tenendo la sua testa bloccata, la sentii tossire, ma ingoio tutto.
Dopo qualche istante si alzo e la baciai e tolsi il costume sotto, eravamo soli e nudi, cominciammo a baciarci, e di li a breve, il mio pisello, riprese vigore, era pronto per una nuova avventura, lei si giro, e si mise con le mani appoggiate, al vano motore, avevo il suo culo ,davanti a me, e la sua figa, e con un movimento deciso, la penetrai in fica, e reggendola per i fianchi, stringendo con decisione, cominciai a scoparla, con decisione, e forza, ero eccitatissimo, e pure lei sentiva il mio ardore, e la sentivo gemere, e bagnarsi, il suo liquido, emanava un profumo delizioso, ero un moto perpetuo, con un dito le penetrai il culo, ma poi la ripresi per i fianchi e ricominciai con più foga la sentivo gemere, mi diceva si Dario...da Dario, il sentire pronunciare il mio nome, mi diede più energia, e perversione, la girai, l'appoggiai sul sedile del timone, e comincia scoparla, avevo il suo viso, dinanzi al mio, e vidi, che ad ogni mio colpo, chiudeva gli occhi e gemeva, le piazzai un dito in bocca e comincio a succhiarlo, alla fine cedetti, ed partirono dei schizzi copioso, sulla sua pancia, e sul suo seno...mi sorrise...e si alzo e ci stringemmo, il suo seno era duro.
Da quel pomeriggio diventammo amanti...
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